Ferrari F1-2000

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Ferrari F1-2000
Ferrari F1-2000.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Scuderia Ferrari
Categoria Formula 1
Squadra Scuderia Ferrari Marlboro
Progettata da Rory Byrne
Sostituisce Ferrari F399
Sostituita da Ferrari F2001
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Ferrari, monoscocca in fibra di carbonio a nido d'ape
Motore Ferrari 049, V10 2997cc
Trasmissione Ferrari, cambio longitudinale a 7 rapporti + retromarcia, differenziale autobloccante
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4.445 mm
Larghezza 1.796 mm
Altezza 959 mm
Peso 600 kg
Altro
Carburante Shell
Pneumatici Bridgestone
Avversarie McLaren MP4/15
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio d'Australia 2000
Piloti 3. Michael Schumacher
4. Rubens Barrichello
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
17 10 10 5
Campionati costruttori 1
Campionati piloti 1

La Ferrari F1-2000 è stata un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nel 2000, la quarantaseiesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari. Progettata da Ross Brawn e Rory Byrne, era guidata da Michael Schumacher e Rubens Barrichello.

Totalmente diversa dalla F399,[1] che la precedeva, era considerata una delle vetture più innovative prodotte a cavallo tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila dalla casa di Maranello.[1] Viene inoltre ricordata per essere stata la monoposto che ha riportato la vittoria del titolo piloti alla Ferrari dopo 21 anni.

Presentazione[modifica | modifica wikitesto]

La vettura venne presentata il 7 febbraio 2000 a Maranello, davanti a una schiera di 800 presenti, tra cui 400 giornalisti, e 45 emittenti televisive.[2] La cerimonia iniziò alle 10.30 del mattino, quando la monoposto venne scoperta dal telo da Schumacher, Barrichello e Badoer.[3] Il pilota tedesco, parlando per la prima volta in italiano in pubblico, dichiarò espressamente la sua ambizione per la vittoria mondiale.[3] Anche il suo compagno di squadra si mostrò ottimista per la stagione, così come ingegneri e progettisti.[3]

All'evento era presente anche il presidente della FIAT Gianni Agnelli.[4]

La vettura[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista tecnico la vettura è stata migliorata molto rispetto all'anno precedente, è stato adottato il muso alto ma soprattutto sono riusciti ad abbassare il baricentro grazie all'utilizzo di un propulsore con un angolo, tra le due bancate, di 90°. Con l'introduzione anche di nuovi materiali la vettura è risultata molto più leggera, a tutto vantaggio della ripartizione dei pesi, un dettaglio importantissimo nelle vetture di Formula 1.

Motore[modifica | modifica wikitesto]

Il Ferrari 049 utilizzato dalla casa italiana durante la stagione.

Sul propulsore lavorò un team di 135 tecnici,[5] coordinati da Paolo Martinelli. Il nuovo V10 tipo 049 aveva un angolo vicino ai 90 gradi, quasi dieci in più del precedente,[5] con l'obiettivo dichiarato di abbassare il baricentro della vettura e cercare di appiattire la parte posteriore della stessa per favorire la circolazione dei flussi d'aria.[5] Il peso del motore venne poi ridotto a 102 kg, dieci in meno rispetto al precedente, con l'utilizzo di leghe speciali di alluminio e di particolari processi di microfusione.[5] Ridotte erano anche le dimensione, visto che non superava i 600 mm di lunghezza.[5] A livello di potenza era secondo solo al Mercedes che equipaggiava la McLaren, visto che era in grado di sprigionare 810 CV, ma aveva un regime di rotazione superiore, potendo toccare i 17.600 giri in assetto da gara, mentre in qualifica poteva sprigionare fino a 820 CV e 17.900 giri.[6]

Per la prima volta poi il serbatoio dell'olio veniva alloggiato davanti al propulsore.[7]

Scheda tecnica[modifica | modifica wikitesto]

  • Carreggiata anteriore: 1,470 m
  • Carreggiata posteriore: 1,405 m
  • Telaio: materiali compositi, a nido d'ape con fibre di carbonio
  • Trazione: posteriore
  • Frizione: multidisco
  • Cambio: longitudinale Ferrari, 7 marce e retromarcia (comando semiautomatico sequenziale a controllo elettronico)
  • Differenziale: autobloccante
  • Freni: a disco autoventilanti in carbonio
  • Motore: tipo 049
    • Num. cilindri e disposizione: 10 a V (90°)
    • Cilindrata: 2 997 cm³
    • Potenza: 780 CV
    • Distribuzione: pneumatica
    • Valvole: 40
    • Materiale blocco cilindri: alluminio microfuso
    • Alimentazione: iniezione elettronica digitale Magneti Marelli
    • Accensione: elettronica Magneti Marelli statica
  • Sospensioni: indipendenti con puntone e molla di torsione anteriore e posteriore
  • Pneumatici: Bridgestone
  • Cerchi: 13"

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

La stagione[modifica | modifica wikitesto]

La prima gara disputata è il Gran Premio d'Australia il 12 marzo del 2000.

Ha ottenuto 10 vittorie e 3 doppiette nel campionato mondiale 2000 di Formula 1 totalizzando 170 punti nel campionato costruttori, 108 conquistati da Michael Schumacher, campione del mondo 2000, e 62 da Rubens Barrichello, che ha ottenuto la prima vittoria della sua carriera al Gran Premio di Germania.[8]

La F1-2000 con Michael Schumacher a Suzuka riporta il titolo mondiale piloti a Maranello 21 anni dopo Jody Scheckter.

Risultati completi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Team Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
2000 Scuderia Ferrari Ferrari 049 3.0 V10 B Germania Michael Schumacher 1 1 1 3 5 1 Rit 1 Rit Rit Rit 2 2 1 1 1 1 170
Brasile Rubens Barrichello 2 Rit 4 Rit 3 4 2 2 3 3 1 4 Rit Rit 2 4 3

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Piola, p. 70.
  2. ^ Cristiano Chiavegato, Dopo Luna tocca all'altra rossa in La Stampa, 7 febbraio 2000, p. 36.
  3. ^ a b c Stefano Mancini, Ferrari, il futuro va in pistra in La Stampa, 8 febbraio 2000, p. 37.
  4. ^ Pino Allievi, Raffaele Dalla Vite, Ferrari, sei bellissima in Gazzetta dello Sport, 8 febbraio 2000. URL consultato il 19 aprile 2014.
  5. ^ a b c d e Michael Schimdt, Ferrari zona rossa in Quattroruote speciale, nº 17, Rozzano, Domus, marzo 2000, pp. 64-68.
  6. ^ Piola, p. 16.
  7. ^ Piola, p. 19.
  8. ^ Ferrari F1-20000. URL consultato il 4 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Piola, Formula 1 2000. Analisi tecnica, Giorgio Nada Editore, 2000, ISBN 88-7911-241-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]