North American Racing Team

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Il North American Racing Team (NART) era una scuderia automobilistica creata nel 1958 dal pilota italoamericano Luigi Chinetti.

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver concluso le sue esperienze come pilota, Luigi Chinetti decise di riciclarsi nell'ambiente delle corse automobilistiche come team manager così da fondare la NART, che letteralmente significa "Squadra Corse Nord America".

Per assicurarsi un futuro brillante pensò bene di proseguire la collaborazione tecnica e commerciale con la Ferrari, che all'epoca era un costruttore attivo da solo pochi anni e non ancora affermato negli "States". Chinetti conosceva il valore delle auto di Ferrari, del quale era stato cliente quando era un pilota e con cui aveva vinto la 24 Ore di Le Mans 1949 (la sua terza affermazione), la 24 Ore di Spa disputatasi due sole settimane dopo, e la Carrera Panamericana del 1951, al fianco di piloti sempre diversi[1]. Dopo aver ottenuto nel 1954 il mandato come "agente di vendita" della Ferrari per il Nord America ed aver aperto il primo ed allora unico concessionario statunitense della casa italiana, nel 1958 fondò il North American Racing Team (poi abbreviato in N.A.R.T.) coi soci George Arents, Jan de Vroom e Margaret Strong, debuttando in gara alla 12 Ore di Sebring disputatasi il 23 marzo 1958[1].

Grazie al rapporto preferenziale instaurato con Enzo Ferrari, la NART si assicurò vetture potenti e veloci, con le quali spopolò nelle gare Endurance statunitensi, ed al tempo stesso la Ferrari espandeva il suo mercato.
Anche grazie alla collaborazione con Chinetti, la Ferrari ha fatto del mercato nord americano la propria maggior fonte di guadagno ed al tempo stesso ne hanno beneficiato anche le altre marche italiane commercializzate in America, poiché, dopo gli esperimenti della NART, si è diffusa l'idea secondo cui le vetture del Belpaese siano qualcosa di più di una semplice auto, bensì mezzi con un'anima. Tant'è che, al giorno d'oggi, anche la Maserati ha fatto degli USA il proprio primo mercato. Chiaramente anche la qualità costruttiva e le prestazioni di rilievo di questi mezzi hanno contribuito ad accrescerne la fama anche al di fuori dell'Europa.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda i risultati della NART, va detto che è stato uno dei team più prestigiosi, non solo perché utilizzava delle Ferrari, ma anche perché partecipava solo a gare di grossa caratura.
Infatti, per quanto vincente, non si è mai aggiudicata un campionato, dato che prendeva parte solo agli eventi di maggior rilievo, quelli che garantivano i premi più generosi.

Tuttavia in occasione del campionato del mondo di Formula 1 del 1964, vinto da John Surtees con la Ferrari 158 del team ufficiale, la vettura non era verniciata con la classica livrea rossa (colore che caratterizzava le squadre italiane), bensì azzurra e bianca, cioè i colori della NART e degli USA in F.1, nelle ultime due gare di campionato corse in due piste americane, ossia Watkins Glen negli USA e il circuito Hermanos Rodriguez in Messico. In quel frangente la scuderia ufficiale affidò alla NART la gestione delle macchine, dato che Enzo Ferrari in polemica con la federazione internazionale per la mancata omologazione di una vettura che avrebbe dovuto partecipare a Le Mans, aveva restituito la sua licenza di costruttore ed era quindi impossibilitato a partecipare alle gare ufficiali.

La prima gara disputata dalla NART fu la 12 Ore di Sebring nel marzo del 1958 con una Ferrari 250 GT LWB[2].

Il suo risultato di maggior spicco fu la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 1965, con una Ferrari 250 LM, anche perché è stata l'ultima vittoria del Cavallino nella famosa gara.

Un alto evento importante nella storia della NART fu il piazzamento a podio in occasione della 24 Ore di Daytona del 1967. Grazie al terzo posto della NART, la Ferrari ottenne una tripletta, con tre 330 P4 nei primi tre posti, dopo una gara totalmente dominata. È uno dei successi più famosi nella storia della casa. Tra l'altro, per celebrare questo successo, la Ferrari realizzò una vettura di serie molto prestante, nonché uno dei pezzi più ambiti dai collezionisti, ossia la 365 GTB4 Daytona.

Proprio con questa macchina, la NART arrivò seconda alla 24 Ore di Daytona del 1973, battuta dalla Porsche 911.

La NART continuò a correre fino al 1982, quando il suo rapporto con la Ferrari cessò, dopo aver disputato oltre 200 gare, con più di 100 piloti. Anche sotto questo aspetto, il team NART si distinse per aver annoverato tra le sue fila corridori di calibro internazionale. Tra i più rappresentativi i campioni del Mondo di Formula 1, Mario Andretti e Phil Hill.

Versione di serie[modifica | modifica sorgente]

Come detto, però, la NART si occupava anche di fare da tramite tra l'Italia e gli States per conto della Ferrari, perciò, per autosostentarsi e poter correre, vendeva in America le macchine italiane. Il successo fu tale che la Ferrari costruì una macchina marchiata NART, ossia la 275 GTB4 NART Spider. Tuttavia questa non fu una decisione diretta della casa madre, ma una richiesta di Chinetti. In realtà erano previste 25 unità, ma ne sono state prodotte solo dieci; infatti è una macchina talmente rara e di così grande successo che diversi modelli di 275 GTB4 vennero modificati, in modo da riprodurre la versione NART.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Luigi Chinetti - Il Ferrari d'America, www.modelfoxbrianza.it, 10 agosto 2005. URL consultato il 27 marzo 2014.
  2. ^ (EN) Risultati 12 Ore di Sebring 1958, www.racingsportscars.com. URL consultato il 25-11-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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