Gustav Brunner

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Gustav Brunner (Graz, 12 settembre 1950) è un ingegnere e designer austriaco di Formula 1.

Arrivato in Formula 1 nel 1983 lavorò inizialmente per il team ATS, disegnando due auto per la squadra, la D6 (1983) e la D7 (1984) prima di abbandonare in seguito ad una serie di litigi con il titolare Hans Gunther Schmidt. Il 1985 lo vide in squadra con la RAM Racing, dove progettò la RAM 03. Si guadagnò una buona reputazione nell'ambiente per la sua capacità di disegnare buoni telai anche a budget ridotto, nonostante le squadre per cui aveva lavorato non avevano ottenuto buoni risultati.

Lavorò alla Arrows e alla Ferrari dove collaborò anche al progetto di una vettura per il campionato CART. Lasciò la scuderia di Maranello nel 1988 a causa dell'arrivo di John Barnard e passò alla Rial di Gunther Schmidt, dove disegnò la famosa "Ferrari blu" (chiamata così per la somiglianza con la F1-87). Presto lasciò la squadra per diventare Direttore tecnico del team Zakspeed.

Quando la squadra si ritirò alla fine della stagione 1989, passò alla Leyton House, rimanendo anche nel passaggio alla March Engineering. Durante questo periodo, è ricordato soprattutto per aver scavalcato il muretto della corsia dei box per correre sulla pista dove Ivan Capelli aveva conquistato un secondo posto nel Gran Premio di Francia 1990 al Paul Ricard.

Con il ritiro della March Engineering passò alla Minardi nel 1993, progettando l'ottimo telaio M193, prima di trasferirsi alla Ricerca & Sviluppo del team Ferrari, per poi ritornare alla Minardi come Direttore Tecnico nel 1997. Dopo tre stagioni consecutive in cui si guadagnò il plauso per i suoi telai innovativi e per l'efficienza della gestione economica, venne strappato dalla Toyota per diventare Direttore Tecnico del loro team di Formula 1: ha lasciato la casa nipponica alla fine del 2005.