Resistenza baltica

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La resistenza baltica è il movimento armato clandestino di opposizione prima all'occupazione sovietica della Repubbliche Baltiche, iniziata nel 1940 dall'Unione Sovietica, poi dell'occupazione tedesca negli anni 1941-1944. La resistenza contro i sovietici è proseguita oltre il termine della Seconda guerra mondiale, fino agli anni cinquanta.

La resistenza antisovietica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fratelli della foresta e Erna Luuregrupp.

La resistenza antitedesca[modifica | modifica wikitesto]

Estonia[modifica | modifica wikitesto]

A causa dell'insolito carattere indulgente che l'occupazione tedesca ebbe in Estonia, la resistenza estone (Eesti vastupanuliikumine) si sviluppò lentamente rispetto ad altri paesi. Dal 1943, però, molti estoni furono coinvolti in attività clandestine che andavano dalle pubblicazioni illegali allo spionaggio alle azioni di sabotaggio. Tra i nomi rimasti famosi in Estonia, si trovano: Adolf Aitsen, Rein Alasoo, Eduard Aumere, Richard Ehrlich, Mercedes-Angela Jaus, Evald Kallas, Vera Kraubner, Hendrik Kuivas, Helmi Kurs, Georgi Loik, Aleksander Looring, Johanna Lunter, Mihkel Mihkelson, Jaan Nahodsen, Irmgard Nurmhein, Leonida Parvits, Erik Paulson, Villem Pivkan, Eduard Planken, Ludvig Prints, Kaarel Raidväli, Astra Randkivi, Ireene Reinhold, Aleksei Saar, Tarmo Talvi e Artur Vaha.

Lettonia[modifica | modifica wikitesto]

La resistenza lettone era divisa tra le unità indipendentiste sotto il comando del Consiglio Centrale Lettone e le unità filo-sovietiche sotto il comando dello Stato Maggiore del Movimento Partigiano a Mosca, il cui comandante lettone era Arturs Sprogis. Molti lettoni furono attivamente coinvolti nella resistenza contro le persecuzioni naziste: ad esempio, Žanis Lipke rischiò la vita per salvare più di cinquanta ebrei. Il Consiglio Centrale Lettone era stato costituito da circoli da ambienti della società civile lettone per portare avanti un piano di cospirazione antinazista; pubblicava il periodico fuorilegge Briva Latvija ("Lettonia libera"), di idee democratiche e propugnatore dell'idea di ristabilire la democrazia in Lettonia dopo la guerra.

Lituania[modifica | modifica wikitesto]

In lituania le lotte partigiane contro i nazisti erano deboli poiché la convivenza con i tedeschi era abbastanza tranquilla e non arrecava disordini. I lituani a loro volta erano anche in parte alleati con i tedeschi. Ciò era dovuto alla speranza, malriposta, di riottenere l' agognata indipendenza internazionale dall' occupazione Urss del 1940. Gli unici esempi di partigiani erano i socialisti e comunisti che si limitavano a spiare o in rari casi sabotare le SS locali.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]