Able Archer 83

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Durante l'esercitazione Able Archer 83, la scala DEFCON USA indicava livello 1, utilizzato in caso di guerra nucleare. Tale livello del DEFCON era la base della stessa esercitazione, che supponeva un attacco sovietico

Able Archer 83 è il nome in codice di un'esercitazione della NATO durata 10 giorni nella quale veniva simulata una escalation globale che avrebbe portato alla guerra nucleare[1]. La simulazione iniziò il 2 novembre 1983, controllata dal Supreme Headquarters Allied Powers Europe con sede a Casteau, a nord della città di Mons.

La natura molto "realistica" dell'esercitazione del 1983 assieme al deteriorarsi della situazione della Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, oltre all'arrivo anticipato dei missili Pershing II nella Germania dell'Ovest (missili armati di testata nucleare a guida radar molto precisa, in grado di colpire i bunker di comando sovietici in soli 8 minuti), fece credere ad alcuni componenti del Politburo sovietico che Able Archer 83 fosse una astuzia militare, che agiva come cortina fumogena mascherando preparazioni per un autentico primo colpo nucleare.[1][2][3][4] In risposta, i Sovietici allertarono le loro forze nucleari e misero tutte le unità aeree nella Germania dell'Est e nella Polonia in stato di massima allerta, spostandovi anche alcuni bombardieri nucleari a medio raggio (Tu-22M Backfire, Tu-22 Blinder e Su-24 Fencer) .[5][6]

L'esercitazione includeva un nuovo codice di criptazione delle comunicazioni, silenzi radio, partecipazione diretta dei governi membri della NATO e simulazione dello stato di DEFCON 1.

La relativamente sconosciuta crisi Able Archer 83 è considerata dagli storici come uno dei momenti di maggior tensione e di vicinanza ad una possibile guerra nucleare dopo la Crisi dei missili di Cuba.[7] La simulazione tuttavia terminò con un giorno d'anticipo, l'11 novembre, senza che l'URSS reagisse realmente, evitando una possibile nuova guerra mondiale.[8][9]

Preludio dell'esercitazione NATO[modifica | modifica wikitesto]

L'operazione RJaN[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione RJaN.
Nel 1981 un rapporto del KGB riferì che quest'ultimo stava "attuando misure per rafforzare il lavoro dell'intelligence atto a contrastare un eventuale azione di guerra improvvisa. Per fare questo, il KGB "ha ottenuto attivamente informazioni su questioni strategiche e militari e piani politici dell'imperialismo [ degli Stati Uniti ] e dei suoi complici" e " migliorato la pertinenza e l'efficacia delle sue capacità di intelligence." (dal National Security Archive ).

L'episodio che accentuò la tensione tra USA e URSS agli inizi degli anni '80, si verificò in una riunione del maggio 1981 a cui parteciparono le più alte sfere della politica e dell'esercito sovietici. In quella sessione il Segretario Generale del Partito Comunista, Leonid Brezhnev e il capo del KGB, Yuri Andropov, dichiararono che gli Stati Uniti stavano preparando segretamente la guerra. Per combattere questa minaccia, Andropov annunciò che il KGB e il GRU avrebbero iniziato l'operazione RJaN, in russo, acrononimo di Attacco Missilistico Nucleare (Ракетное Ядерное Нападение). L'Operazione RJaN fu la più grande e completa raccolta di dati da parte dell'intelligence nella storia sovietica, in tempo di pace. Agenti all'estero sono stati in seguito accusati di monitorare le figure politiche e militari che avrebbero potuto decidere di lanciare un attacco nucleare, il servizio e il personale tecnico che avrebbero dovuto attuare l'attacco, e le strutture da cui l'attacco sarebbe provenuto. Con tutta probabilità, l'obiettivo dell'operazione RJaN era quello di scoprire il primo intento di un attacco nucleare e quindi prevenirlo.

Operazioni psicologiche degli USA[modifica | modifica wikitesto]

Nella cartina viene mostrato come il comando della NATO avrebbe chiuso il GIUK gap nell'Atlantico

Le operazioni psicologiche da parte degli Stati Uniti iniziarono a metà febbraio 1981 e proseguirono ad intermittenza fino al 1983. In queste furono incluse una serie di esercitazioni navali clandestine nei pressi del GIUK gap, (ossia il varco marittimo Groenlandia - Islanda - Regno Unito), presso il Mare di Barents, norvegese, e anche nel Mar Nero e nel Mar Baltico, a dimostrazione di come disporre le navi della NATO per chiudere il GIUK contro un'eventuale invasione e come queste avrebbero potrebbero arrivare fino alle basi militari sovietiche di capitale importanza. Bombardieri americani avevano anche volato verso lo spazio aereo sovietico, indietreggiando all'ultimo momento prima di violarlo, più volte a settimana. Queste tentate penetrazioni nello spazio aereo sovietico furono in realtà progettate per testare la vulnerabilità dei radar sovietici, nonché dimostrare la capacità degli Stati Uniti in un'eventuale guerra nucleare.

Corsa agli armamenti degli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Durante la presidenza di Ronald Reagan, gli Stati Uniti ebbero un atteggiamento risoluto nei confronti dell'Unione Sovietica e arrivarono ad eguagliare e a superare le capacità strategiche e militari sovietiche. La rigorosa attenzione dell'amministrazione Reagan su questo obiettivo, portò alla creazione della più grande macchina bellica che gli Stati Uniti ebbero in tempi di pace. Il 23 marzo 1983 Reagan annunciò uno dei componenti più ambiziosi e controversi di questa strategia, la Strategic Defense Initiative (soprannominata "Star Wars" da parte dei media e critici). Mentre Reagan ha ritratto l'iniziativa come una rete di sicurezza contro la guerra nucleare, i leader dell'Unione Sovietica hanno visto come una nuova corsa agli armamenti. Yuri Andropov, che era diventato segretario generale dopo la morte di Breznev nel novembre 1982, criticò Reagan per "aver ideato nuovi piani su come scatenare una guerra nucleare nel migliore dei modi, con la speranza di vincere".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Benjamin B. Fischer, A Cold War Conundrum: The 1983 Soviet War Scare, Central Intelligence Agency, 17 marzo 2007. URL consultato il 13 gennaio 2009.
  2. ^ Andrew e Gordievskij, Comrade Kryuchkov's Instructions, 85–7.
  3. ^ Beth Fischer, Reagan Reversal, 123, 131.
  4. ^ Pry, War Scare, 37–9.
  5. ^ Oberdorfer, A New Era, 66.
  6. ^ SNIE 11–10–84 "Implications of Recent Soviet Military-Political Activities" Central Intelligence Agency, May 18, 1984.
  7. ^ John Lewis Gaddis e John Hashimoto, COLD WAR Chat: Professor John Lewis Gaddis, Historian. URL consultato il 29 dicembre 2005. [collegamento interrotto]
  8. ^ Andrew e Gordievskij, Comrade Kryuchkov’s Instructions, 87–8.
  9. ^ Pry, War Scare, 43–4.