Fratelli della foresta

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I Fratelli della foresta (in Estone: metsavennad, in Lettone meža brāļi, in Lituano miško broliai) furono un gruppo di partigiani estoni, lettoni e lituani che commisero operazioni di sabotaggio e guerriglia contro gli invasori Sovietici durante e dopo la seconda guerra mondiale. Simili movimenti di resistenza anti-sovietica si sono riscontrati in Polonia, Romania e nell'ovest dell'Ucraina.

L'Armata Rossa occupò gli stati baltici nel 1940, 1941 e, dopo un periodo di occupazione della Germania nazista, ancora nel 1944 e 1945, per proseguire fino ai primi anni novanta. La politica di repressione di Stalin contro gli estoni, lettoni e lituani si intensificò soprattutto nel primo dopoguerra e più di 170 000 persone si diedero alla macchia, spesso usando le foreste come base operativa per il movimento armato di resistenza anti-sovietica.

Tali vicende coprono periodi diversi. In un primo momento, e più precisamente nel 1940 e nel 1941 le repubbliche baltiche furono occupate dall'Armata Rossa. Nel 1942 e nel 1943 intervenne la Germania Nazista. Infine, a partire dal 1944 riprese l'occupazione sovietica per proseguire fino ai primi anni novanta. Nel primo dopoguerra, le popolazioni locali subirono la persecuzione più dura di Stalin, fino alla sua morte avvenuta nel 1953. Si stima, negli anni seguenti, che più di 170 000 persone furono costrette ad abbandonare il proprio domicilio, rifugiandosi nei boschi al fine di costituire i primi nuclei di resistenza anti-comunista.

Gruppi armati di varie dimensioni e composizione, organizzati per operazioni di autodifesa e guerriglia, furono in grado di impegnare in scontri significativi le forze sovietiche.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo di Fratelli della foresta fu assunto per la prima volta nelle regioni baltiche durante le caotiche fasi della Rivoluzione russa del 1905. Testimonianze riferiscono su primi assembramenti di contadini rivoltosi[1] o di impiegati della scuola pubblica imboscati.[2]

Quando l'Estonia, la Lettonia e la Lituania proclamarono l'indipendenza nel 1918 dopo la caduta dell'Impero russo molti patrioti decisero di aderire agli ideali di nazionalismo e di autodeterminazione per la causa comune. Durante l' occupazione nella seconda guerra mondiale le dichiarazioni alleate tramite la Carta Atlantica avevano posto le premesse per il mantenimento dell'indipendenza dei tre paesi. Poiché nelle tre repubbliche baltiche si ebbero negative esperienze con le occupazioni sovietiche e tedesche molti sperarono che tali propositi avrebbero avuto un esito favorevole.

Nel 1944 le autorità tedesche crearono una rete di resistenza composta da 20.000 lituani alle dipendenze del generale Povilas Plechavičius per contrapporli ai partigiani sovietici guidati da Antanas Sniečkus[3]. La banda tuttavia fu sospettata di condurre azioni diverse da quelle miranti alla conquista dell' indipendenza, per le quali era stato costituito. Il gruppo dirigente, pertanto, fu arrestato il 15 maggio 1944 e il generale Plechavičius venne deportato nel campo di concentramento di Salaspils in Lettonia, quindi circa metà delle forze si sciolse per ritirarsi nelle campagne in vista delle operazioni partigiane contro l'Armata Rossa[4][5].

Le operazioni di guerriglia in Estonia e Lettonia ebbero, invece, l'autorizzazione di Hitler durante la completa ritirata a metà settembre 1944. Tutti i soldati delle forze estoni che avessero desiderato farlo (principalmente della 20. Waffen-Grenadier-Division der SS) sarebbero potuti restare a difendere le proprie case. Questa "autorizzazione" della Germania nazista generò una certa confusione tra resistenza nazista e resistenza patriottica partigiana estone, contro l'occupazione dell' Armata Rossa. Molti estoni e lettoni partigiani del nazionalismo, ed alcuni tedeschi scampati alla cattura delle unità sovietiche, iniziarono a combattere nelle campagne assumendo il titolo di Fratelli della foresta per anni, anche dopo la fine della guerra. Altri, come Alfons Rebane e Alfrēds Riekstiņš, ripararono in Gran Bretagna e Svezia per partecipare alle operazioni alleate in sostegno dei partigiani.

Nel 1949-1950 una commissione americana investigò sul ruolo delle divisioni Estone e Lettone delle SS arrivando ad elaborare il 1 settembre 1950 un documento nel quale si legge:

« Le unità baltiche delle Waffen SS devono essere considerate come separate e distinte nei propositi, nell'ideologia, nelle attività e nella qualificazione dai membri dalle SS tedesche, pertanto la commissione ritiene che esse non siao un movimento ostile al governo degli Stati Uniti, come riportato dalla tredicesima disposizione del Displaced Persons Act.[6] »

Il governo baltico ha replicato che la Legione Lettone (composta principalmente dalla 15ª e dalla 19ª) non è stata una organizzazione criminale collaborazionista.[7] Mart Laar (Primo ministro dell'Estonia, 1992-1994 e dal 1999-2002), nel suo libro del 1992 Guerra nelle foreste: la lotta dell'Estonia per sopravvivere, 1944-1956[8] respinge la propaganda sovietica che aveva descritto la resistenza baltica come un movimento orchestrato da facoltosi proprietari terrieri e ufficiali nazisti ed ha dimostrato che i Fratelli della foresta contavano nei propri ranghi anche anti-nazisti ed ex partigiani sovietici. Ciò nonostante, per alcuni storici i collegamenti fra Fratelli della foresta ed il regime nazista presentano ancora punti oscuri.

La resistenza non cessò anche dopo l'introduzione nei paesi baltici dell'obbligo di leva nell'Armata Rossa: molti uomini disertarono per unirsi alla guerriglia'.[8]

La guerra partigiana[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni quaranta e nei primi anni cinquanta, i Fratelli della foresta ottennero sostegno e rifornimenti, nonché ufficiali di collegamento e di coordinamento logistico dai britannici dell'MI6, dagli Americani, e dagli Svedesi del SIS. Questi aiuti hanno determinato un vantaggio notevole nella direzione del movimento baltico di resistenza, per diminuire significativamente dopo che l'Operazione Giungla dell'MI6 era stata seriamente compromessa dalle attività delle spie britanniche, guidate da Kim Philby). Gli inglesi, infatti, fornivano informazioni ai sovietici attraverso il KGB per identificare, infiltrare ed eliminare molte unità di guerriglia baltiche e tagliarne altre da ogni forma di contatto con i servizi segreti occidentali.

Il conflitto fra le armate sovietiche ed i Fratelli della foresta terminò dopo un decennio e costò la vita a circa 50.000 persone.[9]

In Estonia[modifica | modifica wikitesto]

In Estonia 14.000 - 15.000 uomini hanno partecipato alla resistenza tra il 1944 e il 1953. I Fratelli della Foresta estoni erano più attivi nelle aree della Contea di Võru e al confine tra la Contea di Pärnu e la Contea di Lääne, e tra la Contea di Tartu e la Contea di Viru. Durante il periodo novembre 1944 - novembre 1947 hanno compiuto 773 attacchi armati ed hanno ucciso circa 1000 sovietici e propri sostenitori. August Sabbe, l'ultimo sopravvissuto dei Fratelli della Foresta in Estonia, fu scoperto dagli agenti del KGB nel 1978, sotto la falsa identità di un pescatore: per non arrendersi, si tuffò in un fiume, ma rimase impigliato in un ceppo, annegando. Questa versione è stata sempre contestata dai nazionalisti estoni, infatti, secondo lo storico e politico Mart Laar, Sabbe sarebbe stato ucciso dagli agenti del KGB.[10]

In Lettonia[modifica | modifica wikitesto]

In Lettonia, i preparativi per le operazioni di guerriglia iniziarono durante l'occupazione tedesca, ma i leader delle unità partigiane furono arrestati dalle autorità naziste.[11] Unità di resistenza più fortunate iniziarono la loro preparazione durante gli ultimi mesi di guerra. I ranghi erano composti da un buon numero di ex soldati della Legione Lettone ancora impegnati sul suolo nazionale, come anche da civili.[12]

In Lettonia il numero dei combattenti era di circa 40.000, anche se il numero degli effettivi oscillava fra i 10.000 ed i 15.000[11], i quali rimpiazzarono le armi tedesche con quelle sovietiche. Un comando centrale delle organizzazioni di resistenza lettone mantenne una sede nel centro di Riga fino al 1947.[11] Non si conosce l'esito di tutte le 3.000 azioni portate a termine, tuttavia, in alcune di esse, i partigiani inflissero danni al personale militare, alle sedi di partito, ai palazzi e ai depositi di munizioni. Fonti sovietiche riportano di 1562 vittime tra i propri ranghi e di 560 dispersi durante l'intero periodo di riferimento.[13]

I Fratelli della foresta erano maggiormente attivi nelle zone attigue alla frontiera: Dundaga, Taurkalne, Lubāna, Aloja, e Līvāni. Nelle regioni orientali collaborarono con gli Estoni, mentre in quelle occidentali parteciparono insieme ai Lituani. Nonostante ciò, in Estonia e Lituania, subirono infiltrazioni da parte delMVD e dell'NKVD e a seguito di ciò molti partigiani furono scoperti ed uccisi. L'assistenza occidentale fu seriamente compromessa dallo spionaggio sovietico e da agenti lettoni di dubbia fedeltà come Augusts Bergmanis e Vidvuds Sveics.[14] tanto da far perdere il loro controllo sulle città.

In Lituania[modifica | modifica wikitesto]

Fra le tre nazioni baltiche la resistenza fu meglio organizzata in Lituania, dove le unità di guerriglia erano effettivamente in grado di controllare intere regioni della campagna fino al 1949. I loro armamenti includevano pistole ceche della Skoda, pesanti automatiche russe M1910, vari tipi di mortai ed una varietà di pistole tedesche.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Woods, Alan. Bolshevism: The Road to Revolution, Wellred Publications, Londra, 1999. ISBN 1-900007-05-3
  2. ^ Skultans, Vieda. The Testimony of Lives: Narrative and Memory in Post-Soviet Latvia, pp. 83-84, Routledge, Prima edizione, 22 dicembre, 1997. ISBN 0-415-16289-0
  3. ^ N.B.a differenza di Estonia e Lettonia, la Lituania non ebbe mai una divisione di Waffen-SS
  4. ^ a b Kaszeta, Daniel J. Lithuanian Resistance to Foreign Occupation 1940-1952, Lituanus, Volume 34, No. 3, Fall 1988. ISSN 0024-5089
  5. ^ Mackevicičius, Mečislovas. Lithuanian Resistance to German Mobilization Attempts 1941-1944, Lituanus Vol. 32, No. 4, Inverno 1986. ISSN 0024-5089
  6. ^ Lettera Harry N. Rosenfield, Presidente della United States Displaced Persons Commission, a Mr. Johannes Kaiv, console generale d'Estonia, in un memorandum per l'addetto estone nelle zone della Germania controllate dagli Stati Uniti, sulla questione di un nascente corpo Legionario Estone sotto controllo americano. 13 settembre, 1950.
  7. ^ Feldmanis, Inesis and Kangeris, Kārlis. The Volunteer SS Legion in Latvia, Ministero degli affari esteri della Repubblica di Lettonia, n.d.
  8. ^ a b Mart Laar. Guerra nelle foreste: la lotta dell'Estonia per sopravvivere, 1944-1956, tradotto in inglese da Tiina Ets, Compass Press, novembre 1992. ISBN 0-929590-08-2
  9. ^ Misiunas, Romuald e Taagepera, Rein. The Baltic States: Years of Dependence, 1940-1990, University of California Press, expanded & updated edition, 1 ottobre 1993. ISBN 0-520-08228-1
  10. ^ Laar, p. 203-208
  11. ^ a b c Laar, p. 24
  12. ^ Plakans, Andrejs. The Latvians: A Short History, 155. Hoover Institution Press, Stanford, 1995.
  13. ^ Plakans, p. 155
  14. ^ Laar, p. 27

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daumantas, Juozas L. Fighters for Freedom, Manyland Books, New York, dicembre 1975. ISBN 0-87141-049-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Vienui Vieni ("Utterly Alone") – 2004 film circa i Fratelli della foresta lituani, basato sulla vita reale di Juozas Lukša aka Juozas L. Daumantas