Conferenza di Ginevra (1954)

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Immagine della conferenza di Ginevra del 1954

La conferenza di Ginevra (26 aprile - 21 luglio 1954) è una conferenza fra diversi paesi che volevano terminare le ostilità e riportare la pace nell'Indocina francese e in Corea. Produsse una serie di trattati noti come gli accordi di Ginevra, firmati per la Francia da Pierre Mendès-France e per il Vietnam del Nord da Pham Van Dong.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Durante la guerra d'Indocina la Francia aveva provato a ripristinare il potere coloniale in Indocina, ma nonostante l'aiuto statunitense erano stati sconfitti nel 1954 dalle forze sotto il comando di Ho Chi Minh e dal Viet Minh, in particolare nella Battaglia di Dien Bien Phu. L'importanza di ciò stava nel fatto che era la prima volta che una nazione occidentale veniva sconfitta da un movimento indigeno di resistenza del Sud-est asiatico.

Gli accordi di Ginevra[modifica | modifica sorgente]

Il 27 aprile 1954 la conferenza portò a una dichiarazione che sosteneva l'integrità territoriale e la sovranità dell'Indocina garantendo così l'indipendenza dalla Francia. Inoltre la dichiarazione della conferenza concordava sulla cessazione delle ostilità e del coinvolgimento straniero (o di truppe) negli affari interni dell'Indocina. Furono disegnate zone nord e zone sud, entro le quali le truppe avversarie si dovevano ritirare, per facilitare la cessazione delle ostilità fra le forze vietnamite e quelle che avevano supportato la Francia. Il Viet Minh, che era avanzato nel profondo sud per combattere i francesi, si ritirò da queste posizioni a nord della linea del cessate il fuoco, aspettando l'unificazione sulla base di elezioni libere con supervisione internazionale che si sarebbero dovute tenere nel luglio del 1956 (Articolo 3). Le forze francesi abbandonarono quasi del tutto il Vietnam, benché gran parte dell'infrastruttura governativa regionale nel Sud fosse la stessa che c'era sotto i Francesi.

Una commissione internazionale di controllo fu creata per garantire il rispetto degli accordi di Ginevra, ma era fondamentalmente priva di poteri per portare a termine il proprio compito. Ne facevano parte India, Canada e Polonia.

L'accordo era fra la Cambogia, la Repubblica Democratica del Vietnam, la Francia, il Laos, la Repubblica Popolare Cinese, lo Stato del Vietnam, l'Unione Sovietica, il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Eventi successivi alla dichiarazione[modifica | modifica sorgente]

Le forze comuniste erano state utili per la sconfitta della Francia, quindi l'ideologia nazionalista fu profondamente influenzata dal comunismo: "comunista" e "combattente per la libertà" divennero sinonimi nella mente di molti vietnamiti.

Ho Chi Minh prevedeva di essere eletto da una grossa fetta della popolazione nelle imminenti elezioni e quindi era convinto di riuscire ad instaurare un regime comunista in tutto il paese.

Dopo la fine delle ostilità, vi fu una grande migrazione. 450.000 persone, per lo più cattolici, si trasferirono a sud della linea del cessate-il-fuoco stabilita dagli accordi. La C.I.A. tentò di influenzare ulteriormente i cattolici vietnamiti con slogan come "la Vergine Maria si sta trasferendo a sud". 52.000 persone andarono a nord, ma i sostenitori dei comunisti furono esortati a restare al sud per votare nelle future elezioni.

Sostenuto dagli Stati Uniti, Ngo Dinh Diem si assicurò il potere al sud. In un referendum per la sua leadership ottenne circa il 98% dei voti, di cui una grande percentuale a Saigon.

La conferenza aveva stabilito che le elezioni nazionali si sarebbero dovute tenere nel giro di due anni, ma Diem, inimicandosi sempre più la popolazione del sud, represse i sostenitori delle elezioni ed esse non vi furono mai. Altre repressioni e l'idea che non vi sarebbero state libere consultazioni, portarono i sud-vietnamiti, che si opponevano a Diem, a formare il Fronte di Liberazione Nazionale (meglio noto come Viet Cong) il quale, lanciando attacchi di guerriglia contro il governo della Repubblica del Vietnam, si batteva per la riunificazione del Paese sotto il comunismo. I viet cong erano sostenuti dall'Armata popolare vietnamita del Nord.

Costantemente appoggiato dagli Stati Uniti, il governo di Diem rifiutò più volte di aprire un dialogo con la Repubblica Democratica del Vietnam riguardo alle elezioni generali: il Sud sosteneva di non dover onorare l'accordo in quanto non ne era fra i firmatari.

Le attività di guerriglia nel Sud crebbero giorno per giorno, mentre consiglieri militari statunitensi continuavano ad aiutare l'Esercito della Repubblica del Vietnam. Il risultato fu la guerra del Vietnam.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Indochina - Link storici per il coinvolgimento francese in Indocina, casahistoria.net
  • (EN) Vietnam - Link storici per il coinvolgimento statunitense in Indocina, casahistoria.net
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