Gran Premio di Germania 2003

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Germania Gran Premio di Germania 2003
709º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 12 di 16 del Campionato 2003
Hockenheim2012.svg
Data 3 agosto 2003
Circuito Hockenheimring
Percorso 4.574 km
circuito permanente
Distanza 67 giri, 306,458 km
Clima sereno
Risultati
Pole position Giro più veloce
Colombia Juan Pablo Montoya Colombia Juan Pablo Montoya
Williams - BMW in 1'15"167 Williams - BMW in 1'14"917
(nel giro 14)
Podio
1. Colombia Juan Pablo Montoya
Williams - BMW
2. Regno Unito David Coulthard
McLaren - Mercedes
3. Italia Jarno Trulli
Renault

Il Gran Premio di Germania 2003 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 3 agosto 2003 allo Hockenheimring. La gara fu vinta da Juan Pablo Montoya su Williams - BMW, davanti a David Coulthard su McLaren - Mercedes e a Jarno Trulli su Renault.

Vigilia[modifica | modifica sorgente]

Aspetti sportivi[modifica | modifica sorgente]

All'indomani del Gran Premio di Gran Bretagna la Jaguar annunciò il licenziamento del brasiliano Antonio Pizzonia, che venne sostituito a partire dal Gran Premio di Germania da Justin Wilson, già pilota Minardi nella prima parte di stagione. La decisione fu motivata dalle scarse prestazioni del pilota brasiliano, fermo a quota zero punti contro i dodici fino a quel momento ottenuti dal compagno di squadra Mark Webber. La Jaguar offrì a Pizzonia di terminare la stagione con il ruolo di collaudatore e pilota di riserva, ma il brasiliano rifiutò.[1]

La Minardi rimpiazzò Wilson con il pilota di Formula 3000 danese Nicolas Kiesa, supportato economicamente dalla Peugeot.[2]

Aspetti tecnici[modifica | modifica sorgente]

Dopo che nel precedente Gran Premio molte scuderie avevano presentato delle evoluzioni sostanziali delle proprie monoposto, in questa occasione i team si concentrarono principalmente sull'affinamento di dettagli aerodinamici, in particolare i deviatori di flusso dietro alle ruote anteriori.[3] Fece eccezione la McLaren, che, come già fatto in Canada, montò sulle MP4-17D la sospensione anteriore della nuova MP4-18, caratterizzata dalla posizione verticale della pinza dei freni.[3]

Prove libere[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

Nella sessione di test privati di venerdì mattina la Minardi e la Jordan portarono al debutto i rispettivi collaudatori Gianmaria Bruni e Zsolt Baumgartner, affiancandoli ai piloti titolari.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

I tempi migliori nelle prove libere di venerdì mattina furono i seguenti:[4]

Pos Pilota Costruttore Tempo
1 5 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 1'15"523
2 7 Italia Jarno Trulli Renault 1'15"617
3 8 Spagna Fernando Alonso Renault 1'15"797

I tempi migliori nella prima sessione di prove libere di sabato furono i seguenti:[4]

Pos Pilota Costruttore Tempo
1 3 Colombia Juan Pablo Montoya Williams - BMW 1'15"668
2 2 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 1'15"853
3 4 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW 1'15"890

I tempi migliori nella seconda sessione di prove libere di sabato furono i seguenti:[4]

Pos Pilota Costruttore Tempo
1 4 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW 1'15"387
2 2 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 1'15"495
3 3 Colombia Juan Pablo Montoya Williams - BMW 1'15"716

Qualifiche[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

La Williams dominò le qualifiche, occupando l'intera prima fila. La lotta per la pole position tra i due piloti della scuderia inglese fu intensa e vide prevalere Montoya sul compagno di squadra per appena diciotto millesimi. Risultò decisivo il terzo settore del tracciato, nel quale il pilota colombiano inflisse oltre due decimi di distacco a Ralf Schumacher, che era risultato il più rapido nei primi due settori. In terza posizione si piazzò Barrichello, staccato di tre decimi dal tempo della pole position. Alle spalle del pilota della Ferrari si inserì Trulli, seguito da Räikkönen e Michael Schumacher, penalizzato dalla scelta di pneumatici a mescola più dura di quelli per cui aveva optato il compagno di squadra.[5]

Panis fece segnare il settimo tempo, seguito da Alonso, Da Matta e Coulthard, sempre in difficoltà con le qualifiche a tentativo unico introdotte da inizio anno. Come già accaduto nel Gran Premio di Francia, con alte temperature le gomme Michelin si rivelarono superiori alle concorrenti Bridgestone, tanto che le uniche vetture tra le prime dieci equipaggiate con gli pneumatici giapponesi furono le due Ferrari.

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

Pos No Pilota Costruttore Pneumatici Venerdì Sabato Distacco
1 3 Colombia Juan Pablo Montoya Williams - BMW M 1'14"673 1'15"167
2 4 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW M 1'14"427 1'15"185 +0"018
3 2 Brasile Rubens Barrichello Ferrari B 1'15"399 1'15"488 +0"321
4 7 Italia Jarno Trulli Renault M 1'15"004 1'15"679 +0"512
5 6 Finlandia Kimi Räikkönen McLaren - Mercedes M 1'15"276 1'15"874 +0"707
6 1 Germania Michael Schumacher Ferrari B 1'15"456 1'15"898 +0"731
7 20 Francia Olivier Panis Toyota M 1'15"471 1'16"034 +0"867
8 8 Spagna Fernando Alonso Renault M 1'15"214 1'16"483 +1"316
9 21 Brasile Cristiano da Matta Toyota M 1'16"450 1'16"550 +1"383
10 5 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes M 1'15"557 1'16"666 +1"499
11 14 Australia Mark Webber Jaguar - Cosworth M 1'15"030 1'16"755 +1".608
12 11 Italia Giancarlo Fisichella Jordan - Cosworth B 1'17"111 1'16"831 +1"664
13 16 Canada Jacques Villeneuve BAR - Honda B senza tempo 1'17"090 +1"923
14 10 Germania Heinz-Harald Frentzen Sauber - Petronas B 1'15"968 1'17"169 +2"002
15 9 Germania Nick Heidfeld Sauber - Petronas B 1'15"985 1'17"557 +2"390
16 15 Regno Unito Justin Wilson Jaguar - Cosworth M 1'15"373 1'18"021 +2"854
17 17 Regno Unito Jenson Button BAR - Honda B 1'15"754 1'18"085 +2"918
18 12 Irlanda Ralph Firman Jordan - Cosworth B 1'17"044 1'18"341 +3"174
19 19 Paesi Bassi Jos Verstappen Minardi - Cosworth B 1'17"702 1'19"023 +3"856
20 18 Danimarca Nicolas Kiesa Minardi - Cosworth B senza tempo 1'19"174 +4"007

Gara[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

Al via Montoya scattò bene dalla pole position, mantenendo la testa della corsa. Alle sue spalle, invece, né Ralf SchumacherBarrichello ebbero una buona partenza: i due furono sfilati da Trulli, che si inserì in seconda posizione, mentre Räikkönen affiancò il pilota brasiliano della Ferrari all'esterno. Ralf Schumacher, nel tentativo di difendere la posizione, attraversò tutta la pista, stringendo Barrichello tra la propria vettura e quella di Räikkönen. Il brasiliano, rimasto senza spazio, finì per toccare la Williams del tedesco, intraversandosi e colpendo la vettura di Räikkönen, che perse il controllo della sua McLaren e andò a sbattere violentemente contro le barriere. Barrichello fu costretto immediatamente al ritiro, mentre Ralf Schumacher, pur riuscendo a raggiungere i box, dovette abbandonare la gara per via dei danni subiti dalla sua vettura.

La carambola nelle prime posizioni causò scompiglio e varie collisioni nel gruppo: a farne le spese fu Frentzen, che fu violentemente tamponato da Firman. Entrambi furono costretti al ritiro, mentre Wilson, che aveva a sua volta colpito la Jordan dell'irlandese, tornò ai box per riparare la sua Jaguar. Per permettere ai commissari di percorso di pulire la pista la direzione gara fece entrare la safety car, dietro alla quale si allinearono Montoya, Trulli, Alonso, Michael Schumacher, Webber, Coulthard, Panis e Da Matta. La corsa ripartì alla fine del quarto giro: Montoya prese subito il largo, mentre Coulthard strappò la quinta posizione a Webber dopo un acceso duello.

Non accadde praticamente nulla fino alla prima serie di pit stop, aperta da Trulli al 15º giro. Nella stessa tornata rifornì anche Panis, mentre Michael Schumacher, Montoya e Da Matta effettuarono la loro sosta al 17º passaggio. Un giro più tardi Coulthard fu l'ultimo dei piloti di testa a rifornire. Dopo la prima serie di soste Montoya cominciò a guadagnare un margine molto consistente su Trulli, arrivando a staccare il rivale anche di quasi due secondi al giro: il colombiano, infatti, aveva caricato meno benzina degli altri, essendo partito con una strategia sulle tre soste, come i piloti Toyota. Il pilota abruzzese della Renault tenne dietro Alonso, Michael Schumacher e Coulthard, tutti piuttosto vicini tra di loro ma incapaci di sorpassarsi. La situazione rimase invariata fino al 30º giro, quando grazie ad un errore di Alonso Michael Schumacher guadagnò la terza posizione. Il primo pilota a rientrare ai box, nel corso del 32º passaggio, fu Montoya, il cui vantaggio sugli inseguitori era talmente ampio da permettergli di tornare in pista in prima posizione. Seguirono i due piloti della Toyota, che rimasero in sesta e settima posizione, mentre Michael Schumacher e Trulli rientrarono contemporaneamente ai box al 38º giro, con il ferrarista che rimase dietro al rivale. Una tornata più tardi rientrò ai box anche Alonso; l'ultimo pilota ad effettuare il pit stop fu ancora Coulthard, che sopravanzò lo spagnolo portandosi al quarto posto.

Montoya continuò ad incrementare il proprio margine sui rivali, mentre Michael Schumacher dovette guardarsi da Coulthard, che rimontò lo svantaggio dal pilota tedesco e cominciò a tallonarlo. Montoya, Panis e Da Matta effettuarono la loro ultima sosta ai box tra il 49° ed il 50º passaggio, mantenendo rispettivamente la prima, la sesta e la settima posizione. Nel frattempo Trulli cominciò ad accusare un calo di potenza al motore: l'italiano venne raggiunto dai due piloti che lo seguivano, cominciando così un lungo duello con Michael Schumacher. Dopo diversi tentativi respinti dal rivale, nel corso del 58º passaggio il tedesco ebbe la meglio su Trulli, superandolo con una manovra decisa e sfruttando anche la parte esterna della pista. Un giro più tardi anche Coulthard sopravanzò il pilota della Renault, portandosi in terza posizione. Al 63º giro, però, sulla Ferrari di Schumacher si forò la gomma posteriore sinistra, forse a causa dell'escursione fuori pista compiuta per superare Trulli. Il pilota tedesco riuscì a raggiungere i box, scivolando però al settimo posto. Montoya conquistò la seconda vittoria stagionale, tagliando il traguardo con oltre un minuto di vantaggio su Coulthard e Trulli. Alonso chiuse in quarta posizione, seguito da Panis, Da Matta, Michael Schumacher e Button, che conquistò l'ultimo punto disponibile. Grazie a questa vittoria e alle battute di arresto dei fratelli Schumacher e di Räikkönen Montoya si rilanciò in Campionato, dove salì in seconda posizione, scavalcando il finlandese.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Pos No Pilota Costruttore Pneumatici Giri Tempo/Ritiro e posizione al ritiro Partenza Punti
1 3 Colombia Juan Pablo Montoya Williams - BMW M 67 1h28'48"769 1 10
2 5 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes M 67 +1'05"459 10 8
3 7 Italia Jarno Trulli Renault M 67 +1'09"060 4 6
4 8 Spagna Fernando Alonso Renault M 67 +1'09"344 8 5
5 20 Francia Olivier Panis Toyota M 66 +1 giro 7 4
6 21 Brasile Cristiano da Matta Toyota M 66 +1 giro 9 3
7 1 Germania Michael Schumacher Ferrari B 66 +1 giro 6 2
8 17 Regno Unito Jenson Button BAR - Honda B 66 +1 giro 17 1
9 16 Canada Jacques Villeneuve BAR - Honda B 65 +2 giri 13
10 9 Germania Nick Heidfeld Sauber - Petronas B 65 +2 giri 15
11 14 Australia Mark Webber Jaguar - Cosworth M 64 Uscita di pista (9°) 11
12 18 Danimarca Nicolas Kiesa Minardi - Cosworth B 62 +5 giri 20
13 11 Italia Giancarlo Fisichella Jordan - Cosworth B 60 Motore (13°) 12
Ritirato 19 Paesi Bassi Jos Verstappen Minardi - Cosworth B 23 Idraulica 19
Ritirato 15 Regno Unito Justin Wilson Jaguar - Cosworth M 6 Trasmissione (15°) 16
Ritirato 4 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW M 1 Conseguenze incidente 2
Ritirato 10 Germania Heinz-Harald Frentzen Sauber - Petronas B 1 Conseguenze incidente 14
Ritirato 2 Brasile Rubens Barrichello Ferrari B 0 Incidente 3
Ritirato 6 Finlandia Kimi Räikkönen McLaren - Mercedes M 0 Incidente 5
Ritirato 12 Irlanda Ralph Firman Jordan - Cosworth B 0 Incidente 18

Dopo la gara[modifica | modifica sorgente]

Nel dopogara i commissari analizzarono l'incidente alla prima curva tra Ralf Schumacher, Barrichello e Räikkönen, concludendo che il pilota tedesco fosse responsabile della collisione e infliggendogli dieci posizioni di penalità sulla griglia di partenza del successivo Gran Premio d'Ungheria.[6] La Williams presentò appello e dopo una nuova analisi dell'incidente i commissari convertirono la penalità in una multa di 50.000 Dollari (la massima che potevano infliggere).[7]

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos. Team Punti
1 Ferrari 120
2 Williams - BMW 118
3 McLaren - Mercedes 103
4 Renault 66
5 BAR - Honda 15
6 Toyota 14
7 Jaguar - Cosworth 12
8 Jordan - Cosworth 11
9 Sauber - Petronas 9

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Pizzonia turns Jaguar down, Grandprix.com. URL consultato il 5 maggio 2013.
  2. ^ (EN) Pizzonia out, Wilson to Jaguar, Kiesa to Minardi?, Grandprix.com. URL consultato il 5 maggio 2013.
  3. ^ a b Giorgio Piola, «Novità sul grande schermo». Autosprint n.31/32, 5-18 agosto 2003, pagg.44-45
  4. ^ a b c «I tempi delle prove». Autosprint n.31/32, 5-18 agosto 2003, pagg.42-43
  5. ^ (EN) German Gp - Saturday - Qualifying Report, Grandprix.com. URL consultato il 6 maggio 2013.
  6. ^ (EN) Schumacher in trouble, Grandprix.com. URL consultato il 7 maggio 2013.
  7. ^ (EN) The Schumacher Appeal - what does it all mean?, Grandprix.com. URL consultato il 7 maggio 2013.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Tutti i dati statistici sono tratti da Autosprint n.31-32/2003

Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 2003
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