Battaglia del mar dei Coralli

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Battaglia del mar dei Coralli
Parte della seconda guerra mondiale

Schema dello svolgimento della battaglia
Data: 4 maggio - 8 maggio 1942
Luogo: mar dei Coralli, vicino all'Australia, Nuova Guinea, e alle isole Salomone
Esito: vittoria giapponese tattica, vittoria alleata strategica
Schieramenti
bandiera Stati Uniti
bandiera Australia
Bandiera del Giappone Impero giapponese
 
Comandanti
Frank Jack Fletcher Shigeyoshi Inoue
Effettivi
2 portaerei di squadra, 3 incrociatori 2 portaerei di squadra, 1 portaerei leggera, 4 incrociatori
Perdite
1 portaerei di squadra, 1 cacciatorpediniere, 1 petroliera, 540 uomini 1 portaerei leggera, 1 cacciatorpediniere, 3.500 uomini
Campagna Pacifico 1941-42
Pearl HarborThailandMalesiaHong KongFilippineForza ZIsole WakeBorneoTarakanRabaulBalikpapanAmbonSingaporeStretto di MakassarPalembangDarwinStretto di BadungTimorMare di JavaJavaOceano IndianoRaid di DoolittleMar dei CoralliMidway

La battaglia del mar dei Coralli, combattuta dalla marina statunitense e da quella giapponese, all'inizio di maggio del 1942, fu il primo grosso scontro tra portaerei della seconda guerra mondiale, e una della mezza dozzina di battaglie più importanti della guerra del Pacifico. Fu anche la prima battaglia navale a svolgersi a lunga distanza; nessuna delle due flotte di superficie avvistò l'altra.

Il 1 maggio 1942 il comando americano nel Pacifico invia due task force, sotto la guida delle portaerei Yorktown e Lexington, nel tratto di oceano compreso tra la Nuova Guinea e le isole Salomone, per contrastare il tentativo nipponico di sbarco a Port Moresby (Guinea del Nord) previsto per il 10 maggio.

Le task force sono composte da unità statunitensi (le due portaerei, gli incrociatori pesanti Astoria, Chester, Chicago, Minneapolis, New Orleans, Portland, 13 cacciatorpediniere e 3 navi appoggio) e australiane (l'incrociatore pesante Australia e quello leggero Hobart).

La 4a flotta giapponese destinata a realizzare lo sbarco in Nuova Guinea, l'operazione "Mo", comprende 3 portaerei (Shokaku, Shoho e Zuikaku), 8 incrociatori (Aoba, Haguro, Furutaka, Myoko, Kako, Kinugasa, Tatsuta, Tenryu), 17 cacciatorpediniere, una nave trasporto idrovolanti, 3 cannoniere, un posamine e diverse unità ausiliarie oltre a 7 sommergibili.

Il 4 maggio aerei decollati dalla Yorktown affondano un cacciatorpediniere e 3 unità ausiliarie nipponiche; nei due giorni successivi le opposte flotte non riescono a incrociare i colpi.

La mattina del 7 maggio un ricognitore USA intercetta 2 portaerei e 4 incrociatori giapponesi subito attaccati da 93 aerei statunitensi che affondano la portaerei Shoho. A loro volta i giapponesi causano l'inabissamento di un cacciatorpediniere e una petroliera americani.

L'8 maggio aerei USA trovano e attaccano la flotta nemica colpendo la Shokaku in modo grave, mentre dal ponte delle portaerei giapponesi decollano 70 aerei che riescono a colpire e a rendere inutilizzabile la Lexington, prima che il comando nipponico decida il rientro alla base. Prima di notte il contrammiraglio Fletcher, a capo della flotta alleata, ordina l'evacuazione della "Lady Lex" e il suo affondamento per evitare che cada in mano al nemico.

L'esito della battaglia del mar dei Coralli (prima battaglia aereonavale della storia combattuta esclusivamente da aerei, senza diretto contatto tra le unità navali) è quindi una vittoria parziale delle forze giapponesi, ma nel Pacifico gli alleati hanno impedito lo sbarco in Nuova Guinea e, per la prima volta dall'inizio del conflitto, riescono nell'impresa di contrastare efficacemente un'iniziativa dell'impero del sol levante.

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