Benetton B197

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Benetton B197
Wurz at Silverstone.jpg
Alexander Wurz a bordo della B197 a Silverstone
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Benetton Formula
Categoria Formula 1
Progettata da Rory Byrne[1]
Nick Wirth
Sostituisce Benetton B196
Sostituita da Benetton B198
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Monoscocca in fibra di carbonio
Motore Renault F1 RS9 3.0 V10
Trasmissione Benetton longitudinale, semi-automatico a 6 rapporti + retro
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4500 mm
Passo 2930 mm
Peso 600 kg
Altro
Carburante Agip
Pneumatici Goodyear
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio d'Australia 1997
Piloti 7. Jean Alesi
8. Gerhard Berger
8. Alexander Wurz
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
17 1 2 2

La Benetton B197 è stata una monoposto di Formula 1, utilizzata dal team Benetton Formula durante la stagione 1997.

Fu pilotata da Jean Alesi e Gerhard Berger, sostituito per problemi fisici da Alexander Wurz per tre Gran Premi, e progettata Nick Wirth e Rory Byrne, che aveva però lasciato la scuderia nel 1996 a progetto ultimato.[1] Questa fu l'ultima vettura Benetton ad ottenere una vittoria, con Berger al Gran Premio di Germania, ma non poté mai seriamente lottare per la conquista del titolo mondiale, concludendo il campionato costruttori al terzo posto.

La vettura[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

L'auto era lo sviluppo delle precedenti B195 e B196[2] e manteneva inalterata la parte anteriore della vettura,[2] che venne però snellita,[3] e le fiancate.[3] Le modifiche riguardarono soprattutto l'abitacolo e la parte posteriore, al fine di migliorare l'aerodinamica del mezzo,[2] ma i tecnici non riuscirono a realizzare al meglio la parte centrale della vettura che risultava molto più ampia rispetto a quella della rivale Williams.[2] A causa della conformazione del retrotreno venne quindi utilizzato un nuovo tipo di sospensione.[3]

Il principale difetto della vettura riguardava appunto l'aerodinamica,[4] infatti si aveva un consumo di gomma anomalo con conseguente peggioramento delle prestazioni[4] e difficoltà a portare gli pneumatici in temperatura.[5] Inoltre la B197 riusciva a ottenere prestazioni ottimali solo in tracciati che avessero lunghi rettilinei e una parte lenta, mentre negli altri circuiti si trovava spesso in difficoltà.[4]

Anche il motore si distingueva dal precedente: anzitutto era più leggero, di 11 chili, aveva un baricenro abbassato e poteva sprigionare una potenza maggiore.[3]

Il cambio rimase, invece, quasi inalterato; l'unica differenza riguardò il passaggio dalle sette alle sei marce.[6]

Livrea[modifica | modifica sorgente]

Per il 1997 la Benetton mantenne i suoi colori tradizionali (azzurro e bianco), ma si registrò l'arrivo di molti nuovi sponsor, tra cui Agip, Akai, Korean Air, Gillette e A1, che permisero di implementare il budget a disposizione della scuderia italiana, portandolo a 91 miliardi di vecchie lire.[7] Inoltre, per la prima volta, comparse il marchio Benetton sulle vetture del team.

Presentazione[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la B197 fosse scesa in pista agli inizi di gennaio[8] la versione definitiva venne presentata solo il 23 gennaio al Planet Hollywood di Londra.[7] La cerimonia attirò moltissimi giornalisti da molti Paesi del mondo.[7] Entrambi i piloti si dichiararono molto soddisfatti[7] e Berger ipotizzò anche che il team italiano avrebbe potuto lottare per il mondiale, mentre Flavio Briatore affermò che le favorite erano Ferrari e Williams.[7]

Carriera agonistica[modifica | modifica sorgente]

Test invernali[modifica | modifica sorgente]

La prima uscita in pista della B197 avvenne, seppur in una versione non ancora definitiva, la seconda settimana di gennaio sul tracciato di Jerez de la Frontera con Berger, che ottenne un tempo migliore di Alesi, alla guida di una B196.[8] Il 17 gennaio, poi, il pilota austriaco fece segnare il nuovo record del circuito.[9] Il team italiano tornò in seguito a provare sul tracciato spagnolo ed entrambi i piloti ottennero tempi lusinghieri,[10][11] ma la vettura fece anche registrare alcuni problemi di affidabilità, soprattutto durante le prove svoltasi all'Estoril le settimane successive.[12]

La stagione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1997.

Il primo Gran Premio della stagione vide le vetture della Benetton in difficoltà durante le qualifiche a causa di un errore dei tecnici nel valutare correttamente l'altezza da terra della vettura.[13] Sistemato l'errore, durante la gara, i due piloti rimontarono varie posizioni e Alesi sarebbe potuto salire anche sul podio se avesse visto il cartello esposto dai meccanici che lo richiamavano ai box.[14] Risultati migliori vennero invece ottenuti in Brasile con Berger che riuscì a concludere al secondo posto e il compagno di squadra sesto.

Risultati rilevanti non vennero poi ottenuti fino al Gran Premio di Spagna che Alesi concluse al terzo posto. Da qui in poi si ebbe un crescendo di risultati conclusosi con la vittoria al Gran Premio di Germania di Berger. Nel finale di stagione il pilota francese ottenne una pole position a Monza, dove concluse secondo, risultato replicato anche al Gran Premio di Lussemburgo.

Risultati completi[modifica | modifica sorgente]

Legenda: (I risultati in grassetto indicano la Pole Position; quelli in corsivo indicano i giri più veloci in gara.)

Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
1997 B197 Renault V10 G Alesi Rit 6 7 5 Rit 3 2 5 2 6 11 8 2 Rit 2 5 13 67
Berger 4 2 6 Rit 9 10 1 8 6 7 10 4 8 4
Wurz Rit Rit 3

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Giorgio Piola, Formula 1 '97. Analisi tecnica, Piviemme, pag.15.
  2. ^ a b c d Giorgio Piola, Formula 1 '97. Analisi tecnica, Piviemme, pag.74.
  3. ^ a b c d Giorgio Piola, Muso alto e fiancate squadrate per un'altra mini F1 in La Gazzetta dello Sport, 24 gennaio 1997, p. 19.
  4. ^ a b c Roberto Boccafogli, Bryn Williams, Paolo d'Alessio, F1 '97, Vallardi&Associati, 1997, pag.135.
  5. ^ Roberto Boccafogli, Bryn Williams, Paolo d'Alessio, F1 '97, Vallardi&Associati, 1997, pag.131.
  6. ^ Quattroruote speciale Formula 1 '97 - Benetton in Domus Editore, p. 50.
  7. ^ a b c d e Pino Allievi, Deborah Bonetti, La Benetton del riscatto in La Gazzetta dello Sport, 24 gennaio 1997.
  8. ^ a b Primato della Ligier nei test F1 a Jerez. La Benetton è dietro in La Gazzetta dello Sport, 12 gennaio 1997, p. 14.
  9. ^ Luis Vasconcelos, Benetton subito fulmine a Jerez in La Gazzetta dello Sport, 07 febbraio 1997, p. 26.
  10. ^ Luis Vasconcelos, Jerez: Alesi record sulla Benetton in La Gazzetta dello Sport, 10 febbraio 1997, p. 32.
  11. ^ Luis Vasconcelos, Berger scatenato strappa ad Alesi il primato di Jerez in La Gazzetta dello Sport, 11 febbraio 1997, p. 24.
  12. ^ Luis Vasconcelos, Berger fa un gran premio Alesi resta invece al palo in La Gazzetta dello Sport, 17 febbraio 1997, p. 24.
  13. ^ Pino Allievi, Benetton, scommessa Brasile in La Gazzetta dello Sport, 26 marzo 1997, p. 26.
  14. ^ Carlo Marincovich, Che sorpresa la McLaren, ma Schumacher insegue, 10 marzo 1997. URL consultato il 24-04-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roberto Boccafogli; Bryn Williams, F1 1997, SEP Editrice, 1997, ISBN 88-87110-01-8.
  • Giorgio Piola, Formula 1 '97. Analisi tecnica, Piviemme, 1998.
  • Quattroruote speciale Formula 1 '97, Domus, 1997.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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