Gran Premio del Canada 1983

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Canada Gran Premio del Canada 1983
381º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 8 di 15 del Campionato 1983
Gilles Villeneuve Circuit Montreal (78-86).svg
Data 12 giugno 1983
Nome ufficiale XXII Grand Prix Labatt du Canada
Circuito Circuito di Montreal
Percorso 4,41 km
Distanza 70 giri, 308,7 km
Clima Soleggiato
Risultati
Pole position Giro più veloce
Francia René Arnoux Francia Patrick Tambay
Ferrari in 1:28.729 Ferrari in 1:30.851
(nel giro 42)
Podio
1. Francia René Arnoux
Ferrari
2. Stati Uniti Eddie Cheever
Renault
3. Francia Patrick Tambay
Ferrari

Il Gran Premio del Canada 1983 è stata l'ottava gara del Campionato mondiale di Formula 1 1983. Disputata il 12 giugno 1983 presso il Circuito di Montreal, ha visto la prima vittoria di Arnoux al volante della Ferrari. Il francese è stato costantemente il più veloce durante tutto il fine settimana, facendo registrare il miglior tempo in entrambi le sessioni di qualifica e vincendo la gara, l'ultima per il modello 126 C2. A completare il podio giunsero Eddie Cheever su Renault e Patrick Tambay su Ferrari, autore anche del giro più veloce. Solo quinto il leader del mondiale Alain Prost, afflitto da vari problemi durante la corsa e preceduto pure da Keke Rosberg, mentre Nelson Piquet, fu costretto al ritiro.

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Per l'appuntamento in terra canadese la Brabham fu la squadra che presentò più novità tecniche. Venne portato un nuovo tipo di sospensioni, che aveva testato la settimana precedente alla gara sul circuito di Silverstone e che aveva fornito buone prestazioni,[1] ma alla fine la casa inglese decise di montarle solamente sul muletto.[2] Venne poi rinnovata la parte posteriore della vettura, con l'aggiunta di spoiler all'ingresso dei radiatori laterali[2] e, infine, adottò un nuovo cofano motore.[2]

Notevolmente minori le modifiche apportate dagli altri team, con la Renault che si limitò a spostare il bocchettone a sinistra[3] e la Ferrari che cambiò le canalizzazioni per raffreddare meglio radiatori, cambio e batteria.[4] La ATS modificò, poi, i propri scarichi sulla base di quelli della Renault,[5] mentre la Ligier decise di abbandonare l'alettone posteriore utilizzato nella corsa precedente.[6]

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli organizzatori del Gran Premio riuscirono a convincere Jacques Villeneuve Sr. a prendere parte alla gara[1] con una March del team RAM.[1] Si intravide, poi, ai box della Tyrrell il calciatore Roberto Bettega, che salì, pur senza provarla, sulla vettura di Alboreto e dichiarò apertamente di tifare per il pilota italiano.[7]

Prove libere[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

La Renault RE40 di Alain Prost. Il francese, leader del mondiale, non andò oltre il quarto posto nelle prove libere.

Nella prima sessione di prove Patrick Tambay ottenne il miglior tempo, scalzando a 10 minuti dalla fine il compagno di squadra Arnoux dalla prima posizione.[8] Dietro di loro Patrese, Cheever e Rosberg, primo tra i piloti con motore aspirato. De Cesaris ebbe poi problemi con la pompa d'iniezione,[8] ma nonostante ciò piazzò la sua Alfa Romeo all'ottavo posto. Anche De Angelis ebbe diversi inconvenienti con gli ammortizzatori e non andò oltre il quindicesimo posto.[8] Ancora peggio andò ai piloti McLaren, con Lauda diciannovesimo afflitto da problemi di assetto e Watson venticinquesimo, rallentato dalla rottura del motore.[8]

Al sabato la Ferrari confermò le buone prestazioni del venerdì, piazzando nuovamente i suoi piloti nelle prime due posizioni. A seguire Piquet, Prost e De Cesaris. Ancora in difficoltà De Angelis, afflitto da problemi di trazione, Watson e Lauda, autore anche di un testacoda.[9] Baldi, al contrario del compagno di squadra, poi, non riusciva ad ottenere buoni tempi, tanto da chiudere ultimo, sostenendo che la sua vettura era inguidabile, pur senza capirne i motivi.[9]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Nella sessione del venerdì,[10] si ebbe la seguente situazione:

Pos. Nome Squadra/Motore Tempo
1 Francia Patrick Tambay Ferrari 1:30.759
2 Francia René Arnoux Ferrari 1:31.082
3 Italia Riccardo Patrese Brabham-BMW 1:31.138

Nella sessione del sabato,[10] si ebbe la seguente situazione:

Pos. Nome Squadra/Motore Tempo
1 Francia Patrick Tambay Ferrari 1:30.321
2 Francia René Arnoux Ferrari 1:30.572
3 Brasile Nelson Piquet Brabham-BMW 1:30.790

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

La Williams FW08C di Keke Rosberg utilizzata dal team inglese durante la stagione 1983, durante una manifestazione storica. Anche in Canada il pilota finlandese risultò il migliore tra coloro che guidavano monoposto con motore aspirato.

Nella prima sessione del venerdì la Ferrari confermò quanto fatto nelle prove libere piazzando le sue vetture ai primi due posti, distanziate l'una dell'altra di appena otto millesimi. Dietro di loro le due Renault, con Prost, che ottenne il suo tempo con il muletto,[11] davanti a Cheever. Il pilota statunitense, però, criticò René Arnoux, autore del miglior tempo, reo di averlo rallentato, impedendogli di migliorare il suo tempo sul giro.[11] Seguirono, quindi, Nelson Piquet e Riccardo Patrese, autore quest'ultimo di un incidente a oltre duecento chilometri orari, in cui distrusse la parte anteriore della sua vettura.[12] Rosberg risultò il primo dei piloti con motore aspirato, ottenendo il settimo tempo, seguito da Manfred Winkelhock, Andrea De Cesaris e Jacques Laffite.

Al sabato Prost e Piquet riuscirono a guadagnare posizioni, con il francese secondo e il brasiliano terzo. Arnoux mantenne la pole position migliorandosi ulteriormente rispetto ai tempi di venerdì e utilizzando pneumatici da gara.[13] Scivolò, invece, al quarto posto Tambay, che non riuscì a migliorare la sua prestazione in quanto fu a lungo costretto ai box per la rottura del motore e con il muletto, non regolato per lui, non fu in grado di migliorare i propri tempi sul giro.[13] Patrese, poi, scavalcò Cheever guadagnando la quinta piazza, mentre dietro di loro recuperarono posizioni Winkelhock e De Cesaris, che relegarono Rosberg al nono posto. Giacomelli riuscì, poi, a portarsi al decimo posto, seguito da De Angelis, che aveva parzialmente risolto i problemi di trazione posteriore che lo avevano afflitto nella sessione precedente.[11] Rimasero, invece, fuori dalla linea di partenza Jacques Villeneuve Sr. e Piercarlo Ghinzani. Rientrò invece tra i qualificati Cecotto.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Pos Pilota Costruttore Q1 Q2 Distacco
1 28 Francia René Arnoux Ferrari 1:28.984 1:28.729
2 15 Francia Alain Prost Renault 1:29.942 1:28.830 +0.101
3 5 Brasile Nelson Piquet Brabham-BMW 1:30.366 1:28.887 +0.158
4 27 Francia Patrick Tambay Ferrari 1:28.992 1:29.658 +0.263
5 6 Italia Riccardo Patrese Brabham-BMW 1:31.227 1:29.549 +0.820
6 16 Stati Uniti Eddie Cheever Renault 1:30.255 1:29.863 +1.134
7 9 Germania Ovest Manfred Winkelhock ATS-BMW 1:31.756 1:30.966 +2.237
8 22 Italia Andrea de Cesaris Alfa Romeo 1:31.813 1:31.173 +2.444
9 1 Finlandia Keke Rosberg Williams-Ford 1:31.583 1:31.480 +2.751
10 36 Italia Bruno Giacomelli Toleman-Hart 1:32.208 1:31.586 +2.857
11 11 Italia Elio de Angelis Lotus-Renault 1:33.231 1:31.822 +3.093
12 35 Regno Unito Derek Warwick Toleman-Hart 1:32.351 1:32.116 +3.387
13 2 Francia Jacques Laffite Williams-Ford 1:32.185 1:32.632 +3.456
14 29 Svizzera Marc Surer Arrows-Ford 1:32.931 1:32.540 +3.811
15 30 Belgio Thierry Boutsen Arrows-Ford 1:32.643 1:32.576 +3.847
16 25 Francia Jean-Pierre Jarier Ligier-Ford 1:34.403 1:32.642 +3.913
17 3 Italia Michele Alboreto Tyrrell-Ford 1:33.664 1:33.175 +4.446
18 12 Regno Unito Nigel Mansell Lotus-Renault 1:33.588 1:34.010 +4.859
19 8 Austria Niki Lauda McLaren-Ford 1:34.452 1:33.671 +4.942
20 7 Regno Unito John Watson McLaren-Ford 1:34.008 1:33.705 +4.976
21 33 Colombia Roberto Guerrero Theodore-Ford 1:35.283 1:33.721 +4.992
22 4 Stati Uniti Danny Sullivan Tyrrell-Ford 1:34.680 1:33.791 +5.062
23 34 Venezuela Johnny Cecotto Theodore-Ford 1:36.260 1:34.314 +5.585
24 26 Brasile Raul Boesel Ligier-Ford 1:34.967 1:34.486 +5.757
25 31 Italia Corrado Fabi Osella-Alfa Romeo 1:35.554 1:34.544 +5.815
26 23 Italia Mauro Baldi Alfa Romeo 1:34.988 1:34.755 +6.026
NQ 18 Canada Jacques Villeneuve Sr. RAM-Ford 1:37.858 1:35.133 +6.404
NQ 32 Italia Piercarlo Ghinzani Osella-Alfa Romeo 1:35.493 1:35.171 +6.442

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

René Arnoux, vincitore per la prima volta di una gara alla guida di una Ferrari.

Il Gran Premio, che si svolse davanti a 54.000 spettatori,[14] partì in ritardo di trenta minuti per un guasto all'impianto elettrico di tutta l'area metropolitana.[14] Alla partenza Arnoux mantenne la testa della corsa, seguito da Patrese, Prost, Piquet e Tambay. Già nel corso dei primi giri si registrano i ritiri di Jarier, Surer e De Angelis. Nel frattempo Piquet si portò in terza posizione, mentre Rosberg, dopo aver superato Giacomelli, si portò all'ottavo posto, iniziando un lungo duello con Andrea De Cesaris, con grande partecipazione ed apprezzamento del pubblico.[14]

Arnoux, intanto, riusciva a guadagnare circa mezzo secondo al giro sugli inseguitori, imponendo un ritmo gara elevatissimo.[15] Prost, attorno al decimo giro, cominciò ad accusare un calo di potenza del motore,[14] così Tambay e Cheever riuscirono ad avere la meglio su di lui. Contemporaneamente Rosberg rischiò di spegnere il propulsore, perdendo dieci secondi nei confronti di De Cesaris,[14] ma riuscì comunque a recuperarli nel giro di poche tornate, complice un calo di potenza di mille giri del motore del pilota romano,[16] ed effettuò il sorpasso nel corso del sedicesimo giro. Due tornate più tardi il romano venne superato pure da Jacques Laffite. Intanto, Piquet fu costretto al ritiro. Nel corso del ventesimo giro, poi, Tambay cominciò ad accusare problemi di alimentazione, forse dovuti ad un violento salto su un cordolo,[14] e venne superato da Cheever. Il problema, però, si risolse da solo alcuni passaggi più tardi.[15]

Al trentacinquesimo giro cominciarono le soste ai box, con Prost e De Cesaris che rifornirono per primi, seguiti da Arnoux, che lasciò il comando della corsa a Patrese, rientrato per il pit stop due giri dopo. Terminate le soste, il francese della Ferrari riprese la testa della gara, seguito dall'italiano della Brabham, in duello con Cheever. Contemporaneamente De Cesaris, Giacomelli e Warwick furono costretti al ritiro. Patrese, in difficoltà con il cambio,[16] venne superato da Tambay e Prost, venendo poi costretto ad abbandonare nel corso del cinquantaseiesimo giro. Rosberg, intanto, era riuscito a rimontare fino al quarto posto, mentre per l'ultimo posto disponibile si scatena un duello tra Watson e Boutsen, con il belga che ebbe la peggio danneggiando la propria vettura.[14] Le posizioni rimasero quindi invariate con Arnoux che vinse davanti a Cheever, Tambay, Rosberg, Prost e Watson.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Pos. Griglia Punti
1 28 Francia René Arnoux Ferrari 70 1:48:31.838 1 9
2 16 Stati Uniti Eddie Cheever Renault 70 + 42.029 6 6
3 27 Francia Patrick Tambay Ferrari 70 + 52.610 4 4
4 1 Finlandia Keke Rosberg Williams-Ford 70 + 1:17.048 9 3
5 15 Francia Alain Prost Renault 69 + 1 Giro 2 2
6 7 Regno Unito John Watson McLaren-Ford 69 + 1 Giro 20 1
7 30 Belgio Thierry Boutsen Arrows-Ford 69 + 1 Giro 15  
8 3 Italia Michele Alboreto Tyrrell-Ford 68 + 2 Giri 17  
9 9 Germania Manfred Winkelhock ATS-BMW 67 + 3 Giri 7  
10 23 Italia Mauro Baldi Alfa Romeo 67 + 3 Giri 26  
SQ 4 Stati Uniti Danny Sullivan Tyrrell-Ford 68 Squalificato
per peso non conforme
22  
Rit 6 Italia Riccardo Patrese Brabham-BMW 56 Cambio 5  
Rit 35 Regno Unito Derek Warwick Toleman-Hart 47 Turbo 12  
Rit 36 Italia Bruno Giacomelli Toleman-Hart 43 Motore 10  
Rit 12 Regno Unito Nigel Mansell Lotus-Ford 43 Tenuta di strada 18  
Rit 22 Italia Andrea de Cesaris Alfa Romeo 42 Motore 8  
Rit 2 Francia Jacques Laffite Williams-Ford 37 Cambio 13  
Rit 26 Brasile Raul Boesel Ligier-Ford 32 Cuscinetto 24  
Rit 33 Colombia Roberto Guerrero Theodore-Ford 27 Motore 21  
Rit 31 Italia Corrado Fabi Osella-Ford 26 Motore 25  
Rit 34 Venezuela Johnny Cecotto Theodore-Ford 17 Differenziale 23  
Rit 5 Brasile Nelson Piquet Brabham-BMW 15 Acceleratore 3  
Rit 8 Austria Niki Lauda McLaren-Ford 11 Testacoda 19  
Rit 11 Italia Elio de Angelis Lotus-Renault 1 Acceleratore 11  
Rit 29 Svizzera Marc Surer Arrows-Ford 1 Trasmissione 14  
Rit 25 Francia Jean-Pierre Jarier Ligier-Ford 0 Cambio 16  
NQ 17 Canada Jacques Villeneuve Sr. RAM-Ford    
NQ 32 Italia Piercarlo Ghinzani Osella-Alfa Romeo        

Dopo gara[modifica | modifica wikitesto]

La vittoria ottenuta rilanciò Arnoux nella corsa al titolo mondiale[17] e il francese stesso espresse la sua soddisfazione per il comportamento della vettura durante tutto il fine settimana.[18] Il suo compagno di squadra, Tambay, pur non essendo pienamente contento della sua gara, confermò che la lotta per il mondiale era aperta e che non ci sarebbero stati giochi di squadra all'interno del team.[19] Prost, leader della classifica piloti, si dichiarò comunque fiducioso per il prosieguo del campionato,[20] mentre Piquet espresse tutto il suo rammarico, ritenendo che avrebbe potuto lottare per la vittoria.[20] Il pilota della Williams Keke Rosberg si dichiarò felice della sua prestazione,[20] ma fu anche coinvolto, al termine della corsa, di un singolare incidente con Bruno Giacomelli: il pilota italiano, fermo da metà gara lungo la pista, chiese al finlandese un passaggio per ritornare ai box, ma, quest'ultimo, prese una chicane con troppa foga e Giacomelli scivolò dalla vettura cadendo sulla pista e sbattendo contro il gard-rail.[17] Il bresciano riportò alcune contusioni e venne trasportato precauzionalmente all'ospedale.[17]

Nel corso, poi, delle verifiche sui pesi delle monoposto venne squalificata la Tyrrell di Danny Sullivan, risultata sottopeso di quattro chili,[21] rispetto ai 540 regolamentari.[22] Venne invece riammessa la Arrows di Thierry Boutsen solo dopo che gli venne rimontato l'alettone, danneggiatosi durante un contatto con Watson.[21]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Team Punti
1 Italia Ferrari 44
2 Francia Renault 44
3 Regno Unito Williams-Ford 35
4 Regno Unito Brabham-BMW 27
5 Regno Unito McLaren-Ford 26
6 Regno Unito Tyrrell-Ford 11
7 Regno Unito Arrows-Ford 4
8 Italia Alfa Romeo 1
9 Regno Unito Theodore-Ford 1
10 Regno Unito Lotus-Ford 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

Salvo indicazioni diverse le classifiche sono tratte da Sito di The Official Formula 1.

  1. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Nel ricordo di Villeneuve in La Stampa, 10 giugno 1983, p. 27.
  2. ^ a b c Quante novità aerodinamiche! in Autosprint, 1983, p. 14.
  3. ^ Benzina... A sinistra in Autosprint, 1983, p. 15.
  4. ^ Alettone a tre pezzi in Autosprint, 1983, p. 15.
  5. ^ Scarico tipo-Renault in Autosprint, 1983, p. 15.
  6. ^ L'ultima per le <<idrauliche>> in Autosprint, 1983, p. 14.
  7. ^ Cristiano Chiavegato, Per Bettega la Tyrrell di Alboreto in La Stampa, 12 giugno 1983, p. 25.
  8. ^ a b c d Giancarlo Cevenini, Crisi McLaren. Ferrari super in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 9.
  9. ^ a b Giancarlo Cevenini, Lauda brivido. Rosberg sempre OK in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 9.
  10. ^ a b Tutti i tempi delle prove in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 8.
  11. ^ a b c Giancarlo Cevenini, Ferrari boom. Cheever s'infuria in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 9.
  12. ^ Cristiano Chiavegato, Arnoux e Tambay fanno il vuoto in La Stampa, 11 giugno 1983, p. 19.
  13. ^ a b Cristiano Chiavegato, Arnoux resiste all'attacco di Prost e Piquet in La Stampa, 12 giugno 1983, p. 25.
  14. ^ a b c d e f g Lino Manocchia, Che matto, quel René in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 6.
  15. ^ a b Cristiano Chiavegato, Arnoux e la Ferrari, prima vittoria in La Stampa, 13 giugno 1983, p. 19.
  16. ^ a b Fabrizio Pautelli, De Cesaris a - 1.000 giri in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 7.
  17. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Trionfa la Ferrari di Arnoux <<Visto che non sono un bluff?>> in Stampa Sera, 13 giugno 1983, p. 19.
  18. ^ All'inizio una gomma preoccupava Arnoux in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 7.
  19. ^ Cristiano Chiavegato, Tambay: per ora niente giochi di squadra in La Stampa, 14 giugno 1983, p. 23.
  20. ^ a b c Rosberg si è divertito... in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 7.
  21. ^ a b Pesi discussi in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 13.
  22. ^ Casamassima, pag. 425.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Frederic P. Miller, 1983 Canadian Grand Prix, VDM Publishing, 2010, ISBN 978-613-1-85722-5.
  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Bologna, Calderini Edagricole, 1996, ISBN 88-8219-394-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1983
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Edizione precedente:
1982
Gran Premio del Canada
Edizione successiva:
1984
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