Giancarlo Baghetti

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Giancarlo Baghetti
Giancarlo Baghetti.JPG
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1961-1967
Scuderie Ferrari, ATS, BRM, Brabham, Lotus
Miglior risultato finale 9° (1961)
GP disputati 21
GP vinti 1
Podi 1
Punti ottenuti 14
Giri veloci 1
 

Giancarlo Baghetti (Milano, 25 dicembre 1934Milano, 27 novembre 1995) è stato un pilota automobilistico italiano di Formula 1.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Baghetti nacque in una famiglia benestante, visto che il padre era un imprenditore dell'industria siderurgica, e fin da giovanissimo si appassionò all'automobilismo.[1] Nel 1956 cominciò a prendere parte a gare in salita con un'Alfa, ottenendo diversi successi e ben figurando alla Mille Miglia di quell'anno.[2]

Passato alle competizioni a ruote scoperte nel 1959, l'anno seguente si impose all'attenzione degli addetti ai lavori con diverse vittorie in Formula Junior e con la conquista della Coppa FISA, a seguito del quale la Federazione italiana decise di affittargli una vettura per correre un Gran Premio di Formula 1 nel 1961, preferendolo a Lorenzo Bandini e dando inizio a una rivalità fra i due.[2]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio e l'anno in Ferrari (1961-1962)[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio di Baghetti in Formula 1 avvenne, alla guida della vettura messagli a disposizione dalla FISA, al Gran Premio di Siracusa, gara extra campionato, in cui stupì gli addetti ai lavori qualificandosi al secondo posto e vincendo la gara, davanti a piloti ben più esperti, come Dan Gurney e Jack Brabham.[3] Tre settimane dopo Baghetti riuscì a ripetersi al Gran Premio di Napoli. L'esordio in una gara valida per il campionato avvenne il 2 luglio 1961 nel Gran Premio di Francia, favorito sia dai due successi conquistati che dalla decisione di Olivier Gendebien di abbandonare la Ferrari.[3] Al volante di una Ferrari 156 F1 messa a disposizione dalla Federazione Italiana Sport Automobilistici dopo la vittoria della Coppa l'anno precedente, pur essendosi piazzato in 12ª posizione durante le qualifiche, Baghetti vinse il gran premio: in Formula 1 è il primo e unico caso di vittoria nella gara d'esordio di un pilota se si esclude quella di Nino Farina nel 1950.

Baghetti a Monza nel 1962

Nel 1961 Baghetti partecipò ad altri due Gran Premi, sempre su Ferrari 156 della Scuderia Sant Ambroeus di Eugenio Dragoni: quello di Gran Bretagna e quello d'Italia. In entrambe le occasioni fu costretto al ritiro, dopo essere partito rispettivamente in 19 e 6 posizione. Sul circuito brianzolo, Baghetti segnò il suo unico giro più veloce in carriera.

Visti i buoni risultati ottenuti, per il 1962 venne assunto come pilota ufficiale della Ferrari.[2] L'annata si rivelò, per un insieme di fattori, molto difficile e Baghetti non riuscì a replicare i successi dell'anno precedente. All'esordio stagionale ottenne subito un quarto posto in Olanda e giunse quinto in Italia. Il suo miglior risultato fu comunque un secondo posto al Gran Premio del Mediterraneo, gara non valida per il campionato. A fine anno Baghetti decise di seguire Phil Hill ed altri ferraristi, tra cui l'ingegner Carlo Chiti, alla ATS dopo che questi avevano lasciato la Ferrari.

Il passaggio alla ATS e gli e gli ultimi anni (1963-1967)[modifica | modifica wikitesto]

L'esperienza alla ATS partì con grandi aspettative, visti anche gli ingenti finanziamenti di cui sembrava inizialmente disporre la scuderia, ma contrasti tra i soci interni, che portarono all'uscita dal team di Giovanni Volpi e Jaime Ortiz Patino, ridimensionarono notevolmente il budget.[4] La progettazione della vettura inoltre partì in ritardo e, vista la perdita dei finanziatori, non erano possibili grandi sviluppi.[4] Baghetti prese parte a cinque Gran Premi, accusando sempre ingenti distacchi dalle altre vetture e concluse solo una gara in 15ª posizione, staccato di 23 giri.

Nel 1964 Baghetti approdò alla Scuderia Centro Sud dove, alla guida di una BRM P 57, non ebbe occasioni di mettersi in mostra nei 6 gran premi disputati.

Tra il 1965 ed il 1967, Baghetti corse altri tre gran premi, senza cogliere alcun risultato importante.

Partecipò anche alla Targa Florio cogliendo due secondi posti nelle edizioni del 1962 e 1966.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro dall'agonismo è stato per anni, fino alla morte (avvenuta nel 1995 per un male incurabile), condirettore della rivista automobilistica Auto Oggi.

Oggi Baghetti riposa nel Cimitero monumentale di Milano.

Risultati in F1[modifica | modifica wikitesto]

1961 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
FISA[5]/Sant Ambroeus Ferrari 156 1 Rit Rit 9
1962 Scuderia Vettura Flag of the Netherlands.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Pos.
Ferrari 156 4 Rit NA 10 5 NA 5 11º
1963 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Pos.
ATS 100 NA Rit Rit NA NA NA 15 Rit Rit 0
1964 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Scuderia Centro Sud BRM P57 NA 10 8 12 Rit 7 8 0
1965 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Brabham BT7 Rit 0
1966 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Reg Parnell Racing Ferrari 246 F1-66 NC 0
1967 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Canada.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Lotus 49 Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cristiano Chiavegato, L'addio a Baghetti un campione di stile in La Stampa, 28 novembre 1995, p. 33.
  2. ^ a b c Giovanni Notaro, Giancarlo Baghetti, ufficiale e gentiluomo, omniauto.it. URL consultato il 17 gennaio 2015.
  3. ^ a b (EN) Felix Muelas, Mattijs Diepraam, A bright light that faded quickly, forix.com, agosto 1999. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  4. ^ a b ATS la caduta degli angeli ribelli, autosprint.corrieredellosport.it, 20 marzo 2013. URL consultato il 17 gennaio 2015.
  5. ^ Con la scuderia FISA (Federazione Italiana Scuderie Automobilistiche) solo nel GP di Francia

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