Dragster

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Un dragster della Caterpillar.

Il dragster è un tipo di veicolo da competizione utilizzato per gare di accelerazione. Ha un motore scoperto nel quale il carburante viene iniettato nei cilindri tramite iniezione meccanica continua, e sono dotati di singola o doppia accensione, a seconda della classe.

Le massime potenze sviluppate da tali motori sono nell'ordine degli 8-10.000 CV[senza fonte]. Questi motori sono spinti talmente al limite che non sono in grado di funzionare alla massima potenza per più di 10 secondi e, pertanto, non è possibile stabilire con esattezza le reali potenze sviluppate, infatti le potenze sono calcolate in base alla quantità di nitrometano consumata. I motori top fuel montano un motore V8 HEMI di origine Chrysler. Per fare un paragone di potenza, le monoposto da Formula 1 odierne hanno circa 750 CV, mentre negli anni ottanta, con il turbocompressore, arrivavano a 1400 CV massimi nei giri singoli delle qualifiche.

Le straordinarie potenze vengono garantite da un grande compressore volumetrico, in grado di fornire una pressione di sovralimentazione spesso superiore a 3 bar, e dal nitrometano. Tutti i motori utilizzati in questa categoria sono a due valvole per cilindro, una per l' aspirazione della miscela e l' altra per l' uscita dei gas di scarico; la distribuzione è ad aste e bilancieri e gli scarichi sono corti e privi di qualunque tipo di filtro, il che fornisce una scarsissima presenza di gas di scarico nei cilindri al momento dello scoppio. Ciò fa incrementare la potenza e quindi la coppia erogate. La cilindrata spesso supera i 10 000 cc e la cifra del numero di giri del motore è intorno a 8500. La trasmissione è priva di cambio (trasmissione diretta) e la frizione è multidisco multistadio. Come sistema di raffreddamento del motore sono montati molti radiatori.

I consumi di carburante sono elevatissimi; vengono bruciati più di 100 litri in meno di 4 secondi. Tra una prova di gara e l'altra i motori girano per circa 3 minuti (warm-up, burnout e gara) dopo i quali l'unità viene completamente disassemblata e ricostruita. Molto spesso si distruggono prima del traguardo. Il rumore provocato da questi motori è di 150 decibel. Tutto questo porta i dragster ad accelerare da 0 a 150 km/h in meno di un secondo e di percorrere i 400 metri da fermo in meno di cinque con velocità di uscita spesso superiori ai 500 km/h.

Per ottenere un assetto in grado di consentire il raggiungimento della massima velocità, la carrozzeria e la meccanica dei veicoli vengono semplificate al massimo. Di solito, le macchine hanno una caratteristica forma piatta, molto allungata per dare la necessaria stabilità ad alta velocità, con piccole e leggere ruote anteriori e pneumatici di grande sezione montati su quelle posteriori.

La propulsione avviene per mezzo di motori sovralimentati; nelle categorie più spinte viene utilizzato nitrometano (fino al 50% della miscela) oltre che alla benzina. Un paracadute agevola la frenata alla fine della gara. A seconda del tipo di motore, pneumatici e carburante impiegati, esistono differenti categorie, tra cui anche quelle motociclistiche.

Le competizioni sono disputate su piste rettilinee di distanze inferiori al miglio: solitamente un quarto di miglio, o 1320 piedi, cioè all'incirca 402 metri. Le auto la percorrono in meno di 5 secondi toccando velocità di oltre 500 km/h (circa 520 km/h). L'accelerazione brutale (stimata in 6 G) fa sì che molti piloti subiscano durante la carriera il distacco della retina dall'occhio a causa del violento spostamento all'indietro del corpo. I dragster gareggiano a coppie, a eliminazione diretta, e corrono affiancati con partenza da fermo.

Le corse di dragster vennero inventate come forma di competizione automobilistica spettacolare negli Stati Uniti intorno agli anni trenta; ebbero una grande diffusione intorno agli anni sessanta e successivamente si estesero anche ad altri paesi, quali Giappone e Australia.

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