Alfonso II delle Asturie

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Alfonso II
Alfonso II dal Libro dei Ritratti dei Re dell'Alcázar di Segovia
Alfonso II dal Libro dei Ritratti dei Re dell'Alcázar di Segovia
Re delle Asturie
In carica 791 - 842
Predecessore Bermudo I
Successore Ramiro I
Nome completo Alfonso Froilaz
Nascita Oviedo, 765
Morte Oviedo, 842
Padre Fruela I
Madre Munia

Alfonso Froilaz detto el Casto (il Casto). Alfonso anche in spagnolo e in asturiano, Alfons in catalano, Afonso in galiziano e in portoghese, Alifonso in aragonese e Alfontso in basco, (Oviedo, 759Oviedo, 20 marzo 842) fu re delle Asturie per un breve periodo nel 783 e poi tra gli anni 791 e 842.

Origine[1][modifica | modifica wikitesto]

Era figlio del re delle Asturie, Fruela I e di Munia di origine vascona, della zona di Álava.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 768, Al momento della morte paterna, bambino di circa nove anni, fu posto sotto la protezione di sua zia, la regina delle Asturie, Adosinda, malgrado esista una tradizione che dice che egli fosse portato al monastero di Samos, in Galizia.

Il regno delle Asturie al tempo di Alfonso II

Secondo la cronaca di Alfonso III[2], durante il regno di Silo, marito della regina Adosinda, Alfonso II fu il ciambellano[1], occupandosi della gestione del Palazzo, con tutto quel che ne conseguiva (controllo della guardia personale, capo dell'amministrazione e del cerimoniale, ecc.).
Alla morte di Silo, nel 783, fu eletto re grazie all'appoggio della zia e dei magnati della corte, ma suo zio Mauregato, fratellastro di Adosinda, organizzò una forte opposizione e riuscì ad ottenere la deposizione di Alfonso[1], che dovette rifugiarsi in Álava fra i suoi parenti materni.

Regno delle Asturie
Asturie
Cruz de Asturias.svg

Alfonso I
Fruela I
Figli
  • Alfonso
  • Jimena
Aurelio
Silo con Adosinda
Mauregato
Bermudo I
Figli
Alfonso II
Ramiro I
Figli
Ordono I
Figli
Alfonso III
Figli
Fruela II
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Statua di Alfonso II delle Asturie, che si trova nel passeggio dell'Argentina[3], a Madrid

Quando Bermudo I, in seguito alla disfatta subita in Galizia, nei pressi di Villafranca del Bierzo, sulle rive del fiume Burbia[1], nella regione del Bierzo (oggi nella comarca di Ponferrada), da parte delle truppe musulmane dell'emiro, Hisham I, di al-Andalus, nel 791, rinunciò al trono, Alfonso tornò nelle Asturie e, con l'appoggio di Bermudo stesso[4], fu proclamato re il 14 settembre dello stesso anno.

Si sa che mantenne contatti con l'Imperatore Carlo Magno[1], dal momento che si conoscono tre sue delegazioni asturiane giunte alla corte dei Franchi negli anni 796, 797 e 798, sebbene si ignorino gli argomenti dei quali trattarono. Da un lato si pensa che potesse trattarsi del mantenimento dell'integrità del regno asturiano di fronte agli attacchi dei fratelli musulmani Ibn Mughīt (‘Abd al-Karīm ibn Mughīt e ‘Abd al-Malik ibn Mughīt, rispettivamente nel 796 e nell'803) a est delle Asturie. Dall'altro lato si crede possa essersi trattato di temi legati all'eresia adozionista contro cui Carlo Magno combatteva attivamente.

La dottrina adozionista era nata ad opera dell'arcivescovo di Toledo, Elipando e aveva preso vigore durante il regno di Mauregato e pur se contrastata dal monaco Beato di Liébana, con l'appoggio di Felice, stimato teologo del tempo e vescovo di Urgell, era continuata sotto il regno di Bermudo I e durante il regno di Alfonso II intervenne anche il re dei Franchi, Carlo Magno, che, prima promosse il sinodo di Francoforte, nel 794, e poi, il concilio di Aquisgrana, dell'800, in cui le tesi di Elipando e Felice furono demolite da un monaco, filosofo e teologo britannico, Alcuino di York.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mauregato delle Asturie e adozionismo.

Alfonso II conquistò (temporaneamente) Lisbona nel 798 e batté contemporaneamente due eserciti musulmani a Narón e ad Anceo (825). Grazie alle sue vittorie contro i musulmani, stipulò un trattato di pace di 15 anni[1] con al-Andalus, che gli permise di consolidare, ripopolandole, la presenza cristiana, in Galizia, León e Castiglia, ed iniziò l'insediamento nel nord del Portogallo.
In quello stesso periodo iniziò la costruzione di villaggi fortificati e castelli (da cui poi il nome di Castiglia) nella parte orientale del regno.

Statua di Alfonso II a Santiago de Compostela

Spostò la propria corte da Pravia a Oviedo[1], dove costruì varie chiese e un palazzo. Attualmente sopravvivono solo pochi resti della chiesa di San Tirso. Fuori dei limiti della Oviedo dei suoi tempi edificò la Santullano.

La tradizione dice che durante il suo regno si scoprì la tomba dell'Apostolo San Giacomo (Santiago)[1] per merito di un eremita di Compostela nell'anno 814, che il re convertì nel centro del pellegrinaggio incentrato sul Cammino di Santiago per tutta la Cristianità. Secondo questo racconto, Alfonso fu il primo pellegrino della storia del Cammino.

Chiesa di San Giuliano de los Prados o Santullano, a Oviedo.

La Cronaca Sebastianense[5] dice che egli morì nell'842 «dopo aver conservato per 52 anni casto, sobrio, immacolato, pio e glorioso il governo del regno».
Alla sua morte gli successe il cugino, Ramiro I, figlio di Bermudo I.

Discendenza[1][modifica | modifica wikitesto]

Di Alfonso II non si conosce alcuna discendenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Dinastie reali di Asturie e Leon
  2. ^ La cronaca di Alfonso III riguarda il regno dei Visigoti ed i primi due secoli del regno delle Asturie, scritta, per ordine del re, Alfonso III, nel 911.
  3. ^ La statua di Alfonso II delle Asturie, che si trova nel passeggio dell'Argentina, popolarmente detto El paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid; è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale ara stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  4. ^ Bermudo I, tornato al suo antico stato clericale, visse in buona armonia con Alfonso II, per il resto della sua vita
  5. ^ La Crónica Sebastianense è una delle cronache di Alfonso III, scritta dal vescovo di Salamanca, Sebastiano, della storia della penisola iberica, dal re Visigoto, Wamba al re delle Asturie, Ordoño I

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515
  • Alexander Hamilton Thompson, La dottrina medioevale al concilio lateranense del 1215, in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 496-567

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re delle Asturie Successore Escudo de Asturias.png
Bermudo I 791842 Ramiro I

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