Champ Car

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Champ Car

Champ Car era il nome della serie automobilistica precedentemente nota come CART e fino al 1996 tale campionato era spesso associato al marchio IndyCar (concesso in uso dall'Indianapolis Motor Speedway). Basata negli Stati Uniti d'America ma con gare anche in Canada, Messico, Australia, Europa, Sud America e Giappone la Champ Car è stata una delle due principali serie americane per monoposto dal 1979 con lo USAC (IRL) che comprende la 500 Miglia di Indianapolis. Il nome ufficiale completo per la stagione 2006 è Champ Car World Series (CCWS), mentre la dizione promozionale è Bridgestone Presents the Champ Car World Series Powered by Ford. Nel 2007, persa la Ford come main sponsor, la serie è ritornata alla vecchia denominazione di Champ Car World Series. Nel 2008, la serie è stata acquistata da Tony George, ponendo fine ad un lungo periodo di difficoltà economiche, ma anche ad una delle serie più spettacolari della storia dell'automobilismo americano, seguita in tutto il globo, una serie che ha visto passare grandissimi piloti, a volte anche campioni del mondo di Formula 1, come Emerson Fittipaldi, Nigel Mansell e Jacques Villeneuve.

Molti dei team facenti parte dell'ultimo campionato della Champ Car, sono confluite nella IRL, molti altri: Pacific Coast Motorsport, Minardi Team USA, Rochetsports, Forsythe-Pettit, Team Australia e Walker Racing non hanno aderito alla IRL in quanto fuori dalla filosofia della CART/ChampCar. Altri come Newman-Haas Racing hanno abbandonato il campionato dopo il 2011. Della ex-CART in IRL sono rimasti solo: KV Technologies, HVM, Conquest e Coyne.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nigel Mansell

Nel 1902 l'American Automobile Association (AAA) creò il primo campionato di gare automobilistiche americano. Nel 1956 l'United States Auto Club (USAC) acquisì la AAA e controllò il campionato fino al 1979. Nello stesso anno la CART creò la sua nuova serie.

Accanto allo USAC in declino, Dan Gurney nel tardo 1978 creò la Championship Auto Racing Teams prendendo ispirazione dalla Formula 1 di Bernie Ecclestone. Il nuovo gruppo negoziò anche con le televisioni e ottenne presto importanti sponsor. Quasi tutti i team dello USAC aderirono al nuovo campionato.

La mattina dell'11 marzo 1979 la CART era ufficialmente nata, creando negli Stati Uniti un duo-polio che perdurerà per 29 anni e che genererà molta confusione sia nella stampa che nel pubblico su scissioni o riunificazioni che in realtà non sono mai avvenute fra il vero e storico Campionato Americano USAC e la neonata euro-americana CART. La prima gara del campionato fu nel Phoenix International Raceway. Gordon Johncock si aggiudicò la gara ma fu Rick Mears ad aggiudicarsi il primo campionato CART.

La CART, come la USAC, fu dominata da piloti del nord America fino agli anni novanta. Molti piloti del nord, tra i quali gli storici Mario Andretti, Bobby Rahal e Danny Sullivan, trovarono successo nell'allora PPG IndyCar World Series. Nel 1989 il campione F1 Emerson Fittipaldi vinse il campionato ponendo l'inizio all'afflusso dei talenti sudamericani.

Emerson Fittipaldi

Dopo la vittoria del britannico Nigel Mansell ai danni di Emerson Fittipaldi nel 1993 molte persone interpretarono questo fatto come risultato dell'evidente superiorità dei piloti non americani. Nel 1995 la CART incluse molte più gare nel suo campionato, visto l'enorme successo ottenuto. Nello stesso anno però Tony George, proprietario dell'Indianapolis Motor Speedway, in disaccordo con gli organizzatori della CART, pensò di riportare nello USAC nuove gare e denominò il vecchio USAC Indy Racing League (IRL). La stampa di tutto il mondo registrò l'evento come scissione, andando ad incidere enormemente su questo errore mediatico in tutto il motorsport che ricorderà il 1996 come la scissione, evento mai avvenuto visto che in America coesistevano già due campionati dal 1979. La forza iniziale dello USAC rinominato IRL consisteva nella gara che da sola, per undici stagioni (lo USAC dal 1985 al 1995 era un campionato che ruotava attorno all'unico evento dell'Indiana), valeva un titolo: la 500 miglia di Indianapolis. Il nuovo USAC nei primi anni non riuscì ad imitare i successi della CART, nonostante ciò la CART reagì creando la U.S. 500 nel Michigan International Speedway, gara da disputarsi lo stesso giorno della Indy 500. Questo atto indebolì maggiormente entrambe le categorie a vantaggio della NASCAR. Nel 2003 molti team decisero di passare alla IRL e la CART finì in bancarotta. La società finì liquidata e messa in vendita. Gli ex proprietari della CART Gerald Forsythe, Paul Gentilozzi e Kevin Kalkhoven crearono la OWRS (Open Wheel Racing Series). Nel 2004 essi ottennero la possibilità dai giudici di poter ricomprare la CART, che festeggiò la stagione numero 25 nello stesso anno con il nome Champ Car.

Negli ultimi anni poi, la ex-CART è andata sempre più in declino. Particolari eventi si abbatterono sul campionato: la perdita del Circuito di Montreal a favore della NASCAR nel 2006, il terribile incidente occorso a Cristiano Da Matta ad Elkhart Lake sempre nel 2006, il ridimensionamento della Ford che a fine 2007 decise di abbandonare il Campionato come main-sponsor. Questo ed altro misero in bilico la Champ Car in totale dispersione. Tutto nell'anno (2007) in cui il campionato affettuosamente denominato euro-americano aveva ricostruito quell'idea voluta da Dan Gurney. La ex-CART aveva siglato importanti accordi con molti circuiti in mezzo mondo e aveva stilato un calendario per il 2008 in cui si sarebbero disputati: 6 Grand Prix negli Stati Uniti, 3 in Canada, 1 in Messico, 1 in Australia e ben 3 in Europa (mai così tanti in 29 edizioni del Campionato). In oltre era arrivata da inizio 2007 la nuova vettura: la Panoz DP-01, una vettura pensata per la nuova Champ Car che prevedeva queste innovazioni: 1) Visibilità su scala mondiale. 2) Campionato mono-marca telaio-motore. 3) Gare disputate al 75% su circuiti non-permanenti (cittadini o aeroportuali) e 25% su circuiti permanenti misti 4) Gran Prix in tutti i continenti (già presenti in America, Europa ed Oceania) 5) Vettura (Panoz DP-01) compatta, passo corto, motore Cosworth turbo compresso, ideale per correre esclusivamente su circuiti non-permanenti, con frenate violente, accelerazioni rapide e strette corsie dove erano quasi assenti lunghi rettifili. 6) Caratteristiche di gara miste fra USAC/IRL e F1 con partenza da fermo e pit-stop con martinetti idraulici azionati dal pilota e quindi personale ridotto al muretto box. 7) Costi compattati per trasporto, alloggio e spese per scuderie e piloti, così da rendere più accessibile ad ogni scuderia al mondo la possibilità di correre nel Campionato. 8) La grande innovazione della Champ Car, sarebbe stata le wild-car come in SBK, un numero di vetture DP-01 libere (in genere una dozzina al massimo) per scuderie locali che avessero voluto e potuto correre la corsa del luogo.

Molte delle idee sulla carta che la Champ-Car aveva erano state già introdotte nel 2007 (partenza da fermo, abbandono totale delle corse su anello totalmente inappropriato per il Campionato, espansione verso altri paesi sempre maggiore, parco partenti totalmente internazionale dove la presenza di piloti USA era addirittura inferiore a quelli francesi o brasiliani). Anche l'internazionalità delle scuderie era diventata norma e non più un'eccezione. Se Newman/Haas Racing, Forsythe Pettit, Rochetsports, RuSport, Coyne Racing, KV Racing e Pacific Coast erano scuderie USA, molte altre, seppur con base in America erano di proprietari britannici: HVM di Keith Wiggins, che poi dal 2007 si fonderà con il Minardi Team USA con base in Inghilterra e di proprietà dell'australiano Paul Stoddart già proprietario della divisione di F1 nel 2005 e il Team Australia prima nominato Walker Racing, diretto dallo scozzese Derrick Walker, ma in pista con passaporto australiano; belga: Conquest Racing sempre con base negli Stati Uniti ma diretta dal brussellese Eric Bachelart. Il canadese Jensen Motorsport, Herdez Competion messicana, l'Eurointernational italiana e l'arrivo della Trust avrebbe portato anche l'Olanda.

Importanti erano gli accordi presi per correre in Europa, in cui dal 2009 ci sarebbero state gare in Inghilterra (Brands Hatch o Donnington), Germania (Oschersleben) e Francia (Le Mans). Oltre a questo altre trattative con una gara in Italia (Imola o Mugello), Repubblica Ceca, Grecia e persino Malta. Una gara in Corea del Sud (Ansan), per altro già soppressa nel 2006 e nel 2007 (come il Gran Prix di Cina sempre nel 2007), Giappone (Suzuka) e in Sud Africa a Durban. Sul versante wild-car c'erano avvicinamenti con la Formula Nippon (Giappone, Australia e Corea), la World Series Renault (Europa), la Formula 3 Australia (Australia) e dopo l'arrivo del Pacific Coast Motorsport proveniente dai prototipi a ruote coperte, il forte interessamento di altre scuderie della ALMS si stava facendo concreto. Il possibile ritorno del Jensen Motorsport (come altre scuderie della cadetta Formula Atlantic) o della europea Eurointernational erano motivo di forte ottimismo che pareva potesse impegnare anche la Trust come scuderia da corsa con Jos Verstappen. Si facevano addirittura voci di un possibile ritorno di Jacques Villeneuve, per non parlare dei tanti 'scartati' della F1 che avrebbero trovato sedili in abbondanza se accompagnati da proficui sponsor in un Campionato che, mediamente, costava un cinquantesimo della F1 ed un decimo della IRL.

La crisi però ha portato, nell'inverno 2007 - 2008, all'acquisto della serie proprio da parte del suo rivale Tony George, ventinove anni dopo la ripresa dello USAC nel campionato IRL, con tutto ciò che ha comportato questo: perdita di un intero campionato, soppressione di molte gare storiche (Città del Messico, Portland, Cleveland, Surfer's Paradise in primis), un certo numero di piloti appiedati, un vasto numero di Panoz DP-01 nuove riciclate poi dopo 6 mesi nella Super League Formula e molte scuderie che non hanno aderito alla IRL, in quanto Campionato con una filosofia completamente differente dalla Champ Car.

La definitiva unificazione tra la IRL e la Formula CART è avvenuta solo nel 2008, dopo ventinove anni in cui si sono tenuti due campionati diversi.[1]

Paragone con la Formula 1[modifica | modifica sorgente]

La Lola/Toyota vincitrice nel 2002 con Da Matta

Esistono notevoli differenze rispetto alla F1

  • Le vetture corrono per gran parte della stagione su circuiti cittadini. Le macchine sono più pesanti e lunghe di quelle della Formula 1.
  • Le vetture pesano più della Formula 1. Il peso minimo è 700 kg senza pilota, nella F1 è 640 kg compreso il pilota.
  • La media della velocità in gara delle F1 è nettamente inferiore rispetto alle Champ Car anche se le F1 sono molto più veloci in un circuito cittadino come Montreal dove corrono entrambe le categorie.
  • La Champ Car autorizza l'utilizzo del turbo, bandito dalla F1 da lungo tempo.
  • La Champ Car usa il metanolo come combustibile invece che la benzina della F1.
  • La Champ Car lavora notevolmente alla ricerca dell'effetto suolo, elemento limitato dalla Formula 1 (anche se l'effetto suolo è stato incrementato da alcune squadre, nel 2009, grazie a cavilli e lacune nei regolamenti della F1).
  • Nella Champ Car sono vietati i dispositivi di assistenza alla guida, fatta eccezione per il cambio semiautomatico al volante.
  • Nella Champ Car le partenze avvengono (per ora) lanciate mentre in F1 si parte da fermo. Dal 2007 si dovrebbe partire col provare la partenza da fermo; tuttavia i primi test hanno dato esito negativo e per ora si usa ancora la procedura lanciata.
  • La Formula 1 è molto più costosa della Champ Car.
  • La Champ Car è un monomarca: dal 2007 la scocca è fornita (per 5 anni) dalla Panoz, mentre i motori sono Cosworth. La macchina 2007 è denominata Panoz DP01
  • La Champ Car sfrutta il Push to Pass, meccanismo tramite il quale il pilota può fornire al motore turbo una maggiore sovralimentazione (o overboost o sovraimpulso) che permette di avere 50 cavalli in più, semplicemente schiacciando un bottone nell'abitacolo. Le macchine sono fornite, per regolamento, al massimo di 60 secondi di sovralimentazione. La Formula 1 dalla stagione 2009 usa il KERS che offre 80 cavalli in più per massimo 6.67 secondi al giro.
  • La Champ Car svolge le qualifiche su 2 sessioni, una del venerdì e una al sabato. Al primo classificato in ciascuna delle due sessioni, viene attribuito un punto in classifica generale. Dal 2007 oltretutto, chi ottiene la pole position del venerdì ha diritto a partire comunque in prima fila, indipendentemente dal tempo degli altri piloti della giornata di sabato.
  • La durata delle gare della Champ sono calcolate, dal 2007, in tempo e non in giri. Per regolamento ogni gara deve durare 105 minuti (salvo diversa decisione dei commissari di gara). Il tempo si interrompe solo in caso di bandiera rossa.

Campioni[modifica | modifica sorgente]

Campioni CART/Champ Car: (dal 1979 al 2007)[modifica | modifica sorgente]

Anno Pilota Team Telaio/Motore
1979 Stati Uniti Rick Mears Penske Racing Penske/Cosworth-Ford
1980 Stati Uniti Johnny Rutherford Chaparral Racing Chaparral/Cosworth-Ford
1981 Stati Uniti Rick Mears Penske Racing Penske/Cosworth-Ford
1982 Stati Uniti Rick Mears Penske Racing Penske/Cosworth-Ford
1983 Stati Uniti Al Unser Penske Racing Penske/Cosworth-Ford
1984 Stati Uniti Mario Andretti Newman/Haas Racing Lola/Cosworth-Ford
1985 Stati Uniti Al Unser Penske Racing March/Cosworth-Ford
1986 Stati Uniti Bobby Rahal Truesports March/Cosworth-Ford
1987 Stati Uniti Bobby Rahal Truesports Lola/Cosworth-Ford
1988 Stati Uniti Danny Sullivan Penske Racing Penske/Chevrolet
1989 Brasile Emerson Fittipaldi Penske Racing Penske/Chevrolet
1990 Stati Uniti Al Unser Jr. Galles-Kraco Racing Lola/Chevrolet
1991 Stati Uniti Michael Andretti Newman/Haas Racing Lola/Chevrolet
1992 Stati Uniti Bobby Rahal Rahal Hogan Racing Lola/Chevrolet
1993 Regno Unito Nigel Mansell Newman/Haas Racing Lola/Cosworth-Ford
1994 Stati Uniti Al Unser Jr. Penske Racing Penske/Chevrolet
1995 Canada Jacques Villeneuve Team Green Reynard/Cosworth-Ford
1996 Stati Uniti Jimmy Vasser Target Chip Ganassi Racing Reynard/Honda
1997 Italia Alessandro Zanardi Target Chip Ganassi Racing Reynard/Honda
1998 Italia Alessandro Zanardi Target Chip Ganassi Racing Reynard/Honda
1999 Colombia Juan Pablo Montoya Target Chip Ganassi Racing Reynard/Honda
2000 Brasile Gil de Ferran Marlboro Team Penske Reynard/Honda
2001 Brasile Gil de Ferran Marlboro Team Penske Reynard/Honda
2002 Brasile Cristiano da Matta Newman/Haas Racing Lola/Toyota
2003 Canada Paul Tracy Player's/Forsythe Racing Lola/Cosworth-Ford
2004 Francia Sébastien Bourdais Newman/Haas Racing Lola/Cosworth-Ford
2005 Francia Sébastien Bourdais Newman/Haas Racing Lola/Cosworth-Ford
2006 Francia Sébastien Bourdais Newman/Haas Racing Lola/Cosworth-Ford
2007 Francia Sébastien Bourdais Newman/Haas Racing Panoz/Cosworth-Ford

Rookie dell'anno CART / Champ Car (dal 1979 al 2007)[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) IRL and Champ Car unification agreement signed, autoblog.com. URL consultato il 6 novembre 2011.

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