Armistizio di Panmunjeom

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I delegati firmano l'accordo di armistizio coreano a P’anmunjŏm, Korea.

L'armistizio di Panmunjeom 판문점? prende il nome di un villaggio sul confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, dove venne firmato l'armistizio del 1953 che pose fine alla Guerra di Corea.

Le trattative iniziali[modifica | modifica sorgente]

In realtà le trattative iniziali del cessate il fuoco iniziarono nella città di Kaesŏng[1] occupata dai nordcoreani, dove il generale nordcoreano Nam Il nella sua duplice veste di vice primo ministro e di capo di stato maggiore dell'esercito, e l'ammiraglio statunitense Charles Turner Joy in rappresentanza delle forze delle Nazioni Unite[2] iniziarono le trattative diplomatiche il 10 luglio 1951[3]. Le trattative si interruppero dopo un supposto attacco alla cittadina dichiarato dai nordcoreani il 23 agosto 1951. Su richiesta dei nordcoreani, una commissione di inchiesta delle Nazioni Unite riscontrò che il sito poteva essere stato bombardato da un aereo alleato ma che le prove potevano essere state artefatte ed in ogni caso i nordcoreani impedirono ogni attività di indagine della commissione durante le ore diurne[4].

L'accordo[modifica | modifica sorgente]

Di conseguenza gli Stati Uniti rifiutarono ogni ulteriore colloquio in zona occupata dai nordcoreani e le trattative vennero bloccate fino al 25 ottobre 1951, quando le parti scelsero come nuova sede dei colloqui la cittadina di Panmunjeom, al confine tra le due Coree, e la sicurezza della sede venne posta sotto la responsabilità congiunta delle due parti. L'edificio dove venne firmato l'armistizio esiste ancora, e sta a cavallo della linea di demarcazione militare coreana che corre attraverso la zona demilitarizzata. Anche il tavolo attorno al quale si riunirono le due parti è diviso dalla linea di confine.

Il seguito[modifica | modifica sorgente]

All'armistizio non ha mai fatto seguito un trattato di pace, e lo stesso armistizio ha visto uno dei suoi punti, il 13d, abrogato unilateralmente dagli Stati Uniti[5][6]. Il paragrafo in particolare stabiliva che nuove armi potevano essere introdotte sul territorio coreano solo in rimpiazzo di quelle divenute inefficienti[7], ma gli Stati Uniti decisero di trasferire in Corea armi nucleari tattiche, sotto forma di testate per i missili Honest John e di ogive per cannoni pesanti da 280mm. Anche i nordcoreani hanno secondo gli Stati Uniti di fatto violato questo paragrafo senza rendere pubblica la cosa[8], almeno fino alle dichiarazioni di costruire armamenti nucleari della seconda metà del decennio 2000-2010.

La presenza di truppe statunitensi sul territorio sudcoreano è per la Corea del Nord causa ostativa alla firma di qualunque trattato di pace, e comunque la stessa Corea del Nord ha denunciato l'armistizio in varie riprese, negli anni 1994, 1996, 2003, 2006, 2009 e 2013, ritenendolo nullo[9][10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stokesbury, op. cit., p. 145
  2. ^ Mount, op. cit., p. 122
  3. ^ Mount, op. cit., p. 123
  4. ^ Stueck, op. cit., p. 229
  5. ^ KOREA: The End of 13D, TIME Magazine, 1º luglio 1957. URL consultato il 4 aprile 2012.
  6. ^ Statement of U.S. Policy toward Korea - National Security Council, United States Department of State – Office of the Historian, 9 agosto 1957. URL consultato il 17 aprile 2012.
  7. ^ Robert R. Bowie, Mansfield D. Sprague, F.W. Farrell, New Equipment for U.S. Forces in Korea in Memorandum to the President’s Special Assistant for National Security Affairs, United States Department of State – Office of the Historian, 29 marzo 1957. URL consultato il 21 marzo 2013.
  8. ^ Modernization of United States Forces in Korea in Record of a Meeting, United States Department of State – Office of the Historian, 17 giugno 1957. URL consultato il 21 marzo 2013.
    «Sir Harold then asked what plans were being made to inform not just the United Nations but the press and the world at large of the Communist violations of the Armistice. Mr. Robertson said considerable thought had been given to this point but that the Defense Department felt and the Secretary of State concurred that at the MAC meeting it would be inadvisable to submit any supplementary data on violations. A good deal of the information now at hand is classified and would have to be declassified before public use. Furthermore, the Secretary felt very strongly that the release of such information would give the Communists ammunition for their propaganda. We would not, therefore, submit any evidence to accompany the statement.».
  9. ^ Chronology of major North Korean statements on the Korean War armistice in News, Yonhap, 28 maggio 2009. (archiviato l'8 marzo 2013).
  10. ^ North Korea ends peace pacts with South, BBC News, 8 marzo 2013. (archiviato l'8 marzo 2013).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Brian Catchpole, The Korean War, Londra, Constance & Roninson, 2000, ISBN 1-84119-413-1.
  • Graeme S Mount, André Laferriere, The Diplomacy of War: The Case of Korea, Black Rose Books, 1 aprile 2004, ISBN 978-1‐55164239‐0..
  • James L Stokesbury, A Short History of the Korean War, 1st, William Morrow & Co, agosto 1988, ISBN 978-0‐68806377‐1..
  • William Whitney Stueck, The Korean War: An International History, Princeton, Princeton University Press, 1995, ISBN 0‐69103767‐1..


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