Mauro Forghieri

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Mauro Forghieri

Mauro Forghieri (Modena, 13 gennaio 1935) è un ingegnere italiano, progettista di auto di Formula 1.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Mauro Forghieri nasce a Modena, il 13 gennaio 1935, figlio unico di Reclus e Afra Forghieri. Il padre, tornitore, lavora durante gli anni della seconda guerra per le officine meccaniche Ansaldo a Napoli, impegnate nello sforzo bellico. Di ritorno a Modena, dopo la guerra, Reclus inizia a lavorare per la Scuderia Ferrari di Maranello. Nel frattempo Mauro, terminato il liceo scientifico, si laurea in Ingegneria meccanica all'Università di Bologna.

Nonostante il suo interesse per la progettazione aeronautica, accetta un'offerta dalle officine Ferrari dove era stato introdotto dal padre, ed entra nella squadra corse dove, a partire dal 1962 riveste il ruolo di Responsabile del Reparto Tecnico per le vetture da corsa. Promosso al ruolo di Direttore Tecnico del Reparto Corse nel 1970, Forghieri progetta le fortunate vetture serie 312, azionate da un propulsore a 12 cilindri e la serie 126 (con motore turbo).

John Surtees, Mauro Forghieri e la Ferrari 158 ai box del Nürburgring nel 1965

Sotto la sua guida, la Ferrari vince il campionato del mondo piloti 4 volte con John Surtees (1964), Niki Lauda (1975 e 1977) e Jody Scheckter (1979) e 7 titoli mondiali costruttori. Conclusa la sua esperienza in Ferrari nel 1987, Forghieri si unisce, come membro del consiglio di amministrazione e responsabile tecnico, al team di Lamborghini Engineering, un'organizzazione voluta da Lee Iacocca a quel tempo CEO di Chrysler e artefice dell'acquisizione, da parte di quest'ultima, di Lamborghini, storica costruttrice emiliana di "Supercar".

In questa organizzazione - che aveva come direttore sportivo l'ex ferrarista Daniele Audetto - Forghieri progettò un motore aspirato V12 che partecipò al mondiale del 1989 con i colori della scuderia Larrousse (con Philippe Alliot alla guida). A seguito delle performance positive del propulsore, nacque il progetto di costruire un'intera vettura, finanziata dall'uomo d'affari messicano Fernando Gonzalez Luna. La vettura, la cui carrozzeria fu disegnata da Mario Tolentino, avrebbe dovuto debuttare nel 1991, ma, alla vigilia dell'inaugurazione ufficiale, Luna scomparve - assieme ad una cospicua somma di denaro di sponsorizzazione.

La vettura debuttò ugualmente sotto gli auspici finanziari dell'italiano Carlo Patrucco e sotto i colori del neonato Modena Team. Conclusa l'esperienza - non fortunatissima - del Modena Team, Forghieri lasciò poco dopo anche la Lamborghini, per divenire, nel 1992, direttore tecnico della rinascente Bugatti. Forghieri lascia la Bugatti nel 1994 - anno in cui viene anche convocato come esperto a testimoniare al processo per la morte, sulla pista di Imola, del pilota Ayrton Senna - per co-fondare, assieme a Franco Antoniazzi e a Sergio Lugli, la Oral Engineering Group, una società di progettazione meccanica di cui segue a tutt'oggi le attività.

Come Autore[modifica | modifica sorgente]

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