Campionato mondiale di Formula 1 1988

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Campionato mondiale di Formula 1 1988
Edizione n. 39 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 3 aprile
Termine 13 novembre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Ayrton Senna
su McLaren MP4/4
Costruttori McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso
Alain Prost su McLaren

La stagione 1988 del Campionato Mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 39ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Ayrton Senna (90 punti), e la 30ª ad assegnare il Campionato Costruttori, vinto dalla McLaren (199 punti). È iniziata il 3 aprile e terminata il 13 novembre, dopo 16 gare.

Cambiamenti rispetto al 1987[modifica | modifica sorgente]

Cambiamenti regolamentari[modifica | modifica sorgente]

  • Come previsto dal piano di progressivo abbandono dei motori turbo deciso a fine 1986, il 1988 fu l'ultima stagione in cui l'utilizzo di tali propulsori fu ammesso. La pressione di sovralimentazione consentita scese a 2,5 bar (con conseguente riduzione della potenza), mentre la quantità di carburante immessa nei serbatoi delle vetture con motore sovralimentato fu ridotta a 150 litri (contro i 195 della stagione precedente).
  • Tutti i telai di nuova costruzione dovevano avere la pedaliera sistemata dietro l'asse delle ruote anteriori (per prevenire traumi agli arti inferiori in caso di urto frontale).
  • Essendosi iscritte al campionato ben diciotto scuderie, per il totale di trentuno piloti, fu istituita una sessione di prequalifiche, da disputarsi durante le prove libere del venerdì, in modo da ridurre a trenta (numero massimo previsto dal regolamento) i piloti che avrebbero preso parte alle qualifiche vere e proprie. Nella prima parte di stagione dovettero partecipare alle prequalifiche i piloti delle nuove scuderie, mentre da metà anno in poi la sessione fu obbligatoria per i concorrenti che avevano ottenuto i risultati peggiori nelle prime otto gare.

Novità tecniche[modifica | modifica sorgente]

  • La Williams reintrodusse il cambio trasversale, utilizzato dalla Ferrari negli anni Settanta e poi abbandonato.

Scuderie[modifica | modifica sorgente]

  • La Brabham, venduta da Bernie Ecclestone, non prese parte al campionato.
  • Fecero il loro ingresso in Formula 1 tre nuove scuderie: la EuroBrun, una squadra italo-elvetica nata dalla fusione tra il team Euroracing di Gianpaolo Pavanello e il Brun Motorsports di Walter Brun, la Scuderia Italia, fondata dall'imprenditore Giuseppe Lucchini, che si accordò con la Dallara per la costruzione del telaio, e la Rial di Günter Schmidt, già proprietario del team ATS, attivo tra il 1977 ed il 1984.

Motori[modifica | modifica sorgente]

  • La TAG smise di finanziare lo sviluppo del motore Porsche che la McLaren aveva utilizzato fino alla stagione precedente. Il marchio tedesco si ritirò dalla Formula 1, così come la BMW.
  • La Honda abbandonò la Williams, fornendo i propri motori alla McLaren e alla Lotus.
  • Fece il suo debutto in Formula 1 la Judd, che fornì il proprio V8 a Williams, March e Ligier.
  • La Minardi, dopo aver corso per tre stagioni con il V6 turbo della Motori Moderni, firmò un accordo con la Cosworth.

Piloti[modifica | modifica sorgente]

Pneumatici[modifica | modifica sorgente]

  • La Goodyear mantenne il monopolio conquistato l'anno precedente dopo il ritiro della Pirelli.

Piloti e team[modifica | modifica sorgente]

I seguenti piloti e costruttori hanno gareggiato nella stagione 1988.

Team Costruttore Telaio Motore Gomme No. Piloti GP Test driver
Regno Unito Camel Team Lotus Honda Lotus 100T Honda RA168E 1.5 V6T G 1 Brasile Nelson Piquet Tutti Regno Unito Martin Donnelly
2 Giappone Satoru Nakajima Tutti
Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 017 Cosworth DFZ V8 3.5 G 3 Regno Unito Jonathan Palmer Tutti n/a
4 Regno Unito Julian Bailey Tutti
Regno Unito Canon Williams Team Williams FW12 Judd CV 3.5 V8 G 5 Regno Unito Nigel Mansell 1-10, 13-16 Francia Jean-Louis Schlesser
Regno Unito Martin Brundle 11
Francia Jean-Louis Schlesser 12
6 Italia Riccardo Patrese Tutti
Germania West Zakspeed Racing Zakspeed 881 Zackspeed 1500/4 1.5 L4T 1500/4 1.5 L4T G 9 Italia Piercarlo Ghinzani Tutti Germania Christian Danner
10 Germania Bernd Schneider Tutti
Regno Unito Honda Marlboro McLaren McLaren MP4/4 Honda RA168E 1.5 V6T G 11 Francia Alain Prost Tutti Italia Emanuele Pirro
12 Brasile Ayrton Senna Tutti
Francia Automobiles Gonfaronaise Sportive AGS JH22
JH23
Cosworth DFZ V8 3.5 G 14 Francia Philippe Streiff Tutti n/a
Regno Unito Leyton House March Racing Team March 881 Judd CV V8 3.5 G 15 Brasile Maurício Gugelmin Tutti n/a
16 Italia Ivan Capelli Tutti
Regno Unito USF&G Arrows Megatron Arrows A10B BMW M12/13 G 17 Regno Unito Derek Warwick Tutti n/a
18 Stati Uniti Eddie Cheever Tutti
Regno Unito Benetton Formula Ltd Benetton B188 Cosworth DFR V8 3.5 G 19 Italia Alessandro Nannini Tutti Regno Unito Johnny Dumfries
Australia Gary Brabham
20 Belgio Thierry Boutsen Tutti
Italia Osella Squadra Corse Osella FA1/I
FA1/L
Osella 890T 1.5 V8T G 21 Italia Nicola Larini Tutti n/a
Germania Rial Racing Rial ARC1 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 22 Italia Andrea de Cesaris Tutti n/a
Italia Lois Minardi Team SpA Minardi M188 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 23 Spagna Adrián Campos 1-5 Italia Pierluigi Martini
Italia Pierluigi Martini 6-16
24 Spagna Luis Perez-Sala Tutti
Francia Ligier Loto Ligier JS31 Judd CV 3.5 V8 G 25 Francia René Arnoux Tutti n/a
26 Svezia Stefan Johansson Tutti
Italia Scuderia Ferrari SpA SEFAC Ferrari F1/87/88C Ferrari 033E 1.5 V6T G 27 Italia Michele Alboreto Tutti Brasile Roberto Moreno
Italia Gianni Morbidelli
Italia Dario Benuzzi
28 Austria Gerhard Berger Tutti
Francia Larrousse Calmels Lola LC88 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 29 Francia Yannick Dalmas 1-14 n/a
Giappone Aguri Suzuki 15
Francia Pierre-Henri Raphanel 16
30 Francia Philippe Alliot Tutti
Italia Coloni SpA Coloni FC188
FC188B
Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 31 Italia Gabriele Tarquini Tutti n/a
Italia EuroBrun Racing EuroBrun ER188 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 32 Argentina Oscar Larrauri Tutti n/a
33 Italia Stefano Modena Tutti
Italia BMS Scuderia Italia Dallara 188 Ford Cosworth DFZ 3.5 V8 G 36 Italia Alex Caffi Tutti n/a

Riassunto della stagione[modifica | modifica sorgente]

Nei test invernali si mise in luce la nuova McLaren MP4/4, che, completata appena due settimane prima dell'inizio del campionato, fece segnare tempi record nei test pre-campionato di Imola.

La stagione si aprì con il Gran Premio del Brasile, disputato il 3 aprile sul circuito di Jacarepaguá, appena intitolato al tre volte Campione del Mondo Nelson Piquet. Nelle qualifiche Senna conquistò la pole position, davanti al sorprendente Mansell; in gara, però, il brasiliano ebbe problemi al cambio già durante il giro di ricognizione, rimanendo fermo sullo schieramento. La procedura di partenza fu ripetuta ma, contravvenendo al regolamento, la McLaren permise a Senna di ripartire dai box col muletto, come peraltro già aveva fatto con Prost a Monza '86: il brasiliano fu così squalificato. Vinse quindi il suo compagno di squadra Prost, che controllò fino al traguardo Berger; dopo il ritiro di Mansell per problemi tecnici, Piquet conquistò il terzo posto. Chiusero in zona punti anche Warwick, Alboreto e Nakajima[1].

Dopo una pausa di quasi un mese, le scuderie si recarono a Imola per la seconda gara dell'anno, il Gran Premio di San Marino. Il dominio delle McLaren fu assoluto: in qualifica Senna e Prost inflissero distacchi di oltre tre secondi al terzo classificato, Piquet. In gara, Senna condusse dal primo all'ultimo giro; il suo compagno di squadra, partito male per un problema tecnico, rimontò in quattro tornate fino alla seconda posizione, mantenendola poi fino al termine. Piquet, terzo al traguardo, era staccato di un giro; chiudevano la zona punti le due Benetton di Boutsen e Nannini, separate dalla Ferrari di Berger[2]. Anche a Montercarlo Senna conquistò la pole position, battendo nettamente Prost; in gara, il francese rimase bloccato per 54 giri dietro alla Ferrari di Berger, mentre il suo compagno di squadra si involava al comando. Quando finalmente ebbe la meglio sul pilota austriaco, Prost aveva uno svantaggio di quasi cinquanta secondi rispetto a Senna. A undici tornate dalla fine, però, quest'ultimo ebbe un calo di concentrazione e andò a sbattere contro le barriere alla curva del Portier, dovendosi ritirare. Prost conquistò così la seconda vittoria stagionale, davanti a Berger, Alboreto, Warwick, Palmer e Patrese[3].

La schiacciante superiorità tecnica della McLaren - Honda ridusse di fatto il campionato ad un lungo duello tra i due piloti del team inglese. Nel Gran Premio del Messico Senna conquistò ancora una volta la pole position, ma in partenza il brasiliano fu sopravanzato da Prost e Piquet; superato rapidamente il pilota della Lotus, Senna si dovette accontentare della seconda posizione, mentre il suo compagno di squadra coglieva la terza vittoria stagionale. Nella lotta tra gli "altri" per il terzo posto ebbe la meglio Berger; Piquet, quarto fino a poche tornate dalla fine, si ritirò per problemi tecnici. Conquistarono punti anche Alboreto, Warwick e Cheever[4].

Nei Gran Premi del Canada e degli Stati Uniti Senna colse due vittorie consecutive, che gli consentirono di riavvicinarsi a Prost in classifica. Sul Circuito di Montreal il brasiliano conquistò la pole position; come in Messico, Prost partì meglio del compagno di squadra, ma questa volta Senna reagì e, nel corso del 19º giro, sopravanzò il pilota francese, mantenendo poi la testa della corsa fino alla bandiera a scacchi. Terzo chiuse Boutsen, seguito da Piquet, Capelli e Palmer[5]. Anche a Detroit Senna fu il più veloce nelle qualifiche, ma questa volta accanto a lui si schierò Berger, mentre Prost si dovette accontentare del terzo posto. Alla partenza il francese perse un'altra posizione, a favore di Boutsen: superò entrambi i rivali in soli sei passaggi, ma a questo punto Senna era già imprendibile. Il brasiliano vinse quindi davanti a Prost, Boutsen, De Cesaris, Palmer e Martini, che aveva sostituito Adrian Campos alla Minardi; per il team faentino, così come per la Rial, si trattava dei primi punti nella storia[6].

In Francia, davanti al suo pubblico, Prost batté Senna già in prova (prima pole stagionale per lui). In gara Senna passò momentaneamente in testa grazie a un cambio gomme più rapido, ma il francese lo infilò al 60º degli 80 giri con una manovra astuta, in fase di doppiaggio della Minardi di Martini, grazie anche ad alcuni problemi al cambio del brasiliano, che chiuse secondo davanti ad Alboreto, nel giorno in cui venne ufficializzato l'addio di questi alla Ferrari per l'89[7]. In zona punti chiusero anche Berger, Piquet e Nannini[8].

Dopo la netta vittoria di Prost a Le Castellet, Senna cominciò una serie di quattro vittorie consecutive, che gli permisero di rimontare lo svantaggio dal compagno di squadra in classifica e di portarsi in testa al Mondiale. A Silverstone furono le Ferrari a partire davanti, con Berger in pole: per la prima volta nella stagione nessuno dei piloti McLaren conquistò la prima posizione in griglia di partenza. La gara si disputò sotto la pioggia, con la pista molto bagnata, e Senna (partito terzo) vinse agevolmente; Prost, in difficoltà, dopo essere finito nelle retrovie abbandonò la gara, evitando di rischiare per un risultato che a fine anno sarebbe stato con ogni probabilità da scartare. Fu una grande gara di Mansell (in predicato di passare alla Ferrari nell'89) partito 11º e giunto secondo, al suo primo arrivo al traguardo in stagione. Primi punti in carriera per Gugelmin, quarto con la March[9].

Nel Gran Premio di Germania Senna dominò già dalle qualifiche, conducendo poi la gara (svoltasi con il tracciato ancora bagnato dopo la pioggia caduta la mattina) dalla partenza al traguardo. Prost, scattato male e scivolato alle spalle di Nannini e Berger, rimontò rapidamente fino alla seconda posizione, ma poi non fu in grado di minacciare concretamente il compagno di squadra. Terzo e quarto conclusero i due piloti della Ferrari, Berger e Alboreto, mentre Capelli e Boutsen conquistarono gli ultimi punti a disposizione[10]. Sul tortuoso Hungaroring, caratterizzato da un solo corto rettilineo, la differenza di potenza tra i motori turbo e quelli aspirati giocò un ruolo decisamente inferiore: nelle qualifiche, alle spalle del solito Senna si piazzarono quindi Mansell, su Williams - Judd, Boutsen, su Benetton - Ford e Capelli, su March - Judd, mentre Prost non riuscì a fare meglio del settimo posto. In gara, tuttavia, neppure questi outsider riuscirono a spezzare il dominio della McLaren: Senna mantenne la testa della corsa, mentre Prost rimontò furiosamente, raggiungendo il compagno di squadra e superandolo. Il pilota francese commise però un errore di guida, cedendo nuovamente la posizione a Senna; il brasiliano non lasciò al rivale nessun'altra occasione per sopravanzarlo e vinse la gara. Terzo giunse Boutsen, seguito da Berger, Gugelmin e Patrese[11]. Una settimana dopo il Gran Premio ungherese, il 14 agosto, morì a novant'anni Enzo Ferrari.

Nigel Mansell dovette saltare le gare di Spa e Monza per motivi di salute; fu sostituito rispettivamente da Martin Brundle e dal debuttante (in F.1) Jean-Louis Schlesser. In Belgio Senna conquistò la nona pole position stagionale, davanti al compagno di squadra: alla partenza quest'ultimo scattò meglio, superando il brasiliano alla prima curva. Tuttavia, Senna si riprese la prima posizione già nel corso del primo giro, conducendo poi la gara fino al traguardo. Prost concluse secondo, davanti ai due piloti della Benetton; questi ultimi furono però squalificati per aver utilizzato una benzina non regolamentare e il terzo posto passò a Capelli, che ottenne a tavolino il primo podio in carriera. In zona punti, grazie alla squalifica di Boutsen e Nannini, chiusero Piquet, Warwick e Cheever[12]. Grazie a questi risultati Senna passò in testa alla classifica iridata: avendo ottenuto sette vittorie, contro le quattro di Prost, era anche favorito dalla regola degli scarti, che prevedeva che solo gli undici migliori risultati della stagione contassero per la classifica finale.

A Monza Senna partì dalla pole davanti a Prost e alle due Ferrari. Il francese subì l'unico guasto meccanico per la McLaren nel 1988, abbandonando la corsa per la rottura del motore, causata da un pezzo difettoso che provocò anche il ritiro della Lotus di Nakajima. Il brasiliano condusse indisturbato fino a due giri dalla fine, quando si trovò davanti il doppiato Schlesser su Williams. Tra i due ci fu un'incomprensione ed entrarono in collisione: Senna fu costretto al ritiro, e come già l'anno precedente dovette rinunciare alla vittoria a Monza per un problema in fase di doppiaggio. Via libera per le Ferrari, che fecero doppietta con Berger e Alboreto nell'ordine: fu l'unica vittoria non McLaren della stagione, nel primo Gran Premio d'Italia senza Enzo Ferrari. Sul podio chiuse anche Cheever, seguito dal compagno di squadra Warwick, Capelli e Boutsen[13].

Sia in Portogallo che in Spagna, Senna fu rallentato da problemi di consumo, mentre il suo compagno di squadra, primo in entrambe le occasioni, riconquistò la testa della classifica. Sul Circuito di Estoril si mise in luce Capelli, alla guida dell'innovativa March 881 progettata da Adrian Newey; il pilota italiano, infatti, si qualificò in terza posizione, alle spalle di Senna e Prost (per la seconda e ultima volta nel 1988 più veloce del compagno di squadra). Durante il primo giro i piloti della McLaren si contesero la prima posizione: Prost ebbe la meglio, conducendo poi la gara fino al termine, nonostante una manovra piuttosto decisa del brasiliano, che scartò improvvisamente verso il rivale mentre questi lo stava superando sul rettilineo dei box. Senna cominciò subito ad avere problemi di consumo, che gli imposero di rallentare: il pilota brasiliano fu sopravanzato da Capelli e Berger, cominciando poi un lungo duello con Mansell, che si concluse con un tamponamento da parte dell'inglese. Prost contenne agevolmente il rimontante Capelli, conquistando la quinta vittoria stagionale davanti al pilota milanese; terzo giunse Boutsen, davanti a Warwick, Alboreto e Senna[14]. Il Gran Premio di Spagna si svolse in modo simile, anche se questa volta fu Senna a conquistare la pole position; il brasiliano partì però male, perdendo la posizione a favore di Prost (che non cedette più il comando della gara) e Mansell. Senna fu poi costretto a rallentare per il ripetersi dei problemi di consumo già verificatisi nella gara precedente, dovendo difendersi dall'attacco di Patrese e Capelli. Quest'ultimo ebbe la meglio su entrambi i rivali, ma fu costretto ad abbandonare la gara per un problema tecnico. Dietro a Prost e Mansell, al suo secondo e ultimo arrivo stagionale, sempre in seconda posizione, chiuse quindi Nannini, che aveva sopravanzato sia Senna che Patrese, giunti al traguardo alle sue spalle. L'ultimo punto a disposizione fu conquistato da Berger[15].

Nonostante la vittoria, Prost non poté aumentare il proprio vantaggio in classifica su Senna in virtù della regola degli scarti; il brasiliano rimase quindi a cinque punti di distanza dal rivale, ma con la possibilità di aggiudicarsi matematicamente il titolo già dal Gran Premio del Giappone. Se infatti Senna avesse vinto, il brasiliano avrebbe perso solo il punto conquistato in Portogallo, mentre Prost, avendo già ottenuto sei vittorie e cinque secondi posti, più un altro secondo posto già scartato, non avrebbe guadagnato punti da un ulteriore secondo posto, che si sarebbe aggiunto ai risultati da scartare. A questo punto, anche se Prost avesse vinto nell'ultima gara in Australia, con Senna fuori dai punti, avrebbe al massimo raggiunto il rivale in classifica, ma avrebbe perso il Mondiale per il minor numero di vittorie conquistate.

Il Gran Premio del Giappone si rivelò decisivo per l'assegnazione del Mondiale. Senna conquistò la pole position davanti al rivale Prost, ma alla partenza il pilota brasiliano fece spegnere il motore della sua McLaren, riuscendo a riavviarlo grazie al circuito in discesa ma precipitando in quattordicesima posizione. Prost, invece, si avviò senza problemi, ma dopo alcuni giri fu messo sotto pressione dal sempre più sorprendente Capelli, che per alcune curve prese anche il comando della gara. Nel frattempo, Senna rimontò rapidamente e al 28º giro superò anche il compagno di squadra, rallentato da un'avaria al cambio. Il brasiliano, che dopo la gara dichiarò anche di aver visto Dio[16] non cedette più il comando, vincendo la gara e il titolo. Prost conquistò un inutile secondo posto, seguito da Boutsen, Nannini, Berger e Patrese[17].

L'ultima gara, disputata sul Circuito di Adelaide, fu quindi ininfluente sull'esito del campionato. In qualifica Senna conquistò la tredicesima pole position stagionale, davanti a Prost e Mansell. Patrese, sesto in griglia di partenza, festeggiò invece la 176a partecipazione ad un Gran Premio, raggiungendo così il record di presenze di Graham Hill e Jacques Laffite. Al via Senna scattò male, venendo sopravanzato da Prost e trovandosi a duellare con Mansell: il pilota inglese dovette arrendersi e fece passare anche Berger e Piquet. Al terzo giro il pilota della Ferrari sopravanzò Senna, conquistando la testa della corsa tredici tornate più tardi; fu però costretto al ritiro da un problema meccanico. Prost proseguì poi indisturbato fino al traguardo, davanti a Senna, Piquet, Patrese, Boutsen e Capelli[18].

L'ultima stagione dei motori turbo fu così dominata largamente dalla McLaren - Honda e dai suoi piloti. Senna si aggiudicò il primo titolo mondiale della sua carriera, conquistando otto vittorie e tredici pole position (entrambi i risultati erano un record all'epoca); Prost si classificò secondo, nonostante avese ottenuto più punti totali del brasiliano (105 contro 94) per via della regola degli scarti. Il francese aveva vinto sette gare, ottenendo due pole position. Gli altri piloti non furono mai seriamente in lotta per il titolo: Berger si classificò in terza posizione con 41 punti, seguito da Boutsen con 27, Alboreto con 24 e Piquet con 22. Il Campione del Mondo in carica si dovette accontentare, come miglior risultato, di tre terzi posti.

Nel Campionato Costruttori la McLaren fece segnare ben 199 punti con 15 vittorie su 16 gare; anche in questo caso, due record fino a quel momento[19]. Seconda si classificò la Ferrari, che non conquistò neanche un terzo dei punti dei rivali, fermandosi a quota 65. La scuderia di Maranello fu però l'unica a spezzare il monopolio del team inglese, con la vittoria di Berger nel Gran Premio d'Italia. Si misero in luce la Benetton - Ford, terza con 39 punti, e la March - Judd, sesta a quota 22, entrambe con V8 aspirati; deluse la Lotus che giunse solamente quarta a pari merito con la Arrows, nonostante avesse motori Honda come la McLaren, anche se si era saputo ben presto che la Honda non avrebbe rinnovato la fornitura per il 1989. Il team Campione del Mondo uscente, la Williams, affrontò una stagione di transizione conclusa con il settimo posto in classifica, mentre già preparava la stagione 1989 con i motori Renault.

Risultati e classifiche[modifica | modifica sorgente]

Calendario gare[modifica | modifica sorgente]

N Gara Data Luogo Pole position Giro veloce Pilota vincitore Costruttore Resoconto
1 Brasile Gran Premio del Brasile 3 aprile Jacarepaguá Brasile Ayrton Senna Austria Gerhard Berger Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
2 San Marino Gran Premio di San Marino 1º maggio Imola Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
3 Monaco Gran Premio di Monaco 15 maggio Monaco Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
4 Messico Gran Premio del Messico 29 maggio Hermanos Rodríguez Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
5 Canada Gran Premio del Canada 12 giugno Circuit Gilles Villeneuve Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
6 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti-Est 19 giugno Detroit Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
7 Francia Gran Premio di Francia 3 luglio Paul Ricard Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
8 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 10 luglio Silverstone Austria Gerhard Berger Regno Unito Nigel Mansell Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
9 Germania Gran Premio di Germania 24 luglio Hockenheimring Brasile Ayrton Senna Italia Alessandro Nannini Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
10 Ungheria Gran Premio d'Ungheria 7 agosto Hungaroring Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
11 Belgio Gran Premio del Belgio 28 agosto Spa-Francorchamps Brasile Ayrton Senna Austria Gerhard Berger Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
12 Italia Gran Premio d'Italia 11 settembre Monza Brasile Ayrton Senna Italia Michele Alboreto Austria Gerhard Berger Ferrari Resoconto
13 Portogallo Gran Premio del Portogallo 25 settembre Estoril Francia Alain Prost Austria Gerhard Berger Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
14 Spagna Gran Premio di Spagna 2 ottobre Jerez Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
15 Giappone Gran Premio del Giappone 30 ottobre Suzuka Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
16 Australia Gran Premio d'Australia 13 novembre Adelaide Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto

Classifica Piloti[modifica | modifica sorgente]

Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
1 Brasile Ayrton Senna SQ 1 Rit 2 1 1 2 1 1 1 1 10 * 6 4 1 2 90 (94)
2 Francia Alain Prost 1 2 1 1 2 2 1 Rit 2 2 2 Rit 1 1 2 1 87 (105)
3 Austria Gerhard Berger 2 5 2 3 Rit Rit 4 9 3 4 Rit 1 Rit 6 4 Rit 41
4 Francia Thierry Boutsen 7 4 8 8 3 3 Rit Rit 6 3 SQ 6 3 9 3 5 27
5 Italia Michele Alboreto 5 18 * 3 4 Rit Rit 3 17 * 4 Rit Rit 2 5 Rit 11 Rit 24
6 Brasile Nelson Piquet 3 3 Rit Rit 4 Rit 5 5 Rit 8 4 Rit Rit 8 Rit 3 22
7 Italia Ivan Capelli Rit Rit 10 16 5 NP 9 Rit 5 Rit 3 5 2 Rit Rit 6 17
8 Regno Unito Derek Warwick 4 9 4 5 7 Rit Rit 6 7 Rit 5 4 4 Rit Rit Rit 17
9 Regno Unito Nigel Mansell Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 Rit Rit Rit 2 Rit Rit 12
10 Italia Alessandro Nannini Rit 6 Rit 7 Rit Rit 6 3 18 Rit SQ 9 Rit 3 5 Rit 12
11 Italia Riccardo Patrese Rit 13 6 Rit Rit Rit Rit 8 Rit 6 Rit 7 Rit 5 6 4 8
12 Stati Uniti Eddie Cheever 8 7 Rit 6 Rit Rit 11 7 10 Rit 6 3 Rit Rit Rit Rit 6
13 Brasile Maurício Gugelmin Rit 15 Rit Rit Rit Rit 8 4 8 5 Rit 8 Rit 7 10 Rit 5
14 Regno Unito Jonathan Palmer Rit 14 5 NQ 6 5 Rit Rit 11 Rit 12 * NQ Rit Rit 12 Rit 5
15 Italia Andrea De Cesaris Rit Rit Rit Rit 9 * 4 10 Rit 13 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 * 3
16 Giappone Satoru Nakajima 6 8 NQ Rit 11 NQ 7 10 9 7 Rit Rit Rit Rit 7 Rit 1
17 Italia Pierluigi Martini 6 15 15 NQ Rit NQ Rit Rit Rit 13 7 1
- Francia Yannick Dalmas Rit 12 7 9 NQ 7 13 13 19 * 9 Rit Rit Rit 11 0
- Italia Alex Caffi NPQ Rit Rit Rit NPQ 8 12 11 15 Rit 8 Rit 7 10 Rit Rit 0
- Regno Unito Martin Brundle 7 0
- Francia Philippe Streiff Rit 10 Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit 8 11 * 0
- Spagna Luis Perez-Sala Rit 11 Rit 11 13 Rit NC Rit NQ 10 NQ Rit 8 12 15 Rit 0
- Italia Gabriele Tarquini Rit Rit Rit 14 8 NQ NPQ NPQ NPQ 13 Rit NQ 11 NPQ NPQ NQ 0
- Francia Philippe Alliot Rit 17 Rit Rit 10 * Rit Rit 14 Rit 12 9 Rit Rit 14 9 10 * 0
- Svezia Stefan Johansson 9 NQ Rit 10 Rit Rit NQ NQ NQ Rit 11 * NQ Rit Rit NQ 9 * 0
- Regno Unito Julian Bailey NQ Rit NQ NQ Rit 9 * NQ 16 NQ NQ NQ 12 NQ NQ 14 NQ 0
- Italia Nicola Larini NQ SQ 9 NQ NQ Rit Rit 19 * Rit NPQ Rit Rit 12 Rit Rit NPQ 0
- Francia René Arnoux Rit NQ Rit Rit Rit Rit NQ 18 17 Rit Rit 13 10 Rit 17 Rit 0
- Italia Stefano Modena Rit NC SQ SQ 12 Rit 14 12 Rit 11 NQ NQ NQ 13 NQ Rit 0
- Francia Jean-Louis Schlesser 11 0
- Germania Ovest Bernd Schneider NQ NQ Rit NQ NQ Rit NQ 12 NQ 13 * Rit NQ NQ Rit NQ 0
- Argentina Oscar Larrauri Rit NQ Rit 13 Rit Rit Rit NQ 16 NQ NPQ NPQ NPQ NQ NQ Rit 0
- Italia Piercarlo Ghinzani NQ Rit Rit 15 14 * NQ SQ NQ 14 NQ Rit Rit NQ NQ NQ Rit 0
- Spagna Adrián Campos Rit 16 NQ NQ NQ 0
- Giappone Aguri Suzuki 16 0
- Francia Pierre-Henri Raphanel NQ 0
Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

  • I punti mondiali sono così attribuiti: 9-6-4-3-2-1 in base alle prime sei posizioni di ogni corsa.
  • Solo i migliori 11 risultati sono tenuti in considerazione per il mondiale piloti. Prost totalizzò 105 durante la stagione, ma solo 87 ne vennero contati per il campionato. Senna ne totalizzò 94, di cui 90 per il mondiale piloti. Così Senna divenne il campione del mondo anche se ottenne meno punti di Prost.

Classifica Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos Costruttore Vettura
no.
BRA
Brasile
SMR
San Marino
MON
Monaco
MEX
Messico
CAN
Canada
DET
Stati Uniti
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
HUN
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
POR
Portogallo
ESP
Spagna
JPN
Giappone
AUS
Australia
Pti
1 Regno Unito McLaren - Honda 11 1 2 1 1 2 2 1 Rit 2 2 2 Rit 1 1 2 1 199
12 DSQ 1 Rit 2 1 1 2 1 1 1 1 10 6 4 1 2
2 Italia Ferrari 27 5 18 3 4 Rit Rit 3 17 4 Rit Rit 2 5 Rit 11 Rit 65
28 2 5 2 3 Rit Rit 4 9 3 4 Rit 1 Rit 6 4 Rit
3 Regno Unito Benetton - Ford 19 Rit 6 Rit 7 Rit Rit 6 3 18 Rit SQ 9 Rit 3 5 Rit 39
20 7 4 8 8 3 3 Rit Rit 6 3 SQ 6 3 9 3 5
4 Regno Unito Lotus - Honda 1 3 3 Rit Rit 4 Rit 5 5 Rit 8 4 Rit Rit 8 Rit 3 23
2 6 8 NQ Rit 11 NQ 7 10 9 7 Rit Rit Rit Rit 7 Rit
5 Regno Unito Arrows - Megatron 17 4 9 4 5 7 Rit Rit 6 7 Rit 5 4 4 Rit Rit Rit 23
18 8 7 Rit 6 Rit Rit 11 7 10 Rit 6 3 Rit Rit Rit Rit
6 Regno Unito March - Judd 15 Rit 15 Rit Rit Rit Rit 8 4 8 5 Rit 8 Rit 7 10 Rit 22
16 Rit Rit 10 16 5 NP 9 Rit 5 Rit 3 5 2 Rit Rit 6
7 Regno Unito Williams - Judd 5 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 Rit Rit 7 11 Rit 2 Rit Rit 20
6 Rit 13 6 Rit Rit Rit Rit 8 Rit 6 Rit 7 Rit 5 6 4
8 Regno Unito Tyrrell - Ford 3 Rit 14 5 NQ 6 5 Rit Rit 11 Rit 12 NQ Rit Rit 12 Rit 5
4 NQ Rit NQ NQ Rit 9 NQ 16 NQ NQ NQ 12 NQ NQ 14 NQ
9 Germania Rial - Ford 22 Rit Rit Rit Rit 9 4 10 Rit 13 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 3
10 Italia Minardi - Ford 23 Rit 16 NQ NQ NQ 6 15 15 NQ Rit NQ Rit Rit Rit 13 7 1
24 Rit 11 Rit 11 13 Rit NC Rit NQ 10 NQ Rit 8 12 15 Rit
Regno Unito Lola Larrousse - Ford 29 Rit 12 7 9 NQ 7 13 13 19 9 Rit Rit Rit 11 16 NQ 0
30 Rit 17 Rit Rit 10 Rit Rit 14 Rit 12 9 Rit Rit 14 9 10
Italia Dallara Scuderia Italia - Ford 36 NPQ Rit Rit Rit NPQ 8 12 11 15 Rit 8 Rit 7 10 Rit Rit 0
Francia AGS - Ford 14 Rit 10 Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit 8 11 0
Italia Coloni - Ford 31 Rit Rit Rit 14 8 NQ NPQ NPQ NPQ 13 Rit NQ 11 NPQ NPQ NQ 0
Francia Ligier - Judd 25 Rit NQ Rit Rit Rit Rit NQ 18 17 Rit Rit 13 10 Rit 17 Rit 0
26 9 NQ Rit 10 Rit Rit NQ NQ NQ Rit 11 NQ Rit Rit NQ 9
Italia Osella 21 NQ SQ 9 NQ NQ Rit Rit 19 Rit NPQ Rit Rit 12 Rit Rit NPQ 0
Italia EuroBrun - Ford 32 Rit NQ Rit 13 Rit Rit Rit NQ 16 NQ NPQ NPQ NPQ NQ NQ Rit 0
33 Rit NC SQ SQ 12 Rit 14 12 Rit 11 NQ NQ NQ 13 NQ Rit
Germania Zakspeed 9 NQ Rit Rit 15 14 NQ SQ NQ 14 NQ Rit Rit NQ NQ NQ Rit 0
10 NQ NQ NQ Rit NQ NQ Rit NQ 12 NQ 13 Rit NQ NQ Rit NQ
Pos Costruttore Vettura
no.
BRA
Brasile
SMR
San Marino
MON
Monaco
MEX
Messico
CAN
Canada
DET
Stati Uniti
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
HUN
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
POR
Portogallo
ESP
Spagna
JPN
Giappone
AUS
Australia
Pti
Pos Costruttore Telaio Motore Gomme Punti Vittorie Podi Poles
1 Regno Unito McLaren - Honda MP4/4 Honda RA168E G 199 15 25 15
2 Italia Ferrari F1-87/88C Ferrari 033E G 65 1 8 1
3 Regno Unito Benetton - Ford B188 Ford DFR G 39 7
4 Regno Unito Lotus - Honda 100T Honda RA168E G 23 3
5 Regno Unito Arrows - Megatron A10B (BMW) Megatron M12/13 G 23 1
6 Regno Unito March - Judd 881 Judd CV G 22 2
7 Regno Unito Williams - Judd FW12 Judd CV G 20 2
8 Regno Unito Tyrrell - Ford 017 Ford DFZ G 5
9 Germania Rial - Ford ARC1 Ford DFZ G 3
10 Italia Minardi - Ford M188 Ford DFZ G 1
11 Germania Zakspeed 881
881B
Zakspeed 1500/4 G
12 Italia Coloni - Ford FC188
FC188B
Ford DFZ G
13 Francia Ligier - Judd JS31 Judd CV G
14 Italia Osella FA1/I
FA1/L
Osella 890T G
15 Regno Unito Lola Larrousse - Ford LC88 Ford DFZ G
16 Italia Dallara Scuderia Italia - Ford 3087
F188
Ford DFV G
17 Francia AGS - Ford JH23 Ford DFZ G
18 Italia EuroBrun - Ford ER188 Ford DFZ G

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Grand Prix Results: Brazilian GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  2. ^ (EN) Grand Prix Results: San Marino GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  3. ^ (EN) Grand Prix Results: Monaco GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  4. ^ (EN) Grand Prix Results: Mexican GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  5. ^ (EN) Grand Prix Results: Canadian GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  6. ^ (EN) Grand Prix Results: United States GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  7. ^ Autosprint n° 27/88, pp. 8-15.
  8. ^ (EN) Grand Prix Results: French GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  9. ^ (EN) Grand Prix Results: British GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  10. ^ (EN) Grand Prix Results: German GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 22 novembre 2009.
  11. ^ (EN) Grand Prix Results: Hungarian GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  12. ^ (EN) Grand Prix Results: Belgian GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  13. ^ (EN) Grand Prix Results: Italian GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 23 novembre 2009.
  14. ^ (EN) Grand Prix Results: Portuguese GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  15. ^ (EN) Grand Prix Results: Spanish GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  16. ^ Cesare Maria Mannucci, Ayrton, pag.73
  17. ^ (EN) Grand Prix Results: Japanese GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  18. ^ (EN) Grand Prix Results: Australian GP, 1988, Grandprix.com. URL consultato il 24 novembre 2009.
  19. ^ Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, p.391, ISBN 88-7911-025-X.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, pp. 384-392, ISBN 88-7911-025-X.

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