Bevanda energetica

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Vari marchi produttori

Una bevanda energetica (in inglese energy drink) è una bevanda analcolica contenente sostanze stimolanti, principalmente glucosio, caffeina, taurina, guaranina e vitamine del gruppo B, destinata a fornire energia al consumatore. Da non confondere con gli sport drink, i quali non contengono stimolanti, ma sali minerali e carboidrati e sono destinati principalmente alla reidratazione. Il mercato di tali bevande ha avuto un'improvvisa impennata tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni 2000, grazie soprattutto a strategie di marketing precise: l'uso di nomi e packaging accattivanti, sponsorizzazioni di eventi e pubblicità attraverso i canali più disparati, destinate ad un pubblico giovane ed ai loro interessi, come sport, musica, vita notturna; innovatore da questo punto di vista e attualmente principale marchio della categoria è la Red Bull.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Non essendoci una regolamentazione sulla definizione del termine "energy drink", non esiste un ingrediente o una formula base necessaria a definire la bevanda energetica. Esiste tuttavia una serie di sostanze, principalmente carboidrati e metilxantine, presenti spesso in alte quantità, riscontrabili nelle varie ricette; tra questi spesso troviamo caffeina, vitamine del gruppo B, taurina, maltodestrina, inositolo, carnitina, creatina e glucuronolattone; vengono inoltre utilizzati vegetali, quali guaranà, ginseng, e ginkgo biloba. Molti marchi propongono affiancate alle formule originali versioni dietetiche, con relativa sostituzione di edulcoranti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La difficoltà di categorizzazione rende difficile anche la stilazione di una cronologia storica di queste bevande. Fin dai tempi antichi erano in uso bevande tonificanti od energizzanti, due su tutte caffè e ; la prima formula registrata, assimilabile alla categoria delle bevande energizzante, fu creata però nel 1927 da William Owen: il chimico inglese di Newcastle sperimentò per vari anni diverse ricette al fine di trovare energizzanti per i malati di morbi comuni, come febbre o influenza, giungendo infine a formulare il Glucozade, ribattezzato nel 1929 Lucozade. Il Lucozade rimase in commercio come farmaco fino al 1983, quando l'agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather lo ripropose in chiave di bevanda energetica commerciale e bevanda sportiva. Sempre negli anni ottanta, vennero lanciate sul mercato i primi soft drink con alti livelli di caffeina come la Jolt Cola.

In Giappone venne proposto nel 1962 la prima bevanda energetica a base di taurina, il Lipovitan; la bevanda ebbe un discreto successo e venne riproposta in vari paesi asiatici; tra questi vi era la Thailandia. Qui l'imprenditore austriaco Dietrich Mateschitz conobbe la versione thailandese del lipovitan, la Krating Daeng; Colpito dall'idea adattò la bevanda ai gusti occidentali e lanciò sul mercato la Red Bull. Il progetto ebbe successo e nel 1995 una mayor del settore alimentare propose la sua versione, la Josta, bevanda a base di guaranà commercializzata dalla PepsiCo e definita "High-energy drink", ma il successo alterno e il cambio di strategia dell'azienda la fecero eliminare dalla produzione nel 1999. Nel 1997 la Red Bull venne proposta sul mercato statunitense dove ebbe una crescita esponenziale, raggiungendo vendite di 8 milioni di lattine nel 2001, e di 3 miliardi cinque anni dopo, con una crescita media del 50% annuo.[1].

Il successo della Red Bull porterà alla creazione di un vero e proprio mercato degli energy drink, con la nascita di vari brand, tra cui Burn, Monster, Dark Dog, Tonino Lamborghini.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il consumo associato di alcolici viene giudicato a rischio per gli opposti effetti sul sistema nervoso centrale, depressivo per gli alcolici ed eccitante per gli energy drink.

L'effetto eccitante non modifica la concentrazione di alcool nel sangue e il rischio di intossicazione acuta. Vi sono divergenze sul contrasto alla guida in stato di ebbrezza.

Tra il 2007 e il 2011 è raddoppiato negli USA il numero di ricoveri al pronto soccorso per esclusivo consumo di bevande energetiche [2].
Fra i fatti riscontrati: insonnia, nervosismo, complicanze cardiache (palpitazioni, tachicardia) e neurologiche (allucinazioni, convulsioni e attacchi epilettici) [3]. Gli effetti sono attribuiti principalmente alle alte dosi di caffeina, il più attivo fra gli ingredienti noti e studiati degli energy drink. Non sono stati studiati (al 2012) gli effetti degli energy drink ad alte dosi su ragazzi e adolescenti [4] La caffeina può essere dannosa e anche letale a dosi massicce.[5][6];

In Danimarca e Norvegia è vietata la vendita, in Francia sono invece commercializzati come medicinali.[senza fonte]

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mintel Energy Drink Report 2006, 07.05.06
  2. ^ Update on Emergency Departments Visits Involving Energy Drinks: A contununing Public Health Concern, The DAWN Report, SAMSA (Substance Abuse and Mental Health Services Administration), 10 gennaio 2013
  3. ^ Energy drinks: health risks and toxicity, Gunja N. et al, Med J Aust. 2012 Jan 16;196(1):46-9, rielaborando i dati dal 2004 al 2010del NSW Poisons Information Centre che riceve il 50% delle chiamate ai centri antiveleno in Australia
  4. ^ Toxicity of energy drinks, Curr Opin Pediatr. 2012 Apr;24(2):243-51. doi: 10.1097/MOP.0b013e3283506827,Division of Medical Toxicology / Department of Emergency Medicine, University of Massachusetts, USA
  5. ^ Holmgren P, Nordén-Pettersson L, Ahlner J, Caffeine fatalities – four case reports in Forensic Science International, vol. 139, nº 1, 2004, pp. 71–3, DOI:10.1016/j.forsciint.2003.09.019, PMID 14687776.
  6. ^ Alstott RL, Miller AJ, Forney RB, Report of a human fatality due to caffeine in Journal of Forensic Science, vol. 18, nº 35, 1973.

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