NASCAR

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National Association for Stock Car Auto Racing
Logo National Association for Stock Car Auto Racing
Disciplina Automobilismo Automobilismo
Fondazione 1948
Giurisdizione Stati Uniti d'America
Canada
Messico
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Sede Stati Uniti Daytona Beach, Florida
Presidente Stati Uniti Mike Helton
Sito ufficiale NASCAR.com
 
National Association for Stock Car Auto Racing, Inc.
Logo
Brickyard 400 - 2009.jpg
Vetture della Sprint Cup Series presso l'Indianapolis Motor Speedway nel 2009
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Azienda privata
Fondazione 1948 a Daytona Beach, Florida
Fondata da Bill France, Sr.
Sede principale Charlotte, North Carolina
Daytona Beach, Florida
New York City
Persone chiave Brian France (CEO)
Robin Pemberton
John Darby
Jim France
Sito web NASCAR.com

La National Association for Stock Car Auto Racing (NASCAR) è una joint venture statunitense di proprietà ed a gestione familiare che organizza e gestisce vari campionati automobilistici. È stata fondata da Bill France, Sr. nel 1947-48. Dal 2003 l'amministratore delegato (CEO) dell'azienda è Brian France, nipote di Bill France, Sr.[1]. La NASCAR è il più grande ente organizzazione di gare di stock car degli Stati Uniti. I tre campionati principali organizzati dalla NASCAR sono la Sprint Cup Series, la Nationwide Series e la Camping World Truck Series. Inoltre gestisce vari campionati regionali e locali riuniti sotto il nome di "NASCAR Home Tracks". Tra i campionati minori sono da ricordare il Whelen Modified Tour, la Whelen All-American Series e la NASCAR iRacing.com Series. La NASCAR organizza più di 1500 gare su più di 100 piste in 39 Stati degli USA e del Canada[2]. La NASCAR ha presentato gare promozionali sui circuiti Suzuka e Motegi in Giappone (1996/98), in Messico e sul circuito di Calder Park in Australia (1988)[3]. A partire dal 2012 la NASCAR ha inserito ufficialmente tra le proprie serie minori la Euro Racecar Series che prende così il nome di "Euro Racecar NASCAR Touring Series". La Euro Racecar Series è diventata così la prima Serie organizzata in Europa dalla NASCAR[4][5].

Il quartier generale è a Daytona Beach, sebbene ci siano uffici anche in quattro città della Carolina del Nord: Charlotte, Mooresville, Concord e Conover. Uffici regionali si trovano a New York City, Los Angeles, Arkansas e internazionali a Città del Messico e Toronto. Il presidente è Mike Helton, l'amministratore delegato Brian France.

La NASCAR è il secondo avvenimento sportivo più seguito, subito dopo il Super Bowl di football americano, attraverso i programmi televisivi in America. Le gare sono trasmesse in 150 nazioni e coprono 17 dei primi 20 posti nella classifica degli eventi sportivi più visti negli USA.

La storia della NASCAR[modifica | modifica sorgente]

Partenza di una gara della NEXTEL Cup.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Usualmente le origini della NASCAR vengono fatte risalire al tempo del proibizionismo quando, per evitare più facilmente le forze dell'ordine, i trafficanti di alcool presero l'abitudine di modificare nella meccanica le auto di serie onde renderle più prestazionali. Rapidamente divenne un'abitudine l'organizzare delle spettacolari competizioni tra le vetture così modificate, chiamate stock-cars, letteralmente vetture di serie. Anche dopo l'abolizione delle leggi contro le bevande alcoliche le corse continuarono e nacquero, soprattutto negli stati meridionali degli USA, delle associazioni che organizzavano questo tipo di competizione. Dall'idea di Bill France, nel 1948, nacque ufficialmente la National Association for Stock Car Auto Racing a Daytona Beach in Florida con lo scopo di raggruppare e riorganizzare al meglio le singole associazioni, dando vita nel 1949 alla "Strictly Stock Division", cioè di auto "strettamente" derivate dalla serie, diventata "Grand National Division" nell'anno successivo. Ben presto i regolamenti si fecero più elastici ed in effetti oggi le autovetture in competizione delle sorelle di serie hanno solamente l'aspetto esterno della carrozzeria. Il 1971 fu un anno fondamentale per la categoria; con l'entrata in campo di un grosso sponsor del campo dei tabacchi la serie di competizioni nazionali prese il nome di Winston Cup Grand National Series, e successivamente (1986) "Winston Cup Series", mantenuto fino al 2004 quando si trasformò in Nextel Cup Series con il cambio di sponsorizzazione. Dal 2008 la serie si chiama "Sprint Cup Series".

Le prime Macchine stock-car[modifica | modifica sorgente]

Tra gli anni 1920 e 1930, Daytona Beach diventa una conosciuta piazza per gli amanti della velocità. Qui si svolgono importanti corse di velocità, soppiantando le antiche dominatrici del settore Francia e Belgio. Dopo storiche gare corse tra Ransom Olds e Alexander Winston nel 1903, Daytona diventa "la Mecca" per gli amanti dell'automobilismo sportivo, qui infatti nel 1935 si assiste alla prima vera corsa, che si svolge nelle strade e sulla spiaggia di Daytona. Nel 1936 la città diventa sinonimo di auto veloci. Verso la fine degli anni quaranta, nel sud del North Carolina dominava un fenomeno chiamato negli anni a venire, il fenomeno dell'Antiproibizionismo. Nei saloon della Florida, North Carolina e South Carolina la gente importante si riuniva per discutere di macchine truccate, organizzazione di corse e scommesse, ormai questo era diventato un vero e proprio Businness. Si organizzavano corse con macchine da paese (ovviamente truccate) che venivano portate in gara proprio a Daytona. Con il passare dei mesi queste macchine diventavano sempre più sofisticate fino a diventare vere e proprie auto da corsa, le cosiddette stock-car.

L'ideatore di tutto ciò fu William France Sr., un personaggio che fece la storia di questa categoria.

L'era moderna[modifica | modifica sorgente]

La NASCAR ebbe i maggiori cambiamenti nella sua fisionomia a partire dai primi anni settanta. La serie fu sponsorizzata dalla R. J. Reynolds Tobacco Company (RJR) e per la prima volta nel 1974 fu coperta a livello televisivo dalla rete americana CBS; questa rete fu di vitale importanza per la categoria perché gli fece molta pubblicità a livello nazionale. Come risultato della sponsorizzazione nel 1976 la serie cambiò nome in Winston Cup, in questo anno con un nuovo sistema di punteggio, la stagione fu abbreviata da 48 a 31 gare. Per questo il 1976 è spesso chiamato come l'anno dell'inizio della NASCAR moderna.

Nel 1979 la NASCAR ebbe un'altra serie minore, chiamata Busch Series, derivante dallo sponsor della birra. Alcune gare furono trasmesse dalla ABC Sports e fu inventato uno show riguardante la categoria chiamato "Wide World of Sports".

Finalmente la Daytona 500 del 1979 fu interamente vista in diretta nazionale grazie alla CBS e da allora l'audience continuò ad aumentare.

Successivamente alla tragica morte di Dale Earnhardt alla Daytona 500 del 2001, la NASCAR ha speso parecchio sulle misure di sicurezza per i piloti. Queste migliorie applicate alle macchine si sono evolute nel corso degli anni, e hanno portato, nel 2007, all'introduzione della Cars of Tomorrow (CoT), delle nuove auto più simili ai modelli da strada e dai consumi molto più ridotti rispetto alle auto che le avevano precedute.

Inizialmente, le CoT furono accolte con un po' di perplessità dai piloti NASCAR, in quanto convinti che le nuove auto fossero progettate solo per determinati tipi di piste. Quando poi iniziarono a prenderci la mano, le CoT furono accolte con entusiasmo.

Nel 2013, tre costruttori sono impegnati a fornire le loro auto in NASCAR: la Chevrolet con la SS, la Toyota con la Camry e la Ford con la Fusion.

A partire dal 2011, le CoT della Sprint Cup sono state dotate di un nuovo paraurti anteriore, il che le rende di fatto più simili alle auto da strada, e sempre dal 2011, consumano un nuovo tipo di carburante a base di etanolo.

Le serie[modifica | modifica sorgente]

Sprint Cup Series[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sprint Cup Series.
NASCAR Sprint Cup Series
Anno 1948- in corso
Genere Sport
Durata 3 - 4 ore
Produttore NASCAR
Rete FOX, ESPN, TNT, SPEED CHANNEL, ABC.
Sito web www.nascar.com

La "Sprint Cup Series" è la maggiore categoria della NASCAR. Una stagione della Sprint Cup Series è formata da 36 gare per più di 10 mesi di corse, con più di 4 milioni di dollari in palio ad ogni gara. Il campione 2011 è Tony Stewart che si è laureato campione per la terza volta in carriera, interrompendo la supremazia quinquennale nella serie maggiore di Jimmie Johnson, il quale ha stabilito un record difficilmente avvicinabile.

La Sprint Cup è il trofeo che viene consegnato al vincitore della stagione ogni anno. Il trofeo viene confezionato dalla Tiffany & Co. ed è composto da puro argento ed è alto circa 90 centimetri e pesa circa 13 Kg. Questo trofeo viene consegnato al vincitore che ha totalizzato il maggior numero di punti alla fine di una Stagione. Dopo il campionato viene messo in mostra a New York per circa un mese fino a fine dicembre. Il trofeo viene mantenuto permanentemente dal vincitore visto che viene fatto uno diverso ogni anno.

Nationwide Series[modifica | modifica sorgente]

NASCAR Nationwide Series
Anno 1982- in corso
Genere Sport
Durata 2.30 - 3 ore
Produttore NASCAR
Rete ESPN, ESPN2, ABC
Sito web www.nascar.com

La "NASCAR Nationwide Series" è la seconda categoria della NASCAR. Le macchine sono quelle della generazione precedente alle Car of Tomorrow della Sprint Cup, quindi di peso e dimensioni leggermente diverse. A partire dal 2011, anche la Nationwide Series avrà la sua fornitura delle CoT, con Chevrolet e Toyota che riproporranno anche in questa categoria la Impala e la Camry, mentre la Ford fornirà la Mustang e la Dodge la Challenger. Il campione del 2011 è stato Ricky Stenhouse Jr., che ha conquistato il titolo alla sua seconda partecipazione a questo campionato.

La N'wide Series è stata l'unica delle tre categorie della NASCAR ad uscire dai confini degli Stati Uniti. La stagione è di una gara più corta della Sprint Cup e i premi sono relativamente più bassi. Alcuni piloti della Sprint Cup negli ultimi anni corrono anche nella Nationwide Series e questi venivano chiamati "Buschwrackers" dal nome precedente della categoria, che prendeva il nome di "Busch Series" dalla sponsorizzazione della compagnia Anhauser-Busch, che produce alcolici.

Camping World Truck Series[modifica | modifica sorgente]

La "NASCAR Camping World Truck Series" è la terza serie della serie NASCAR. È corsa da pickup derivati di serie della Chevrolet, Dodge, Ford e Toyota. Il campione 2011 è Austin Dillon, nipote del celebre Richard Childress, che ha vinto il campionato alla sua seconda partecipazione e in un pick-up che presentava lo stesso numero che rese celebre il grande Dale Earnhardt, ovvero il numero 3.

Nel 1994 la "SuperTruck Series" cambia nome in "Craftsman". La prima gara viene corsa nel 1995 e suscita molto interesse tra il pubblico. Negli ultimi anni questa serie sta riscontrando poco interesse al contrario degli altri anni. Le gare vengono corse soprattutto al sabato e in qualche occasione al venerdì.

Serie regionali[modifica | modifica sorgente]

La NASCAR oltre alle tre serie nazionali opera anche in progetto regionale negli Stati Uniti con diverse corse su diversi circuiti. Nessun circuito di questa categoria è uguale a quello delle tre serie.

La serie principale a livello regionale è la Whelen All-American Series, che coinvolge piloti di tutti gli Stati Uniti, e in alcuni casi del Canada. Questa categoria si compone di più di trenta circuiti sparsi in tutti gli Stati Uniti e in Canada. Molti piloti della Nextel cup hanno fatto gavetta in questa piccola categoria, alcuni nomi celebri sono Clint Bowyer, Jimmy Spencer e Tony Stewart. I premi in denaro non sono come quelli delle serie maggiori ma sono relativamente alti.

Altre serie regionali sono: la Whelen Southern Modified Tour, la Busch East Series (K&N Pro Series East) e la NASCAR West Series (K&N Pro Series West). Le vetture sono molto simili a quelle delle serie maggiori con un centinaio di cavalli in meno e diverse sotto il profilo aerodinamico. Queste serie negli ultimi anni hanno avuto molto successo e la NASCAR quindi ha deciso di finanziare ancor di più questo sogno-progetto.

L'evento principale dove tutti i piloti di queste categorie si riuniscono e il Toyota All-Star Showdown che si tiene normalmente verso metà aprile.

Euro-Racecar NASCAR Touring Series[modifica | modifica sorgente]

È un campionato che si svolge in Europa (prevalentemente su tracciati cittadini a autodromi), il cui scopo è quello di formare i futuri piloti NASCAR che andranno a correre negli Stati Uniti nella K&N Pro Series. Il sistema di punteggio è praticamente identico a quello delle maggiori serie NASCAR mentre per quanto riguarda le auto, i telai vengono certificati dalla FIA e i V8 hanno una potenza che si aggira intorno ai 400 cv. Questo campionato si divide in due categorie: Elite (per i piloti più esperti) e Open (per gentlemen drivers e giovani talenti). È un genere di NASCAR che sta avendo molto successo e al momento ha una copertura televisiva di 40 paesi in tutto il Mondo, tra cui proprio gli Stati Uniti. Uno dei piloti più forti è lo spagnolo Ander Vilarino.

Norme e regolamenti[modifica | modifica sorgente]

Per i tre campionati nazionali (Sprint Cup Series, Nationwide Series e Camping World Truck Series) le competizioni avvengono con autovetture (e Pick-up nel caso delle Truck Series) derivati dalla produzione di serie ma con modifiche sostanziali per quanto riguarda motore, sospensioni e tratti dell'aerodinamica. Le gare si svolgono per la maggior parte su circuiti ovali (come per le auto della Indy Racing League) ed in parte su piste stradali. La gara più importante del campionato principale, la Sprint Cup Series, è la Daytona 500 che solitamente si svolge verso la metà di febbraio e dà inizio al campionato.

Il sistema di punteggio[modifica | modifica sorgente]

Per tutti i campionati patrocinati dalla NASCAR (i tre nazionali ed i campionati minori regionali), a partire dal 2011, si usa il seguente sistema di attribuzione dei punti:

Posizione
finale
Punti   Posizione
finale
Punti   Posizione
finale
Punti   Posizione
finale
Punti   Posizione
finale
Punti
1 43   11 33   21 23   31 13   41 3
2 42   12 32   22 22   32 12   42 2
3 41   13 31   23 21   33 11   43 1
4 40   14 30   24 20   34 10      
5 39   15 29   25 19   35 9      
6 38   16 28   26 18   36 8      
7 37   17 27   27 17   37 7      
8 36   18 26   28 16   38 6      
9 35   19 25   29 15   39 5      
10 34   20 24   30 14   40 4      

Inoltre vengono assegnati i seguenti punti bonus:

  • Un punto bonus ad ogni pilota che rimanga in testa alla corsa per almeno un giro
  • Un punto bonus al pilota che sia stato in testa per il maggior numero di giri
  • Tre punti bonus al pilota che vince la gara

Di conseguenza il massimo punteggio che un pilota possa raggiungere in una singola gara è di 48 punti[6].

Per ogni Serie la vittoria dei campionati "piloti", "squadre" e "costruttori" viene assegnata rispettivamente al pilota, scuderia e casa costruttrice che alla fine della stagione ha ottenuto il maggior numero di punti.

Tipi di circuiti della NASCAR[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di circuiti NASCAR.
  • Short Track sono dei circuiti lunghi meno di un miglio. Esempi sono: Bristol, Martinsville, Memphis, Phoenix ecc.
  • Intermediate Track sono quei circuiti che di lunghezza variano da 1 a 2 miglia. Esempi sono: Texas, Lowe's e Darlington ecc.

Piloti e team[modifica | modifica sorgente]

Dale Earnhardt[modifica | modifica sorgente]

Ralph Dale Earnhardt, Sr. (29 aprile 1951 – 18 febbraio 2001), fu un pilota americano, molto conosciuto dagli amanti della serie. Earnhardt aveva quattro figli di cui il più conosciuto è senz'altro Dale Earnhardt Jr. che seguì le orme paterne. Earnhardt è conosciuto per il suoi numerosi successi nella Winston Cup avendo vinto 67 gare (incluso la Daytona 500 nel 1998) e 7 campionati come Richard Petty.

Per la sua aggressività alla guida nel tempo ha avuto molti soprannomi tra cui il più famoso "The Intimidator".

Earnhardt morì nell'ultimo giro della Daytona 500 del 2001, ed è stata la quarta vittima in soli nove mesi. Da questo punto in poi la NASCAR ha deciso di investire più soldi nella sicurezza delle gare. Uno dei risultati di questa ricerca è stato l'Hans (una protezione per il collo).

BuschWhackers[modifica | modifica sorgente]

Buschwhacker è un termine usato nella NASCAR per determinare i piloti che corrono regolarmente nella Sprint Cup ma che corrono per esempio nella Nationwide Series o nella Craftsman Truck Series. Il termine deriva dalla ex-serie Busch Series.

Perché essenzialmente la Nationwide Series è una delle serie minori della Sprint Cup Series. I critici dicono che i Buschwhackers corrono con piloti che magari non hanno alcuna esperienza nella categoria e che quindi è molto probabile che vincano sempre. Al contrario gli esperti dicono che senza i piloti della Sprint Cup nella Nationwide o nella Craftsman queste serie non avrebbero nessun interesse. I piloti della Sprint Cup corrono nella Nationwide di solito al sabato e magari il giorno dopo devono ricorrere ancora nella Sprint Cup.[senza fonte]

Critiche sulla NASCAR[modifica | modifica sorgente]

Consumo di carburante

Un week-end NASCAR consuma circa 6 000 U.S. gal.[7] Per la stagione 2006 che includeva 36 gare sono stati consumati circa 216 000 galloni statunitensi. Parlando invece delle tre serie NASCAR (Sprint, Nationwide e Crafstman) nel 2006 sono stati consumati 2 milioni di galloni statunitensi (7.57 milioni di litri) ;[8]

Vetture e costruttori[modifica | modifica sorgente]

Car of Tomorrow[modifica | modifica sorgente]

Toyota Camry

Le Car of Tomorrow sono un nuovo modello per la serie NASCAR. Introdotte nel 2007 alla Food City 500 a Bristol, hanno il compito di garantire più sicurezza ai piloti e di consumare meno carburante. Nella stagione 2007 sono state impiegate per 13 volte e la Hendrick Motorsports ha avuto più successo con 5 vittorie in 13 gare.

Anche Juan Pablo Montoya ha vinto con le COT, precisamente a Sonoma il 23 giugno 2007 con il team "Chip Ganassi Racing". Nel 2008 le COT saranno presenti in tutte le gare della stagione. Non sono però mancate le critiche: dopo la Lenox Induastrial Tools 300 Jeff Gordon, Matt Kenseth e Greg Biffle si sono lamentati perché secondo loro questo tipo di vettura è stata progetta solo per i SuperSpeedways e non per gli Short Tracks come Bristol, Martinsville ecc. Si sono anche lamentati che le prestazioni non sono molto buone come le Chevy Monte Carlo SS e di conseguenza lo spettacolo non è tanto garantito.

La NASCAR nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Giorni di tuono[modifica | modifica sorgente]

Tom Cruise è il protagonista della pellicola Giorni di tuono, dedicata al mondo delle gare NASCAR. In questo film del 1990, diretto da Tony Scott, Cruise è un giovane pilota dal talento cristallino, ma ancora troppo acerbo ed irrequieto per diventare un campione.

Cars - Motori ruggenti[modifica | modifica sorgente]

Saetta McQueen, protagonista del film di animazione del 2006 Cars - Motori ruggenti della Disney-Pixar, è un'auto per le gare NASCAR, anche se non dichiarato esplicitamente. Il campionato in cui corre, la "Piston Cup", è stato inventato sfruttando l'assonanza con "Winston Cup". A conferma dell'esplicito riferimento del film al mondo delle gare Nascar, vi è per esempio l'auto celeste numero 43, riproduzione della Plymouth guidata da Richard Petty, a tutt'oggi il più vincente pilota Nascar.

Ricky Bobby - La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno[modifica | modifica sorgente]

Will Ferrell è il protagonista di Ricky Bobby - La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno. In questa commedia del 2006 Ferrell è un uomo appassionato di automobili, figlio di un famoso pilota (che però lo ha abbandonato quando era ancora un ragazzo), che vuole a tutti i costi seguire le orme paterne.

Una vita al limite (titolo originale: The Dale Earnhardt Story, 2004)[modifica | modifica sorgente]

Narra la storia del pilota Dale Earnhardt scomparso all'ultimo giro della Daytona 500 del 2001.

Herbie il super-maggiolino[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo film della saga Disney "Herbie", il famoso Maggiolino Disney (guidato da Lindsay Lohan), partecipa alla finale di una NASCAR e vince.

Transformers 3[modifica | modifica sorgente]

Nel film di Michael Bay tre Autobot (Topspin, Roadbuster e Leadfoot), che formano la squadrai dei "Wreckers", si trasformano in tre auto NASCAR.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) NASCAR Executives, NASCAR.com, 8 marzo 2010. URL consultato il 9 aprile 2012.
  2. ^ (EN) History of NASCAR, xtimeline.com, 20 febbraio 2009. URL consultato il 9 aprile 2012.
  3. ^ (EN) Exhibition or Unclassified Races, Racing-Reference.info. URL consultato il 9 aprile 2012.
  4. ^ Gian Luca Guiglia, La Euro Racecar Series presenta ufficialmente la gara di Tours, che si svolgerà su un ovale provvisorio nel weekend del 7-8 luglio, MotorInside.it, 16 marzo 2012. URL consultato il 9 aprile 2012.
  5. ^ (EN) New NASCAR Era Kicks Off In Europe, NASCAR.com, 3 aprile 2012. URL consultato il 9 aprile 2012.
  6. ^ (EN) NASCAR Point System, NASCAR.com, 28 gennaio 2011. URL consultato l'11 marzo 2012.
  7. ^ Mike Finney, AZCentral.com Like the cars, fuel goes fast in NASCAR, The (Wilmington, Del.) News Journal, 2 gennaio, 2006. URL consultato il 19 novembre 2007.
  8. ^ Jean Gerard, Motor Madness: Gas Guzzling is Business as Usual at NASCAR, E/The Environmental Magazine. URL consultato il 18 novembre 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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