Jordan Grand Prix

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Jordan Grand Prix
Logo Jordan Grand Prix.png
Sede Irlanda Irlanda-Regno Unito Regno Unito, Silverstone
Categorie
Formula 1
Dati generali
Anni di attività dal 1980 al 2005
Fondatore Eddie Jordan
Formula 1
Anni partecipazione Dal 1991 al 2005
Miglior risultato 3°posto (1999)
Gare disputate 250
Vittorie 4
Note
Sostituita dalla Midland F1 Racing

Jordan Grand Prix è stato un team di Formula 1 (In Formula 1 dal 1991 al 2005) vincitore di 4 Gran Premi. Fondato da Eddie Jordan negli anni '80, dopo aver gareggiato in Formula 3 e Formula 3000. La prima vittoria (e doppietta) risale al Gran Premio del Belgio 1998, con Damon Hill primo e Ralf Schumacher secondo. La stagione di maggior successo è stata il 1999 in cui la Jordan ha vinto due gare e lottato per il titolo piloti con Heinz-Harald Frentzen. Tra i risultati di rilievo anche un secondo e terzo posto conquistati nel 1995 in Canada.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Eddie Jordan, fondatore del team

Gli anni nelle Formule minori (Eddie Jordan Racing)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980 l'ex pilota Eddie Jordan fondò la scuderia Eddie Jordan Racing, e fece correre il suo team nelle formule minori, in particolare in Formula 3. Nel campionato britannico, nel 1983 il giovane pilota Martin Brundle sfiorò il titolo, battuto da Ayrton Senna. Titolo che comunque arrivò nel 1987 grazie a Johnny Herbert.

Forte dei buoni risultati ottenuti Eddie Jordan, nel 1988 iscrisse la scuderia nel campionato internazionale di Formula 3000, e dopo una buona annata iniziale con Herbert, nel 1989 Jean Alesi conquistò il titolo.

La Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Il debutto[modifica | modifica sorgente]

Bertrand Gachot alla guida della sua Jordan 191 durante il Gran Premio degli Stati Uniti.

Nel 1990 Jordan richiese alla FIA la partecipazione della sua scuderia in Formula 1. Verso la fine dello stesso anno l'autorizzazione gli fu accordata e Jordan contattò come progettista l'ingegnere Gary Anderson, che nel 1988 gli aveva soffiato il titolo in Formula 3000. Il team fu chiamato invece Jordan Grand Prix.

Per la prima stagione il patron irlandese ingaggiò come piloti la promessa Bertrand Gachot e l'esperto pilota romano Andrea De Cesaris. Le prime gare non furono molto facili per il team, perché spesso a buone qualifiche si contrapponevano gare disastrose. Questi risultati erano causati o da guasti o da uscite di pista. Dal Gran Premio del Canada però, la scuderia cominciò a ottenere punti, con De Cesaris quarto e Gachot quinto. Sempre il pilota romano giunse quarto al Gran Premio successivo. In Gran Bretagna Gachot arrivò sesto e in Germania ambedue i piloti giunsero a punti. Al Gran Premio d'Ungheria, poi il francese Gachot fece segnare il primo giro più veloce nella storia della scuderia irlandese. Ma a Londra pochi giorni dopo il pilota venne arrestato con l'accusa di avere usato uno spray urticante proibito in Inghilterra contro un tassista. Jordan dovette quindi trovare un sostituto per il resto della stagione e la scelta cadde sul promettente pilota tedesco Michael Schumacher, anche grazie ai 150.000 dollari pagati dalla Mercedes al team irlandese.[1] Schumacher si mise in luce durante le qualifiche conquistando il settimo posto, ma al via bruciò la frizione. Rimasto il solo De Cesaris in gara, il romano si issò fino al secondo posto a pochi giri dalla fine, andando anche ad insidiare il leader della corsa Ayrton Senna (alle prese con problemi al cambio), ma ritirandosi a pochi giri dalla fine quando la vittoria pareva davvero alla portata della piccola scuderia irlandese. La Benetton ingaggiò Michael Schumacher a partire dal GP successivo e Jordan dovette cercare un altro pilota. La scelta ricadde quindi su Roberto Moreno, che nelle ultime tre gare venne poi sostituito da Alex Zanardi.

Gli anni 1992-1993[modifica | modifica sorgente]

Il motore Yamaha che equipaggiò la Jordan durante la stagione 1992.

Nel 1992 Jordan ottenne il supporto finanziario di Sasol (petroliere sudafricano) e Barclays, più il supporto tecnico (e soprattutto economico) della Yamaha, che fornì il suo motore V12 dimostratosi competitivo alla fine della stagione precedente. Il telaio invece era un'evoluzione del già ottimo modello 191, con un muso ancor più rialzato. I piloti erano Stefano Modena (autore di una buona stagione con la Tyrrell) e Maurício Gugelmin (in crisi di risultati dopo una stagione travagliata alla Leyton House, ma forte di un munifico sponsor); a De Cesaris e Zanardi non fu rinnovato il contratto per mancanza di fondi. Purtroppo per la scuderia il nuovo motore si rivelò molto pesante compromettendo l'eccellente equilibrio che si era raggiunto con il più compatto V8 Ford e ci furono pure problemi con il nuovo cambio sequenziale, che fu spesso causa di numerose rotture. Nell'ultima gara stagionale Modena fu in grado di ottenere un punto, mitigando la delusione in seno alla squadra. Molti criticarono la scelta di Jordan di abbandonare subito il Ford per passare al più munifico Yamaha, ma va detto che senza l'aiuto economico di questa casa difficilmente la squadra sarebbe sopravvissuta per più di qualche stagione.

Il 1993 si aprì con un nuovo motore (il V10 costruito da Brian Hart) e due nuovi piloti: il promettente Rubens Barrichello e l'esperto Ivan Capelli, licenziato dalla Ferrari. Dopo due GP avari di risultati l'italiano decise di interrompere la collaborazione con Jordan. Al suo posto venne preso Thierry Boutsen, molto gradito allo sponsor Barclays ma troppo alto per il telaio progettato da Anderson; il belga collezionò solo amarezze e si ritirò dopo il Gran Premio del Belgio. Barrichello invece fu autore di una stagione molto interessante, mettendosi in luce a Donnington, in una gara bagnatissima, dove riuscì a tenere a lungo la seconda posizione prima del ritiro per guasto meccanico. In Francia sfiorò i punti giungendo settimo, fino a conquistare i primi punti in Giappone, quinto davanti al suo nuovo e velocissimo compagno di squadra, Eddie Irvine, proveniente dalla F.3000 giapponese; il nordirlandese stupì tutti con una qualifica eccellente e una gara maiuscola, aiutato anche dalla perfetta conoscenza del tracciato, arrivando sesto e litigando pure con il vincitore Senna, che lo accusò di non avergli dato strada in fase di doppiaggio, arrivando a sfiorare anche una rissa nel motorhome della scuderia irlandese nel dopo gara.

La coppia Barrichello-Irvine[modifica | modifica sorgente]

Irvine impegnato al Gran Premio di Gran Bretagna 1995.

Dopo che gli unici punti nel 1993 erano stati conquistati da Barrichello e da Irvine, questa fu la coppia scelta da Eddie Jordan per la stagione 1994. Per il secondo anno consecutivo il motore utilizzato dal team fu l'Hart.

La stagione iniziò bene per il team, con Barrichello che, dopo essere partito dalla quattordicesima piazza, riuscì a concludere quarto il GP di casa. Tutt'altra cosa per il compagno di squadra Irvine che venne squalificato dalla FIA per tre gare, in quanto ritenuto responsabile di aver causato un incidente al Gran Premio del Brasile. La vettura fu affidata prima a Suzuki e poi ad un "vecchio amore" di Eddie Jordan: De Cesaris, che si comportò in maniera egregia. Al GP del Pacifico Barrichello giunse terzo, conquistando il primo podio nella storia della scuderia. A Imola Barrichello uscì violentemente in qualifica, rimediando un'ingessatura al braccio. Per il resto della stagione la squadra fu abbastanza competitiva, collezionando diversi piazzamenti nei punti. A coronamento di una buona stagione, Barrichello conquistò la pole position al Gran Premio del Belgio, grazie ad un'azzeccata strategia che gli fece staccare il tempo quando la pista era ancora asciutta.

A fine anno il team fu quinto tra i costruttori. Il telaio era competitivo, ma il motore mancava di potenza. Soprattutto, una struttura "artigianale" come la Hart non garantiva molte possibilità di sviluppo. È in quest'ottica che va visto l'accordo tra Jordan e la Peugeot, ambizioso motorista francese, entrato in pompa magna in F1 nel 1994 con la McLaren ma costretto forzatamente a trovare una nuova squadra in quanto a fine anno la scuderia inglese siglò un accordo con la Mercedes-Benz per la fornitura del motore V10 tedesco. L'accordo con Peugeot portava tecnologia ed un considerevole aumento del budget (oltre ai motori gratis, la Peugeot era pure sponsor, assieme al petroliere francese Total).

Nel 1995 la stagione della Jordan iniziò senza grossi risultati, registrando al GP del Canada l'unico acuto con Barrichello secondo davanti a Irvine terzo. La stagione si chiuse con il sesto posto del team, ma per l'anno successivo la scuderia perderà Eddie Irvine, passato alla Ferrari.

Dal 1996 all'arrivo di Damon Hill[modifica | modifica sorgente]

La Jordan 197, caratterizzata da una particolare livrea.

Nel 1996 in Jordan si formò una nuova coppia: infatti Irvine passò alla Ferrari e Barrichello venne affiancato dall'esperto Martin Brundle. La vettura di quell'anno fu totalmente rivoluzionata rispetto alle precedenti, ma i risultati rimasero pressoché gli stessi, con nessun podio conquistato e ventidue punti. Da notare che per la prima volta nella sua storia la Jordan stava assumendo il colore giallo, che avrebbe poi caratterizzato i suoi anni successivi, voluto dal nuovo sponsor principale della squadra: la marca di sigarette Benson & Hedges. Furono provate varie colorazioni, iniziando la stagione con un orribile giallo chiaro, poi dal gp di Monaco fino a fine stagione venne mantenuta una livrea color oro, per poi passare dal 1997 alla "storica" livrea nero e gialla.

La stagione 1996 comunque cominciò per la Jordan con un terribile incidente a Martin Brundle nel GP d'Australia, dove la sua vettura decollò su quella di Herbert, capottandosi. Fortunatamente il pilota uscì illeso. I primi punti furono poi conquistati da Barrichello al Gran Premio d'Argentina e in tutto furono 22, di cui 14 del brasiliano e 8 dell'inglese.

Complessivamente la stagione fu deludente per la squadra, partita con grandi ambizioni ma tradita dal telaio, assolutamente non competitivo malgrado il grande aiuto del motore Peugeot. A fine anno la scuderia venne comunque totalmente riformata per quanto riguarda i piloti, con Brundle che si ritirò e Barrichello che passò alla Stewart. Vennero allora ingaggiati i giovani Giancarlo Fisichella e Ralf Schumacher.

La nuova vettura, la 197, si rivelò molto veloce, e i due piloti, malgrado una convivenza difficile che li portò più di una volta a scontrarsi nel corso della stagione, riuscirono a salire sul podio per tre volte, con il romano Fisichella, che in Belgio giunse secondo. A fine anno la scuderia totalizzò 33 punti, miglior risultato della sua storia, oltre al solito quinto posto in classifica costruttori. A fine anno, malgrado i buoni risultati, la Peugeot decise di abbandonare la squadra e seguire la Prost Grand Prix: sarebbe stata un'esperienza a dir poco fallimentare.

Per il 1998 venne ingaggiato Damon Hill, dopo un'annata incolore alla Arrows, per sostituire Giancarlo Fisichella, passato alla Benetton. L'ingaggio, però, costò caro a Jordan: 15 milioni di dollari a stagione. Inoltre Jordan dovette anche ingaggiare il progettista Mike Gascoyne, con il compito di aiutare Gary Anderson nella progettazione della 198. La vettura poté contare su un motore Mugen-Honda, molto leggero e compatto, tanto che il peso complessivo della macchina fu inferiore a 600 kg.

La stagione fu però disastrosa fino al GP di Gran Bretagna, quando Ralf Schumacher conquistò il sesto posto. A partire da questo momento i risultati cominciarono ad arrivare fino a culminare con la doppietta al Gran Premio del Belgio. Va comunque detto che la vittoria fu conquistata in condizioni molto particolari, con il circuito bagnatissimo e i maggiori protagonisti fuori gara (famoso l'episodio in cui Michael Schumacher tamponò Coulthard). Grazie a questo risultato la Jordan divenne la quarta forza del campionato. Nella gara successiva Ralf Schumacher conquistò in condizioni "normali" un terzo posto, a dimostrazione dell'ottimo lavoro di sviluppo effettuato dalla squadra durante la stagione.

Il 1999[modifica | modifica sorgente]

Heinz Harald Frentzen, vincitore di due Gran Premi con la Jordan nella stagione 1999, qui impegnato al Gran Premio del Canada.

La stagione 1999 fu la migliore nella storia della Jordan. La coppia di piloti era formata dal tedesco Heinz Harald Frentzen e dall'inglese Damon Hill, all'ultimo anno di attività in Formula 1.

La nuova Jordan 199, progettata da Mike Gascoyne, non fu un nuovo progetto ma un'evoluzione del valido telaio della stagione precedente. Inoltre in questa stagione il patron Eddie Jordan, alla maniera della Ferrari, cominciò a mettere il suo marchio su molti prodotti, tra i quali quelli di abbigliamento. Per garantirsi solide basi economiche per rafforzare la squadra, Jordan cedette il 40% del suo team alla società Warburg Pincus, per un valore di 80 milioni di dollari.

Frentzen fu in lotta per il titolo fino al Gran Premio d'Europa. Il pilota tedesco infatti colse due vittorie nei Gran Premi di Francia e d'Italia, oltre ad altri quattro piazzamenti a podio. Stagione totalmente diversa per il compagno di squadra Damon Hill, autore l'anno precedente della prima vittoria del team, e che non andò oltre sette punti.

A fine anno la Jordan fu terza nel campionato costruttori con 61 punti, suo miglior risultato di sempre. Però proprio dopo la grande annata del 1999 cominciò il lento declino del team terminato nel 2005.

Il declino[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 la Jordan si presentò come terza forza del campionato. L'ampio budget dovuto alle buone prestazioni dell'anno precedente spinse Gascogne a progettare una vettura "estrema", in ogni suo settore. Per quanto riguarda l'organico della scuderia venne ingaggiato l'italiano Jarno Trulli, come sostituto di Hill.

La stagione iniziò discretamente con Frentzen che conquistò un buon terzo posto a Interlagos, in Brasile, ma il prosieguo fu per entrambi i piloti un vero e proprio calvario, tanto che nelle prime dieci gare ci fuorono ben dodici ritiri e solo otto volte Trulli e Frentzen conclusero la gara. Tra questi ritiri ci fu quello di Trulli mentre si trovava secondo a Monaco, davanti a David Coulthard. Questi disastrosi risultati indussero Gascoyne a passare alla Benetton e venne progettata una nuova vettura la EJ10B, che permise a Frentzen di conquistare un terzo posto a Indianapolis e alcuni piazzamenti a punti.

A fine anno, però, il bilancio fu molto peggiore rispetto a quello dell'anno precedente. Nessuno dei due piloti poté lottare per il titolo e la scuderia concluse al sesto posto in classifica costruttori. Il problema di fondo della vettura era dovuto al fatto che non riusciva a mandare bene in temperatura le gomme, inoltre vi fu un tracrollo dell'affidabilità (il confronto con la stagione precedente sotto questo punto di vista fu impietoso) causato principalmente da problemi di gestione elettronica. Una ulteriore "tegola" sulla credibilità della squadra la diede Max Mosley, che a Imola dichiarò "abbiamo scoperto che qualcuno nel 1999 ha utilizzato l'elettronica per controllare la trazione della vettura in maniera illegale. Fortunatamente chi ha compiuto queste scorrettezze non è giunto né al primo né al secondo posto del mondiale" (la Jordan era arrivata terza...). Ad alimentare i sospetti fu l'apertura dello sportellino del rifornimento che in più di un'occasione si aprì in gara: il sospetto che il limitatore di velocità dei box (che azionava l'apertura del suddetto sportello) venisse usato come antispin (controllo della trazione) fu molto forte ma non venne mai provato ufficialmente.

Il 2001 vide una piccola ripresa del team irlandese. Venne confermata la coppia di piloti dell'anno precedente e la nuova vettura, la EJ11, presentava notevoli differenze rispetto alla precedente soprattutto per quanto riguarda l'aerodinamica e gli alettoni.

I risultati, quindi, non tardarono ad arrivare, con la conquista di 13 punti nelle prime cinque gare da parte di entrambi i piloti. Dal Gran Premio d'Austria, però, ritornarono quei problemi di affidabilità che l'anno precedente avevano colpito la vettura. A Monaco Frentzen ebbe un incidente e fu costretto a saltare il Gran Premio del Canada, in cui fu sostituito da Ricardo Zonta, che non andò oltre il settimo posto. In Francia Trulli conquistò il quinto posto, ma fu poi costretto al ritiro per cinque gare consecutive. Intanto Frentzen venne ceduto alla Prost in cambio di Jean Alesi, che concluse la sua carriera nel team irlandese conquistando in Belgio il suo ultimo punto in carriera. A fine anno la Jordan giunse quinta in classifica costruttori con 19 punti, ed ebbe una piccola ripresa rispetto all'anno precedente.

Nel 2002 la Jordan si presentò con un enorme budget. Fra i piloti vi furono il ritorno di Giancarlo Fisichella e il debutto di Takuma Sato. L'obiettivo annuale era, non più come negli anni precedenti, tornare tra i top team, ma battere la BAR, che disponeva dello stesso motore. L'annata non fu particolarmente buona, ma ciò nonostante la Jordan concluse sesta in classifica costruttori davanti alla rivale BAR.

Prima della stagione 2003 lo sponsor principale abbandonò la scuderia. Con un budget inferiore a 80 milioni si resero necessari molti tagli di spesa, anche per quanto riguarda il personale tecnico, che si ridusse notevolmente. La stagione si presentò quindi difficile e impegnativa. I piloti erano Giancarlo Fisichella e Ralph Firman.

In una stagione difficilissima, sia per la scarsa competitività della vettura, che per i tanti ritiri, nonostante tutto la Jordan conquistò la sua ultima vittoria in Formula 1, seppure in una situazione molto particolare. Infatti al Gran Premio del Brasile la gara venne interrotta per la pioggia battente che aveva già causato numerosi incidenti. La vittoria, inizialmente attribuita a Kimi Raikkonen su McLaren, venne successivamente assegnata a Fisichella, unica soddisfazione per la Jordan in un anno concluso al nono posto in classifica costruttori, davanti a due sole altre scuderie.

Ancora peggiore fu il 2004, pieno di difficoltà, con una vettura non competitiva e spesso schierata in griglia nelle ultime posizioni, così come in gara. I risultati utili furono molto pochi, conquistati per lo più da Heidfeld e, a sorpresa, da Timo Glock, in Canada, dopo aver sostituito Giorgio Pantano.

La vendita al Gruppo Midland[modifica | modifica sorgente]

La vettura del 2005

In difficoltà economiche da diversi anni, all'inizio del 2005 la squadra è stata venduta al gruppo di investitori del Midland Group, guidati dal finanziere canadese di origine russa Alex Shnaider. Per il 2005 la squadra ha corso ancora con il nome Jordan e una fornitura di motori Toyota, conquistando con Tiago Monteiro il terzo posto nel contestato Gran Premio degli Stati Uniti. A partire dal 2006, ha preso il nome di Midland F1. Questa fu la peggior stagione disputata dal team tanto che non era più competitiva della Minardi (con la quale si contendeva spesso la nona fila).

Principali piloti[modifica | modifica sorgente]

Vittorie in F1[modifica | modifica sorgente]

Vetture[modifica | modifica sorgente]

Fisichella alla guida della Jordan al Gran Premio degli Stati Uniti

Risultati in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1991 191 Ford HB G Bertrand Gachot 10 13 Rit 8 5 Rit Rit 6 6 9 13
Michael Schumacher Rit
Roberto Moreno Rit 10
Alessandro Zanardi 9 Rit 9
Andrea De Cesaris NPQ Rit Rit Rit 4 4 6 Rit 5 7 13 7 8 Rit Rit 8
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1992 192 Yamaha OX99 G Stefano Modena NQ Rit Rit NQ Rit Rit Rit Rit Rit NQ Rit 15 NQ 13 7 6 1 11º
Maurício Gugelmin 11 Rit Rit Rit 7 Rit Rit Rit Rit 15 10 14 Rit Rit Rit Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1993 193 Hart 1035 G Rubens Barrichello Rit Rit 10 Rit 12 9 Rit 7 10 Rit Rit Rit Rit 13 5 11 3 10º
Ivan Capelli Rit NQ
Thierry Boutsen Rit Rit 11 Rit 12 Rit Rit 13 9 Rit
Marco Apicella Rit
Emanuele Naspetti Rit
Eddie Irvine 6 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1994 194 Hart 1035 G Rubens Barrichello 4 3 NQ Rit Rit 7 Rit 4 Rit Rit Rit 4 4 12 Rit 4 28
Eddie Irvine Rit ES ES ES 6 Rit Rit Rit Rit Rit 13 Rit 7 4 5 Rit
Aguri Suzuki Rit
Andrea De Cesaris Rit 4
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1995 195 Peugeot A10 G Rubens Barrichello Rit Rit Rit 7 Rit 2 6 11 Rit 7 6 Rit 11 4 Rit Rit Rit 21
Eddie Irvine Rit Rit 8 5 Rit 3 9 Rit 9 13 Rit Rit 10 6 11 4 Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1996 196 Peugeot A12 G Rubens Barrichello Rit Rit 4 5 5 Rit Rit Rit 9 4 6 6 Rit 5 Rit 9 22
Martin Brundle Rit 12 Rit 6 Rit Rit Rit 6 8 6 10 Rit Rit 4 9 5
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
1997 197 Peugeot A14 G Ralf Schumacher Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 6 5 5 5 Rit Rit 5 Rit 9 Rit 33
Giancarlo Fisichella Rit 8 Rit 4 6 9 3 9 7 11 Rit 2 4 4 Rit 7 11
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1998 198 Mugen-Honda MF-301HC G Damon Hill 8 SQ 8 10 Rit 8 Rit Rit Rit 7 4 4 1 6 9 4 34
Ralf Schumacher Rit Rit Rit 7 11 Rit Rit 16 6 5 6 9 2 3 Rit Rit
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
1999 199 Mugen-Honda MF-301HD B Damon Hill Rit Rit 4 Rit 7 Rit Rit 5 8 Rit 6 6 10 Rit Rit Rit 61
Heinz-Harald Frentzen 2 3 Rit 4 Rit 11 1 4 4 3 4 3 1 Rit 6 4
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
2000 EJ10 / EJ10B Mugen-Honda MF-301HE B Heinz-Harald Frentzen Rit 3 Rit 17 6 Rit 10 Rit 7 Rit Rit 6 6 Rit 3 Rit Rit 17
Jarno Trulli Rit 4 15 6 12 Rit Rit 6 6 Rit 9 7 Rit Rit Rit 13 12
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
2001 EJ11 Honda RA001E B Heinz-Harald Frentzen 5 4 11 6 Rit Rit Rit SP Rit 8 7 19
Ricardo Zonta 7 Rit
Jean Alesi 10 6 8 7 Rit
Jarno Trulli Rit 8 5 5 4 SQ Rit 11 Rit 5 Rit Rit Rit Rit Rit 4 8
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
2002 EJ12 Honda RA002E B Giancarlo Fisichella Rit 13 Rit Rit Rit 5 5 5 Rit 7 NQ Rit 6 Rit 8 7 Rit 9
Takuma Sato Rit 9 9 Rit Rit Rit Rit 10 16 Rit Rit 8 10 11 12 11 5
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
2003 EJ13 Ford RS1 B Giancarlo Fisichella 12 Rit 1 15 Rit Rit 10 Rit 12 Rit Rit 13 Rit 10 7 Rit 13
Ralph Firman Rit 10 Rit Rit 8 11 12 Rit 11 15 13 Rit SP Rit 14
Zsolt Baumgartner TP Rit 11
Björn Wirdheim TP
Satoshi Motoyama TP
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
2004 EJ14 Ford RS2 B Nick Heidfeld Rit Rit 15 Rit Rit 7 10 8 Rit 16 15 Rit 12 11 14 13 13 Rit 5
Giorgio Pantano 14 13 16 Rit Rit Rit 13 NPR Rit 17 Rit 15 Rit Rit Rit
Timo Glock TP TP TP TP TP TP TP 7 TP TP TP TP TP TP TP 15 15 15
Robert Doornbos TP TP TP
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Brazil.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Punti Pos.
2005 EJ15 / EJ15B Toyota RVX-05 B Tiago Monteiro 16 12 10 13 12 13 15 10 3 13 17 17 13 15 17 8 Rit 13 11 12
Narain Karthikeyan 15 11 Rit 12 13 Rit 16 Rit 4 15 Rit 16 12 14 20 11 15 15 Rit
Robert Doornbos TP TP TP TP TP TP TP TP TP
Franck Montagny TP
Nicolas Kiesa TP TP TP TP TP TP TP
Sakon Yamamoto TP

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Timothy Collings, The Piranha Club, Virgin Books, 2004, p.17, ISBN 0-7535-0965-2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]