Benetton B195

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Benetton B195
Benetton at car show.jpg
La Benetton B15
Descrizione generale
Costruttore Italia  Benetton Formula
Categoria Formula 1
Squadra Mild Seven Benetton Renault
Progettata da Rory Byrne/Ross Brawn
Sostituisce Benetton B194
Sostituita da Benetton B196
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio materiali compositi, a nido d'ape con fibre di carbonio
Motore Renault RS7 V10 (67°), 2998 cc e 690 CV
Trasmissione Hewland 6 marce e retromarcia (comando semiautomatico sequenziale a controllo elettronico)
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4350 mm
Larghezza 1990 mm
Altezza 980 mm
Passo 2880 mm
Peso 600 (con pilota) kg
Altro
Carburante Elf
Pneumatici Goodyear
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio del Brasile 1994
Piloti 1. Michael Schumacher
2. Johnny Herbert
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
17 11 4 8
Campionati costruttori 1
Campionati piloti 1

La Benetton B195 fu l'undicesima vettura prodotta dalla Benetton Formula per gareggiare in Formula 1. Utilizzata nella stagione 1995 venne presentata il 31 gennaio[1] e fu guidata da Michael Schumacher e Johnny Herbert. Questa fu l'unica vettura del team a conquistare sia il titolo piloti che il titolo costruttori e Fu l'ultima ad avere doppia nazionalità; infatti la B196 dell'anno successivo, sarà solo italiana.

Progetto e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La Benetton B195 di Schumacher al Festival della velocità di Goodwood.

Progettata da Rory Byrne e Ross Brawn, la B195 proseguiva i concetti della vincente B194[2] e si adattava ai nuovi regolamenti entrati in vigore nel 1995 dopo la morte di Senna, i quali imponevano che le vetture dovessero avere uno scalino nel fondo della vettura che distanziasse il corpo vettura di almeno 5 cm dal suolo. I motori passavano, inoltre, da 3500 cm³ a 3000 cm³.

Le B195 si adattava a queste regole e i più evidenti cambiamenti rispetto alla versione precedente (a parte la colorazione), si ebbero nell'altezza delle pance laterali, ora aumentate, e nell'aerodinamica del retrotreno, resa più efficace. Comparvero poi delle alette davanti alle ruote posteriori[2] per aumentare il carico aerodinamico.

La principale innovazione era comunque rappresentata dal motore, infatti l'anno precedente il Ford-Cosworth si era rivelato inferiore al Renault della concorrente Williams, perciò la Benetton, sotto pressioni di Flavio Briatore,[2] passò al 10 cilindri francese, rinnovato rispetto al precedente, in quanto disponeva di 500 cm³ in meno, ma era anche meno pesante e forniva circa 800 giri al minuto in più, oltre a consumare di meno, anche nei confronti del motore Ford.[1]

Scheda tecnica[modifica | modifica wikitesto]

  • Carreggiata anteriore: 1,690 m
  • Carreggiata posteriore: 1,618 m
  • Trazione: posteriore
  • Freni: a disco autoventilanti in carbonio
  • Motore: Renault RS7
    • Num. cilindri e disposizione: 10 a V (67°)
    • Cilindrata: 2998 cm3
    • Potenza: > 690 CV
    • Distribuzione: pneumatica
    • Valvole: 40
  • Pneumatici: Goodyear
  • Cerchi: 13"

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Test invernali[modifica | modifica wikitesto]

La B195 fece il suo debutto in pista il 22 febbraio sul tracciato di Le Castellet in Francia, con Schumacher che ottenne un tempo vicino a quello di Jean Alesi, autore della prestazione più veloce della giornata.[3] Il giorno seguente fu proprio il pilota tedesco a fare registrare il miglior tempo, facendo registrare il nuovo record del circuito.[4]

I test ripresero poi la settimana successiva all'Estoril, dove i tempi della Benetton e della Williams furono quasi equivalenti.[5]

La Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1995.

La stagione vide riproporsi il duello Schumacher-Hill, Benetton-Williams. Questa volta però i motori erano uguali e il tedesco, dopo qualche battuta d'arresto iniziale, riuscì ad avvantaggiarsi vincendo alcune gare e approfittando degli errori di Hill. Inoltre la squadra poteva vantare un altro pilota, Johnny Herbert, di buona esperienza e in grado di vincere due gare.

La sfida Hill-Schumacher raggiunse il culmine al Gran Premio di Gran Bretagna dove l'inglese, in momento di foga, attaccò in un punto impossibile il tedesco per tentare di andare in testa. Entrambi furono costretti al ritiro, ma Schumacher era sempre più leader del mondiale. L'inglese parve accusare psicologicamente il colpo e commise altri errori, fino al Gran Premio del Belgio, dove il tedesco, pur partendo 16º con gomme da asciutto, sotto la pioggia rimontò fino al primo posto, duellando con Hill e infliggendogli un distacco elevato.

La stagione si chiuse così in anticipo, al Gran Premio del Pacifico, con Schumacher campione del mondo per il secondo anno consecutivo. Il tedesco terminò il campionato, eguagliando il record di Mansell di 9 vittorie in una stagione sola, mentre la Benetton si aggiudicò anche la Coppa Costruttori grazie anche ai numerosi punti portati da Herbert.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1995 B195 Renault G Schumacher 1 3 Rit 1 1 5 1 Rit 1 11 1 Rit 2 1 1 1 Rit 137
Herbert Rit 4 7 2 4 Rit Rit 1 4 4 7 1 7 5 6 3 Rit

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giancarlo Falletti, Benetton, F.1 senza frontiere in Corriere della Sera, 31 gennaio 1995, p. 34.
  2. ^ a b c Bryn Williams, Colin McMaster, F1 '95. World championship photographic rewiew, Vallardi&associati, 1995, p. 51.
  3. ^ Bene Alesi. È il più veloce a Le Castellet in La Stampa, 22 febbraio 1995, p. 33.
  4. ^ F1, e' sfida con la Ferrari. Schumacher gia' record al Ricard in La Stampa, 23 febbraio 1995, p. 31.
  5. ^ "Così non guido" in Corriere della sera, 08 marzo 1995, p. 45.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bryn Williams, Colin McMaster, F1 '95. World championship photographic rewiew, Milano, Vallardi&associati, 1995, ISBN 88-85202-48-4 .

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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