Consiglio di mutua assistenza economica

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Bandiera del COMECON.

Il Consiglio di mutua assistenza economica (abbreviato COMECON) è stata un'organizzazione economica degli Stati comunisti.

Di fatto costituiva il corrispondente nel blocco orientale della Comunità economica europea. La sua controparte militare era il Patto di Varsavia.

Nomi nelle lingue dei paesi membri[modifica | modifica wikitesto]

  • in albaneseKëshilli i Ndihmës Ekonomike Reciproke, KNER
  • in bulgaroСъвет за икономическа взаимопомощ, СИВ
  • in cecoRada vzájemné hospodářské pomoci, RVHP
  • in tedescoRat für gegenseitige Wirtschaftshilfe, RGW
  • in unghereseKölcsönös Gazdasági Segítség Tanácsa, KGST
  • in polaccoRada Wzajemnej Pomocy Gospodarczej, RWPG
  • in romenoConsiliul de Ajutor Economic Reciproc, CAER
  • in russoСове́т Экономи́ческой Взаимопо́мощи, СЭВ
  • in slovaccoRada vzájomnej hospodárskej pomoci, RVHP
  • in spagnoloConsejo de Ayuda Mutua Económica, CAME
  • in ucrainoРада Економічної Взаємодопомоги, РЕВ
  • in vietnamitaHội đồng Tương trợ kinh tế, HĐTTKT

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sede: Mosca

Membri nei tardi anni ottanta: Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Repubblica Democratica Tedesca, Ungheria, Romania, Polonia, Cuba, Mongolia e Vietnam.

Riunione del comitato esecutivo del COMECON

Documenti primari regolanti gli obiettivi, l'organizzazione e le funzioni:

  • Carta del Consiglio di mutua assistenza economica (adottato nel 1949 e modificato in seguito; questo testo si rifà alla versione del 1974)
  • Programma comprensivo per la continua estensione e miglioramento della cooperazione e ulteriore sviluppo dell'integrazione economica socialista dagli Stati membri del Comecon, adottato nel 1971
  • Programma comprensivo per il progresso scientifico e tecnologico fino all'anno 2000, adottato nel 1985.

Il Comecon funzionò per quarant'anni come cornice per la cooperazione tra le economie pianificate dell'Unione Sovietica, degli alleati nell'Europa centrale e orientale e, in seguito, degli alleati dell'URSS nel Terzo mondo. Con gli anni, il sistema crebbe sia per gli obiettivi che si poneva sia per l'esperienza che aveva alle spalle: l'organizzazione istituì una serie di complesse e sofisticate istituzioni, che rappresentarono il progresso nelle sue possibilità di affermarsi.

Questa evoluzione istituzionale rifletteva gli obiettivi di cambiamento ed espansione. Gli scopi modesti iniziali di fornire "assistenza tecnica" e altre forme di "mutuo aiuto" furono estesi allo sviluppo di un sistema integrato di economie basato su un coordinamento internazionale di produzione e investimenti. Questi scopi ambiziosi furono perseguiti attraverso lo spettro di misure cooperative che si estesero anche a relazioni monetarie e tecnologiche.

Allo stesso tempo, gli obiettivi extraregionali dell'organizzazione si ingrandirono; altri paesi, geograficamente distanti e con sistemi differenti, furono incoraggiati a partecipare alle attività del Comecon. Sforzi paralleli cercarono di sviluppare il Comecon come meccanismo attraverso il quale coordinare le politiche economiche estere dei membri come anche le loro relazioni con stati non membri e organizzazioni come la CEE e l'ONU.

Le asimmetrie di grandezza e le differenze a livello di sviluppo nei membri del Comecon influenzarono pesantemente l'evoluzione e l'efficacia dell'organizzazione. La dominazione dell'economia dell'Unione Sovietica significava che le relazioni all'interno del Comecon erano relazioni bilaterali tra l'URSS e gli stati minori del Comecon. L'URSS, infatti, possedeva da sola il 90%[senza fonte] delle fonti di energia degli stati membri del Comecon, il 70%[senza fonte] della popolazione, il 65%[senza fonte] delle entrate nazionali ed era la seconda potenza mondiale in industria e militarizzazione, subito dopo gli Stati Uniti.

Queste asimmetrie ostacolarono il pieno raggiungimento di un commercio multilaterale e la cooperazione all'interno dell'organizzazione. L'eguaglianza istituzionale in seno al Comecon degli stati membri, d'altra parte, costituì un vero e proprio ostacolo all'acquisizione di un potere maggiore da parte degli organi dell'organizzazione. Per questo, il "Programma comprensivo per il progresso scientifico e tecnologico" del 1985 cercò di attribuire ad alcune organizzazioni poteri eccezionali.

La natura pianificata delle economie dei paesi membri e la mancanza del meccanismo del prezzo di mercato non faceva dipendere l'economia dalle forze del mercato, ma da atti di politica mirati. Questo portò a politicizzare il processo di integrazione a un grado maggiore di quello che avviene di solito nei casi delle economie di mercato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo commemorativo del 40º anniversario del Comecon stampato nella Repubblica Democratica Tedesca

Il Comecon fu fondato nel 1949 da Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Romania e Ungheria. L'organizzazione costituiva una reazione al piano Marshall, pilastro economico della dottrina Truman di "contenimento sovietico". Josif Stalin aveva infatti obbligato la Cecoslovacchia, l'Ungheria e la Polonia a rifiutare il piano americano e, pertanto, si rendeva necessario un sistema alternativo di aiuti economici per la ripresa a seguito della seconda guerra mondiale. Il ri-orientamento dei mercati dei paesi dell'Europa centro-orientale verso est si era reso necessario sia a causa del boicottaggio iniziato nel 1948 da parte di Stati Uniti e altri paesi occidentali, sia per mantenere la leadership economica sovietica sui paesi associati, nell'ottica delle "sfere d'influenza" di Jalta, scoraggiando così le relazioni economiche con l'Occidente.

Fino alla fine degli anni sessanta, "cooperazione" era il termine ufficiale utilizzato per descrivere le attività del Comecon. Nel 1971, con lo sviluppo e l'adozione del Programma comprensivo per la continua estensione e sviluppo della cooperazione e l'ulteriore sviluppo dell'integrazione economica socialista dei Paesi membri del Comecon, le attività dell'organizzazione furono ridefinite col termine integrazione (rendere uguali le "differenze nella relativa scarsità di merci e servizi tra gli stati, attraverso l'eliminazione delle barriere al commercio e altre forme di interazione"). Sebbene questa uguaglianza non era stata un punto principale nell'implementazione delle politiche economiche del Comecon, il miglioramento dell'integrazione economica era sempre stato un obiettivo del Comecon.

Il Programma comprensivo per il progresso scientifico e tecnologico e la salita al potere del segretario generale dell'Unione Sovietica Michail Gorbačëv aumentarono l'influenza sovietica nelle operazioni del Comecon e portarono a tentativi di fare all'organizzazione un'autorità sovranazionale. Il Programma fu composto per migliorare la cooperazione attraverso lo sviluppo di una base scientifica e tecnica più efficiente e interconnessa.

Nell'ottobre 1990 la Germania Est esce dal Comecon perché si fonde con la Germania Ovest.
Il 28 giugno 1991 viene firmato a Budapest il protocollo di scioglimento del Consiglio di mutua assistenza economica prevedendo che entro 90 giorni cessino automaticamente di avere vigore la Carta di Sofia del gennaio 1949 (modificata poi nel 1974 e nel 1979) e la Convenzione di Varsavia del 1985 (che attribuiva al Comecon una propria capacità giuridica). Contestualmente, è stata costituita una Commissione di liquidazione, che si occuperà delle questioni giuridico-finanziarie e del destino del patrimonio comune dei nove paesi membri (Bulgaria, Cecoslovacchia, Cuba, Polonia, Ungheria, Mongolia, Romania, Urss e Vietnam).

Membri[modifica | modifica wikitesto]

██ membri

██ membri che non parteciparono

██ associati

██ osservatori

Stati Ingresso
Bulgaria Bulgaria
Rep. Ceca Cecoslovacchia
Ungheria Ungheria
Polonia Polonia
Romania Romania
URSS Unione Sovietica
gennaio 1949
Albania Albania febbraio 1949
Germania Est Germania Est 1º dicembre 1950
Mongolia Mongolia 1962
Cuba Cuba 1972
Vietnam Vietnam 1978

L'Albania, anche se non ufficializzò l'abbandono del Comecon fino al 1987, smise di partecipare alle sue attività nel 1961.

Verso la fine degli anni cinquanta, furono invitati altri stati governati dai comunisti (Repubblica popolare cinese, la Corea del Nord, la Mongolia, il Vietnam e la Jugoslavia) a partecipare come osservatori nelle riunioni del Comecon. La Mongolia e il Vietnam divennero in seguito membri, mentre la Cina smise di partecipare alle sessioni dopo il 1961. La Jugoslavia negoziò una specie di status associato nell'organizzazione, specificato nell'accordo del 1964 con il Comecon.

La Germania Est (o Repubblica Democratica Tedesca) usci dal Comecon nel 1990 a seguito della riunificazione con la Germania Ovest avvenuta il 3 ottobre 1990.

Alla fine degli anni ottanta, c'erano dieci membri: l'Unione Sovietica, sei Paesi dell'Europa orientale e tre membri extraregionali; la geografia non univa più però i membri dell'organizzazione. C'erano grandi variazioni a livello economico e di sviluppo nei vari Paesi del Comecon, il che favoriva la nascita di interessi differenti all'interno dei diversi stati membri. Invece dei fattori politici e ideologici, l'unità fu vista come collante per tutti i membri: tutti gli stati erano "uniti da comuni interessi di classe e dall'ideologia del Marxismo-Leninismo" ed avevano approcci simili alla proprietà privata e al commercio. Dal 1949 i partiti comunisti al governo erano stati legati dal Cominform, dal quale la Jugoslavia era stata espulsa. Sebbene il Cominform rimase in funzione fino al 1956, i collegamenti tra i vari partiti rimasero molto forti, e tutti partecipavano alle conferenze internazionali periodiche dei partiti comunisti. Il Comecon fornì un meccanismo attraverso il quale l'Unione Sovietica poteva aiutare economicamente i più stretti stati alleati politici e militari. I membri dell'Europa orientale del Comecon erano anche diventati alleati militari dell'URSS con il Patto di Varsavia.

C'erano tre tipi di relazioni intrattenute con il Comecon:

  • la Jugoslavia era l'unico stato che veniva considerato con status di membro associato. Sulla base dell'accordo del 1964, la Jugoslavia partecipava in ventuno delle trentadue istituzioni chiave del Comecon, come se fosse stato membro "pieno".
  • Finlandia, Iraq, Messico, Nicaragua e Mozambico avevano uno status di cooperanti non-socialisti. Siccome i governi di questi stati non erano potenti abbastanza da concludere accordi anche in nome di compagnie private, i governi non presero parte alle operazioni del Comecon. Erano però rappresentati da commissioni composte da membri del governo e della comunità degli affari.
  • dopo il 1957 il Comecon autorizzò alcuni stati con governi comunisti o filo-sovietici a prendere parte alle riunioni come osservatori. Nel novembre 1986 delegazioni dell'Afghanistan, Etiopia, Laos, Nicaragua e Yemen si unirono alla riunione del 42° consiglio come osservatori.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La gerarchia ufficiale del Comecon consisteva nella Riunione del Consiglio per la Mutua Assistenza Economica, nel Comitato Esecutivo del Consiglio, nel Segretariato del Consiglio, nei quattro comitati del consiglio, nelle ventiquattro commissioni, nelle sei conferenze interstatali, nei due istituti scientifici e nelle diverse organizzazioni associate.

Organismi collegati[modifica | modifica wikitesto]

Banca internazionale per la cooperazione economica[modifica | modifica wikitesto]

Fu istituita nel 1963 per permettere una più semplice compensazione tra crediti e debiti dei Paesi del COMECON tramite una apposita moneta virtuale, il "rublo di trasferimento". Tale istituzione, tuttavia, non ebbe una grande importanza perché i rapporti commerciali tra i Paesi del blocco avvenivano primariamente con scambi di merci, senza l'intermediazione di pagamenti monetari.

Banca internazionale per gli investimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel 1971 per finanziare progetti di sviluppo nell'area economica del COMECON. La Banca fu dotata inizialmente di un capitale di un miliardo di rubli di trasferimento. L'iniziativa ebbe successo, infatti, in due anni erano state finanziati 33 progetti, spendendo quasi il 60% del capitale inizialmente a disposizione della banca. Un altro importante ruolo svolto dalla Banca internazionale per gli investimenti fu quello di ottenere prestiti dai Paesi occidentali.

Natura dell'Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Comecon era un'organizzazione interstatale attraverso la quale i membri tentavano di coordinare le attività economiche di interesse comune e di sviluppare una cooperazione economica, scientifica e tecnica:

  • La Carta stabiliva che "l'uguaglianza sovrana di tutti i membri" era fondamentale per l'organizzazione e le procedure del Comecon.
  • Il Programma Comprensivo enfatizzava che il processo di integrazione delle economie dei membri era "completamente volontario e non implicava la creazione di un corpo giuridico sovranazionale." Quindi ogni paese aveva diritto a pari rappresentazione e un voto in tutti gli organi del Comecon, senza riguardo alla potenza economica o al contributo al budget del Comecon.
  • La Carta rinforzò l'idea di "uguaglianza sovrana": le decisioni del Comecon potevano essere adottate solo con l'accordo tra i membri interessati, e ognuno aveva il diritto di dichiarare i "propri interessi" in ogni ambito.
  • Nelle parole della Carta, "le raccomandazioni e le decisioni non si applicano negli stati che hanno dichiarato che non sono interessati in una particolare materia".
  • Anche se il Comecon riconosceva il principio dell'unanimità, i partiti disinteressati non avevano diritto di veto, ma piuttosto diritto ad astenersi dalla partecipazione. Una dichiarazione di disinteresse non poteva bloccare un progetto a meno che la partecipazione del partito in questione non fosse di vitale importanza. In tal caso, la Carta stabiliva che i partiti interessati potessero procedere senza il membro astenuto, affermando che un Paese che aveva dichiarato mancanza di interesse "poteva in seguito aderire alle raccomandazioni e alle decisioni adottate dai restanti membri del Consiglio."

Il termine descrittivo Comecon si applicava a tutte le attività multilaterali che coinvolgevano i membri dell'organizzazione e non era ristretto alle dirette funzioni del Comecon ed ai suoi organi. Questo uso poteva essere esteso a tutte le relazioni bilaterali tra i membri, poiché nel sistema delle relazioni internazionali socialiste, gli accordi multilaterali - tipicamente di natura generale - tendevano ad essere implementato attraverso una serie di accordi dettagliati bilaterali.

COMECON e CEE[modifica | modifica wikitesto]

I blocchi commerciali europei alla fine degli anni '80. Gli stati membri della CEE sono in blu, quelli dell'EFTA in verde e quelli del COMECON sono in rosso.

Anche se il Comecon era da taluni definito come la Comunità Economica Europea dell'Europa dell'est, vi erano importanti contrasti tra le due organizzazioni. Entrambe amministravano l'integrazione economica, ma la loro struttura economica, la potenza e l'influenza differivano.

Negli anni ottanta, la CEE comprendeva i 270 milioni di abitanti dell'Europa occidentale in un'associazione economica attraverso accordi intergovernativi che avevano lo scopo di massimizzare i profitti e l'efficienza economica su scala nazionale e internazionale. Era un'organizzazione integrata, i cui membri avevano un comune livello di industrializzazione ed si consideravano partner nei commerci. La CEE era un corpo sovranazionale che poteva adottare decisioni (come ad esempio rimuovere le tariffe) e rinforzarle. L'attività dei membri era basata sull'iniziativa e l'impresa ed era fortemente influenzata dalle forze che governavano il mercato.

Il Comecon riuniva 450 milioni di persone in 10 stati e 3 continenti. Il livello di industrializzazione variava enormemente da paese a paese: l'organizzazione collegava tre stati non industrializzati (Cuba, Mongolia e Vietnam) con stati maggiormente avanzati. Esisteva inoltre una grande differenza di ricchezza nazionale tra i paesi dell'Europa e quelli extra-europei. La grandezza fisica, il potere militare, la politica e l'economia rendevano comunque l'Unione Sovietica il membro condizionante: nei commerci, spesso l'URSS forniva i materiali grezzi, che venivano poi lavorati nei paesi dell'Europa centro-orientale, che mettevano a disposizione i macchinari. I tre membri sottosviluppati del Comecon avevano relazioni speciali con gli altri sette. L'integrazione economica socialista formava la base delle attività del Comecon: in questo sistema, che rispecchiava le economie pianificate dei membri, le decisioni tenevano scarsamente conto delle forze agenti sul mercato o sull'iniziativa privata. Il Comecon non aveva autorità internazionale per forzare l'effettiva osservazione delle sue decisioni: le raccomandazioni del Comecon potevano essere adottate solo con il pieno appoggio dei partiti al governo nei vari stati e non interessavano pertanto gli stati che si dichiaravano disinteressati a una certa decisione.

Gli sforzi sovietici per esercitare il potere politico sugli stati del Comecon, comunque, si incrociarono in alcuni casi con un'opposizione determinata (come nel caso della Romania). L'"uguaglianza sovrana" di tutti i membri assicurava agli stati membri la piena autonomia, in vista di un possibile abbandono dell'organizzazione. Gli stati dell'Europa orientale invocarono spesso questo principio per paura di una riduzione della loro sovranità politica; sebbene questo fatto assicurò un certo grado di libertà dall'URSS, privò tuttavia il Comecon di un'adeguata autorità che gli avrebbe permesso di raggiungere una vera efficienza economica.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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