Stato fantoccio

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Politici, ministri ed alti dignitari del Manchukuo, stato fantoccio dell'Impero giapponese durante la Seconda guerra mondiale

Uno Stato fantoccio è una forma di governo che, anche se formalmente appartiene alla cultura del popolo governato, in realtà deve la sua esistenza a un'entità più potente, di solito uno Stato estero, che la controlla, l'appoggia e la difende. Questo tipo di governo, anche detto regime fantoccio, è una condizione più gravosa di quella di Stato satellite o di protettorato, ma meno intrusiva dell'occupazione militare o dell'annessione.

Può essere istituito uno Stato vassallo in conseguenza a una sconfitta militare quando il vincitore non è abbastanza forte militarmente per imporre pieno controllo sullo sconfitto o non ha sufficiente popolazione per colonizzare i territori neo-acquisiti. Come compromesso viene deciso un tributo, dovuto dallo sconfitto al vincitore.

In uno Stato fantoccio è implicato il collaborazionismo, ovvero la collaborazione con lo Stato dominante, ma viceversa un atteggiamento di collaborazione non sottintende necessariamente una subordinazione giuridica e può essere semplicemente dovuto a ragioni militari o politiche, come nel caso della Francia di Vichy.

Caratteristiche giuridiche[modifica | modifica wikitesto]

Un territorio viene definito regime fantoccio quando presenta le seguenti caratteristiche istituzionali:

  • i centri vitali del territorio vengono occupati militarmente dalla potenza egemone;
  • il territorio viene organizzato tramite uno Stato locale legalmente distinto da quello della potenza egemone;
  • il governo locale possiede un Capo dello Stato autoctono formalmente nominato secondo procedure legali interne, ma in realtà giunto a tale carica per pressione diplomatica e/o militare della potenza egemone;
  • il governo locale viene legalmente riconosciuto come Stato sovrano dalla potenza egemone ed eventualmente dagli alleati della stessa (punto saliente di differenziazione con la condizione di Protettorato), ma tale condizione non viene riconosciuta dalla comunità internazionale (punto saliente di differenziazione con la condizione di Stato satellite), la quale considera la potenza egemone come giuridicamente responsabile per il territorio in questione.

Esempi storici[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Era pratica usuale della Repubblica Romana prima, e dell'Impero Romano poi, quella di mantenere formalmente in carica i governanti dei Regni che si sottomettessero volontariamente al potere di Roma, anziché andare allo scontro bellico. Ricordiamo ad esempio:

Ma già in precedenza altri grandi imperi avevano optato per forme più moderate di dominio sulle loro conquiste più lontane:

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Età rivoluzionaria francese e napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

In età moderna la condizione di Stato fantoccio è solitamente circoscritta a periodi di gravi tensioni internazionali se non di guerra; in tempo di pace, infatti, o il territorio vassallo tende a recuperare parzialmente o totalmente la sua autonomia, oppure la Potenza egemone tende a gettare la maschera e a ridurre il territorio ad un Protettorato se non a procederne all'annessione. È dunque durante l'Età rivoluzionaria francese e l'Età napoleonica, periodo di continui conflitti militari, che assistiamo a l'insorgere di numerosi casi classificati come Governi fantoccio di Napoleone Bonaparte:

Stati rivoluzionari e napoleonici in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Stati rivoluzionari e napoleonici in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Altri esempi ottocenteschi possono essere considerati:

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda guerra mondiale le potenze dell'Asse, in particolare la Germania e il Giappone, stabilirono degli Stati fantoccio in alcuni dei territori conquistati.

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle nazioni sconfitte dalla Germania nazista furono sottoposte a regimi fantoccio, col fine di formare un'Europa ideologicamente affine alle idee dell'Asse. L'Unione Sovietica, invece, instaurò dei regimi proni ai propri voleri tra il 1944 e il 1945, gettando così le basi per il Patto di Varsavia. Gli Stati fantoccio sviluppatisi nel corso della guerra furono:

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo imperiale del Giappone, e in particolare durante la Guerra del Pacifico, il Giappone stabilì un gran numero di Stati dichiarati indipendenti dal governo nipponico in un processo di decolonizzazione, ma che gli storici concordano nel definire "vassalli" poiché privi di reale autogoverno, perlomeno nel breve lasso di tempo che ebbero vita. I governi fantoccio del Giappone furono:

I bantustan[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni settanta e ottanta, quattro bantustan etnici, alcuni dei quali particolarmente frammentati al loro interno, furono separati dal Sudafrica e fu loro data sovranità formale. Due furono per il popolo Xhosa: Ciskei e Transkei, una per i Tswana (Bophuthatswana) e una per i Venda (Repubblica del Venda). Nessuno di questi Stati fu riconosciuto dalla comunità internazionale che li considerava entità legate alla politica dell'apartheid, e alla fine tutti e quattro i territori vennero reincorporati nel Sudafrica nel 1994.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Uso politico del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è spesso utilizzato in maniera strumentale da persone di parte contrarie a un certo tipo di governo, in modo da screditarne il reale potere. Alcuni utilizzano anche il termine "stato fantoccio" per identificare la mancanza di legittimazione politica di un governo.

Secondo conflitto mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai casi succitati, che trovano oggi concordanza fra gli storici, numerosi altri governi imposti dall'Asse durante il secondo conflitto mondiale, furono definiti come fantocci dagli Alleati, ma una corretta analisi non può classificarli come tali. L'esempio più famoso è quello della Repubblica di Vichy, governo della Francia dal 1940, che non può essere catalogato come fantoccio, ma solo come satellite, dato che il Capo dello Stato, Philippe Pétain, raggiunse la massima carica dello Stato indipendentemente dalle decisioni tedesche, mantenne il controllo esclusivo dell'ampio dominio coloniale e fu riconosciuto come rappresentante legittimo del governo francese dalla maggior parte della comunità internazionale, ed in particolar modo dal governo degli Stati Uniti. Solo dall'autunno del 1942, con l'occupazione tedesca della Zona Libera e quella inglese del territorio coloniale, il governo di Vichy cessò di essere uno Stato neutrale e fu sottoposto ad occupazione militare.

Guerra Fredda[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Guerra Fredda, diventò comune l'affermazione che ogni Stato era semplicemente un fantoccio nelle mani di una superpotenza, una tendenza che rifletté la visione che la guerra era solo un conflitto tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Ogni Stato che pertanto decideva di schierarsi con gli USA o con l'URSS veniva pertanto definito fantoccio dell'uno o dell'altro. In linea con questo pensiero, fu coniato il termine "Impero sovietico", termine che dipingeva il blocco comunista come un potere centralizzato controllato da Mosca. Gli Stati Uniti erano conosciuti come l'"impero yankee" in altre regioni del mondo, in particolare nell'America Latina. Questa definizione potrebbe essere però definita errata per quanto riguarda l'Impero Yankee dato che in più occasioni (come la crisi del Canale di Suez o in generale l'esistenza di partiti comunisti nei vari stati, come il PCI italiano) le potenze dell'occidente risultavano divise nelle scelte di politica interna ed estera e pertanto indipendenti le une dalle altre, tale da non giustificare l'idea di un potere assoluto degli USA sui loro alleati, cosa che invece era palese nel blocco guidato dall'URSS, come dimostra l'esito della rivoluzione ungherese del 1956 e la Primavera di Praga del 1968 (a cui seguì la Dottrina Brezhnev, che affermava esplicitamente la sovranità limitata dei paesi del Patto di Varsavia rispetto all'URSS); tra gli stati comunisti non definibili come vassalli della Russia si annoverano invece Cina, Vietnam e per certi versi Cuba (la cui politica dei fuochi rivoluzionari era ben poco gradita a Mosca), gli stati africani legati a Mosca (Angola, Mozambico, Etiopia) e l'Albania ben prima che si schierasse con la Cina. Queste eccezioni sono accomunate da alcuni aspetti: divergenze ideologiche (per esempio quelle tra comunismo maoista e quello sovietico, anche prima della rottura del 1961), distanza territoriale dalla Russia (che rendeva l'intervento sovietico estremamente difficoltoso), forza militare autonoma, capacità del regime comunista di nascere in maniera autonoma dall'intervento sovietico (come a Cuba e in Yugoslavia prima della rottura di quest'ultima con Stalin). Anche all'interno del blocco sovietico più tradizionale non mancarono alcune differenze di vedute tra paesi del patto di Varsavia e Mosca, in particolare le posizioni della Romania e della Polonia nei tardi anni '50, grazie soprattutto alla visione più distensivista di Kruscev rispetto ai suoi successori.

Un esempio di accuse e contro accuse di essere uno stato fantoccio, tipico della guerra fredda, può essere considerato quello dei governi della Corea del Nord e del Sud: entrambi hanno tacciato l'altro di essere uno Stato fantoccio, in modo da legittimare la pretesa di essere l'unica forma di potere esistente della penisola, mentre il rivale sarebbe stato solo una pedina in mano all'Unione Sovietica o agli Stati Uniti.

Guerra al terrorismo[modifica | modifica wikitesto]

In tempi più recenti, l'invasione statunitense all'Afghanistan e quella all'Iraq del 2003 hanno portato a cambi di regime a favore degli USA in queste nazioni, facendo nascere accuse tra i critici di aver creato dei regimi fantoccio negli stati invasi.

Spesso, d'altronde, i governi che prendono il potere dopo un intervento militare straniero sono spesso chiamati dai critici "governi fantoccio", come ad esempio il governo di Hamid Karzai nell'Afghanistan del dopo-talebani. Talvolta, queste accuse sono mosse per destabilizzare l'ordine politico del Paese o per incoraggiare un colpo di Stato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Romania - Armistice Negotiations and Soviet Occupation

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]