Euskadi Ta Askatasuna

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Anagramma di ETA, Altsasu
Anagramma di ETA, Altsasu

Euskadi Ta Askatasuna (in spagnolo País Vasco y Libertad, letteralmente "paese basco e libertà"), anche nota con l'acronimo di ETA, è una organizzazione terroristica. Creata alla fine degli anni cinquanta come associazione studentesca clandestina per sostenere l'indipendentismo basco, si accosterà alla lotta armata verso la metà degli anni sessanta.

L'organizzazione propugna, attraverso il ricorso ad azioni violente, l'indipendenza politica della comunità basca e la creazione di uno Stato socialista denominato Euskal Herria. Tale Stato comprenderebbe le tre province dell'attuale comunità autonoma spagnola di Euskadi, la comunità autonoma di Navarra e le tre province basche del sud ovest della Francia, per un totale di sette province. Il suo simbolo è un serpente che si avvolge attorno ad un'ascia; accanto vi è il motto "Bietan jarrai" ("perseguire entrambi", riferito al perseguimento della lotta politica e di quella armata, attraverso i valori di patria e libertà).

Si calcola che le vittime dell'ETA dalla sua fondazione al 2006 siano state più di duemila (oltre ottocento le persone assassinate). L'ultimo attentato mortale addebitato all'ETA viene fatto risalire al 7 marzo 2008, quando un ex consigliere comunale del partito socialista viene ucciso fuori dalla sua abitazione a Mondragon, nei Paesi Baschi. Prima di questa ultima azione sono state decine gli attentati rivendicati dalla banda, ma nessuno ebbe conseguenze mortali. La maggior parte sono riconducibili ad azioni dimostrative (come quelli verso obiettivi turistici) oppure a fini estorsivi ai danni di imprenditori baschi. Infatti, ancora oggi ETA continua a finanziarsi tramite una fitta rete d'estorsione che colpisce direttamente migliaia di imprenditori baschi e della vicina regione della Navarra.[1]

Il suo braccio politico è Batasuna, le cui attività sono state dichiarate illegali e sospese a partire dall'agosto del 2002.

Il 23 marzo 2006, l'organizzazione dichiara una tregua con l'obiettivo di trovare una soluzione democratica al conflitto basco, tregua interrotta il 30 dicembre 2006 con l'esplosione di un furgone-bomba in un parcheggio multipiano del terminal 4 dell'aeroporto Barajas di Madrid. A fronte dei 2 morti e dei 19 feriti, il premier spagnolo Zapatero annuncia la sospensione del dialogo di pace con l'ETA.

Indice

[modifica] Storia

Vittime
Civili Polizia o militari Totale
341 481 822[2]

La storia dell'ETA comincia alla fine degli anni cinquanta, più precisamente nel 1958, quando un gruppo di giovani studenti nazionalisti fonda l'Euskadi ta Askatasuna ("paese basco e libertà"). Il primo attentato avviene il 7 giugno del 1968, quando viene uccisa la guardia civile José Pardines; il 2 agosto dello stesso anno viene ucciso Melitón Manzanas, dirigente della Brigada Social (polizia politica) di Guipúzcoa.

Il 20 dicembre 1973 viene assassinato l'ammiraglio Luis Carrero Blanco, capo del governo e successore designato del generale Francisco Franco, che aveva spazzato via nel lontano 1937 l'autonomia basca. Con lui muoiono l'autista ed un agente di scorta. La tecnica dell'attentato è simile a quella che verrà usata nella strage di Capaci, in Sicilia, in cui vennero uccisi il giudice Falcone, la sua compagna e la scorta, una potentissima carica esplosiva piazzata in un tunnel sotto il livello della strada. La potenza dell'esplosione scaraventò l'automobile del premier spagnolo ad oltre 40 metri di distanza.

Alla morte del dittatore Francisco Franco venne concessa un'amnistia ai membri dell'organizzazione, che però non servì a fermare la spirale di violenza ormai innescata.

[modifica] Attentati contro obiettivi civili e militari

Nel 1974, dodici persone vengono uccise nell'esplosione di una bomba alla caffetteria "Rolando" a Madrid. Il 4 ottobre 1976 l'ETA uccide, a San Sebastian, Juan Maria de Araluce y Villar, consigliere del Regno. Nel 1978 viene fondato Herri Batasuna, il partito nazionalista, considerato il braccio politico dell'organizzazione separatista.

Il 29 luglio 1979, una serie di esplosioni colpisce alcuni obiettivi in Spagna, ovvero l'aeroporto di Madrid-Barajas, la stazione ferroviaria di Chamartin, nella periferia settentrionale di Madrid, e la stazione di Atocha nel centro della capitale. Le esplosioni provocano 7 morti e un centinaio di feriti. Il 12 aprile 1985 esplode una bomba in un ristorante di Torrejon, l'"El Descanso", provocando 17 morti e 82 feriti; il ristorante era molto frequentato dal personale statunitense della vicina base aerea. L'attentato viene rivendicato anche dalla Jihad islamica. Il 14 luglio 1986 un'autobomba esplode in piazza della Repubblica Dominicana, a Madrid, uccidendo 12 agenti della Guardia Civil. Il 19 giugno 1987 un'autobomba esplode nel sotterraneo di un grande magazzino del centro commerciale Hipercor (parte de El Corte Inglés), a Barcellona, provocando 21 morti e 45 feriti. In occasione di questo attentato l'ETA diramò un comunicato in cui affermava che «si è trattato di un errore». L' 11 dicembre dello stesso anno, a Saragozza, un'autobomba davanti a un palazzo della Guardia Civil uccide 11 persone e provoca 40 i feriti. Il 29 maggio 1991 dieci persone rimangono uccise in un attentato contro la Guardia Civil di Vic, nei dintorni di Barcellona. Dopo numerosi altri attentati e omicidi eccellenti, avviene un tentativo fallito di negoziato ad Algeri tra il governo spagnolo e l'ETA. Morte le speranze di un accordo, nel 1992 viene arrestato il capo militare dell'organizzazione, Francisco Mugica Garmendia, nome di battaglia "Artapalo".

Il 21 giugno 1992 un'autobomba esplode nel centro di Madrid al passaggio di un convoglio militare, provocando sette morti e 36 feriti. Nel 1995 l'ETA uccide Gregorio Ordonez, presidente del Partito Popolare nei Paesi Baschi. Nel 1997 avviene il rapimento, a Bilbao, di Miguel Angel Blanco Garrido, consigliere comunale del Partito popolare, successivamente assassinato, e avviene anche l'assassinio di un magistrato del Tribunale supremo, Rafael Martinez Emperador. Poco dopo, 23 capi del partito Herri Batasuna vengono condannati a sette anni di carcere con l'accusa di legami con l'ETA. L'offensiva sempre più dura del governo Aznar costringe l'ETA, nel settembre 1998, ad annunciare la prima tregua a tempo indeterminato della sua storia. Ma all'inizio del 2000 riprendono le ostilità, con una serie di omicidi mirati. Il 30 ottobre 2000 viene ucciso José Francisco Querol, giudice della camera militare della Corte suprema spagnola. Il 24 settembre 2002 un agente della guardia civile venne ucciso fra le città di Leiza e Berastegui, nella provincia di Guipúzcoa; nello stesso episodio rimasero feriti altri due agenti.

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, l'Unione Europea inserisce l'ETA in una speciale lista contenente le organizzazioni terroristiche contro cui adottare misure di repressione.[3] Mentre il giudice Baltasar Garzón sospende le attività di Batasuna e ne sequestra i beni, la polizia francese arresta due capi dell'ETA.

In primo momento le autorità spagnole attibuirono all'ETA gli attentati ai treni di Madrid dell'11 marzo 2004, ma le inchieste parlamentari e giudiziarie non hanno poi confermato questa ipotesi.[4]

Gli Stati Uniti hanno dichiarato Batasuna un'organizzazione terroristica nel maggio 2003, e nel dicembre dello stesso anno viene catturato il presunto capo dell'organizzazione, Ibon Fernandez Iradi, sfuggito all'arresto un anno prima.

[modifica] Note

  1. ^ (ES) http://www.elmundo.es/elmundo/2008/07/01/espana/1214914553.html
  2. ^ (ES) http://ecodiario.eleconomista.es/politica/noticias/404323/03/08/ETA-822-muertos-en-40-anos-de-atentados-contra-el-Estado-espanol.html
  3. ^ Europa, in vigore la lista nera delle organizzazioni terroristiche, la Repubblica, 29 dicembre 2001
  4. ^ Stragi di Madrid, oggi la sentenza in diretta, Corriere della Sera, 31 ottobre 2007

[modifica] Bibliografia

In lingua italiana:

  • Agirre Julen, Operazione Ogro : come e perché abbiamo giustiziato Carrero Blanco , Roma, Alfani,1975
  • Alfonso Botti. La questione basca. Dalle origini allo scioglimento di Batasuna. Milano, Bruno Mondadori, 2003
  • Bruni Luigi , Storia dell'ETA, Milano, Tranchida, 1990
  • Giovanni Lagonegro. Storia politica di Euskadi Ta Askatasuna e dei Paesi Baschi'. Ed.L'altra storia Tranchida, 2005
  • Sergio Le nazioni proibite Vallecchi Firenze 1973
  • Savater Fernando, Il mito nazionalista, Genova, Il melangolo, 1998
  • Savater Fernando, Contro le patrie, Milano, Eleuthera, 1999
  • Fabrizio Simula. Il labirinto basco. Prospettiva Editrice, 2005

In lingua spagnola:

  • Aa Vv. Razones contra la violencia : por la convivencia democrática en el País Vasco v. <1-3> Bilbao, Bakeaz, [1998]-1999
  • Allieres Jacques, Les Basques Paris, Presses universitaires de France, 1986
  • Aguirre Rafael, El túnel vasco : (democracia, iglesia y nacionalismo) Alegia (Gipuzkoa) Oria, 1998
  • Bilbao Jon Eusko-Bibliographia : Diccionario de bibliografia vasca : 1976-1980, Bilbao, Servicio editorial Universidad del País Vasco, 1985-1987
  • Bordes Solanas Montserrat, El terrorismo : una lectura analítica Barcelona, Bellaterra, 2000
  • Burgo, Jaime Ignacio del Soñando con la paz : violencia terrorista y nacionalismo vasco Madrid, Temas de Hoy, 1994
  • Copa, Vicente País Vasco : crónicas de un analista político Bilbao, El Correo Español-El Pueblo Vasco, 1989
  • Domínguez Iribarren, Florencio ETA: estrategia organizativa y actuaciones 1978 1992, Bilbao, Universidad del País Vasco, Servicio Editorial/Euskal Herriko Unibertsitatea, Argitalpen Zerbitzua 1998
  • Elorza Antonio (Coordinador) La Historia de Eta, Madrid, Temas de Hoy 2000
  • Equipo Cinco Las víctimas del post-franquismo : 55 muertos, balance trágico de un año de terror Madrid Sedmay, 1977
  • Equipo "D" La década del terror 1973-1983 Madrid, Dyrsa, 1984
  • Fontes Ignacio, Menéndez Manuel Ángel, La prensa frente a ETA: Miguel Ángel Blanco (1968-1997), in memoriam Madrid, Fundación Pro-Derechos
  • Francés Sayas, Pedro José Una solución al conflicto vasco: el espacio de decisión Barañain, P.J. Francés, 2000
  • Humanos Miguel Ángel Blanco, 1999
  • Juaristi Jon, El bucle melancolico: historia de nacionalistas vascos Madrid, Espasa Calpe, 1997
  • Ibarra Guel Pedro La evolucion estrategica de Eta, de la 'Guerra Revolucionaria', 1963 a la negociacion, 1987. San Sebastian, Kriselu, 1987.
  • Ioyer Barbara Geopolitique du Pays basque: nations et nationalismes en Espagne Paris, L'Harmattan, 1997.
  • Martín Beristain, Carlos Violencia, Apoyo a las víctimas y reconstrucción social: experiencias internacionales y el desafío vasco = Kalteak zuzendu eta biktimei lagundu: beste herrialdetako esperientziak eta euskal kasuan eduki ditzakeen aplikazioak Madrid Fundamentos, 2000
  • Morales José Luis; Toda Teresa; Imaz, Miren, La Trama del G.A.L. Madrid, Revolución, 1988
  • Morán Blanco Sagrario ETA entre España y Francia Madrid, Editorial Complutense, 1997
  • Muñoz Alonso, Alejandro, El terrorismo en España Barcelona Círculo de Lectores 1982
  • Ollora Juan María Una vía hacia la paz Donostia, Erein, 1996
  • Piñuel, José Luis El terrorismo en la transición española, 1972-1982 Madrid Fundamentos, 1986
  • Presidencia del Gobierno Acuerdo para la normalización y pacificación de Euskadi: 12 de enero de 1988
  • Reinares Nestares, Fernando Terrorismo y antiterrorismo Barcelona, Paidós Ibérica, 1998 Salvi
  • Unzueta, Patxo El terrorismo: ETA y el problema vasco Barcelona: Destino, 1997

In lingua francese:

  • Cassan, Patrick, Le pouvoir français et la question basque (1981-1993) Paris; Montréal: l'Harmattan, 1997

In lingua inglese:

  • Clark P. Robert, The Basque Insurgents Eta, 1952-1980 Madison, The University of Wisconsin Press, 1984
  • Moxon-Browne. Edward, Spain and the ETA. the bid for Basque autonomy London. Centre for Security and Conflict Studies. 1987

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Materiale documentaristico e film sull'ETA

  • Ogro [1] (1979), sull'uccisione di Luis Carrero Blanco
  • Fuga da Segovia (1981), prigionieri dell'ETA fuggono dalla prigione di Segovia
  • Yoyes (2000), sull'uccisione di María Dolores Katarain
  • Assassinio del febbraio (2001), sull'uccisione del politico basco Fernando Buesa e delle sue due guardie del corpo
  • La pelota vasca (2003), intervista sulle politiche del nazionalismo basco. Comprende testimonianze di vittime e parenti di prigionieri dell'ETA.
  • Lobo (2004), basato sulla vita dell'agente segreto Mikel Lejarza
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