Cars - Motori ruggenti

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Cars - Motori ruggenti
Cars - Motori ruggenti.png
I personaggi in una scena del film
Titolo originale Cars
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2006
Durata 112 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere animazione, commedia, avventura
Regia John Lasseter
Soggetto John Lasseter, Joe Ranft, Jorgen Klubien
Sceneggiatura Dan Fogelman, John Lasseter, Joe Ranft, Kiel Murray, Phil Lorin, Jorgen Klubien
Fotografia Jeremy Lasky, Jean-Claude Kalache
Montaggio Ken Schretzmann
Musiche Randy Newman
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Il logo di Cars su un Disney Store londinese

Cars - Motori ruggenti (Cars) (2006) è il settimo lungometraggio d'animazione della casa cinematografica Pixar Animation Studios, diretto da John Alan Lasseter e distribuito dalla Walt Disney Pictures.

La pellicola è dedicata "alla memoria" di Joe Ranft, co-regista della Pixar morto tragicamente in un incidente stradale nell'agosto del 2005. Il 22 giugno 2011 è uscito nelle sale il seguito dal titolo Cars 2.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che il primo teaser ne annunciava l'uscita per la fine del 2005, successivamente la data di uscita fu posticipata al 9 giugno 2006 per gli Stati Uniti, mentre in Italia uscì il 25 agosto.

Lo spunto per la sceneggiatura del film venne a Lasseter durante un lungo periodo di vacanza, iniziato dopo le riprese di Toy Story 2 e deciso dal regista per dedicare maggior tempo alla famiglia. Decise di affittare un camper e viaggiare per gli Stati Uniti con moglie e figli, usufruendo della Route 66.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Saetta McQueen è una giovane, ambiziosa e arrogante auto da corsa che partecipa per la sua prima volta alla "Piston Cup", prestigioso campionato automobilistico degli Stati Uniti, il cui sogno è di vincere questo campionato da esordiente (sarebbe la prima volta che accade questo nella storia del campionato) e avere la sponsorizzazione Dinoco. Si è rivelato una nuova promessa del campionato, e i suoi più diretti rivali (in testa a pari punti) sono "The King", pluricampione dalla grande esperienza ormai alla sua ultima stagione, e Chick Hicks, eterno secondo, spesso scorretto pur di vincere. Dopo un grave incidente causato da Chick in cui rimangono coinvolte tutte le altre auto, i tre si battono negli ultimi giri; Saetta decide di rientrare ai box solo per fare rifornimento, senza cambiare le gomme: questo gli concede un giro di vantaggio e tutti pensano che ormai abbia la vittoria in tasca, ma nell'ultimo giro gli scoppiano le gomme posteriori, permettendo a The King e Chick di raggiungerlo. I tre tagliano il traguardo nello stesso istante (nonostante Saetta allunghi la lingua). La commissione decide di organizzare una gara di spareggio tra i tre la settimana successiva in California.

Dopo aver girato uno spot pubblicitario per il suo attuale sponsor (la Rust-Eze, una ditta che produce antiruggine di qualità), Saetta sale a bordo del rimorchio del camion Mack e parte per la California. A un certo punto del viaggio Mack si sente stanco e vorrebbe riposarsi, ma Saetta lo obbliga a non fermarsi per arrivare in California per primo. Mack, assonnato, viene circondato da quattro auto truccate in vena di brutti scherzi che prima lo fanno addormentare del tutto suonandogli una ninna-nanna e poi danno un colpo al rimorchio, facendo cadere un modellino che schiaccia il pulsante di apertura del portellone. Saetta viene così sbalzato fuori e, dopo essersi ritrovato contromano in autostrada, si perde e finisce sulla famosa Route 66. Credendo che gli scoppiettii della marmitta dell'auto della polizia che lo insegue siano spari, scappa, sradica una statua il cui picchetto rompe tutta la strada e finisce appeso a un palo del telefono.

Il mattino dopo Saetta si sveglia prigioniero in un recinto, bloccato da una ganascia, a Radiator Springs, cittadina una volta molto affollata ma che, in seguito alla costruzione dell'autostrada, venne dimenticata. Qui conosce Carl Attrezzi, per gli amici "Cricchetto", un allegro e chiacchierone carro attrezzi arrugginito in cerca di amicizie. Durante il suo processo nel tribunale del traffico conosce l'avvenente Porsche 911 Sally, l'avvocato della città, che però convince il severo giudice (nonché medico-meccanico del paese) Doc Hudson a fargli riparare la strada, mentre il giudice aveva deciso di far cacciare Saetta dalla città, costringendolo così a fermarsi. Saetta verrà così agganciato ad una potente ma pesantissima asfaltatrice di nome "Bessie", affinché sconti la sua pena.

Saetta, inizialmente arrogante, si affeziona poco a poco agli abitanti della cittadina e anche il lavoro di asfaltatura impostogli dal giudice Hudson non sembra poi più così pesante.

L'unico che non sembra essere convinto della bontà di Saetta è proprio Doc, che Saetta ha scoperto avere un glorioso passato di corse: in realtà lui è il mitico Hudson Hornet, che ha vinto ben tre Piston Cup in sequenza, per poi avere un grave incidente a seguito del quale si ripromise di non avere più nulla a che fare con le corse (quando tornò dopo essere stato riparato nessuno lo considerava più). Pur di liberare la città dalla sgradita presenza di quell'auto da corsa, contatta la stampa e segnala la presenza della scomparsa star della Piston Cup a Radiator Springs. Di lì a poco, un'enorme folla di giornalisti invade Radiator Springs. Insieme a loro c'è anche Mack, che carica Saetta e lo porta a Los Angeles per la gara di spareggio.

Saetta affronta la gara con poco entusiasmo, con il pensiero che gli torna continuamente ai suoi nuovi amici (e in particolare a Sally, verso cui è ormai evidente che prova qualcosa di più che semplice amicizia), così si distrae e perde diversi giri. Improvvisamente dai box sente le voci di tutti i suoi amici di Radiator Springs, e in particolare anche del burbero Doc Hudson, che hanno deciso di aiutarlo a vincere la gara facendogli da squadra. Saetta recupera, giro dopo giro, il terreno perso e con un'abile manovra del repertorio di Doc Hudson (sterzare a destra per spostarsi a sinistra in laterale, manovra pensata per lo sterrato che inizialmente Saetta riteneva improbabile) riesce a portarsi in vantaggio. Ormai McQueen sta vincendo, ma all'ultimo giro il rivale Chick dà uno spintone a "The King" e lo manda fuori pista facendogli subire un gravissimo incidente; Saetta vede sugli schermi l'auto sfasciata e, ricordatosi dell'incidente di Hudson Hornet, inchioda davanti al traguardo senza passarlo e rinuncia alla vittoria a favore di Chick: davanti alla completa incredulità del pubblico Saetta recupera "The King" e lo spinge oltre il traguardo permettendogli così di finire la sua ultima gara.

Nessuno è compiaciuto della vittoria di Chick (a causa dell'incidente causato a The King) e a Saetta viene data la possibilità di diventare il nuovo volto della Dinoco; egli però rifiuta e chiede a Tex, proprietario della Dinoco, di far solo fare a Cricchetto un giro su un loro elicottero privato (cosa che il carro attrezzi desiderava da sempre), mostrandogli dall'alto Radiator Springs, che adesso è tornata in voga. Infine Saetta si fidanza con Sally.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Saetta McQueen[modifica | modifica wikitesto]

  • 1a livrea: rossa fiammante con diversi stickers di sponsors. Il più grande, della Rust-Eze che rappresenta un antiruggine per paraurti, è posta sul cofano. Altri due stickers sono a forma di saetta e sono attaccati al posto dei fari. Brillano se colpiti dalla luce. Set di gomme "Tires" da gara NASCAR con logo bianco.
  • 2a livrea: rosso ciliegia con ovali bianco panna sulle fiancate, set di gomme Fettuccini con spalla bianca; coperti tutti gli stickers. È il Saetta "Modello Radiator Springs". Nella scena finale c'è una versione leggermente diversa: con gomme nere, il numero 95 e l'adesivo Rust-Eze sul cofano.
  • 3a livrea: azzurro Dinoco (vista nel videogioco e nel film Cars - Motori Ruggenti) stickers Dinoco e vari sponsor, set di gomme Tires. Saetta sogna di diventare un giorno il pilota di punta della Dinoco e di vestirne i colori, questi.
  • Occhi: celesti.

Saetta McQueen è una giovane automobile da corsa rossa (nel film è di sesso maschile) protagonista del film, un astro nascente, con l'ambizione di vincere da esordiente la Piston Cup. Il sogno di Saetta è quello di ottenere tutti i lussi ed i benefici che la fama, derivante dalla vittoria, gli porterebbero, prima fra tutti la sponsorizzazione "Dinoco". Quando però un giorno, a causa di una serie di inconvenienti, si perde nella sperduta e sonnacchiosa cittadina di Radiator Springs, lungo la Route 66, le cose cambiano: incontra Sally (il suo primo amore), Cricchetto, il Dottor Hudson, Luigi, Guido, Ramon, Fillmore e tutti gli altri. Allora il giovane Saetta comincia a vedere le cose sotto una luce differente. Il suo nome deriva da quello di Glenn McQueen, un animatore della Pixar morto per un melanoma nel 2002. Profilo, alettone posteriore, aperture sul tetto, taglio del cofano e molti altri particolari fanno dedurre che il design è quello più simile ad una Dodge Charger Stock Car, mentre il numero che sfoggia, il 95, è un riferimento all'anno in cui la Pixar ha realizzato il suo primo lungometraggio, Toy Story. Una chiara fonte di ispirazione per i disegnatori è il film Grease, dove compare un modello rosso fiammante "sognato" dalla gang di Danny Zuko (John Travolta) che sta rimettendo insieme un vecchio catorcio che una volta rinnovato verrà chiamato "Greased Lightning". È doppiato dall'attore Owen Wilson nella versione originale e da Massimiliano Manfredi in quella italiana.

Carl Attrezzi "Cricchetto"[modifica | modifica wikitesto]

  • Carrozzeria: originariamente azzurro brillante, col tempo e l'usura la vernice ha lasciato il posto alla ruggine, tranne che sulle fiancate dove ancora si può scorgere il colore. Il fanale sinistro è rotto ed il cofano non sta più al suo posto. Possiede un cavo da traino che utilizza nei modi più disparati.
  • Occhi: verdi, tendenti al nocciola.

Carl Attrezzi, detto "Cricchetto", è il generoso ed ottimista carro attrezzi di Radiator Springs, gestore dell'unica officina in città. Nonostante l'età (che gli ha procurato un bel po' di ruggine sulla carrozzeria), Carl si vanta di avere il più veloce cavo da traino della contea. Come si vede da un flashback e dal suo cofano che ritrova verso la fine del film dopo averlo perso anni prima il suo colore originale era l'azzurro. Sarà uno dei primi personaggi a stringere amicizia con Saetta, e nel corso della storia gli si dimostrerà sempre fedele. Il suo intercalare tipico è "Fischia!.

Dottor Hudson[modifica | modifica wikitesto]

  • Carrozzeria: blu scuro. Accanto alla ruota posteriore sinistra si può notare il logo della Hudson Hornet (un razzo bianco e rosso).
  • Occhi: azzurro ghiaccio.

Dottor Hudson, detto Doc (come Doctor), è una Hudson Hornet del 1951, è un medico che ha una piccola clinica in città (un'officina) e anche il giudice del tribunale del traffico di Radiator Springs.

Ha avuto un glorioso passato come automobile da corsa, ed è stato tre volte vincitore della Piston Cup. Ha abbandonato la carriera a causa di un terribile incidente, in seguito al quale venne messo da parte. Quando, dopo essere stato riparato, tornò a correre, nessuno lo ammirava più a causa della presenza di un nuovo campione, motivo per cui Hudson odia le auto da corsa, considerandole incapaci di provare sentimenti.

È ispirato ad un pilota realmente esistito, Herb Thomas, che, alla guida di una Fabulous Hudson Hornet, vinse due campionati negli anni '50 e che poi si ritirò in seguito ad un grave incidente.

Il Dottor Hudson è stato doppiato, nella versione originale, da Paul Newman. A seguito della morte di Newman nel 2008, la Disney/Pixar decise di togliere il personaggio di "Doc" dal seguito Cars 2[senza fonte].

Sally Carrera[modifica | modifica wikitesto]

  • Carrozzeria: azzurro, tendente all'indaco.
  • Occhi: verde acqua.

Porsche 911 Carrera del 2002, Sally ha abbandonato lo stile di vita frenetico della California per trovare una propria pace a Radiator Springs. Di carattere solare ed intraprendente, Sally ha assunto il ruolo di avvocato della città, preoccupandosi di curarla e preservarla, allo scopo che essa possa essere nuovamente inserita sulle mappe. Diventerà un'ottima amica di Saetta McQueen, e i due finiranno per innamorarsi. Da un sondaggio della rivista Top Gear, Sally è risultata essere una delle 10 automobili più sexy del cinema.[1]

Ramon[modifica | modifica wikitesto]

Chevrolet Impala Lowrider del 1959, Ramon è un artista della verniciatura, proprietario della Casa della body Art, atelier di carrozzeria a Radiator Springs. Per anni non ha mai avuto nessun cliente e, probabilmente per non perdere l'abilità, ha passato il tempo a ridipingere continuamente se stesso. È il marito di Flo e parla con accento spagnolo. Ha la capacità di sollevarsi da terra grazie a degli ammortizzatori particolari.

Flo[modifica | modifica wikitesto]

Cadillac Eldorado del 1953, Flo è la proprietaria del distributore-ristorante V-8, l'unica stazione di servizio della zona. È la moglie di Ramon, la ragione per cui ha deciso di vivere a Radiator Springs. È arrivata lì durante una tournée di ballerine.

Sergente[modifica | modifica wikitesto]

Willys Jeep del 1942, l'intera vita di Sergente della seconda guerra mondiale ruota intorno al suo passato da militare. Espone una bandiera a stelle e strisce, inizia ogni giornata con la sveglia militare e gestisce un negozio di residuati bellici. È continuamente in contrasto con il vicino Fillmore, che mette continuamente in dubbio la sua autorità. Chiama tutti i suoi amici soldato.

Fillmore[modifica | modifica wikitesto]

Volkswagen T1 Hippie Van del 1960 (noto come Bulli), Fillmore è un hippy convinto, vicino di casa del militare Sergente, con il quale è continuamente in conflitto. Fabbrica in casa il suo "bio-carburante" alternativo, realizzato con componenti naturali. Il suo nome è un riferimento al Fillmore East, un locale che fu teatro di vari concerti rock durante gli anni '60 e '70 (suonarono lì, ad esempio, gli Allman Brothers, i Grateful Dead e Jimi Hendrix). È un grande fan di Jimi Hendrix: infatti, durante l'alzabandiera mattiniero di Sergente con tanto di inno nazionale, risponde con la versione dell'inno suonata da Hendrix al Festival di Woodstock. Alle critiche di Sergente ("Vuoi spegnere quelle robacce irrispettose?"), Fillmore risponde "Rispetta i classici, amico! È Hendrix!". È infatti sua abitudine chiamare diversi amici (incluso Saetta) amico.

Luigi[modifica | modifica wikitesto]

Fiat 500, che nella versione originale parla con un accento italiano (nell'accento emiliano nella versione italiana), Luigi è il proprietario della Casa della Tires (Casa delle gomme) che gestisce insieme a Guido. Amichevole e generoso, Luigi è un grande appassionato di corse automobilistiche (anche se segue esclusivamente le Ferrari), nonché uno dei primi a credere nelle potenzialità di Saetta McQueen. La sua targa è 445-108, numeri che corrispondono alla latitudine ed alla longitudine della posizione dello stabilimento Ferrari a Maranello.

Guido[modifica | modifica wikitesto]

Guido è un carrello elevatore (molto simile ad una Iso Isetta del 1956), assistente e migliore amico di Luigi, con cui condivide la passione per le Ferrari e il sogno di effettuare, un giorno, un vero pit stop durante una gara. Parla solo in italiano nella versione inglese di Cars, e in dialetto modenese nella versione italiana, doppiato da Alex Zanardi. Il suo nome deriva molto verosimilmente dal fatto che a doppiare il personaggio nella versione originale è Guido Quaroni, membro dello staff di modellatori e artisti della Pixar.

Sceriffo[modifica | modifica wikitesto]

Mercury Police Car del 1949, è un'auto della polizia.

Red[modifica | modifica wikitesto]

Camion dei pompieri grande e grosso ma timidissimo. Ha la passione per i fiori, infatti lo si vede spesso mentre li innaffia. A causa della sua timidezza è scoppiato a piangere due volte nel film, quando Saetta gli ha rovinato i fiori e quando tutti pensavano che Saetta fosse andato via.

Bessie[modifica | modifica wikitesto]

Bessie è una asfaltatrice di strade, potentissima ma pesantissima, che Saetta ha usato per riparare la strada da lui rovinata. È l'unico personaggio che non ha una faccia.

Lizzie[modifica | modifica wikitesto]

Ford Model T del 1923, vedova di Stanley, il fondatore di Radiator Spring, e proprietaria di un negozio di souvenir. È palesemente sorda (ogni volta che le si parla dice "Cosa?", lasciando intendere di non aver compreso) e trema sempre (per la vecchiaia).

Mack[modifica | modifica wikitesto]

Motorhome, amico e assistente di Saetta (che trasporta verso i luoghi delle gare), è un auto-articolato Mack Super-Liner degli anni ottanta.

Chick Hicks[modifica | modifica wikitesto]

Buick Regal da corsa degli anni '80 verde (antagonista principale del film), da sempre eterno secondo nella Piston Cup dietro Strip Weathers. Si tratta di un nemico di Saetta McQueen, con il quale condivide il sogno di vincere la Piston Cup. A differenza di McQueen, Chick è abitualmente scorretto e sleale e non rinuncia mai a qualche colpo basso pur di non fallire nelle gare. Chick riceve la Piston Cup per niente e verrà alla fine attaccato e respinto dagli telespettatori per aver dato uno spintone a Strip facendogli subire un terribile incidente durante la sua ultima gara.

Strip "The King" Weathers[modifica | modifica wikitesto]

Plymouth Superbird azzurra del 1970, chiaramente ispirata alla Plymouth Superbird di Richard "The King" Petty, plurivincitore del campionato NASCAR, è l'indiscusso vincitore di innumerevoli Piston Cup, al punto di essere stato soprannominato "il Re" ("The King"). Ciò nonostante, Strip è riuscito a rimanere un'auto dal carattere semplice, consapevole che per essere un campione bisogna credere anche nella lealtà e nello spirito di squadra. È l'idolo di Saetta.

Stanley[modifica | modifica wikitesto]

Stanley Steamer del 1908. Come si può leggere sotto la statua a lui dedicata, nel centro di Radiator Springs, Stanley è stato il fondatore della città, nel 1908.

DJ[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte di un gruppo di auto elaborate che vanno a infastidire Mack durante il suo viaggio di trasferimento con Saetta in California. Il suo colore è il blu scuro, con neon sottoscocca azzurri, marmitte con lanciafiamme blu, altoparlanti e subwoofer al posto dei vetri posteriori e lettore CD nel lunotto posteriore (da qui il suo nome). Il suo design è ispirato alla Scion XB ed è doppiato da Jarno Trulli.

Boost[modifica | modifica wikitesto]

È la seconda auto elaborata. Il suo colore è il grigio metallizzato, con neon rosa chiaro, 3 bombole cilindriche di NOS (Nitro) sul bagagliaio e marmitte con lanciafiamme fucsia. Il suo design è simile a quello della Mitsubishi Eclipse ed è doppiato da Giancarlo Fisichella.

Wingo[modifica | modifica wikitesto]

La terza auto elaborata è una Nissan Silvia di colore viola/verde con disegni tribali arancio, alettone altissimo e marmitte con lanciafiamme verdi. È doppiata dal plurivincitore della 24 Ore di Le Mans Emanuele Pirro.

Snot Rod[modifica | modifica wikitesto]

La quarta auto customizzata è una Dodge Challenger RT del 1970 arancione con 4 scarichi per lato e un grosso motore (un V8 Mopar Big Block) con compressore volumetrico (supercharger) che esce dal cofano. Ha la particolarità di fare uno scatto ed emettere fiamme altissime dagli scarichi ogni volta che starnutisce (e starnutisce molto spesso).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

  • Cars - Motori ruggenti ha doppiatori come Owen Wilson, Bonnie Hunt, Paul Newman, Cheech Marin, John Ratzenberger, Larry the Cable Guy, Richard Petty e Darrell Waltrip.
  • Anche la versione italiana ha doppiatori particolari come Marco Messeri, Pino Insegno, Sabrina Ferilli, i piloti Alex Zanardi, Jarno Trulli, Giancarlo Fisichella, Emanuele Pirro (il plurivincitore della 24 ore di Le Mans), il comico Marco Della Noce (noto per il personaggio del meccanico ferrarista Oriano Ferrari), i telecronisti RAI della Formula 1 Gianfranco Mazzoni e Ivan Capelli, e Giovanni Di Pillo.
  • In tutte le versioni la Ferrari F430 presente nel film è stata doppiata da Michael Schumacher.
  • Nella scena in cui compare l'Autodromo Internazionale di Los Angeles, Bob Cutlass esordisce con «Un cordiale saluto a tutti gli appassionati», la stessa frase con cui Gianfranco Mazzoni, doppiatore nella versione italiana, è solito aprire le telecronache dei Gran Premi di Formula 1.
  • Mentre nella versione inglese Luigi (Fiat 500 gialla) parla con un forte accento italiano e Guido (carrello azzurrino) parla esclusivamente in lingua italiana (incomprensibile a gran parte dell'audience americana), nella versione italiana Luigi (Marco Della Noce/Oriano Ferrari) parla con un forte accento emiliano mentre Guido (Alex Zanardi) parla esclusivamente in dialetto modenese (incomprensibile a gran parte dell'audience italiana) e per i suoi dialoghi, nel DVD, non sono presenti i sottotitoli.
  • Nella versione italiana, durante la scena in cui Saetta entra al tribunale di Radiator Springs, i presenti si rivolgono a lui aggredendolo arrabbiati e si sente, tra le varie voci, Fillmore gridare "Fascista!", mentre nella versione originale inglese lo si sente gridare sia "Commie!"(Comunista) che "Fascist!"
  • Mentre nella versione originale Sally chiama Saetta McQuinn "Stickers!" (Adesivi!), nel doppiaggio italiano lo chiama "Pecetta!"; nel videogame omonimo, uscito successivamente, Sally chiama Saetta con la traduzione corretta del termine: "Adesivi!".
  • Nella scena dei saluti a Saetta nel tendone del suo sponsor Rust-Eze, i fratelli Rusty e Dusty salutano Saetta dicendo "Non guidare come me!"-"No, non guidare come me!"; la frase in lingua originale, tradotta, è invece "Non guidare come mio fratello!"-"No, non guidare come mio fratello!", che evidentemente non è stata compresa correttamente dai traduttori.

Legami con la NASCAR[modifica | modifica wikitesto]

Saetta McQueen è un'auto ibrida che non appartiene ad una categoria ben definita, ciò nonostante ha molti legami con le auto NASCAR, anche se non dichiarato esplicitamente. Il campionato in cui corre, la "Piston Cup", è stato inventato sfruttando l'assonanza del nome con la più famosa "Winston Cup". A conferma dell'esplicito riferimento del film al mondo delle gare NASCAR, segnaliamo come esempio l'auto celeste numero 43, riproduzione della mitica Plymouth Superbird guidata dal vero "The King", Richard Petty, a tutt'oggi il più grande e più vincente pilota NASCAR (che è anche il doppiatore della stessa auto nella versione originale del film); oppure Chick Hicks, l'auto verde numero 86, del tutto simile alla Chevrolet Lumina guidata da Tom Cruise nel film Giorni di tuono. Molti altri sono i riferimenti alla NASCAR presenti in Cars, e oltre a Petty ci sono diversi piloti NASCAR che, nel doppiaggio originale, prestano la voce ad alcune auto. Poco prima dell'inizio dello spareggio finale, Fred, una delle auto arrugginite con il nome sulla targa, che Saetta incontra anche all'inizio del film, che parla con l'auto corrispondente di Mario Andretti. Il nome di uno dei 2 telecronisti, Darrell Cartrip, richiama il nome di Darrell Waltrip, ex-pilota e telecronista della Nascar.

Riferimenti ad altri film Pixar[modifica | modifica wikitesto]

  • Molte gomme sono marcate "Lightyear", un ovvio riferimento alle gomme Goodyear, ma anche al personaggio Buzz Lightyear di Toy Story.
  • Quando in California vengono inquadrati i due cronisti Bob Cutlass e Darrel Cartrip, si può notare il furgone Pizza Planet con un razzo sul tetto, lo stesso apparso in Toy Story.
  • Nella scena della stazione di servizio, quando Mack la oltrepassa, si può notare un camion con una grossa "I", in relazione a Gli Incredibili.
  • Il numero di Saetta McQueen, 95, ricorda l'anno di uscita di Toy Story. In origine, però, McQueen doveva avere il numero 57, l'anno di nascita di John Lasseter, regista del film.
  • Il numero di Chick Hicks, 86, ricorda invece l'anno in cui la Pixar Animation Studios fu fondata.
  • Al 17º minuto esatto dall'inizio del film, mentre sono inquadrati dei fili della luce, si possono scorgere per un attimo gli uccellini protagonisti del cortometraggio Pixar Pennuti Spennati del 2000. Essi sono i soli esseri viventi del film a non essere rappresentati come automezzi.
  • Durante i titoli di coda vengono mostrati alcuni spezzoni di "Monsters&Co.", "A Bug's Life" e "Toy Story" rielaborati in versione "Cars", con i personaggi doppiati dai loro doppiatori originali, tra cui Fabrizio Frizzi, Massimo Dapporto, Tonino Accolla e Adalberto Maria Merli. Mack fa inoltre commenti durante il film, facendo notare che le versioni automobilistiche di Hamm, P.T. Pulce e lo Yeti (così come gli originali) hanno lo stesso doppiatore: ciò è sarcastico, in quanto anche lui ha la stessa voce dei tre personaggi elencati, John Ratzenberger in America, Renato Cecchetto in Italia.
  • Mentre Saetta McQueen cerca Mack dopo essersi ritrovato solo e senza fari in mezzo all'autostrada, incrocia un treno che reca come sigla identificativa "A-113", una sigla ricorrente pressoché in ogni film Pixar e che corrisponde all'aula di graphic design & character animation presso il  California Institute of the Arts, che ha formato, tra gli altri, John Lasseter e Brad Bird.
  • In Toy Story la mamma di Andy si ferma a far rifornimento di benzina ad un distributore della "Dinoco", sponsor di The King e sponsor agognato da Saetta in Cars. In Toy Story, il logo della compagnia è leggermente diverso: è rosso anziché arancione, e anziché tirannosauro ha come simbolo un brontosauro.
  • Durante la ripresa del pubblico alla prima finale della Piston Cup, è possibile vedere un furgone con disegnato una lepre marrone che è un personaggio del corto L'agnello rimbalzello.
  • Quando Saetta McQueen entra nella Casa della Tires, sul palco con le gomme bianche c'è scritto in alto "Alfredo Fettuccini" chiaro riferimento al protagonista del film Pixar Ratatouille, Alfredo Linguini.
  • Durante la gara in California Chick Hicks tenta di colpire con la fiancata McQueen per farlo sbattere contro un muro, ma lui frena e lo schiva; stessa mossa appare in Herbie - Il super Maggiolino solo con Maggie Peyton che schiva Trip Murphy.

Riferimenti ad altri film[modifica | modifica wikitesto]

  • I personaggi di Boost, DJ, Wingo e Snot Rod sono ispirati alle auto del film Fast and Furious.
  • Durante la notte di bravate con Saetta, Cricchetto passa davanti alla luna piena, come il protagonista del film ET.
  • La scena in cui l'intero circuito californiano della Piston Cup si accorge della presenza di Hudson Hornet come capo squadra di Saetta McQueen è un omaggio al film "Viale del tramonto" di Billy Wilder del 1950. La scena è infatti identica a quella in cui la protagonista del film Norma Desmond, ex diva del cinema muto, ormai dimenticata, appare sul palcoscenico degli studi cinematografici attirando l'attenzione di tutti i presenti.
  • La scena dell'uscita dai box di Saetta durante l'ultima gara (dopo il cambio gomme) è uguale a quella presente nel finale di "Days of Thunder" (Giorni di Tuono). Anche qui Cole Trickle (Tom Cruise) deve rientrare in pista prima che passi la Safety Car (come Saetta) e l'inquadratura dell'uscita dai box è identica.
  • Si può notare come la trama di Cars ha una somiglianza notevole a quella di Doc Hollywood - Dottore in carriera del 1991, commedia romantica che vede protagonisti Michael J. Fox come un giovane medico ambizioso che, dopo aver causato un incidente stradale in un piccolo paese, è condannato ad un lavoro socialmente utile. Deve cioè prestare servizio presso l'ospedale cittadino. Quindi si innamora di una studentessa di legge locale e acquista finalmente l'apprezzamento per i valori semplici che vengono dalla piccola città.[3]
  • La cittadina ormai quasi abbandonata dove si svolge gran parte della storia, "Radiator Springs", è una evidente citazione di un'analoga cittadina dell'Arizona, "Superior Springs", in cui accadono le vicende del film "U-Turn. Inversione di Marcia" di Oliver Stone, 1997.
  • Ad un certo punto Cricchetto dice che Saetta "non lo ha neanche salutato", la stessa cosa che dice Jack Wade di James Bond nel film Il domani non muore mai.

Dietro le quinte[modifica | modifica wikitesto]

Sequel e spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Il sequel, intitolato semplicemente Cars 2, è uscito nel giugno del 2011, con la conferma del ritorno alla regia di Brad Lewis[4]. Da Cars è stata creata una miniserie di 11 episodi chiamata Cars Toons: Mater's Tall Tales, nella quale il protagonista è Cricchetto.

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

  • Flo è apparsa già in Toy Story 2 come la macchina di Al, il collezionista di giocattoli che ruba Woody.
  • Luigi è già apparso in Alla ricerca di Nemo, comparendo tra le macchine che passavano davanti allo studio del dentista.
  • Doc compare brevemente in Gli incredibili, quando Mr. Incredible viene afferrato dall'Omnidroide.
  • In WALL•E compare un adesivo con su scritto Dinoco.
  • In Up Carl dice "Fatti un bagno, hippy!", frase quasi uguale a quella che dice il Sergente a Filmoore (anziché bagno dice autolavaggio).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Barbetti (doppiatore di Doc Hudson nella versione italiana del film) è anche il doppiatore dell'attore Robert Duvall che, in Giorni di Tuono, interpretava il capo della squadra di Nascar per la quale gareggiava Tom Cruise.
  • Le montagne attorno a Radiator Springs ricordano tutte dei cofani anteriori di macchine americane anni '50, e quando Sally accompagna Saetta a fare un giro si vedono delle cime sullo sfondo che ricordano il Cadillac Ranch visitabile nella realtà dalla Route 66, in una zona raggiungibile proprio con l'autostrada Interstate 40.
  • Alcune scene del film sono state inserite nel video delle Cheetah Girls Route 66.
  • All'inizio del film, quando Saetta salta i rottami delle auto sulla pista, tira fuori la lingua: un omaggio al cestista Michael Jordan.
  • Il nome del distributore di Flo 'V8' si riferisce ad un tipo di motore ad otto cilindri molto diffuso in America, sinonimo di potenza e velocità, ed è evidenziato anche dalla forma delle coperture delle pompe di benzina: ci sono 4 pompe per lato, come i cilindri, le colonne sono delle bielle e le pensiline sono i coperchi delle testate sormontati dalle candele, visibili quando si accendono tutte le luci verso la fine del film.
  • I coni spartitraffico arancioni del motel di Sally traggono ispirazione dal Wigwam Motel di Holbrook (Arizona) che non a caso si trova sulla Route 66 vicino alla Interstate 40 e che accoglie i suoi ospiti in wigwam (la capanna indiana) in muratura di forma conica.
  • Il nome dello sponsor Dinoco è un chiaro riferimento alle società petrolifere americane Sunoco e Texaco; inoltre questa marca di carburante è ripresa dalla serie di Toy Story in quanto quando Andy viene portato al Pizza Planet, la mamma si ferma a fare rifornimento proprio in un distributore Dinoco.
  • Quando Doc sfida Saetta alla corsa sulla pista sterrata di Radiator Springs, Luigi svolge il ruolo di starter, e nell'incitare i concorrenti alla partenza, pronuncia la frase: "Uno per i soldi, due per lo show, tre per prepararsi e quattro per il... VIA!", con evidente riferimento all'incipit della celebre canzone Blue Suede Shoes, scritta da Carl Perkins e portata al successo da Elvis Presley.
  • Durante la gara in California è possibile vedere il furgoncino del Pizza Planet parcheggiato. Questo furgoncino è presente in quasi tutti i film Pixar.
  • Fra le macchine che partecipano alla gara che si svolge all'inizio del film ne compare una completamente bianca con una grande mela grigia (logo Apple) stampata sul cofano e con il numero di gara 84, che corrisponde al 1984, anno in cui la Apple presentò sul mercato il primo modello di personal computer Macintosh.
  • Il circuito dove avviene la gara iniziale è assolutamente identico a quello di Bristol (Tennessee), mentre quello dove si svolge la gara conclusiva si svolge al Rose Bowl Stadium di Pasadena (stadio destinato al Football Americano e riadattato a circuito automobilistico nel film).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Top Gear magazine anounces the 100 sexiest cars of all time - SportsCarForums.com
  2. ^ (EN) 5th Annual VES Awards. URL consultato il 20 settembre 2012.
  3. ^ Christy Lemire, Cars rolls along like an animated Doc Hollywood in Associated Press, CTV.ca, 7 giugno 2006. URL consultato il 7 agosto, 2012 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2008).
  4. ^ Walt Disney Pictures Offers 10 Releases by 2012, CanMag, 8 aprile 2008. URL consultato il 3 aprile 2014.

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