McLaren

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McLaren Mercedes
McLaren Mercedes logo.png
Sede Regno Unito Regno Unito
Woking
Categorie
Formula 1
Campionato CanAm
Dati generali
Anni di attività dal 1964
Fondatore Bruce McLaren
Direttore Martin Whitmarsh
Paddy Lowe
Formula 1
Anni partecipazione Dal 1966
Miglior risultato 8 Campionati del Mondo Costruttori (1974, 1984, 1985, 1988, 1989, 1990, 1991, 1998)
12 Campionati del Mondo Piloti (1974, 1976, 1984, 1985, 1986, 1988, 1989, 1990, 1991, 1998, 1999, 2008)
Gare disputate 741
Vittorie 182
Aggiornamento: Gran Premio del Brasile 2013
Piloti nel 2013
Regno Unito Jenson Button
Messico Sergio Pérez
Regno Unito Gary Paffett
Regno Unito Oliver Turvey
Vettura nel 2013 McLaren MP4-28
Campionato CanAm
Anni partecipazione Dal 1967 al 1972
Miglior risultato 5 volte Campione Costruttori (1967, 1968, 1969, 1970, 1971)
Gare disputate 52
Vittorie 40
La prima McLaren a vincere un campionato costruttori: la M23 qui guidata da Emerson Fittipaldi

La McLaren Racing Limited è una scuderia automobilistica di Formula 1, con sede a Woking in Inghilterra. Fondata il 2 settembre 1963 dal pilota neozelandese Bruce McLaren (1937 - 1970), esordì nel 1966 ed è, insieme alla Williams, una delle più prestigiose scuderie britanniche della massima formula ancora in attività.

Il team è parte del McLaren Group, holding che comprende anche le società McLaren Automotive che produce le vetture stradali, McLaren Electronic Systems che realizza le componenti elettroniche, fornite anche ad altre case nel Campionato Mondiale Rally e tra le sue produzioni c'è anche la centralina MES con cui Mclaren ha vinto l'appalto per la fornitura obbligatoria per tutti i team di F1, c'è poi McLaren Applied Technologies che fornisce consulenze tecniche, McLaren Marketing, Absolute Taste. La proprietà del gruppo è così divisa: il 25% ciascuno appartiene a Ron Dennis e al suo socio storico Mansour Ojjeh, mentre il rimanente 50% è della società di investimenti Bahrain Mumtalakat Holding[1], presente dal 2007 nel capitale McLaren.

La McLaren Racing è una delle più titolate scuderie della storia del campionato di Formula 1, con 8 titoli costruttori, e 12 titoli complessivi vinti dai suoi piloti Emerson Fittipaldi, James Hunt, Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna, Mika Häkkinen e Lewis Hamilton.

In passato, vetture McLaren hanno corso in altre categorie automobilistiche, dominando completamente il campionato CanAm, tra il 1967 e il 1972, con cinque campionati costruttori consecutivi, ottenendo tre vittorie alla 500 Miglia di Indianapolis negli anni settanta, e vincendo la 24 ore di Le Mans nel 1995.

La McLaren è pertanto ad oggi l'unica scuderia al mondo, oltre alla Mercedes, ad aver ottenuto almeno una vittoria in ciascuna delle tre più prestigiose competizioni automobilistiche (campionato di Formula 1, 500 Miglia di Indianapolis e 24 ore di Le Mans).

Attraverso la divisione Applied Technologies è attiva anche su altri fronti, tra cui la sperimentazione di un software per ottimizzare il traffico aereo a Heathrow e ridurre i ritardi in atterraggio e decollo degli aerei[2].

Dal 2011 ha ripreso l'attività di costruttore di automobili producendo la 12C in versione coupé e cabrio e la supercar P1. Nel 2011 sono state prodotte 400 auto mentre nel 2012 1586 auto.

Gli inizi con le biposto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1963 il pilota neozelandese Bruce McLaren, dopo i primi successi al volante di vetture Cooper, decise di fondare una propria scuderia: la Bruce McLaren Motor Racing Ltd con sede a Slough nei pressi di Londra, in seguito la sede fu spostata a Colnbrook sempre nelle vicinanze della capitale inglese. La prima attività della squadra fu quella di schierare due Cooper, a motore Climax da 2700 cc, alla Coppa Tasmania, le vetture furono guidate dallo stesso McLaren, che vinse il campionato, e dal giovane americano Timmy Mayer che perì nell'ultima gara della serie.

Malgrado l'epilogo tragico, questa prima esperienza formò l'organizzazione della squadra per molti anni a venire, infatti il ruolo di team manager fu affidato subito a Teddy Mayer, il fratello di Timmy, che si portò come capomeccanico Tyler Alexander ed entrambi rimasero poi con McLaren a dirigere la squadra[3]. In seguito McLaren proseguì l'attività di pilota in Formula 1 con la Cooper, ma contemporaneamente decise di diventare costruttore. Il primo prototipo, che non venne mai portato in gara, fu la M1A, che servì come base per i primi collaudi, da cui si sviluppò la M1B, questa era una Sport con telaio a traliccio tubolare rinforzato da pannelli in lega, il motore era un Oldsmobile F85 da 4500 cc, elaborato dalla Traco, il motore fu scelto per la sua leggerezza, infatti era costituito principalmente d'alluminio e la macchina arrivò a pesare complessivamente 567 kg con un vantaggio di 90 kg sulle altre vetture della stessa categoria. Il 26 settembre 1964 McLaren la portò al debutto a Mosport cogliendo una vittoria[3].

McLaren M1A (versione Nassau), a Silverstone nel 2007

Nel dicembre 1964 McLaren gareggiò con la M1B a Nassau nella settimana di gare delle Bahamas giungendo secondo, poi la vettura fu presentata al Salone delle auto sportive di Londra nel gennaio seguente, puntando alla sua commercializzazione, le richieste spinsero McLaren a produrne una piccola serie appoggiandosi alla fabbrica Elva Cars del gruppo Trojan, concessionario inglese della Lambretta. Nel 1965 McLaren corse per l'ultimo anno con la Cooper in Formula 1, ma anche per la Ford con la GT40 e nelle sport con la sua vettura, nel frattempo conobbe Robin Herd[3], giovane ingegnere proveniente dall'industria aeronautica, con l'inserimento in squadra di Herd, McLaren decise di puntare tutto sulla sua squadra realizzando nuove vetture anche per la Formula 1.

Considerati i buoni risultati, nel 1966 le Sport vennero modificate in vetture biposto del Gruppo 7 per poter partecipare, in forma ufficiale, al Campionato CanAm, mentre nel 1967 fu approntata una vettura specifica, la M6A; la M6A era un progetto in cui si era molto ricercata la leggerezza, infatti il telaio era una monoscocca in pannelli di honeycomb e la carrozzeria era in fibra di vetro e poliestere, il motore era un Chevrolet a 8 cilindri a V di 5900 cm³, che sviluppava una potenza massima di 500 CV a 7000 giri/min.

Con la M6 e la sua evoluzione M8, nelle varie versioni A, B, C, D, E, F, Bruce McLaren, Peter Revson e Denny Hulme dominarono la serie Can-Am dal 1967 al 1971 vincendo ininterrottamente il campionato, alle vittorie sportive si accompagnò il successo commerciale, già nel 1968 si arrivò a produrre 31 esemplari della M6, ai clienti veniva offerta anche la possibilità di scegliere il motore, il Chevrolet come le vetture ufficiali, oppure il Ford V8. Non avendo, il regolamento del Gruppo 7, limiti di cilindrata, negli anni la si aumentò fino a raggiungere nel 1972, con il nuovo modello M20, gli 8300 cm³ per una potenza di 740 CV, ma proprio quell'anno le McLaren dovettero cedere alla maggior potenza delle Porsche 917/10 sovralimentate, gestite dal team Penske. Complessivamente tra il 1967 e il 1972 le McLaren hanno vinto 56 gare nel campionato CanAm.

Le monoposto[modifica | modifica sorgente]

In Formula 1, Bruce McLaren partecipò con la sua prima monoposto, la M2B, nel 1966, anche in questo caso si fece uso di materiali innovativi, il telaio era una monoscocca di Mallite, materiale prodotto dalla William Mallinson & Sons e composto da due lastre d'alluminio incollate su un pannello di balsa, ma i risultati non furono soddisfacenti, anche perché i motori scelti non riuscirono a ottenere buone prestazioni e risultarono poco affidabili.

Proprio quell'anno il nuovo regolamento della Formula 1, portava da 1500 cm³ a 3000 cm³ la cilindrata massima e curiosamente la Brabham, che vinse il campionato, aveva un motore con monoblocco in alluminio di derivazione Oldsmobile, mentre la McLaren che usava un motore proveniente dalla stessa casa nelle Sport, in Formula 1 puntò erroneamente su un Ford V8 da 4700 cm³ di Formula Indy ridotto a 3000, ottenuto grazie al fatto che McLaren era pilota Ford, ma che fu poco affidabile ed erogava solo 300 CV, insufficienti per competere con il Repco della Brabham[3]. Poi venne adottato il Serenissima un motore realizzato dall'omonima scuderia italiana, più affidabile ma ancora meno potente e infine, nel 1967, si utilizzò un BRM. A complicare le cose ci fu l'abbandono di Herd a fine stagione, che fu sostituito dal suo assistente Gordon Coppuck[3].

Hulme al Gran Premio degli Stati Uniti 1968

Dopo i primi due anni, in cui la partecipazione al massimo campionato non fu costante e durante i quali vennero prodotte anche 25 monoposto, M4A e M4B, destinate alla commercializzazione in Formula 2, il team cominciò a conquistare i primi risultati, infatti nel 1968, con il nuovo motore Ford Cosworth DFV impiegato da quasi tutte le squadre con base in Inghilterra, la nuova M7A, ultimo progetto di Herd prima di abbandonare la squadra, permise di conquistare il secondo posto nel campionato costruttori con tre vittorie: una di Bruce McLaren e due di Denny Hulme; Hulme vinse anche il Gran Premio del Messico l'anno seguente, dopo che al Gran Premio di Gran Bretagna fu sperimentato, senza successo, l'esordio della M9A a quattro ruote motrici.

Dopo la morte di Bruce McLaren nel 1970, mentre stava provando la M8D sul Circuito di Goodwood, la società fu gestita da Teddy Mayer, che fino ad allora aveva seguito la parte commerciale, che poi delegò a Phil Kerr a cui si devono gli importanti accordi con l'industria di profumi Yardley, e con il produttore di tabacchi Marlboro.

Gli anni settanta: Le prime vittorie con Fittipaldi e Hunt[modifica | modifica sorgente]

Anche se partecipava in forma ufficiale alla Formula 1, per la McLaren il vero businness era la vendita di vetture da competizione che si era allargata a varie categorie oltre alla Can-Am: nel 1970 fu realizzata la M10A per la Formula 5000, a cui seguì la versione B l'anno seguente, in totale furono commercializzate 38 di queste monoposto e si ottennero vari successi sportivi nei campionati britannici Guards e nei corrispondenti campionati oceanico di Tasman series e statunitense di Formula A.

Sempre nel 1970 Gordon Coppuck progettò la M15A per la Formula Indy, poi nel 1971 fu realizzata la M16 che arrivò seconda alla 500 miglia di Indianapolis e l'anno seguente, gestita dal team Penske, la vinse con Mark Donohue. Ritenendo di non aver ricevuto i giusti riconoscimenti, la Mclaren decise in seguito di partecipare in forma diretta vincendo ancora la 500 miglia con Johnny Rutherford nel 1974 e 1976.

Mark Donohue guida la McLaren M16A alla Pocono 500 nel 1971.

In Formula 1, dopo alcuni anni trascorsi nell'anonimato, nel 1971 debutta la M19 progettata da Ralph Bellamy, che l'anno seguente permette alla McLaren di tornare alla ribalta ottenendo una vittoria con Hulme e il terzo posto nella classifica costruttori.

Nel 1972, Mayer e Kerr siglano l'accordo con la Yardley e ciò comporta l'abbandono della tradizionale livrea arancione delle vetture, nel 1973, dopo il passaggio di Bellamy alla Brabham, Coppuck si occupa di Formula 1 e sfruttando le esperienze nelle gare americane realizza la sua migliore macchina, la M23, che ottiene 3 vittorie con Denny Hulme e Peter Revson.

La M23, che raggiungerà il miglior sviluppo l'anno dopo, era una vettura con il telaio fatto da pannelli costituiti da lastre di alluminio incollate su uno strato di poliestere, la forma era a cuneo con le pance, contenenti i radiatori, corte, questo permetteva di centrare i pesi; le sospensioni, derivate dal modello precedente, avevano una geometria a carico progressivo: la rigidità aumentava al salire della compressione, impedendo agli ammortizzatori di andare a tampone. Queste sospensioni permettevano un comportamento in frenata e in inserimento di curva che il nuovo pilota Emerson Fittipaldi giudicò eccellenti e superiori alla Lotus 72 con cui aveva vinto il titolo mondiale.

Nel 1974 la McLaren strappa alla BRM il più munifico degli sponsor, la Marlboro, che resterà legato al team fino al 1996 e ne segnerà la storia. Dovendo accontentare due sponsor importanti verranno schierate 3 vetture con colorazioni diverse (due con colori Texaco-Marlboro e una Yardley), la presenza degli sponsor rifocalizzerà il business della McLaren sulla Formula 1, anche se durante la gestione di Mayer non verrà mai abbandonato l'uso di commercializzare vetture, fossero pure le vecchie Formula 1, cosa inammissibile per la successiva gestione di Ron Dennis che teneva le vetture all'interno della sede del team come fonte di motivazione per la squadra. Con queste premesse il 1974 non tradisce le attese e nonostante il ritorno alla competitività della Ferrari, dopo molti anni, la Mclaren vince per la prima volta il mondiale costruttori e il mondiale piloti con Fittipaldi.

In seguito arrivò il mondiale piloti 1976 con James Hunt anche se il pilota inglese fu favorito dall'incidente occorso a Niki Lauda che tenne l'austriaco lontano dalle corse per alcuni Gran Premi. Sul finire degli anni settanta però la scuderia fu relegata in secondo piano, la stessa longevità del modello M23 che fu utilizzato, anche da team clienti, fino alla fine del decennio mostra una evoluzione tecnica limitata. La M26 che, nel 1977, sostituì la M23 ebbe diversi problemi e solo dopo un lungo lavoro di sviluppo si dimostrò superiore al modello precedente, poi con l'avvento delle wing-car Coppuck non riuscì più a realizzare vetture competitive. La vittoria di Hunt al Gran Premio del Giappone 1977 sarà l'ultima della gestione di Teddy Mayer.

L'arrivo di Dennis in F1[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni ottanta la Marlboro intervenne sulla squadra portando Ron Dennis, team-manager nelle formule minori, al vertice; dal nome del team di Dennis, Project 4, è stato tratto il nuovo modo di siglare le McLaren (Mp4), con la nuova gestione cambia anche la sede del team che, nel 1981, si trasferisce a Woking[4]. La prima monoposto della gestione Dennis, la MP4/1 progettata da John Barnard, è la prima Formula 1 con il telaio in fibra di carbonio, il motore è ancora il Cosworth DFV ma permette alla McLaren di tornare alla vittoria al Gran Premio di Gran Bretagna 1981 con John Watson.

Alain Prost con la McLaren nel 1985

Nel 1982 la gestione di Dennis si dimostra subito efficiente con il "colpo" d'immagine dell'ingaggio di Niki Lauda, che si era ritirato dall'attività nel 1979 e in seguito realizzando l'accordo con la TAG di Mansour Ojjeh, che poi diverrà suo socio, e la Porsche per la realizzazione di un motore sovralimentato. A livello sportivo la stagione si chiuse con quattro vittorie, due di Lauda e due di Watson, l'anno seguente fu un anno di transizione in attesa dell'approntamento del motore turbo, che debuttò a fine stagione.

Dal 1984 alla fine degli anni ottanta arrivarono le soddisfazioni maggiori per il team inglese grazie a monoposto potenti e affidabili, progettate da John Barnard ed equipaggiate con i migliori motori, prima il TAG Porsche e poi Honda, inoltre Dennis puntò ad avere sempre i migliori piloti formando coppie formidabili (Lauda-Prost e Prost-Senna).

In generale la gestione di Dennis rompe con il passato in cui i team inglesi erano più versati nella telaistica e nell'aerodinamica, mentre gli italiani nella meccanica dei motori, Dennis vuole l'eccellenza in tutto, in tutte le parti dell'auto ma anche i migliori piloti e perfino il miglior motor-home nel paddock, per mostrare sempre un'immagine vincente. In alcuni casi eccederà, ad esempio chiedendo che lo spazio riservato nel paddock ai team minori non sia posto vicino al suo, questi atteggiamenti gli daranno fama di antipatico, ma i risultati gli daranno ragione e costringeranno anche gli altri team a seguire la sua strada: dal 1984 al 1991 la McLaren vince ben 7 Mondiali Piloti e 6 Mondiali Costruttori. Storica l'annata 1988, quando le monoposto di Woking vinsero 15 dei 16 Gran Premi disputati.

Collaborazione con Honda (1988 - 1992)[modifica | modifica sorgente]

Dalla stagione 1988 le vetture di Woking sono equipaggiate con propulsori Honda. Il primo anno è trionfale per la scuderia di Ron Dennis che, supportata dal talento di Ayrton Senna e Alain Prost, trionfa in 15 gran premi su 16, ottenendo inoltre 15 pole positions, 10 giri più veloci in gara e 10 doppiette. Il mondiale piloti è vinto da Senna con 90 punti (all'epoca erano validi per la classifica solo i migliori 11 risultati), quello costruttori da una McLaren che accumula la bellezza di 199 punti (si consideri che allora la vittoria dava 9 punti e che venivano premiati solo i primi 6, nell'ordine con 9, 6, 4, 3, 2 e 1 punti). Nei tre anni successivi la McLaren si ripete in entrambi i titoli, nei quattro anni con la Honda otterrà un totale di 39 vittorie in 65 gran premi disputati.

Collaborazione con Ford (1993)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1993 la Honda abbandona la McLaren e così la scuderia di Ron Dennis deve arrangiarsi con i poco competitivi Ford-Cosworth e dispone degli pneumatici Goodyear. In quest'anno la scuderia si iscrive al campionato di Formula 1 come Marlboro-McLaren, per via del fatto che l'iscrizione prevede che il nome come concorrente possa essere diverso da quello dato come costruttore per dare visibilità agli sponsor, ma non avendo un contratto di esclusiva con il fornitore dei motori non viene aggiunto il nome Ford. Senna è comunque uno dei pretendenti al titolo e spinge la sua McLaren fino al limite, ma non riesce a vincere l'alloro mondiale e chiude al 2º posto nella classifica piloti con 73 punti. Nel mondiale costruttori la McLaren chiude al 2º posto con 84 punti. Il passaggio di Ayrton Senna alla Williams nel 1994 può considerarsi come la chiusura di un ciclo d'oro per le monoposto inglesi.

Collaborazione con Peugeot (1994)[modifica | modifica sorgente]

Per la stagione 1994 la McLaren è equipaggiata con i motori Peugeot. Corre con il nome di Marlboro McLaren-Peugeot e schiera come piloti ufficiali Mika Hakkinen e Martin Brundle, e come collaudatore e pilota di riserva Philippe Alliot. Conclude nel mondiale costruttori al 4º posto con 42 punti mentre Mika Hakkinen conclude al 4º posto nel mondiale piloti con 26 punti.

Collaborazione con Mercedes (1995-2009)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1995 la McLaren è spinta dai motori Mercedes-Benz e si iscrive al campionato di Formula 1 come Marlboro McLaren-Mercedes. Schiera come piloti Mika Hakkinen e Mark Blundell, ma nonostante tutto riesce a stento ad ottenere 30 punti chiudendo al 4º posto nel mondiale costruttori. Nel 1996 la McLaren sostituisce Mark Blundell con David Coulthard e riesce a migliorare i pessimi risultati dell'anno precedente con un risultato complessivo di 49 punti nel mondiale costruttori chiudendo al 4º posto.

Nel 1997 la McLaren cambia sponsor e quindi si iscrive come West McLaren-Mercedes e compie il salto di qualità. Vince tre Gran Premi: quello d'Australia, d'Italia e d'Europa diventando la sorpresa del mondiale. Conclude la stagione ancora una volta al 4º posto nel mondiale costruttori con 63 punti. Con la fine di quest'anno si conclude anche l'epoca di crisi della Mclaren. Nel 1998 la McLaren domina tutti. Vince 9 Gran Premi su 16 e conquista entrambi i titoli mondiali di cui quello piloti vinto da Mika Häkkinen con 100 punti e quello costruttori con 156 punti. Solo la Ferrari riesce a tener testa alle frecce d'argento, ma solo in alcune gare.

Nel 1999 la McLaren si riconferma campione del mondo piloti, ma non costruttori poiché vinto dalla Ferrari. Difatti la sfida con il cavallino rampante finisce in pareggio con Mika Häkkinen campione del mondo con soli 2 punti di vantaggio su Eddie Irvine e nel mondiale costruttori la Ferrari vince con 4 punti di vantaggio. Nel 2000 la McLaren sfiora la vittoria di entrambi i titoli, ma comunque ha degli ottimi risultati e si dimostra altamente competitiva con 7 vittorie e 152 punti finali. Nel 2001 la McLaren vince solo 4 Gran Premi su 17 a causa di problemi di affidabilità e nel mondiale costruttori non va oltre i 102 punti mentre Mika Häkkinen dà il suo addio al mondo della formula 1 chiudendo al 5º posto con 37 punti.

Nel 2002 la McLaren cambia i propri pneumatici passando dalla Bridgestone alla Michelin e ingaggia Kimi Räikkönen dalla Sauber come sostituto di Hakkinen, ma non va oltre il 3º posto finale nella classifica costruttori con soli 65 punti e 1 solo Gran Premio in bacheca quello di Monaco, vinto da Coulthard. Nel 2003 la McLaren deve fare ancora i conti con i problemi di affidabilità, che non permettono l'esordio della nuova vettura. Raikkonen sfiora il titolo piloti, perso per soli 2 punti, pur gareggiando con una monoposto evoluta dell'anno precedente; il titolo costruttori viene perso per 16 punti con un totale di 142 punti.

Nel 2004 la McLaren entra in piena crisi a causa dei problemi di affidabilità e sprofonda in 5ª posizione nel mondiale costruttori, superata dalle emergenti BAR, Renault e Williams quest'ultima anch'essa in piena crisi. Conclude il mondiale con 63 punti ed 1 sola vittoria: quella del Gran Premio del Belgio. Nel 2005 la McLaren ingaggia Juan Pablo Montoya proveniente dalla Williams al posto di David Coulthard trasferitosi alla Red Bull. Durante la stagione la McLaren perde lo sponsor West, ma comunque riesce ad ottenere degli ottimi risultati. Chiude il mondiale con 10 Gran Premi vinti su 19 e 182 punti nel mondiale costruttori. Fino al 2005, i colori della McLaren seguivano quelli degli sponsor West, mentre attualmente il team mantiene il colore argento, ereditato dalla Mercedes-Benz.

Nel 2006 la McLaren si iscrive semplicemente come Team McLaren Mercedes, ma la stagione è poco prolifica, specie a causa dei problemi di affidabilità del motore. Non vince nessuna gara, cosa che non succedeva dal 1996. Chiude al 3º posto con 110 punti. A fine stagione la Mclaren licenzierà entrambi i piloti per mettere sotto contratto Fernando Alonso come prima guida e Lewis Hamilton come seconda. Dopo aver fatto l'accordo con Mercedes per la fornitura dei motori, la casa tedesca entrò nel capitale della società acquisendo il 40% della proprietà della Mclaren, poi nel 2007 Dennis e Mansour Ojjeh cedettero metà della loro partecipazione residua (30% ciascuno) alla società del Bahrain, Mumtalakat Holding.

Il team si iscrive come Vodafone McLaren Mercedes e cambia anche gli pneumatici da Michelin a Bridgestone. La McLaren torna a essere competitiva grazie ai nuovi piloti, Lewis Hamilton e Fernando Alonso, ma soprattutto a una ritrovata affidabilità che le consente di non patire alcun ritiro per problemi meccanici in tutta la stagione e di andare a punti in ogni gara. Riesce a vincere 8 gran premi su 17. Però durante la stagione si sviluppa una lotta interna tra Lewis e Fernando che ricorda il duello Prost-Senna e che porterà Alonso che si sentiva penalizzato rispetto all'inglese Hamilton a lasciare la squadra a fine stagione. Il team sfiora il successo, ma perde tutti i punti del campionato costruttori a causa della Spy-Story che la contrappone alla Ferrari mentre il titolo piloti lo perde all'ultima gara dove Hamilton si fa beffare da Kimi Raikkonen che gli rimonta 7 punti e diventa campione del mondo con 1 solo punto di vantaggio sull'inglese.

La spy-story del 2007[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spy Story (F1).

Durante la stagione 2007 è finita sotto inchiesta da parte della FIA per alcuni disegni della monoposto F2007 della scuderia concorrente Ferrari (si parla di circa 780 pagine) rinvenuti a casa del suo capo-progettista Mike Coughlan. Il 26 luglio 2007 la scuderia Vodafone McLaren Mercedes è stata convocata nella sede di Parigi da parte della Federazione per chiarimenti al riguardo. Al termine del consiglio mondiale, la FIA ha deciso di non infliggere alcuna penalità al team anglo-tedesco, pur avendo riconosciuto da parte sua l'infrazione dell'articolo 151c del Codice Sportivo Internazionale, in quanto le informazioni in loro possesso non sarebbero state usate. Di seguito la sentenza che ha fatto molto discutere

"Il Consiglio Mondiale ha trovato il Team Vodafone McLaren Mercedes in possesso di informazioni confidenziali della Ferrari e ha quindi violato l'articolo 151c del Codice Sportivo Internazionale. Comunque, le prove sono insufficienti per dire che tale informazione sia stata usata e in che modo al fine di interferire in maniera impropria con gli esiti del mondiale di Formula 1. Per questo non commineremo penalità. Ma se in futuro rileveremo l'utilizzo delle informazioni Ferrari e la loro influenza sul campionato, ci riserviamo il diritto di invitare la McLaren di nuovo qui davanti al Consiglio Mondiale dove affronterà la possibilità di un'esclusione non solo dal mondiale 2007 ma anche da quello 2008. Il WMSC invita anche i signori Stepney e Coughlan ad esporre le ragioni per le quali non dovrebbero essere banditi dagli sport motoristici internazionali per un lungo periodo e il Consiglio ha delegato l'autorità di trattare l'assunto al dipartimento legale della FIA."

Successivamente, Max Mosley rinviò il caso alla Corte d'Appello Internazionale il 13 settembre di quell'anno, ma la FIA annullò la seduta convocando invece un nuovo Consiglio Mondiale in quello stesso giorno, a fronte di nuove prove venute in possesso della Federazione, in particolare costituite da e-mail che Fernando Alonso e Pedro de la Rosa si sono inviati in cui si parla del materiale Ferrari ottenuto da Coughlan. L'8 settembre 2007 inoltre, durante le qualifiche del Gran Premio d'Italia, a Monza, vennero notificati a Ron Dennis e ad altri tre dirigenti del team altrettanti avvisi di garanzia su ordine della Procura di Modena che tuttora indaga sul caso.

Nella riunione del Consiglio Mondiale del 13 settembre 2007 la FIA decise di condannare la McLaren al pagamento di 100 milioni di dollari di ammenda, oltre a stabilire l'azzeramento dei punti nella classifica costruttori 2007. Nessuna penalità venne invece inflitta ai piloti Fernando Alonso e Lewis Hamilton poiché gli fu offerta l'immunità in cambio della collaborazione nelle indagini, e poterono quindi continuare a lottare per il titolo piloti.

Tuttavia nell'ultima gara stagionale, tenutasi il 21 ottobre 2007 ad Interlagos, in Brasile, nonostante i due piloti del team si trovassero nelle prime due posizioni nel mondiale è stato l'altro candidato al titolo, il finlandese della Ferrari Kimi Räikkönen, ad aggiudicarsi l'iride recuperando i 7 punti di svantaggio che lo dividevano da Hamilton, vittima di numerosi contrattempi meccanici, e a concludere il campionato con un punto di vantaggio sia su Alonso che su Hamilton, secondi a pari punti. A fine gran premio La McLaren ha esposto appello contro BMW Sauber e Williams, finite sotto inchiesta dopo la gara per temperature della benzina più basse del consentito e in seguito prosciolte dai commissari brasiliani. Ma il ricorso della scuderia anglo-tedesca è stato respinto il 16 novembre, sancendo definitivamente il titolo di Räikkönen e chiudendo la stagione 2007 della Formula 1.

Hamilton nel 2008 al Grand Prix di Melbourne.

Nel 2008 la McLaren rischia di subire di nuovo la beffa all'ultima gara, questa volta a opera dell'altro ferrarista Felipe Massa, Lewis Hamilton controlla la gara cercando solo il piazzamento necessario alla vittoria finale, ma negli ultimi giri la pioggia cambia le carte in tavola e Hamilton viene superato da Sebastian Vettel con la Toro Rosso, Massa vince la gara e sembra essere campione ma a tre curve dalla fine Hamilton riesce a superare Timo Glock con la Toyota, che era in difficoltà con le gomme da asciutto, e vince il mondiale per un punto su Massa. La McLaren conclude 2º nel mondiale costruttori con 151 punti. Il 16 gennaio 2009 Ron Dennis annuncia la sua intenzione di abbandonare il team a partire dal successivo 1º marzo, lasciando il suo posto a Martin Whitmarsh[5].

Disimpegno della Mercedes (2010-2014)[modifica | modifica sorgente]

Al termine della stagione 2009 di Formula 1, la Mercedes-Benz ha annunciato l'acquisizione della maggioranza della scuderia Brawn GP, che diventa Mercedes GP a partire dal 2010; contestualmente, la Mercedes cederà gradualmente la propria quota in McLaren, che ricomprerà il 40% delle azioni attualmente in possesso al costruttore tedesco entro il 2011. Tuttavia, Mercedes continuerà a fornire i motori gratuitamente alla McLaren almeno fino al 2015[6], anno in cui la McLaren userà nuovamente motori Honda.[7]

Il team è rimasto in lotta per il titolo costruttori fino al Gran Premio del Brasile 2010, dove la Red Bull Racing (grazie ad una doppietta) ha conquistato il suo primo titolo costruttori. Per la stagione 2011 il team di Woking ha realizzato una nuova monoposto (MP4-26), sempre a motore Mercedes, presentata a Berlino il 4 febbraio 2011. I piloti rimangono Lewis Hamilton e Jenson Button, il ruolo di collaudatore e terzo pilota sarà ricoperto da Gary Paffett, al quale si aggiunge poi Pedro de la Rosa. La stagione si rivela molto interessante per il team, che riesce ad essere competitivo in molte gare, non riuscendo però a vincere alcun titolo in palio.

Nel 2012 la scuderia schierò la nuova MP4/27 motorizzata Mercedes, confermando nuovamente Hamilton e Button. Quest'ultimo vinse la gara di apertura della stagione a Melbourne. Dopo un lieve appannamento delle prestazioni nella parte centrale di campionato, nella quale comunque Hamilton riuscì a vincere il Gran Premio del Canada, a partire dal Gran Premio d'Ungheria la vettura tornò molto competitiva, tanto che Hamilton e Button conquistarono quattro pole position consecutive.

Nella pausa tra il Gran Premio di Singapore ed il Gran Premio del Giappone la scuderia annunciò l'ingaggio di Sergio Pérez in sostituzione di Hamilton, che sarebbe passato alla Mercedes nella stagione successiva. A febbraio 2013 viene presentata nella sede della scuderia (Woking) la nuova vettura, la MP4-28, che sarà pilotata dal confermato Jenson Button e dal nuovo acquisto Sergio Pérez. Nelle prime gare il team non riesce ad ottenere risultati di livello ottenendo come miglior risultato un 5º posto in Cina. Inoltre, dopo 64 gare, in Canada nessuna delle vetture arriva in zona punti (Sergio Pérez 11° e Jenson Button 12°). Il resto della stagione è analogo alle prime gare, terminando il campionato costruttori al quinto posto con 122 punti, ottenendo come miglior piazzamento un quarto posto di Button nell'ultima gara in Brasile. La scuderia di Woking termina per la prima volta dopo 32 anni una stagione senza podi, inoltre la stagione 2013 è la peggior stagione degli ultimi 47 anni.

Per la stagione agonistica 2014 la coppia di piloti titoli sarà Jenson Button e Kevin Magnussen che sostituisce Sergio Pérez. Il 21 gennaio 2014 la McLaren ha da poco confermato che la Mp4-29 , vettura destinata a prendere parte al mondiale di Formula Uno 2014, ha passato tutti i crash test previsti per poter partecipare al prossimo campionato. Nei giorni precedenti infatti la vettura non aveva superato i crash test e negli ultimi giorni, erano sorti dubbi sull’effettiva presenza della McLaren ai test di Jerez de la Frontera, fissati dal 28 al 31 gennaio.[8] 

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Piloti vincitori
Pilota Titoli mondiali Gran Premi Vittorie
Brasile Ayrton Senna 3 96 35
Francia Alain Prost 3 107 30
Finlandia Mika Häkkinen 2 131 20
Regno Unito Lewis Hamilton 1 110 21
Regno Unito James Hunt 1 51 9
Austria Niki Lauda 1 58 8
Brasile Emerson Fittipaldi 1 28 5
Regno Unito David Coulthard - 150 12
Finlandia Kimi Räikkönen - 81 9
Regno Unito Jenson Button - 76 8
Nuova Zelanda Denny Hulme - 86 6
Spagna Fernando Alonso - 17 4
Regno Unito John Watson - 73 4
Colombia Juan Pablo Montoya - 29 3
Austria Gerhard Berger - 48 3
Stati Uniti Peter Revson - 23 2
Nuova Zelanda Bruce McLaren - 34 1
Finlandia Heikki Kovalainen - 35 1


Vetture[modifica | modifica sorgente]


Vetture stradali:

Sponsorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

La McLaren ha sempre avuto un rapporto molto stretto con gli sponsor già dagli inizi degli anni settanta quando strinse vari accordi di partnership, tra i quali quello storico con Marlboro, che perdurò fino al 1996, quando subentro la West, che con i suoi colori fece guadagnare alle vetture di Woking l'appellativo di Frecce d'argento, rimasto anche dopo l'addio del 2005.

Nel 2007 è stato siglato un contratto di sponsorizzazione da 100 milioni di dollari a stagione tra il team inglese e Vodafone che durerà fino al 2013. Dal 2012 entra anche un nuovo sponsor, la GlaxoSmithKline, attraverso il suo brand di sport drink Lucozade.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alberto Sabbatini, Un'isola felice nel motorsport in Autosprint, 23 agosto 2011, p. 8-9.
  2. ^ Aerei al pit-stop come in F1: il software della McLaren ottimizza Heathrow, F1WEB.it, 30 gennaio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  3. ^ a b c d e 21/10/2010 La leggenda McLaren in Autosprint. URL consultato l'8 marzo 2012.
  4. ^ Alberto Sabbatini, Un'isola felice nel motorsport in Autosprint, 23 agosto 2011, p. 6.
  5. ^ Dennis «oscura» la McLaren 2009: «Lascio a Whitmarsh». URL consultato il 12-09-2009.
  6. ^ Andrew Benson, BBC SPORT | Motorsport | Formula 1 | Mercedes takes over Brawn F1 team, BBC News, 16 novembre 2009. URL consultato il 23 novembre 2009.
  7. ^ (EN) McLaren-Honda: reuniting one of the greatest partnerships in Formula 1 history, 16 maggio 2013.
  8. ^ McLaren: la Mp4-29 ha superato i crash test | BlogF1.it
  9. ^ Scheda della McLaren M6GT
  10. ^ Scheda della McLaren M12GT

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]