McLaren MP4/2

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McLaren MP4/2
Lauda McLaren MP4-2 1984 Dallas F1.jpg
Niki Lauda su McLaren MP4/2 a Dallas nel 1984
Descrizione generale
Costruttore bandiera  McLaren
Categoria Formula 1
Squadra Marlboro McLaren International
Progettata da John Barnard
Sostituisce McLaren MP4/1
Sostituita da McLaren MP4/3
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Monoscocca in fibra di carbonio
Motore TAG Porsche TTE PO1 1.5 V6T
Trasmissione Hewland a 5/6 rapporti manuale
Dimensioni e pesi
Passo 2920 mm
Peso 540 kg
Altro
Carburante Royal Dutch Shell
Pneumatici Michelin
Goodyear
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio del Brasile 1984
Piloti 1984
7. Alain Prost
8. Niki Lauda
1985
1. Niki Lauda
1. John Watson
2. Alain Prost
1986
1. Alain Prost
2. Keke Rosberg
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
48 22 7 16
Campionati costruttori 2 (1984, 1985)
Campionati piloti 3 (1984, 1985, 1986)

La McLaren MP4/2 è stata la sedicesima monoposto del team McLaren di Formula 1, che ha gareggiato dal 1984 al 1986, seppure con versioni evolute, risultando la vettura con più vittorie all'attivo.[1]

Guidata da Niki Lauda, poi sostituito da Keke Rosberg nel 1986, ed Alain Prost riuscì a vincere sia il titolo piloti che quello costruttori. La vettura fu progettata da John Barnard ed era spinta dal potente motore V6 TAG Porsche TTE PO1 di 1.500 cc sovralimentato da 2 turbocompressori; inizialmente disponeva in gara di una potenza di circa 600 CV, ma nei successivi step evolutivi arrivò a 715 CV, mentre in configurazione da qualifica raggiungeva punte di oltre 800 CV. Il telaio era in fibra di carbonio, come la precedente MP4/1.

Contesto[modifica | modifica sorgente]

A metà stagione 1983 era ormai chiaro che i motori aspirati non avrebbero retto a lungo la competitività dei motori sovralimentati. Infatti i piloti che lottavano per il titolo guidavano tutti Brabham, Ferrari e Renault, ossia vetture turbo. La decisione della Cosworth di continuare a sviluppare un propulsore aspirato indusse Ron Dennis ad interessarsi della ricerca di un produttore che realizzasse propulsori sovralimentati per la sua scuderia. Tuttavia, non vi erano case disposte a fornire motori al team inglese, poiché già tutti impegnati con altre scuderie. Inoltre Dennis aveva già utilizzato diversi fondi per poter pagare la Hercules, azienda aerospaziale statunitense, che si occupava della costruzione dei telai in fibra di carbonio per la McLaren.

Ma, nonostante questi problemi, riuscì comunque a venir fuori da una brutta situazione. Da circa un anno, era entrato in società con Mansur Ojjeh, titolare della TAG. Questi si offrì allora di finanziare il progetto di un motore, costruito partendo totalmente da zero. Per far ciò si rivolse alla Porsche, la quale non era intenzionata a tornare in Formula 1, dopo le deludenti stagioni degli anni sessanta, ma dato che sarebbe stata pagata per questa commessa, accettò la proposta.

Tuttavia, la progettazione risultò essere abbastanza travagliata, in quanto le pretese di Barnard, non erano molto gradite ai motoristi, che denunciavano di non poter organizzare liberamente il loro lavoro. S'innescò un circolo vizioso, dove i telaisti pretendevano che il motore venisse concepito in funzione della scocca, mentre i motoristi pretendevano il contrario. Ma non andava dimenticato, che la McLaren era una committente, dunque pagava per vedere realizzato il progetto, così la Porsche decise di sottostare alle richieste del suo cliente.

I primi test, effettuati nel 1983 da Niki Lauda, fecero trasparire una potenza di 550 CV a 10.500 giri/min, una differenza non così esagerata rispetto al vecchio Cosworth DFV, mentre la coppia era decisamente superiore, anche se il propulsore soffriva di turbo-lag, ossia un ritardo di risposta tra il momento in cui il pilota accelerava e il momento in cui il motore incrementava il suo regime di rotazione.

Tutti problemi vennero risolti in tempo record. Infatti nel 1984, la McLaren dominò decisamente il campionato, vincendo quello piloti con Lauda, seguito a mezzo punto, dal compagno Prost. Ovviamente vinse anche quello costruttori. Tuttavia il motore non era il più prestante del gruppo, per quanto erogasse 715 CV in gara e 800 CV in qualifica (al regime di 11.200 giri/min). Il punto di forza della vettura era invece la perfetta integrazione tra telaio e propulsore, che rendeva semplice sia la guida che la messa a punto della macchina.

Evoluzioni successive[modifica | modifica sorgente]

La versione MP4/2B[modifica | modifica sorgente]

La McLarenMP4-2B di Alain Prost

Per il campionato 1985 viene predisposta la McLaren MP4/2B, versione evoluzione della vettura campione l'anno precedente, il motore raggiunge una potenza in gara di 850 CV. Il vistoso alettone posteriore dell'auto 1984 era scomparso, come accadde a tutte le altre vetture, per i nuovi regolamenti. Dopo il ritiro della Michelin, la MP4/2B montava ora gomme Goodyear.

Le due McLaren partono con il N° 1 di Lauda e il N° 2 di Prost. Tuttavia non sarà un'altra lotta in casa Mclaren, sarà invece una sfida a due tra Prost e la Ferrari di Michele Alboreto. Fino a 3/4 di stagione i due si contendono il titolo, poi l'italiano inizia una serie di ritiri che non gli consentiranno più di lottare per l'iride. A fine stagione, Prost diventa, per la prima volta, campione del mondo, ed è anche la prima volta che un pilota francese conquisti il mondiale. Lauda si perde per strada, dove in tutto il campionato, ottiene solo una vittoria al GP d'Olanda a Zandvoort. Prost è campione con 5 vittorie, 2 secondi posti e 4 terzi a 73 punti (con Alboreto a 53) mentre Lauda termina con 14 punti in 10ª posizione con una sola vittoria e nessun altro piazzamento a podio. La Mclaren finisce la stagione con 6 vittorie, 2 secondi posti e 4 terzi e in classifica ha 87 punti.

La versione MP4/2C[modifica | modifica sorgente]

Rosberg nel 1986 alla guida di una MP4/2C a Imola

Nel campionato 1986 la McLaren schiera la versione C della MP4/2, con Prost campione, deve rinunciare a Lauda che decide di ritirarsi, questa volta definitivamente, dalla Formula 1. Viene rimpiazzato da Keke Rosberg. Gli avversari della casa inglese quest anno sono i due piloti della Williams Nigel Mansell e Nelson Piquet e subito si intuisce chi saranno i contendenti al titolo. Quest'anno, con la limitazione a 195 litri, il motore TAG Porsche capace di 960 CV in gara e di 1.060 CV in prova, non si dimostra così parco nei consumi come negli anni precedenti; infatti, Prost vince il Gp di San Marino nonostante rimanga senza benzina nell'ultimo giro, e nel Gp di Germania il francese tenta inutilmente di spingere la sua MP4/2C oltre il traguardo dopo essere rimasto a secco alcune curve prima dell'arrivo. Mansell vince 5 GP, Prost 4 e anche Piquet, ma a vincere il mondiale è di nuovo il francese con 2 punti di vantaggio dall'inglese (72 a 70) e 3 dal brasiliano (69 punti). Tutto quando Mansell era tranquillo a vincere il mondiale con 7 punti di vantaggio sulla Mclaren e sul compagno di squadra (70 a 63 degli inseguitori), ma quando ogni cosa sembrava andare bene, su un rettilineo dell'ultimo GP, quello d'Australia, Mansell fora, rischia ad alta velocità, ma riesce a controllare l'auto e a fermarsi lentamente contro un muretto nella corsia in fondo al rettilineo. Così vince Prost e diventa campione per la seconda volta consecutiva, nonostante una vettura che ormai comincia a essere vecchia in confronto alle rivali, in particolare la Williams che comunque surclassa la McLaren nella coppa costruttori.

Carriera agonistica[modifica | modifica sorgente]

Stagione 1984[modifica | modifica sorgente]

Al suo debutto al Gran Premio del Brasile 1984 si rilevò subito molto competitiva e si aggiudicò la vittoria con Alain Prost. La gara dopo fu addirittura doppietta, con Lauda primo e Prost secondo. Il campionato fu dominato quasi completamente dai due piloti McLaren con 12 vittorie su un totale di 16 gare e la spuntò infine Lauda con un vantaggio di solo mezzo punto sul compagno francese. In qualifica, la Brabham di Nelson Piquet era spesso più veloce delle McLaren, ma in gara la MP4/2 era di gran lunga la vettura più competitiva, specialmente riguardo al consumo di carburante.

Vittorie[modifica | modifica sorgente]

A. Prost: Gp Brasile, Gp San Marino, Gp Monaco, Gp Germania, Gp Olanda, Gp Europa, Gp Portogallo

N. Lauda: Gp Sud Africa, Gp Francia, Gp Gran Bretagna, Gp Austria, Gp Italia

Mondiale piloti 1984: 1º N. Lauda 72 punti, 2º A. Prost 71,5

Coppa Costruttori 1984: 1º McLaren 143,5 punti

Scheda tecnica[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche tecniche - McLaren MP4/2
ProstAlain McLarenMP4-2B 1985.jpg
Configurazione
Carrozzeria: monoposto a ruote scoperte Posizione motore: posteriore-centrale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): ? × 2120 × ? Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2790 mm Carreggiate: anteriore 1800 - posteriore 1650 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 1 Bagagliaio: assente Serbatoio: 220
Masse a vuoto: 540 kg / rimorchiabile: 0 kg
Meccanica
Tipo motore: TAG Porsche TTE PO1 - 6 cilindri a V di 80° Cilindrata: 1.499 cm³
Distribuzione: 4 valvole per cilindro, 4 alberi a camme in testa Alimentazione: iniezione elettronica Bosch Motronic MS3 e Bosch Motronic MP1.4 e sovralimentato con due turbocompressori KKK
Prestazioni motore Potenza: 800 CV circa
Frizione: Cambio: 5 marce + retro
Telaio
Corpo vettura monoscocca in fibra di carbonio
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco
Pneumatici Michelin / Cerchi: 13"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Donnini, La F.1 che ha vinto più GP in Autosprint Legends, 6 novembre 2012, p. 2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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