Telefónica

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Telefónica S.A.
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Stato Spagna Spagna
Tipo Società per azioni
Borse valori
Fondazione 1924
Sede principale Madrid
Persone chiave César Alierta, presidente
Settore Telecomunicazioni
Fatturato Green Arrow Up.svg62,8 miliardi [1] (2011)
Risultato operativo Red Arrow Down.svg20,21 miliardi [1] (2011)
Utile netto Red Arrow Down.svg5,5 miliardi [1] (2011)
Dipendenti 207.641

Telefónica S.A. è una compagnia di telecomunicazioni spagnola.

Opera principalmente in Spagna e America latina. È una delle più grandi società di telecomunicazioni fissa e mobile, quarta in termini di numero di clienti e quinta nel valore di mercato totale. Fondata nel 1924, fino alla liberalizzazione del mercato nel 1997 Telefónica era il solo operatore telefonico in Spagna, e nel 2004 aveva ancora una posizione dominante con oltre il 75% del mercato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stata fondata a Madrid il 19 aprile del 1924, durante la dittatura di Miguel Primo de Rivera, come Compagnia Telefonica Nazionale della Spagna (Compañía Telefónica Nacional de España - CTNE), con il monopolio del servizio telefonico e la partecipazione della società ITT. Nel 1945, lo Stato spagnolo ha un interesse in compagnia del 79,6%. La partecipazione è stata diluita con un aumento di capitale nel 1967. La sua privatizzazione totale si è svolta attraverso due offerte pubbliche nel 1995 e nel 1999. Da allora, Telefónica è diventata una delle più grandi società telefoniche. Nel 1990 cambiò il suo nome in Telefónica SA e ha creato una filiale denominata Telefonica España, che ha rilevato le sue operazioni e delle attività in Spagna. Più tardi entrò a far parte di Telefónica Internacional e non era fusa con esso. In seguito della liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni in Europa, Telefónica ha dovuto affrontare una maggiore concorrenza in Spagna, a perdere il monopolio di cui godeva, anche se rimane l'azienda leader nel paese per numero di clienti e della fatturazione. In Spagna, il Gruppo ha oltre 80 anni di esperienza dalla sua creazione nel 1924 come una società pubblica, che servono più di 47.200.000 clienti a fine settembre 2008. In America Latina, l'azienda serve più di 153.100 mila clienti al 30 settembre 2008, l'operatore leader in Argentina, Cile, Perù e con attività significative in Brasile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Messico, Marocco, Nicaragua, Panama, Porto Rico, Uruguay e Venezuela. In Europa, l'azienda ha una presenza, oltre alla Spagna, il Regno Unito, Irlanda, Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia. Il gruppo occupa la quarta posizione nella capitalizzazione di mercato globale delle telecomunicazioni come il primo operatore europeo integrato e il terzo nel Eurostoxx, composto dalle principali aziende in Europa (30 settembre 2008). Il gruppo è quotata su grandi e all'estero, e ha più di 1,5 milioni di azionisti come record separati sia per gli individui e persone giuridiche. Per quanto riguarda la loro base di clienti, in aprile 2009, il Gruppo ha in tutto il mondo con 261.400.000 utenti, 11,9% da un anno fa. Di questi, 198 milioni sono mobili, 2,4 milioni in più rispetto a dicembre e sono 12,8 milioni l'accesso a Internet a banda larga.

Azienda[modifica | modifica wikitesto]

Il governo spagnolo ha privatizzato il mercato telefonico dal 1997 e, attualmente, Telefónica è una public company, senza un azionista di controllo. Fra le maggiori partecipazioni, sono da ricordare quelle del Banco Bilbao e di La Caixa, le cui quote del 5,17% e 5,013% rispettivamente non consentono comunque il controllo della società.

L'anno prima nasce Movistar, la divisione della telefonia mobile dell'azienda.

L'azienda opera principalmente in Spagna, Repubblica Ceca (con Český Telecom), Regno Unito, Germania, Isola di Man (acquisendo O2), Argentina (con Telefónica de Argentina), Brasile, Cile (con Telefónica Móviles), Perù (con Telefónica Móviles), Colombia (con il marchio movistar), Porto Rico (con Telefónica Empresas e Telefónica Larga Distancia), Cina (partecipa al 5% a China Netcom), Marocco (con Méditel). Mentre in Portogallo e Italia è azionista degli ex monopolisti Portugal Telecom e Telecom Italia.

Attualmente è presieduta da César Alierta.

Il 7 luglio 2007 viene multata dall'antitrust comunitario con una sanzione di 151,8 milioni di euro, con l'accusa, nel periodo 2001-2006, di avere praticato ai cittadini spagnoli tariffe per la banda larga superiori al 20% della media europea. La sanzione, decisa da Neelie Kroes, titolare dell'antitrust, è la seconda più alta ammenda, dopo quella che fu inflitta a Microsoft.

Organizzazione dell'azienda[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Telefónica a Madrid.

Telefónica possiede:

  • Telefónica España
  • Telefónica O2
  • Telefónica Latinoamérica

Telefónica e l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Quando nel 2000 fu lanciata in Italia la gara per l'acquisizione delle licenze UMTS, tra le società che ottennero la licenza vi era IPSE2000, società nella quale azionista di riferimento al 45,5% era Telefónica Móviles e presidente era Pier Luigi Celli (ex-presidente RAI). Attualmente, dell'azienda non si sa più niente in quanto non ha mai iniziato l'attività di gestore di telefonia mobile, i dipendenti sono stati quasi tutti licenziati e nel 2006 le è stata ritirata la licenza. Sopravvive esclusivamente per gestire le cause contro il Governo Italiano. Un gruppo di ex-dipendenti in un suo sito internet ha raccontato (e racconta) tale vicenda. Fatti simili sono successi in Germania, Austria e Svizzera, dove pure Telefónica aveva conquistato licenze UMTS per poi rinunciarvi.

L'azienda spagnola è stata comunque presente per un po' in Italia, attraverso il servizio di ricerca numeri 1288, nato dopo la fine del 12 e facente capo alla controllata TPI, la quale sarà poi venduta.

A febbraio 2007 Telecom Italia era entrata in trattativa con Telefónica per l'entrata di quest'ultima in Olimpia, la holding che controlla il 18% dell'ex monopolista italiano, poi sospesa. Ma nel marzo 2007 l'azienda è tornata ad interessarsi a Telecom, e il mese dopo ha creato una cordata con Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, e Benetton, la quale il 28 aprile 2007 ha lanciato un'offerta per l'acquisto di Olimpia da Pirelli; essa è stata accettata dall'azienda di Tronchetti Provera e si è concretizzata il 24 ottobre dello stesso anno.

Poco dopo, Telefónica vende Endemol a una cordata composta da Mediaset (e la sua controllata Telecinco), Goldman Sachs e John de Mol, per 3 miliardi di euro.

Dopo l'uscita di Benetton, Telefonica possiede il 46,179% di Telco che possiede il 22,447% di Telecom Italia.

A settembre 2013 Telefonica aumenta la partecipazione in Telecom Italia: avrà il 66% di Telco, di cui il 46,2% con diritto di voto, Generali il 19,32%, con diritto di voto per il 30,6%, e Intesa Sanpaolo e Mediobanca il 7,34% entrambe, con diritto di voto pari all'11,6%. Da gennaio 2014, previo parere favorevole dell'autorità Antitrust, Telefonicà potrà salire al 100% di Telco.

Imprese dove Telefónica partecipa a livello azionario[modifica | modifica wikitesto]

Filiali nel mondo del gruppo Telefónica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Telefonica, nel 2011 ricavi sul 3,5%. L'utile crolla del 46% a 5,5 miliardi in repubblica.it, 24º febbraio 2012. URL consultato il 24º febbraio 2012.

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