Jody Scheckter

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Jody Scheckter
Scheckter, Jody 1976-07-10 (Ausschn).jpg
Jody Scheckter nel 1976
Dati biografici
Nome Jody David Scheckter
Nazionalità Sudafrica Sudafrica
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1972-1980
Scuderie McLaren, Tyrrell, Wolf Ferrari
Mondiali vinti 1 (1979)
GP disputati 113 (111 partenze)
GP vinti 10
Podi 33
Punti ottenuti 246 (255)
Pole position 3
Giri veloci 5
 

Jody David Scheckter (East London, 29 gennaio 1950) è un ex pilota automobilistico e imprenditore sudafricano, vincitore di 10 Gran Premi e campione del mondo di Formula 1 nel 1979 con la Ferrari.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Jody Scheckter nacque il 29 gennaio 1950 a East London, in Sudafrica da genitori lituani di origine ebraica. Il padre possedeva un concessionario Renault, dove il figlio andò a lavorare come apprendista fin dalla tenera età; fu qui che imparò a guidare.[1] Compì gli studi al Selborne College e, contemporaneamente, si dedicò all'automobilismo, prendendo parte, inizialmente, a gare motociclistiche e con berline.[1]

Nei primi tempi aveva, però, uno stile di guida molto irruento, tanto che spesso veniva squalificato per guida pericolosa.[1] In un secondo momento riuscì a controllare la sua aggressività in pista, tanto da affermarsi come campione nazionale di Formula Ford nel 1970. Grazie a questa vittoria si aggiudicò pure una borsa di studio e si trasferì in Gran Bretagna per poter continuare la sua carriera.[1] Partecipò, quindi, al campionato di Formula 3 britannica, che concluse al terzo posto nella classe Lombard North. Nonostante fosse un pilota veloce e molti osservatori sostenessero che era dotato di un notevole talento, Scheckter incappava spesso in vari incidenti dovuti alla sua guida aggressiva e spericolata.[1] La McLaren decise comunque di metterlo sotto contratto e, nel 1972, fece il suo esordio nel campionato europeo di Formula 2. A Silverstone il sudafricano ottenne la sua unica vittoria nella categoria, chiudendo ottavo in classifica. A fine stagione, la McLaren gli offrì, poi, di fare il suo debutto in Formula 1, mettendogli a disposizione una terza vettura per il Gran Premio degli Stati Uniti. Nel 1973 si dedicò, invece, alla Formula 5000, riuscendo a vincere il titolo all'esordio.

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi in McLaren (1972-1973)[modifica | modifica sorgente]

1972

Scheckter fece il suo debutto in Formula 1 al Gran Premio degli Stati Uniti 1972 venendo schierato come terzo pilota McLaren. Dopo un settimo posto in qualifica, in gara riuscì a portarsi in quarta posizione, accondandosi al suo capo squadra Denny Hulme. Nella parte finale della gara, però, venne sorpreso da uno scroscio di pioggia e finì in testacoda retrocedendo al nono posto.[2]

1973

Nel 1973 Scheckter ebbe l'occasione di disputare altri cinque Gran Premi alla guida della McLaren, avendo a disposizione come mentore lo stesso Hulme.[2] Anche se non ottenne risultati di rilievo si fece notare spesso nelle prime posizioni. Venne, anzi, spesso coinvolto in diversi incidenti, il primo dei quali al Gran Premio di Francia, dove, durante il doppiaggio di Beltoise, fu protagonista di una collisione con Emerson Fittipaldi, fino a quel momento leader della classifica piloti. Il brasiliano e il sudafricano si accusarono a vicenda dell'accaduto e il tutto venne classificato come normale incidente di gara.[3] Due settimane più tardi, al Gran Premio di Gran Bretagna, un suo testacoda dovuto a un errore causò un grave incidente che coinvolse diverse vetture e pose fine alla carriera di Andrea De Adamich, che aveva riportato fratture alla caviglia destra.[4]

A seguito di questo episodio, su pressione della Grand Prix Drivers' Association,[1] la McLaren lo mise fuori squadra fino al Gran Premio del Canada, dove si scontrò con la Tyrrell di François Cevert che, sceso dall'auto infuriato, si scagliò contro di lui aggredendolo.[5] Visti i frequenti incidenti il suo team decise di risolvere il contratto con lui, nonostante avesse ancora un anno di contratto.[2] Nonostante ciò, Ken Tyrrell decise a sua volta di proporgli un contratto da secondo pilota accanto Cevert, in sostituzione di Jackie Stewart, che, a fine stagione, avrebbe annunciato il ritiro.[1] Il francese perse, però, la vita durante le prove del Gran Premio degli Stati Uniti a Watkins Glen e Scheckter, giunto per primo sulla scena e duramente colpito dall'accaduto,[1] si ritrovò a dover gareggiare come primo pilota per la stagione successiva.

I primi successi in Tyrrell (1974-1976)[modifica | modifica sorgente]

1974
Scheckter sulla Tyrrell-Ford P34 al Nürburgring nel 1976

Per il 1974 Scheckter veniva considerato dagli addetti ai lavori come un outsider, anche se si riteneva che difficilmente avrebbe potuto lottare per la conquista del titolo.[6] Ken Tyrrell, dal canto suo, cercò di smussare il comportamento aggressivo del proprio pilota per fare in modo che non commettesse più troppi errori durante le gare,[1] aspettandosi da lui un miglioramento costante durante l'anno.[2] Nelle prime gare, però, il sudafricano non ottenne risultati rilevanti e, spesso, era costretto a posizioni di metà classifica.

Con il debutto della nuova Tyrrell 007 cominciarono ad arrivare i primi punti: dopo un quinto posto in Spagna, Scheckter conquistò il suo primo podio al Gran Premio del Belgio, favorito anche dal fatto di riuscire ad adattare al meglio il suo stile di guida al circuito.[7] Dopo un secondo posto a Monaco, ottenne poi la sua prima vittoria in Svezia, guidando la corsa fin dai primi giri e realizzando una doppietta con il compagno di squadra Patrick Depailler. Un altro successo giunse al Gran Premio di Gran Bretagna e, grazie anche a numerosi altri piazzamenti in zona punti, Scheckter riuscì ad ottenere il terzo posto finale nella classifica piloti, dopo essere stato in lizza per il titolo con Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni fino all'ultima gara di Watkins Glen.

1975-1976

Nel 1975 e 1976 rimase alla Tyrrell, ottenendo altre due vittorie e podi vari.

Il passaggio alla Wolf (1977-1978)[modifica | modifica sorgente]

Scheckter festeggia il titolo a Monza nel 1979; con lui, Gilles Villeneuve.

Nel 1977 passò alla Wolf, vettura debuttante in Formula 1, ma che si dimostrò subito molto competitiva. Il pilota sudafricano fu in grado di lottare per il titolo mondiale con Lauda, ottenendo tre vittorie e numerosi podi, terminando infine secondo, proprio dietro al ferrarista.

Il 1978 doveva essere l'anno della consacrazione, ma la Wolf non era più competitiva come l'anno precedente e non conquistò nessuna vittoria.

Il titolo in Ferrari e il ritiro (1979-1980)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 passò alla Ferrari, riuscendo ad aggiudicarsi il titolo mondiale con tre successi. Il suo rivale potenzialmente più pericoloso sarebbe potuto essere proprio il compagno di squadra Gilles Villeneuve, che però si rivelò sempre correttissimo nei suoi riguardi, e, anzi, in più occasioni lo spalleggiò fedelmente, tanto che il loro, fu un sodalizio umano inossidabile. Nel 1980 iniziò il mondiale al di sotto delle attese ed infatti clamorosamente, non si qualificò per un Gran Premio, quello del Canada. A metà stagione annunciò il suo ritiro dalla massima serie automobilistica.

Ad oggi è l'unico pilota africano ad essersi aggiudicato il titolo mondiale di Formula 1.

Risultati in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1972 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
McLaren M19A 9 0
1973 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
McLaren M19C e M23 9 Rit NP Rit Rit 0
1974 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Tyrrell 005, 006 e 007 Rit 13 8 5 3 2 1 5 4 1 2 Rit 3 Rit Rit 45
1975 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Tyrrell 007 11 Rit 1 Rit 7 2 7 16 9 3 Rit 8 8 6 20
1976 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Tyrrell P34 e 007 5 4 Rit Rit 4 2 1 6 2 2 Rit 5 5 2 2 Rit 49
1977 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Wolf WR1, WR2 e WR3 1 Rit 2 3 3 1 Rit Rit Rit Rit 2 Rit 3 Rit 3 1 10 55
1978 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Punti Pos.
Wolf WR1, WR3, WR4, WR5 e WR6 10 Rit Rit Rit 3 Rit 4 Rit 6 Rit 2 Rit 12 12 3 2 24
1979 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Ferrari 312 T3 e 312 T4 Rit 6 2 2 4 1 1 7 5 4 4 2 1 4 Rit 51 (60)
1980 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Ferrari 312 T5 Rit Rit Rit 5 8 Rit 12 10 13 13 9 8 NQ 11 2 19º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i Jody Scheckter, formula1.com. URL consultato il 4 agosto 2012.
  2. ^ a b c d Eoin S. Young, Il pilota a decollo verticale in Autosprint, nº 50, 10 dicembre 1973, pp. 4-8.
  3. ^ Michele Fenu, Fittipaldi: "Stewart ringrazi Scheckter" in Stampa Sera, 2 luglio 1973, p. 12.
  4. ^ Casamassima, op. cit., pag. 261.
  5. ^ Lino Manocchia, Le incredibili vicende del G.P. del Canada in La Stampa, 25 settembre 1973, p. 21.
  6. ^ Michele Fenu, Per il trono di Stewart in La Stampa, 11 gennaio 1974, p. 15.
  7. ^ Michele Fenu, "Regalato" a Regazzoni il miglior tempo in prova in La Stampa, 12 maggio 1974, p. 19.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Bologna, Calderini Edagricole, 1996, ISBN 88-8219-394-2.

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