Gianni Minà

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Gianni Minà al Giffoni Film Festival nel 2010

Gianni Minà (Torino, 17 maggio 1938) è un giornalista e scrittore italiano.

Ha collaborato con quotidiani e settimanali italiani e stranieri, ha realizzato centinaia di reportage per la Rai, ha ideato e presentato programmi televisivi (prettamente rotocalchi televisivi), girato film documentari su Che Guevara, Muhammad Ali, Fidel Castro, Rigoberta Menchú, Silvia Baraldini, il subcomandante Marcos, Diego Maradona.

Minà è editore e direttore della rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo, ed è stato direttore della collana di Sperling & Kupfer Continente desaparecido, dedicata a realtà e autori latinoamericani. Ha pubblicato numerosi libri sull'America Latina.

Nel 2003 è stato eletto nell'assemblea della SIAE e ha fatto parte del comitato che ha ideato e realizzato Vivaverdi, la rivista degli autori italiani. Nel 2007 ha ricevuto[1] il Premio Kamera della Berlinale per la carriera, il più prestigioso premio al mondo per documentaristi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante una sua intervista a Sergio Leone, Federico Fellini e Giulietta Masina negli anni ottanta.

Nato a Torino, iniziò la carriera giornalistica nel 1959 a Tuttosport, di cui fu poi direttore dal 1996 al 1998. Nel 1960 ha esordito alla RAI come collaboratore dei servizi sportivi per le Olimpiadi di Roma. Nel 1965, dopo aver esordito al rotocalco televisivo di genere sportivo Sprint, diretto da Maurizio Barendson, realizzò reportage e documentari per rubriche come Tv7, AZ, un fatto come e perché, i Servizi speciali del TG, Dribbling, Odeon. Tutto quanto fa spettacolo, Gulliver.

Seguì otto mondiali di calcio e sette olimpiadi, oltre a decine di campionati mondiali di pugilato, fra cui quelli dell'epoca di Muhammad Ali. Realizzò una Storia del Jazz in quattro puntate, programmi sulla musica popolare centro e sudamericana, una storia sociologica e tecnica della boxe in 14 puntate, intitolata Facce piene di pugni. È stato tra i fondatori de L'altra domenica con Maurizio Barendson e Renzo Arbore. Nel 1976, dopo 17 anni di precariato, fu assunto al Tg2 diretto da Andrea Barbato e incominciò a raccontare la grande boxe e l'America dello show-business, ma anche i conflitti sociali delle minoranze.

Iniziarono in quegli anni anche i reportage dall'America Latina che hanno caratterizzato la sua carriera. Nel 1981 il Presidente Sandro Pertini gli consegnò il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo dell'anno. Nello stesso periodo, dopo aver collaborato a due cicli di Mixer di Giovanni Minoli, esordì come autore e conduttore di Blitz, un programma innovativo di Rai 2 che occupava tutta la domenica pomeriggio e nel quale intervennero Edoardo Bennato, Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Muhammad Ali, Robert De Niro, Jane Fonda, Gabriel García Márquez, Enzo Ferrari, Léo Ferré, Tito Schipa Jr..

Nel 1987 intervistò una prima volta per 16 ore il presidente cubano Fidel Castro, in un documentario dal quale è stato tratto un libro pubblicato in tutto il mondo. Da quello stesso incontro è stato tratto Fidel racconta il Che, un reportage nel quale il leader cubano per la prima e unica volta racconta l'epopea di Ernesto Guevara. L'intervista fu ripetuta nel 1990, dopo il tramonto del comunismo. I due incontri sono riuniti nel libro Fidel. Il prologo alla prima intervista con Fidel Castro è stato scritto da Gabriel García Márquez. Il prologo alla seconda, dallo scrittore brasiliano Jorge Amado.

Nel 1991 realizzò il programma Alta Classe, una serie di profili di grandi artisti come Ray Charles, Pino Daniele, Massimo Troisi, Chico Buarque de Hollanda e altri; presentò La Domenica Sportiva, ideò il programma di approfondimento Zona Cesarini. Tra gli altri programmi realizzati: Un mondo nel pallone, Ieri, oggi… domani? con Simona Marchini ed Enrico Vaime e due edizioni di Te voglio bene assaje, lo show ideato da Lucio Dalla e dedicato un anno alle canzoni di Antonello Venditti e l'altro di Zucchero.

Fra i documentari di maggior successo, alcuni di carattere sportivo su Nereo Rocco, Diego Maradona e Michel Platini, Ronaldo, Carlos Monzón, Nino Benvenuti, Edwin Moses, Tommy Smith, Lee Evans, Pietro Mennea e Cassius Clay-Muhammad Ali, che Minà seguì in tutta la sua carriera e al quale ha dedicato un lungometraggio intitolato Cassius Clay, una storia americana.

Minà ha anche realizzato Facce piene di pugni, una storia della boxe in 14 puntate, non ancora terminata. Nel 1992 iniziò un ciclo di opere rivolte al continente latinoamericano:

  • Storia di Rigoberta sul Nobel per la pace Rigoberta Menchú (premiato a Vienna in occasione del summit per i diritti umani organizzato dall'ONU),
  • Immagini dal Chiapas (Marcos e l'insurrezione zapatista) presentato al Festival di Venezia del 1996,
  • Marcos: aquì estamos (un reportage in due puntate sulla marcia degli indigeni Maya dal Chiapas a Città del Messico con un'intervista esclusiva al Subcomandante realizzata insieme allo scrittore Manuel Vazquez Montalban) e
  • Il Che trent'anni dopo ispirato alla vicenda umana e politica di Ernesto Che Guevara.

Nel 2001 Minà realizzò Maradona: non sarò mai un uomo comune un reportage-confessione di 70 minuti con Diego Maradona alla fine dell'anno più sofferto per la vita dell'ex calciatore. Nel 2004 realizzò un progetto inseguito per undici anni e basato sui diari giovanili di Ernesto Guevara e del suo amico Alberto Granado quando, nel 1952, attraversarono in motocicletta l'America Latina, partendo dall'Argentina e proseguendo per il sud del Cile, il deserto di Atacama, le miniere di Chuquicamata, l'Amazzonia peruviana, la Colombia e il Venezuela.

Dopo aver collaborato alla costruzione del film tratto da questa avventura e intitolato I diari della motocicletta diretto da Walter Salles e prodotto da Robert Redford e Michael Nozik, realizzò il lungometraggio In viaggio con Che Guevara, ripercorrendo con l'ottantenne Alberto Granado quell'avventura mitica. L'opera invitata al Sundance Festival, alla Berlinale e ai Festival di Annecy, di Morelia (Messico), di Valladolid e di Belgrado, ha vinto il Festival di Montreal e in Italia il Nastro d'Argento, il premio della critica.

Collaboratore per anni di la Repubblica, l'Unità, Corriere della Sera e il manifesto, realizzò dal 1996 al 1998 il programma televisivo Storie (dove intervennero tra gli altri il Dalai Lama, Luis Sepúlveda, Martin Scorsese, Naomi Campbell, John John Kennedy, Pietro Ingrao) e dal quale sono stati tratti due libri. Un suo saggio Continente desaparecido, realizzato con interviste a Gabriel García Márquez, Jorge Amado, Eduardo Galeano, Rigoberta Menchú, mons. Samuel Ruiz, Frei Betto e Pombo e Urbano, compagni sopravvissuti a Che Guevara in Bolivia ha dato il titolo a una collana di saggi sull'America Latina edita dalla Sperling & Kupfer.

Nel 2003 Minà scrisse Un mondo migliore è possibile, un saggio sulle idee del Forum sociale mondiale di Porto Alegre che è stato tradotto in lingua spagnola, portoghese e francese. Nel 2005 è uscito Il continente desaparecido è ricomparso, dove questo nuovo vento politico è interpretato da Eduardo Galeano, Fernando Solanas, Hugo Chávez, presidente del Venezuela, Gilberto Gil, cantautore e ministro della Cultura del Brasile e dagli scrittori Arundati Roy, Tarik Ali, Luis Sepúlveda, Paco Taibo II e dai teologi Leonardo Boff e Francois Houtart.

Il suo ultimo lavoro editoriale, edito sempre dalla Sperling & Kupfer, si intitola Politicamente scorretto, un giornalista fuori dal coro, è la raccolta di suoi articoli (pubblicati su la Repubblica, l'Unità, il manifesto, Latinoamerica) e costituiscono un autentico esercizio di controinformazione sugli avvenimenti più diversi e controversi del nostro tempo. Attualmente il giornalista edita e dirige la rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo (www.giannimina-latinoamerica.it) un trimestrale di geopolitica dove scrivono gli intellettuali più prestigiosi del continente americano.

Nel 2007 Minà con Loredana Macchietti per la GME Produzioni S.r.l., Rai Trade e la Gazzetta dello Sport, ha edito Maradona, non sarò mai un uomo comune, la storia del mitico calciatore argentino in 10 DVD. L'opera, con 1.200.000 copie vendute si è rivelata record di vendite negli ultimi dieci anni. Nel 2008 è andato in onda su Rai 3 La stagione dei Blitz [2], un programma in 10 puntate, rivisitazione del programma di Minà Blitz della stagione televisiva 1983-85. Il 17 ottobre 2013 ha presentato insieme a Maradona un'altra collana di 11 dvd dallo stesso titolo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 il Presidente Pertini gli consegnò il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo dell'anno. Nel 2004 ha vinto, per il film documentario In viaggio con il Che, il primo premio nel settore documentari al Festival di Montreal e il Nastro d'Argento in Italia. Nello stesso anno gli sono stati assegnati il Premio Flaiano e il Premio Vittorini per il giornalismo televisivo.

Nel 2007 ha vinto, per la collezione di documentari Cuban Memories il premio Berlinale Kamera alla carriera al Festival di Berlino e il premio alla carriera al festival di Siviglia. Nel 2010 al Giffoni Film Festival gli è stato conferito da Giovanna Mezzogiorno, il "Premio Speciale Vittorio Mezzogiorno". Nel 2012, il 15 luglio, gli è stato conferito il "Premio Trabucchi d'Illasi alla Passione Civile", 6ª edizione.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il racconto di Fidel, Milano, Mondadori, 1988. ISBN 88-04-30887-7
  • Fidel, Milano, Sperling & Kupfer, 1991. ISBN 88-200-1154-9
  • Fidel. Presente e futuro di una ideologia in crisi analizzati da un leader storico, Roma, l'Unità, 1994.
  • Un continente desaparecido, Milano, Sperling & Kupfer, 1995. ISBN 88-200-1783-0
  • Fidel Castro. La sua vita, la sua avventura in due interviste storiche, Milano, Sperling & Kupfer, 1996. ISBN 88-200-2267-2
  • Marcos e l'insurrezione zapatista, con Jaime Avilés, Milano, Sperling & Kupfer, 1997. ISBN 88-200-2504-3
  • Storie, Milano, Sperling & Kupfer-Roma, RAI-ERI, 1997. ISBN 88-200-2380-6
  • Il papa e Fidel, Milano, Sperling & Kupfer, 1998. ISBN 88-200-2696-1
  • Storie e miti dei Mondiali, con Darwin Pastorin, Modena, Panini, 1998. ISBN 88-7686-951-4
  • Testimoni del tempo, Milano, Sperling & Kupfer-Roma, RAI-ERI, 1999. ISBN 88-200-2709-7
  • Un mondo migliore è possibile, Milano, Sperling & Kupfer, 2002. ISBN 88-200-3391-7
  • Il continente desaparecido è ricomparso, Milano, Sperling & Kupfer, 2005. ISBN 88-200-3554-5
  • Politicamente scorretto. Riflessioni di un giornalista fuori dal coro, Milano, Sperling & Kupfer, 2007. ISBN 978-88-2004-203-5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DEEN) 30.01.2007: Berlinale Kameras für Gianni Minà, Márta Mészáros, Dorothea Moritz und Ron Holloway
  2. ^ La stagione dei Blitz, Sito ufficiale del programma
  3. ^ Sito del Premio Trabucchi

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