Super Formula
| Super Formula | |
|---|---|
| Categoria | automobilismo |
| Nazione | Giappone |
| Prima edizione | 1973 |
| Piloti | 19 (2012) |
| Squadre | 12 (2012) |
| Costruttori | Swift Engineering |
| Motori | 2 (2012) |
| Pneumatici | Bridgestone |
| Pilota campione | Kazuki Nakajima (2012) |
| Squadra campione | Docomo Dandelion (2012) |
| Sito web ufficiale | http://superformula.net/sf/en/race/ |
La Super Formula, ufficialmente Japanese Championship Super Formula, è una serie automobilistica per vetture monoposto con base in Giappone. La serie ha preso il nome attuale dal 2013, ma è attiva dal 1973 come campionati giapponesi di Formula 2000, poi Formula 2, Formula 3000, e, infine, Formula Nippon; i regolamenti tecnici sono stati quasi sempre equivalenti a quelli "internazionali" sanzionati dalla FIA, con alcune eccezioni.
Indice |
La storia [modifica]
La F2000 e la Formula 2 [modifica]
La Formula Nippon affonda le origini nel campionato giapponese di Formula 2000 iniziato nel 1973, poi sostituito dal campionato di Formula 2 nel 1978. Le vetture di F2000 erano per lo più March, motorizzate BMW. Tra il 1976 e il 1977 s'impose il costruttore locale Nova.
In queste prime stagioni la categoria era affollata da piloti locali (alcuni dei quali poi impegnati nelle prime edizioni del Gran Premio del Giappone di Formula 1) ma con qualche presenza di piloti di un certo rilievo, provenienti dalla Formula 1. Jacques Laffite s'impose in una gara nel 1976, mentre Riccardo Patrese vinse una gara l'anno successivo, Marc Surer una nel 1978 e Beppe Gabbiani una nel 1979. All'epoca però, e fino al 1979, i piloti "ospiti" non marcavano punti nella classifica.
Tra il 1977 e il 1979, e tra il 1982 e il 1985, venne stilata, oltre alla classifica generale, una classifica coi soli risultati delle gare disputate sul Circuito di Suzuka, il Suzuka Championship. Nel 1983 il britannico Geoff Lees fu il primo non giapponese a imporsi nel campionato. Durante il periodo della F2 Satoru Nakajima s'impose in ben cinque edizioni su 9.
La F3000 [modifica]
Quando il campionato internazionale di F2 terminò nel 1984 la serie giapponese continuò per altri tre anni (usando quasi esclusivamente motori Honda da 2000 cm³) prima di trasformarsi essa stessa in Formula 3000 con nuovi regolamenti tecnici identici a quelli "europei".
Nel periodo della F3000 vennero lanciati dalla categoria piloti come Aguri Suzuki, Emanuele Pirro, Heinz-Harald Frentzen, Eddie Irvine e Ukyo Katayama. Nel 1991 a una gara della serie prese parte anche Michael Schumacher. I telai presenti erano della Lola e della Reynard, come nella serie europea, motorizzate da Mugen-Honda o Cosworth. Nel 1994 invece Marco Apicella portò al successo finale una vettura nipponica, la Dome.
La F. Nippon [modifica]
Quando però i regolamenti della F3000 cambiarono nel 1996 per trasformarsi in una serie automobilistica monomarca, i giapponesi continuarono con i loro regolamenti ufficializzando la separazione con il nome di Formula Nippon. Negli anni '90 la serie acquistò un certo rilievo con vari piloti internazionali provenienti o che avrebbero trovato la loro strada in Formula 1: Ralf Schumacher s'impose nel 1996, Pedro de la Rosa nel 1997. Nel 1999 s'impose invece Tom Coronel, poi protagonista nel WTCC. Le vetture erano, per lo più, Lola o Reynard, motorizzate da Mugen o Judd.
La struttura "aperta" della formula ha resistito fino al 2000, quando tutte le vetture divennero motorizzate da Mugen, con vetture fornite da diverse case costruttrici come Lola, Reynard e G-Force.
La trasformazione in serie monomarca è, in realtà, avvenuto non per scelta regolamentare ma per difficoltà economiche di diversi fornitori, tanto che si passò nel 2002 a tutte vetture Reynard-Mugen, poi nel 2003 a Lola B3/50 con motori Mugen Honda, preparati però da aziende private, per una potenza intorno ai 550 CV. Nel 2004 la serie affrontò per la prima volta una gara fuori dal Giappone, precisamente sul Circuito di Sepang, in Malesia.
Nel 2006 la Formula Nippon ha modificato ancora una volta i propri regolamenti tecnici (anche in risposta al successo della GP2) con un nuovo telaio Lola B06/51 e nuovi motori forniti da Toyota e Honda uguali a quelli usati nel 2005 nella Indy Racing League. La serie, gestita dalla società Japan Race Promotion, vide al via delle sue gare 22 vetture.
Dal 2009 le vetture sono fornite dalla Swift Engineering, e motorizzate Toyota o Honda.
Super Formula [modifica]
Nel 2012 è stata annunciata la volontà di cambiare il nome alla categoria a partire dal 2013. La nuova denominazione, decisa tramite un concorso di idee, avrebbe dovuto essere annunciata il 27 maggio 2012.[1]L'annuncio è stato, infine, posticipato al 5 agosto 2012: la nuova categoria si chiama Super Formula (abbreviata in SF). La Japan Race Promotion Inc., organizzatrice del campionato, intende così elevare il rango della categoria, per avvicinarlo alla Formula 1 e alla IndyCar Series.[2]L'ultima stagione con la denominazione di Formula Nippon è vinta dall'ex pilota di Formula 1 Kazuki Nakajima.
È stato annunciato che dal 2014 la categoria utilizzerà una nuova vettura, denominata SF14, costruita dall'italiana Dallara.[3]
Albo d'oro [modifica]
Formula 2000 [modifica]
| Anno | Vincitore | Vettura |
| 1973 | ||
| 1974 | ||
| 1975 | ||
| 1976 | ||
| 1977 |
Formula 2 [modifica]
Formula 3000 [modifica]
Formula Nippon [modifica]
Super Formula [modifica]
| Anno | Vincitore | Vettura |
| 2013 |
Note [modifica]
- ^ (EN) Formula NIPPON 2012 Greeting/Acknowledgement. Formula Nippon, 26-3-2012. URL consultato in data 7-4-2012.
- ^ (EN) Japanese Race Promotion Inc. announces new race series name: "Japanese Championship Super Formula". Formula Nippon, 5-8-2012. URL consultato in data 7-7-2012.
- ^ (EN) New chassis for 2014 Japanese Super Formula. Formula Nippon, 22-9-2012. URL consultato in data 25-9-2012.
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- (JA) Sito ufficiale
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