Campagna della Linea Sigfrido

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Campagna della Linea Sigfrido
Soldati statunitensi attraversano la Linea Sigfrido
Soldati statunitensi attraversano la Linea Sigfrido
Data 15 settembre 1944 - 21 marzo 1945
Luogo Linea Sigfrido
confine Francia - Germania
Causa Tentativo tedesco di fermare l'avanzata alleata
Esito Vittoria degli Alleati
Modifiche territoriali Occupazione alleata della Renania
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
5 412 000 uomini[1] ~1 500 000 uomini
Perdite
USA: 240 082 vittime
50 410 morti
172 450 feriti
24 374 catturati o dispersi[2]
300 000 vittime
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La campagna della Linea Sigfrido fu una delle fasi più lunghe, aspramente combattute e sanguinose della guerra sul Fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale, tra le forze Alleate e l'Esercito tedesco schierato sul cosiddetto Westfront.
Gli scontri si prolungarono dal settembre 1944, periodo dell'arrivo delle forze anglo-americane a contatto, dopo la vittoriosa battaglia di Normandia, con la Linea Sigfrido tedesca, frettolosamente riattivata dal comando della Wehrmacht, al marzo 1945, con il definitivo superamento delle fortificazioni tedesche, la conquista della Renania e l'inizio della battaglia per l'attraversamento del Reno e l'invasione della Germania occidentale.

Sono comprese in questa campagna, dalla maggior parte della storiografia moderna, non solo le lente e difficoltose offensive alleate lungo tutto il fronte occidentale nel periodo autunnale del 1944, ma anche la breve fase controffensiva tedesca culminata nell'offensiva delle Ardenne del dicembre 1944.

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo lo sbarco alleato, il contrattacco tedesco in Normandia che ebbe come cardine Mortain non solo non ebbe esito rispetto alle aspettative di Hitler che prevedevano l'annientamento della forza di sbarco alleata, ma comportarono la distruzione di parte della VII armata tedesca nella sacca di Falaise; in seguito a questi fatti il generale Von Kluge si suicidò per non dover comparire davanti ad Hitler, anche perché era stato coinvolto nel attentato a Hitler del 20 luglio 1944.

Dopo la liberazione di Parigi da parte delle forze della Francia Libera nel tardo luglio 1944, gli Alleati fermarono l'avanzata per raggrupparsi e riorganizzarsi prima di avanzare verso il Reno. La pausa permise anche alla Germania di rinforzare le proprie linee — cosa che non era stata in grado di fare a ovest di Parigi dopo la decimazione delle forze tedesche durante l'operazione Cobra. In questo modo gli Alleati riuscirono ad avanzare rapidamente contro un nemico in grado di offrire solo una scarsa resistenza. Molti paesi e città, tra cui Anversa e il suo porto, vennero liberati con poche resistenze.

A metà di settembre 1944 i tre gruppi di armate Alleati, il 21º Gruppo anglo-americano (maresciallo superiore Bernard Montgomery), a nord, il 12º Gruppo statunitense (generale Omar Bradley), al centro, e il 6º Gruppo franco-americano (tenente generale Jacob L. Devers) che avevano liberato la Francia meridionale nell'Operazione Dragoon sulla costa francese del mar Mediterraneo — formando così un vasto fronte compatto a ovest della Germania, comandato da Eisenhower.

Mentre i generali Montgomery, Bradley e Patton erano tutti a favore di una spinta diretta verso la Germania, Eisenhower era di parere contrario. Egli sosteneva invece una strategia che prevedeva la formazione di un ampio fronte e avrebbe permesso agli Alleati di riorganizzarsi e spostare le forze in caso di necessità e proteggere le operazioni vitali di rifornimento sulla retroguardia.

La rapida avanzata attraverso la Francia aveva causato un indebolimento della logistica, resa peggiore dalla mancanza di un porto con acque profonde come Cherbourg, che si trovava relativamente distante; Anversa, unica città con un porto simile, rimase chiuso ai trasporti alleati fino alla messa in sicurezza dell'estuario del fiume Schelda. Inoltre, man mano che la campagna progrediva, si sentiva l'effetto della mancanza di truppe fresche in prima linea.

Erano presenti due ostacoli principali per l'offensiva successiva degli Alleati: il primo era costituito dalle barriere naturali dei fiumi della Francia orientale, mentre il secondo era la linea Sigfrido stessa.

Logistica e rifornimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante lo sfondamento delle linee tedesche avesse richiesto più tempo del previsto, fino a settembre i progressi avevano superato le aspettative. Bradley, per esempio, a settembre aveva quattro divisioni in più di quello che aveva pianificato e tutte le sue forze erano più avanti di 200 km della posizione prevista. I rifornimenti erano tuttavia insufficienti per mantenere l'avanzata, poiché la richiesta aveva superato le disponibilità pianificate.

Molto materiale bellico doveva ancora essere portato a terra attraverso le spiagge occupate dagli Alleati e attraverso l'unico porto Mulberry rimasto. Anche se vennero utilizzati piccoli porti come Isigny-sur-Mer, Port-en-Bessin-Huppain e Courcelles, i porti principali, come Calais, Boulogne-sur-Mer, Dunkerque e Le Havre restavano sotto il controllo tedesco oppure erano stati sistematicamente distrutti. La disponibilità di Cherbourg-Octeville sarebbe potuta essere preziosa durante la fase di sfondamento, ma successivamente il fattore limitante divenne il trasporto dei rifornimenti alle truppe che stavano avanzando velocemente.

Mentre il carburante veniva trasportato con successo dall'Inghilterra verso la Normandia attraverso l'operazione Pluto, questo doveva essere portato al fronte. Le linee ferroviarie erano state distrutte in gran parte dagli attacchi alleati, e la loro riparazione si rivelò troppo impegnativa. Venne deciso di impiegare degli automezzi, ma circa 1 500 mezzi inglesi erano inutilizzabili a causa di malfunzionamenti al motore, quindi si dovette ricorrere a compagnie di trasporto statunitensi, che non avevano la capacità richiesta dalle circostanze.

Le forze dell'operazione Dragoon che avanzavano dalla Francia meridionale erano adeguatamente rifornite da Tolone e Marsiglia poiché avevano catturato dei porti intatti e le linee ferroviarie locali erano meno danneggiate. Queste fonti rifornirono circa il 25% delle necessità delle forze Alleate.

Il sistema di rifornimento statunitense era percepito come incapace di accelerare la soluzione e di essere troppo burocratico, poiché impiegava circa 11 000 dipendenti. Il sistema logistico e il suo comandante, il generale John C. H. Lee, vennero criticati dagli altri generali statunitensi. Le mancanze nei rifornimenti alle unità più avanzate vennero compensate con delle soluzioni non ufficiali, come la "deviazione" di materiali che erano destinati altrove. Eisenhower non poteva esercitare la sua autorità poiché il sistema logistico rispondeva direttamente a Washington e non al Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force, ma venne criticato comunque per non aver esercitato la sua influenza e dunque una pressione maggiore.

La semplice occupazione di Anversa non era sufficiente, perché i territori attorno alla Schelda avrebbero dovuto essere liberati prima di aprire il suo porto. Questa operazione fu essenziale perché fino a quel momento le linee principali di rifornimento si estendevano fino alla Normandia e soffrivano di problemi seri. Il problema di Anversa era costituito dal blocco della Germania dell'accesso sul mare del porto, che occupava le isole della Schelda.

Il ritardo nella messa in sicurezza dell'area venne avvertito come un fallimento nella strategia del fronte largo di Eisenhower, poiché impedì al 21º Gruppo d'Armate inglese di Montgomery di avanzare e permise alla 15ª Armata tedesca di occupare e rinforzarsi. Un attacco immediato a settembre probabilmente avrebbe liberato la Schelda senza difficoltà. Eisenhower fu obbligato a limitare i comandanti dei gruppi d'armata ad effettuare solo un progresso per volta e la resistenza tedesca fu in grado di organizzarsi e di ottenere delle riserve. La messa in sicurezza della Schelda venne affidata alla 1ª Armata canadese.

Soldati impiegati[modifica | modifica wikitesto]

Le armate tedesche avevano perso molte truppe in Normandia, e per questo motivo circa 20 000 unità della Luftwaffe vennero spostati nell'esercito; le truppe incapaci di continuare a combattere furono ritirate dal fronte e vennero create nuove unità Volkssturm addestrando dei civili.

Le risorse inglesi erano limitate dopo 5 anni di guerra e a seguito di impieghi su scala mondiale. Le sostituzioni non erano più sufficienti a coprire le perdite e alcune formazioni vennero smantellate per rafforzare le altre. Anche i canadesi avevano truppe limitate. A causa della riluttanza di alcuni franco-canadesi di servire in una guerra anglosassone, il servizio militare all'estero era volontario e limitò il numero di truppe canadesi.

Le perdite statunitensi richiesero delle sostituzioni che a volte non pronte per le dure condizioni della parte finale della campagna. Dopo la Battaglia delle Ardenne fu particolarmente chiara la scarsità di truppe disponibili e gli Stati Uniti allentarono il loro embargo sull'impiego di soldati afro-americani nelle formazioni di combattimento.[3] Essi prestarono un buon servizio e ciò spinse per un cambiamento divenuto poi permanente nelle loro politiche militari.

Per la fine dell'anno, l'esito della guerra divenne sempre più chiaro. Nel contempo era sempre più difficile chiedere ai soldati alleati di rischiare la propria vita, quando la pace era un obiettivo sempre più vicino: nessuno voleva essere l'ultimo uomo ucciso della guerra.

Gruppo di armate del Nord (21º Gruppo d'Armate)[modifica | modifica wikitesto]

Market Garden[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Market Garden.

L'operazione Market Garden fu la prima operazione della campagna e venne diretta da Montgomery, il cui obiettivo era di creare una testa di ponte sicura a nord, presso Anversa, in modo da avere la meglio sulla Linea Sigfrido.

Market Garden era suddivisa in due fasi. LOperazione Market che sarebbe dovuta essere la più grande operazione di truppe paracadutiste della storia, impiegando più di tre divisioni di statunitensi, inglesi e polacchi, per catturare i ponti chiave ed evitare la loro demolizione da parte dei soldati tedeschi. LOperazione Garden doveva scattare successivamente, e prevedeva un attacco da terra del XXX Corpo della 2ª Armata britannica con il compito di presidiare pesantemente l'area e permettere ai paracadutisti di essere impiegata per nuovi compiti. Venne ipotizzato che le forze tedesche sarebbero state in rotta dalla campagna precedente e incapaci di porre un'opposizione pesante.

In caso di successo, gli Alleati avrebbero disposto di un percorso diretto in Germania attraverso i Paesi Bassi, che oltrepassava le difese tedesche posizionate molto più a sud. Inoltre, Montgomery sarebbe stato in una buona posizione per aiutare a ripulire la Schelda dalle forze nemiche. In questo modo il porto di Anversa, che era stato catturato in precedenza, avrebbe potuto essere utilizzato.

Eisenhower approvò l'operazione Market Garden, fornendo la priorità dei rifornimenti al 21º Gruppo d'Armate statunitense e spostò la prima armata a nord delle Ardenne per organizzare degli attacchi limitati e distrarre le difese tedesche verso sud, lontano dai siti interessati.

Inizialmente gli eventi si svolsero come previsto dagli Alleati: la 101ª Divisione Aviotrasportata e l'82ª Divisione Aviotrasportata raggiunsero i loro obiettivi ad Eindhoven, Veghel e Nimega. Anche se gli atterraggi nella regione attorno ad Arnhem erano all'interno delle aree previste, la 1ª Divisione Aviotrasportata britannica atterrò ad una certa distanza dal ponte di Arnhem e solo nella riva nord del fiume. Inoltre la divisione perse gli equipaggiamenti vitali - jeep e armi pesanti anticarro - quando gli alianti atterrarono schiantandosi. Inoltre venne fatta una grave sottostima delle forze tedesche presenti nella regione. A peggiorare la situazione, le cattive condizioni meteorologiche impedirono i rinforzi aerei e ridussero i rifornimenti. La resistenza della Germania fu molto efficace e i tedeschi riuscirono a fermare le manovre alleate.

L'operazione Market Garden fu un fallimento. Il ponte di Arnhem non venne catturato e i paracadutisti inglesi soffrirono tremende perdite, attorno al 77%.

Battaglia della Schelda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia della Schelda.

La situazione logistica stava diventando critica, quindi l'apertura del porto di Anversa divenne una delle priorità principali. Il 12 settembre 1944 il compito di liberare la Schelda dalle forze ostili venne affidato alla 1ª Armata canadese, al comando del tenente generale Guy Simonds. La 1ª Armata canadese comprendeva la 1ª Divisione Corazzata polacca, la 49ª Divisione Fanteria inglese, la 52ª Divisione inglese e il I Corpo d'armata inglese.

Erano state pianificate quattro operazioni principali. La prima consisteva nella liberazione dell'area a nord di Anversa e mettere in sicurezza l'accesso a South Beveland. La seconda prevedeva la liberazione della sacca di Breskens a nord del canale Leopold ("Operazione Switchback"). La terza operazione, chiamata Operazione Vitality, consisteva nella cattura di South Beveland, ed infine la cattura dell'isola Walcheren, che era stata fortificata e trasformata in una potente roccaforte.

Il 21 settembre iniziò l'avanzata. La 4ª Divisione Corazzata canadese, muovendosi verso nord verso la riva sud della Schelda attorno alla città di Breskens, fu la prima ad affrontare il formidabile ostacolo della doppia linea di canali "Leopold" e "Dérivation de la Lys". Questi vennero attraversati e venne stabilita una testa di ponte, ma potenti azioni di contrattacco tedesche costrinsero la divisione a ritirarsi e subire pesanti perdite. La 1ª Divisione Corazzata polacca riuscì ad avere maggior successo, spostandosi a nordest verso la costa, occupando Terneuzen e liberando la riva sud della Schelda a est di Anversa. Divenne chiaro tuttavia che ulteriori progressi sarebbero stati possibili ad un costo enorme.

La 2ª Divisione Fanteria canadese iniziò la sua avanzata da nord verso Anversa il 2 ottobre. Soffrì molte perdite, tra cui la quasi totale distruzione del Reggimento Black Watch della 5ª Brigata Fanteria il 13 ottobre. Tuttavia, tre giorni dopo i canadesi riuscirono a prendere Woensdrecht, a seguito di un immenso sbarramento di artiglieria che costrinse i tedeschi alla ritirata. Questa operazione tagliò South Beveland e Walcheren dalla terra ferma e permise di raggiungere l'obiettivo della prima operazione.

Bernard Montgomery inviò una direttiva che poneva l'apertura dell'estuario della Schelda come prima priorità. A est, la 2ª Armata britannica attaccò verso ovest per liberare la parte a sud del fiume Maas. In questo modo fu più facile mettere in sicurezza la regione della Schelda da eventuali contrattacchi esterni.

Nell'"Operazione Switchback", la 3ª Divisione Fanteria canadese partecipò ad un attacco su due fronti: mentre la 7ª Brigata Fanteria attraversava il canale Leopold, la 9ª Brigata lanciava un assalto anfibio dalla parte costiera della sacca. Nonostante la strenua resistenza dei tedeschi, la 10ª Brigata attraversò Leopold e l'8ª si spostò verso sud, aprendo una via di rifornimento verso la sacca.

L'"Operazione Vitality", la terza fase principale della battaglia, prese il via il 24 ottobre. La 2ª Divisione Fanteria canadese iniziò ad aprire un varco verso South Beveland, ma venne rallentata dalle mine, dal fango e da una forte resistenza nemica. La 52ª Divisione inglese lanciò un attacco anfibio per posizionarsi dietro le linee difensive tedesche. In questo modo le formidabili difese della Germania vennero aggirate, e la 6ª Brigata Fanteria canadese iniziò un attacco frontale con barche da assalto. Gli ingegneri furono in grado di creare un passaggio sul canale nella strada principale. A questo punto le difese crollarono e venne liberata South Beveland.

La quarte ed ultima fase, l'"Operazione Infatuate", era costituita dall'attacco all'isola fortificata di Walcheren, all'imboccatura della Schelda occidentale. Le dighe dell'isola vennero attaccate dai bombardieri della RAF il 3, il 7 e l'11 ottobre. In questo modo la parte centrale dell'isola fu inondata e i tedeschi furono costretti a ritirarsi nelle colline e fu possibile utilizzare i veicoli anfibi. Le unità della 2ª Divisione Fanteria canadese attaccarono e dopo sforzi accaniti, stabilirono un punto d'appoggio precario. Essi vennero aiutati da un battaglione della 52ª Divisione britannica. Assieme agli attacchi provenienti dall'acqua, la 52ª continuò ad avanzare.

Gli approdi anfibi iniziarono il 1º novembre da parte della 155ª Brigata Fanteria britannica in una spiaggia nella regione sud-orientale di Vlissingen. Nei giorni seguenti intrapresero combattimenti pesanti nelle strade contro i difensori tedeschi. Sempre il 1º novembre, dopo un pesante bombardamento navale della marina inglese, le truppe della 4ª Brigata Commandos, con unità del 10º Commando interalleato costituito da truppe belghe e norvegesi, supportate da veicoli corazzati specializzati della 79ª Divisione Corazzata, approdarono ad entrambi i lati sul bacino della diga. Una piccola forza si spostò verso sud-est, verso Vlissingen, mentre la forza principale si mosse verso nord est per ripulire la parte a nord di Walcheren e ricongiungersi con le truppe canadesi che avevano stabilito una testa di ponte nella parte orientale dell'isola. Nuovamente i tedeschi opposero una forte resistenza e i combattimenti continuarono fino al 7 novembre. Il giorno successivo un gruppo di veicoli anfibi entrarono a Middelburg, la capitale di Walcheren.

Nel frattempo, la 4ª Divisione Corazzata canadese si era spinta verso est oltre Bergen-op-Zoom verso Sint Philipsland dove affondò numerosi vascelli nemici nel porto di Zijpe. Con la liberazione del porto di Anversa, la quarta fase della Battaglia degli Schelda era completata e il 28 novembre il primo convoglio approdò nel porto.

Gruppo centrale di armate (12º Gruppo d'Armate)[modifica | modifica wikitesto]

Aquisgrana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Aquisgrana.

La 1ª Armata statunitense aveva il compito di catturare la città di Aquisgrana, un compito che doveva esser svolto, prima di avanzare nell'assalto alla linea Sigfrido stessa. Inizialmente la città sarebbe dovuta essere oltrepassata e tagliata fuori, in un tentativo degli Alleati di imitazione della tattica Blitzkrieg tedesca, che si era dimostrata molto efficace. Tuttavia la città era la prima ad essere attaccata sul suolo tedesco ed era molto importante simbolicamente per i tedeschi. Adolf Hitler in persona ordinò di rinforzare il presidio e mantenere la città. In questo modo i comandanti alleati furono costretti a riorganizzare la loro strategia.

Alcuni storici, tra cui Stephen Ambrose, hanno suggerito che l'assedio di Aquisgrana fu un errore. La battaglia arrestò l'avanzata verso est degli alleati, che subirono circa 5 000 perdite. I combattimenti furono strada per strada, casa per casa. La loro brutalità impiegò tutte le risorse alleate disponibili delle armate che stavano avanzando. Ambrose ipotizzò si sarebbe potuto utilizzare una strategia più efficace, come l'isolamento del presidio ad Aquisgrana e il proseguimento verso est dell'avanzata verso il cuore della Germania. In teoria, avrebbe eliminato la possibilità ai tedeschi ad Aquisgrana di continuare a combattere, tagliandogli le linee di rifornimento e in questo modo sarebbero stati costretti ad arrendersi o uscire dalla città per cercare di ristabilire i rifornimenti. In quest'ultimo caso i combattimenti si sarebbero svolti in un terreno molto più neutrale e avrebbero causato forse meno vittime civili e militari.

Lorraine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna della Lorena.

Alla fine di agosto, la 3ª Armata statunitense iniziò ad essere a corto di carburante. Questa situazione era stata causata dalla rapida avanzata Alleata attraverso la Francia, aggravata dalle priorità logistiche delle forze a nord, impegnate nella liberazione di Anversa. Il 1º settembre, la 3ª Armata, con le ultime scorte di carburante, si spinse nella cattura di alcuni ponti chiave sul fiume Mosa, nei pressi di Verdun e Commercy. Per cinque giorni la situazione critica dei rifornimenti fermò gli americani, permettendo alle forze tedesche in rotta di riorganizzarsi e rinforzare le loro roccaforti nell'area.

In ogni caso la 3ª Armata giunse nei pressi di Metz, sulla linea Maginot, una delle città più fortificate dell'Europa occidentale. La città non poteva essere oltrepassata, poiché molte delle sue fortificazioni avevano dei cannoni diretti verso i punti di incrocio sul fiume Mosella e nelle principali strade della regione. Le difese create anni prima dai francesi poterono essere utilizzata per organizzare un contrattacco alla retroguardia dell'armata statunitense. Nella successiva battaglia di Metz, gli americani, seppur vittoriosi, soffrirono pesanti perdite.

Dopo Metz, l'armata continuò a procedere ad est verso il fiume Saar e prese parte alle prime fasi dell'attacco sulla linea Sigfrido.

Foresta di Hürtgen[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia della Foresta di Hürtgen.

La foresta di Hürtgen (in tedesco Hürtgenwald) venne vista come una possibile fonte di incursioni sui fianchi statunitensi e le dighe del fiume che scorre nella regione erano una minaccia all'avanzata Alleata, quindi venne pianificato un assalto per ripulire l'area.

L'attacco iniziò il 19 settembre 1944. La difesa tedesca si rivelò più resistente del previsto e il terreno offriva ad essa un vantaggio tattico notevole. La battaglia, che si prevedeva dovesse durare qualche settimana, continuò fino a febbraio 1945, con circa 24 000 vittime tra gli alleati.

Il valore della battaglia venne molto discusso. Alcuni storici hanno affermato che la vittoria della battaglia non controbilanciava le perdite e, in ogni caso, le tattiche statunitensi fecero il gioco dei tedeschi.[4]

Controffensiva invernale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Offensiva delle Ardenne e Operazione Nordwind.
Soldati statunitensi che prendono posizioni difensive nelle Ardenne durante la battaglia delle Ardenne

I tedeschi si erano preparati a lanciare un massiccio contrattacco ad ovest fin dallo sbarco in Normandia alleato. Il piano, chiamato Wacht am Rhein ("Guardia sul Reno"), prevedeva un attacco attraverso le Ardenne e lo spostamento delle truppe a nord, verso Anversa, dividendo le armate statunitensi e britanniche. Esso iniziò il 16 dicembre in quella che divenne nota come offensiva delle Ardenne. A difesa sulle Ardenne erano disposte le truppe della 1ª Armata statunitense. Dopo un primo successo, aiutato dal maltempo che fornì ai tedeschi una copertura dalle forze aeree Alleate, l'avanguardia raggiunse il fiume Mosa. I tedeschi furono infine respinti indietro nelle loro posizioni originali il entro 15 gennaio 1945.

La Germania lanciò una seconda offensiva, più piccola, chiamata (operazione Nordwind) nell'Alsazia a capodanno del 1945, con lo scopo di ricatturare Strasburgo. I soldati tedeschi attaccarono il 6º Gruppo d'Armate in vari punti. Poiché le linee di rifornimento Alleate erano in crisi a causa dell'offensiva sulle Ardenne, la resistenza all'operazione Nordwind fu molto impegnativa e durò per almeno quattro settimane. Gli Alleati riuscirono a ripristinare il fronte di attacco nella regione di confine con la Germania e riuscirono ad annullare la sacca di Colmar.

Germania a ovest del Reno[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento a tenaglia della prima armata canadese nell'operazione Veritable, che avanzava dall'area di Nimega nei Paesi Bassi e della 9ª Armata statunitense attraverso il fiume Roer nell'operazione Grenade doveva avere inizio l'8 febbraio 1945, ma venne rimandato di due settimane quando i tedeschi inondarono la valle del fiume distruggendo la diga presente a monte. Durante le due settimane di inondazione Hitler non permise al Maresciallo Superiore Gerd von Rundstedt di ritirarsi ad est oltre il Reno, poiché pensava che avrebbe rimandato uno scontro inevitabile, ordinandogli quindi di rimanere e combattere sul posto.

Quando le acque defluirono e la 9ª Armata statunitense fu in grado di attraversare il fiume Roer il 23 febbraio, quando anche altre forze Alleate erano nei pressi della riva occidentale del Reno. Le divisioni di Rundstedt erano stremate dalla Battaglia di Rhineland e 290 000 soldati vennero presi prigionieri.

Soldati statunitensi attraversano il Reno tramite imbarcazioni d'assalto

L'attraversamento del Reno venne effettuato in quattro punti: uno era stato preso dalle forze statunitensi quando i tedeschi non riuscirono a far saltare il ponte di Ludendorff a Remagen, uno era stato effettuato durante un veloce assalto e due altri attraversamenti erano stati pianificati.

  • Le forze del generale statunitense Omar Bradley, che cercavano in modo aggressivo di disintegrare le truppe tedesche, riuscirono a catturare il ponte di Ludendorff sul Reno. Bradley sfruttò velocemente il punto di attraversamento ed espanse la testa di ponte in un attraversamento su grande scala.
  • Bradley comunicò al generale Patton, la cui 3ª armata aveva combattuto attraverso il Palatinato di "attraversare il Reno a corsa". L'armata effettuò la manovre il 22 marzo, attraversando il fiume con un assalto veloce a sud di Magonza, nei pressi di Oppenheim.
  • A nord, l'operazione Plunder comprendeva l'attraversamento del Reno a Rees e a Wesel dal 21º Gruppo d'Armate britannico nella notte del 23 marzo. Essa includeva la più grande operazione aviotrasportata della storia, chiamata operazione Varsity. Nel punto in cui gli inglesi effettuarono l'attraversamento il fiume aveva il doppio della larghezza e una portata d'acqua molto superiore rispetto al punto in cui avevano attraversato gli statunitensi, quindi Montgomery decise che poteva essere attraversato in sicurezza solo con un'operazione attentamente pianificata.
  • Nell'area del 6º Gruppo d'Armate, la 7ª Armata statunitense effettuò un assalto attraverso il Reno in una regione compresa tra Mannheim e Worms, il 26 marzo. Un quinto attraversamento su scala molto più piccola venne effettuato successivamente dalla prima armata francese nei pressi di Spira.

Dopo l'attraversamento del Reno gli Alleati poterono procedere con l'invasione della Germania occidentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) MacDonald, (2005), The Last Offensive: The European Theater of Operations. University Press of the Pacific
  2. ^ http://cgsc.cdmhost.com/cdm4/document.php?CISOROOT=/p4013coll8&CISOPTR=130&REC=2 Army Battle Casualties and Nonbattle deaths in World War II p.93
  3. ^ African American Volunteers as Infantry Replacements, U.S. Army Center of Military History. URL consultato il 4 ottobre 2007.
  4. ^ Weigley (1981), pp. 364-369

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]