AGS - Automobiles Gonfaronnaises Sportives

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AGS
Automobiles Gonfaronnaises Sportives
Sede Gonfaron,
Francia Francia
Categorie
Formula 1
Formula 2
Formula 3000
Dati generali
Anni di attività dal 1968 al 1991
Fondatore Henri Julien
Formula 1
Anni partecipazione Dal 1986 al 1991
Miglior risultato 12° (1987)
Gare disputate 47
Vittorie 0

La AGS (acronimo di Automobiles Gonfaronnaises Sportives) è un costruttore francese di auto da corsa fondato nel 1968 a Gonfaron dal meccanico Henri Julien.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Garage de l'Avenir[modifica | modifica sorgente]

Negli anni '50 Henri Julien, un giovane meccanico francese impiegato al Garage de l'Avenir, una stazione di servizio situata a Gonfaron, nella Francia Meridionale, cominciò a costruire dei telai artigianali, utilizzandoli per competere in corse locali; in seguito Julien disputò alcune gare di Formula 3, ritirandosi dalle competizioni nel 1965[1].

Fondazione e formule minori[modifica | modifica sorgente]

Formula Renault e F3[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968 la creazione del nuovo campionato di Formula France spinse Julien a riprendere la costruzione di telai; fondò quindi l'AGS, costruendo la JH4 su progetto del socio Christian Vanderpleyn e iscrivendosi al campionato l'anno seguente con François Rabbioni al volante. Il team continuò a competere nella serie, senza far segnare risultati di particolare rilievo, anche dopo che questa ebbe cambiato denominazione in Formula Renault nel 1971; Julien iscrisse poi alcune sue vettura anche al Campionato di Formula 3[1].

Formula 2[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 si decise di passare al Campionato europeo di Formula 2, ingaggiando come pilota Richard Dallest, già autore di buone prove con l'AGS in Formula Renault. Le prime due stagioni furono molto difficili, ma nel 1980 il pilota francese conquistò due vittorie, finendo sesto in classifica generale[2]. Dopo una stagione priva di risultati di rilievo, nel 1982 Julien ingaggiò Philippe Streiff e Pascal Fabre. Con questi due piloti il team affrontò le tre stagioni seguenti: Streiff conquistò diversi piazzamenti a podio e giunse quarto in Campionato nel 1983 e nel 1984.

Formula 3000[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985 la Formula 2 fu sostituita dal nuovo Campionato di Formula 3000. L'AGS prese parte al campionato con Streiff, ma non ottenne risultati di rilievo; Julien, però, non era soddisfatto degli eccessivi costi di gestione di una vettura di F3000 e decise quindi di iscriversi al Mondiale di Formula 1. Mentre la vettura da F1 veniva approntata, il team fornì i telai per la stagione 1986 di F3000 ad un'altra scuderia, che non ottenne però particolari piazzamenti.

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Il debutto in Formula 1 avvenne al Gran Premio d'Italia 1986, quando Ivan Capelli fu ingaggiato per guidare la JH21C, vettura progettata da Vanderpleyn utilizzando anche alcune parti di vecchie monoposto Renault acquistate da Julien e motorizzata con un V6 fornito dalla Motori Moderni[3]; la scuderia, composta da appena sette meccanici[4], partecipò anche al Gran Premio del Portogallo, ma in nessuna delle due occasioni Capelli riuscì a completare la gara.

Per la stagione successiva Vanderpleyn sviluppò la vettura, che, rinominata JH22 e motorizzata Cosworth, fu affidata a Pascal Fabre. La monoposto, seppur molto affidabile (tanto che il pilota francese si ritirò solo due volte), si dimostrò poco competitiva e in tre occasioni Fabre mancò la qualificazione. Per gli ultimi due Gran Premi Julien ingaggiò Roberto Moreno che, approfittando del gran numero di ritiri, giunse sesto nella gara conclusiva in Australia.

Questo buon risultato attrasse l'attenzione di alcuni sponsor, il cui apporto finanziario permise a Julien di affiancare un vero e proprio staff tecnico a Vanderpleyn e di progettare una vettura completamente nuova per il 1988[4]. I risultati furono subito migliori e, con Philippe Streiff al volante, la piccola scuderia francese fece segnare diversi buoni piazzamenti in qualifica, come un decimo posto sulla griglia nel Gran Premio del Canada, nel quale Streiff marcò anche il quarto giro più veloce in gara prima di ritirarsi mentre occupava la quinta posizione[5]. Tuttavia, nella seconda parte del campionato l'appoggio degli sponsor venne a mancare e le prestazioni calarono gradualmente; a metà stagione Vanderpleyn lasciò la squadra insieme a gran parte dei tecnici e Julien, vista la difficile situazione economica, cedette il team all'imprenditore Cyril De Rouvre, rimanendo nel ruolo di Direttore Generale[4].

Ingaggiato Claude Galopin per la progettazione di una nuova vettura, l'AGS si preparò ad affrontare la prima parte del campionato 1989 con un aggiornamento della JH23, schierando anche un secondo pilota, Joachim Winkelhock, al fianco di Streiff. Tuttavia, in dei test poco prima del Gran Premio del Brasile, il pilota francese ebbe un terribile incidente, nel quale riportò delle lesioni alla colonna vertebrale che lo costrinsero su una sedia a rotelle in modo permanente. Lo sfortunato Streiff fu sostituito da Gabriele Tarquini, che riuscì a conquistare alcuni buoni piazzamenti in qualifica e il sesto posto nel Gran Premio del Messico. Questo risultato non fu però sufficiente ad evitare al pilota italiano di dover disputare, da metà stagione in poi, le prequalifiche, che si erano dimostrate un ostacolo insormontabile sia per Winkelhock che per il suo sostituto Yannick Dalmas; allo stesso modo Tarquini non riuscì mai a passarle, non qualificandosi più per tutto l'anno.

Per la stagione successiva De Rouvre riorganizzò il team, spostandone la sede al circuito di Le Luc, trovando nuovi sponsor e ingaggiando Michel Costa (già assistente di Vanderpleyn) perché progettasse una nuova vettura; tuttavia neanche la JH25, introdotta a partire dal Gran Premio di San Marino, si rivelò competitiva, ed il miglior risultato dell'anno fu un nono posto di Dalmas in Spagna, unica occasione nella quale il francese ed il compagno di squadra Tarquini erano riusciti a qualificarsi entrambi.

Il 1991 iniziò all'insegna dell'incertezza; la scuderia attraversava una crisi economica ormai irreversibile, tanto che la vettura progettata da Costa, la JH26, non fu mai realizzata e Tarquini e Stefan Johansson, ingaggiati come piloti, disputarono le prime gare con la monoposto dell'anno precedente. Per tentare di evitare il fallimento, De Rouvre avviò delle trattative con la Larrousse per unire i due team, ma quando queste non andarono a buon fine la squadra dichiarò bancarotta[1]. L'AGS fu poi acquistata da due italiani, Patrizio Cantù e Gabriele Raffanelli, che ingaggiarono nuovamente Vanderpleyn perché progettasse una nuova monoposto e sostituirono Johansson con Fabrizio Barbazza; la JH27, introdotta al Gran Premio d'Italia, non portò miglioramenti e la squadra, ormai senza nessuna risorsa finanziaria, chiuse i battenti dopo il Gran Premio del Portogallo.

Dopo la Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver lasciato le competizioni, la AGS si specializza nei corsi di pilotaggio creando anche un programma, AGS Formule 1, grazie al quale chiunque può imparare a guidare una vettura della massima formula.

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Mexico.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1986 JH21C Motori Moderni 615-90 P Ivan Capelli Rit Rit 0
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Mexico.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1987 JH22 Ford-Cosworth DFZ G Pascal Fabre 12 13 10 13 12 9 9 Rit 13 NC NQ NQ Rit NQ 1 12º
Roberto Moreno Rit 6
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1988 JH22 e JH23 Cosworth DFZ G Philippe Streiff Rit 10 Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit 8 11 0
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1989 JH23B e JH24 Ford DFR G Philippe Streiff WD 1 15º
Gabriele Tarquini 8 Rit 6 7 Rit Rit NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
Joachim Winkelhock NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
Yannick Dalmas NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1990 JH24 e JH25 Ford DFR G Gabriele Tarquini NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NQ Rit NPQ 13 NQ NQ NQ Rit NQ Rit 0
Yannick Dalmas NPQ Rit NPQ NPQ NPQ NPQ 17 NPQ NQ NQ NQ NC Rit 9 NQ NQ
Anno Vettura Motore Gomme Piloti Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
1991 JH25 e JH27 Ford DFR G Gabriele Tarquini 8 Rit NQ Rit NQ NQ NQ NQ NQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
Olivier Grouillard NPQ
Stefan Johansson NQ NQ
Fabrizio Barbazza NQ NQ NQ NQ NQ NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Constructors: AGS (Automobiles Gonfaronnaises Sportives), Grandprix.com. URL consultato il 10 aprile 2010.
  2. ^ (EN) Formula 2 - 1980, Teamdan.org. URL consultato il 10 aprile 2010.
  3. ^ Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, p.362, ISBN 88-7911-025-X.
  4. ^ a b c (FR) AGS, statsf1.com. URL consultato il 10 aprile 2010.
  5. ^ (EN) Canada 1988, statsf1.com. URL consultato il 10 aprile 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]