Jordan EJ13

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Jordan EJ13
Ralph Firman 2003.JPG
Ralph Firman impegnato al Gran Premio di Francia
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Jordan Grand Prix
Categoria Formula 1
Progettata da Gary Anderson
Sostituisce Jordan EJ12
Sostituita da Jordan EJ14
Descrizione tecnica
Dimensioni e pesi
Peso 600 kg
Altro
Pneumatici Bridgestone
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio d'Australia 2003
Piloti Giancarlo Fisichella, Ralph Firman, Zsolt Baumgartner
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
16 1 0 0
Campionati costruttori 0
Campionati piloti 0

La Jordan EJ13 è stata una monoposto di Formula 1 prodotta dal team Jordan, che corse il Campionato mondiale di Formula 1 2003. Progettata da Gary Anderson e guidata da Giancarlo Fisichella e Ralph Firman fu l'ultima vettura della scuderia irlandese a cogliere una vittoria in Formula 1.

Preparazione della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della stagione 2002 la Jordan perse la fornitura ufficiali dei motori Honda e il suo sponsor principale, ragion per cui la squadra irlandese poté disporre di un budget non superiore ai 70 milioni di dollari.[1] Furono quindi effettuati molti esuberi di tecnici e il progettista Anderson si ritrovò in difficoltà nel costruire la vettura. Alla progettazione parteciparono anche Niccolò Petrucci ed Henri Durand che si occuparono dello sviluppo aerodinamico.[1] Eddie Jordan, inoltre, fece aderire la propria scuderia all'opzione Heathrow nel tentativo di limitare i costi.[1]

Sul fronte dei piloti venne confermato Giancarlo Fisichella, dopo che, nei mesi invernali, il suo nome era stato accostato alla Sauber, mentre Takuma Sato fu sostituito da Ralph Firman, anche grazie all'intercessione dello sponsor principale Benson & Hedges.[1]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La Jordan EJ13 spinta dai meccanici nei box del Gran Premio d'Ungheria 2003

Progettata da Gary Anderson, la Jordan EJ13 era una vettura abbastanza convenzionale e riprendeva molte delle soluzioni adottate già nel precedente modello.[1] Si trattò, però, di una monoposto estremamente inaffidabile e poco competitiva, se si esclude un acuto in Brasile in condizioni particolari. I problemi maggiori capitarono a Fisichella che fu più volte costretto al ritiro. Inoltre anche nel giro singolo le vetture della scuderia inglese non fornivano buone prestazioni, con i piloti spesso costretti a schierarsi a metà della griglia di partenza. Anche per i motori Ford, rispetto agli Honda utilizzati fino alla stagione precedente, non davano una buona affidabilità. Perciò la Jordan ritenne che era meglio pensare al 2004 e iniziare a progettare una vettura migliore.

Carriera agonistica[modifica | modifica wikitesto]

I test[modifica | modifica wikitesto]

Il termine dell'accordo di fornitura dei motori con la Honda mise in seria difficoltà il team irlandese che svolse pochi test prima dell'inizio della stagione. In tutto i due piloti accumularono 4.358 chilometri di prove, la maggior parte dei quali furono percorsi da Fisichella.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Alberto Antonini, Il peggior nemico è l'austerity in Autosprint, nº 9, San Lazzaro di Savena, Conti Editore, marzo 2003, p. 13.

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