Storia della Corea del Sud

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Korea unified vertical.svgStoria della Corea

Preistoria

Periodo Jeulmun
Periodo Mumun

Gojoseon ?-108 a.C.

Stato di Jin

Proto-Tre Regni: 108-57 a.C.

Buyeo, Okjeo, Dongye
Samhan: Ma, Byeon, Jin

Tre Regni: 57 a.C. - 668 d.C.

Goguryeo 37 a.C. - 668 d.C.
Baekje 18 a.C. - 660 d.C.
Silla 57 a.C. - 935 d.C.
Gaya 42-562

Stati del Nord e del Sud: 698-935

Unificazione Silla 668-935
Balhae 698-926

Tre Regni Posteriori 892-935

Goguryeo Posteriore, Baekje Posteriore, Silla

Goryeo 918-1392
Joseon 1392-1897
Impero coreano 1897–1910
Dominio giapponese 1910–1945

Governo provvisorio 1919-1948

Divisione della Corea 1945–1948
Corea del Nord, Corea del Sud 1948–oggi

Insurrezione di Jeju 1948-1949
Guerra di Corea 1950–1953

La storia della Corea del Sud comincia formalmente con l'istituzione di questo stato il 15 agosto 1948, sebbene Syngman Rhee l'avesse già dichiarata a Seul il 13 agosto 1948.

Nel periodo immediatamente successivo all'occupazione giapponese della Corea, che terminò nel 1945 con la sconfitta del Giappone nella Seconda guerra mondiale, la Corea fu divisa al 38º parallelo in conformità ad un'intesa delle Nazioni Unite, per essere amministrata dall'Unione Sovietica nel nord e dagli Stati Uniti nel sud. I Sovietici e gli Americani non furono però in grado di raggiungere un accordo sull'attuazione dell'amministrazione fiduciaria congiunta della Corea. Questo portò nel 1948 alla costituzione di due governi separati, ciascuno dei quali pretendeva di essere il governo legittimo di tutta la Corea. Alla fine, in seguito alla Guerra di Corea, i due governi separati si stabilizzarono nelle due attuali entità politiche della Corea del Nord e della Corea del Sud.

La storia successiva della Corea del Sud è contrassegnata dall'alternarsi di periodi di governo democratico ed autocratico. I governi civili sono numerati convenzionalmente dalla Prima Repubblica di Syngman Rhee all'attuale Sesta Repubblica. La Prima Repubblica, che si può dire fosse democratica al suo esordio, divenne sempre più autocratica fino al suo crollo nel 1960. La Seconda Repubblica era fortemente democratica, ma fu rovesciata in meno di un anno e sostituita da un regime militare autocratico. La Terza, la Quarta e la Quinta Repubblica erano nominalmente democratiche, ma sono ampiamente considerate come la continuazione del governo militare. Con la Sesta Repubblica, il paese si è gradualmente stabilizzato in una democrazia liberale.

Fin dal suo esordio, la Corea del Sud ha visto un sostanziale sviluppo in campo educativo, economico e culturale. A partire dagli anni 1960, il paese si è trasformato da una delle più povere nazioni dell'Asia in una delle più ricche del mondo. L'istruzione, particolarmente al livello superiore, si è espansa enormemente. Il paese è oggi una delle "Quattro Tigri" emergenti dell'Asia meridionale insieme a Singapore, Taiwan e Hong Kong.

Amministrazione militare statunitense[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la resa del Giappone alle Forze Alleate, la divisione del paese al 38º parallelo contro i desideri del popolo coreano segnò l'inizio dell'amministrazione fiduciaria sovietica e statunitense, rispettivamente sul Nord e sul Sud della penisola. Sebbene il Governo provvisorio della Repubblica di Corea con sede in Cina fosse ritenuto il legittimo depositario della sovranità de jure della Corea, i leader statunitensi scelsero di ignorare la sua legittimità, in parte per la convinzione che fosse di orientamento comunista.

Le forze statunitensi sbarcarono ad Incheon l'8 settembre 1945 ed istituirono poco dopo un governo militare.[1] Le forze che sbarcarono ad Incheon erano quelle del 24º Corpo della 10a Armata degli Stati Uniti.[2] Erano comandati dal Tenente Generale John R. Hodge, che prese poi l'incarico del governo.[3]

Il paese in questo periodo era afflitto dal caos politico ed economico, che derivava da una serie di cause. Gli effetti collaterali dello sfruttamento giapponese si facevano ancora sentire nel paese, come pure nella Repubblica Popolare Democratica di Corea.[4] In aggiunta, le forze armate statunitensi erano largamente impreparate alla sfida di amministrare il paese, essendo arrivate senza alcuna conoscenza della lingua, della cultura o della situazione politica.[5] Così, molte delle loro politiche ebbero involontari effetti destabilizzanti. Ondate di rifugiati dalla Corea del Nord e di rimpatriati dall'estero contribuirono altresì a mantenere in agitazione il paese.[6]

La Repubblica Popolare di Corea, che ebbe vita breve, era stata istituita in tutta la Corea da Lyuh Woon-Hyung in agosto, dopo un negoziato con gli invasori giapponesi.[7] Essa fu dichiarata invalida dagli Stati Uniti nel Sud poco dopo il loro arrivo.[5] Il vice-premier Yeo Un-hyeong diede le dimissioni e fondò il Partito dei Lavoratori.[5] Nel novembre e dicembre 1945, i membri del gabinetto del Governo provvisorio, compreso il presidente Kim Koo, furono costretti a ritornare come privati cittadini.[8]

Di fronte al crescente malcontento popolare, nell'ottobre 1945 Hodge fondò il Consiglio consultivo coreano. Un anno dopo, furono istituiti un'assemblea legislativa ed un governo ad interim, guidati rispettivamente da Kim Kyu-shik e Syngman Rhee. Tuttavia, questi organi ad interim mancavano di qualsiasi autorità indipendente o sovranità di diritto, che apparteneva ancora al Governo provvisorio.

Prima Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 agosto 1948 fu formalmente istituita la Repubblica di Corea, con Syngman Rhee come primo presidente, che fu eletto davanti a Kim Koo nel luglio 1948. Con la creazione del governo di Rhee, anche la sovranità de jure passò al nuovo governo. Il 9 settembre 1948, fu istituita sotto Kim Il-Sung la Repubblica Democratica Popolare di Corea. L'investitura del governo di Rhee seguì l'elezione generale del 10 maggio 1948. La prima costituzione del paese era stata promulgata dalla prima Assemblea Nazionale il 17 luglio. Essa istituì un sistema con un presidente forte, che era eletto direttamente dall'Assemblea Nazionale. Sebbene originariamente fosse stato considerato un governo di tipo ministeriale, l'opposizione di numerosi politici in cerca di potere impedì la sua attuazione a favore di un governo presidenziale.

Il 12 dicembre 1948, con la sua risoluzione 195[9] nella Terza Assemblea Generale, le Nazioni Unite riconobbero la Repubblica di Corea come l'unico governo legale della Corea.

Nel periodo 1945-1950, gli Stati Uniti e le autorità sudcoreane realizzarono una riforma terriera che includeva l'istituzione della proprietà privata. Confiscarono e ridistribuirono tutta la terra detenuta dal governo coloniale, dalle società e dai singoli coloni giapponesi durante l'occupazione. Il governo coreano realizzò una riforma in cui i Coreani con grandi possedimenti fondiari furono obbligati a spogliarsi della maggior parte della loro terra. Fu creata in tal modo una nuova classe di proprietari familiari e indipendenti.

Rhee fu sostenuto nelle elezioni dal Partito Democratico di Corea, ma trascurò di inserirne alcuni dei membri nel suo gabinetto. Per ritorsione, i membri del partito esclusi dal governo formarono un nuovo partito di opposizione, il Partito Nazionalista Democratico, e cominciarono a perorare un sistema di governo che sottraesse potere al presidente. Questo portò la fazione di Rhee a raggrupparsi nel Partito Nazionalista, che divenne in seguito il Partito Liberale e rimase la base politica di Rhee per tutta al durata della sua amministrazione. Le seconde elezioni parlamentari del paese si tennero il 30 maggio 1950, e diedero la maggioranza dei seggi agli indipendenti.

Il governo nazionalista continuò molte delle pratiche del governo militare statunitense, tra cui la repressione brutale dell'attività dei movimenti di sinistra. Il governo Rhee proseguì la severa azione militare contro la rivolta di Jeju. Soffocò anche le rivolte militari a Suncheon e Yeosu, che furono provocate dal rifiuto delle truppe di ubbidire agli ordini di partire per Jeju e partecipare al giro di vite.[10]

Rhee cercò di schierare saldamente il suo governo con l'America, e contro sia la Corea del Nord che il Giappone.[11] Quella della Prima Repubblica di Corea, prima e dopo la Guerra di Corea, fu una politica di "unificazione mediante la forza".[12] Anche se ebbero luogo alcuni colloqui tesi alla normalizzazione dei rapporti con il Giappone, essi ebbero scarsi risultati.[13] Nel frattempo, il governo incassò grosse somme di aiuti americani, in importi talora quasi equivalenti all'intero bilancio nazionale.[14]

Il 25 giugno 1950, le forze nordcoreane invasero la Corea del Sud (vedi Guerra di Corea). Guidata dagli Stati Uniti, una coalizione di 16 nazioni intraprese la prima azione collettiva sotto il Comando delle Nazioni Unite (United Nations Command, UNC). La linee del fronte cambiavano continuamente, causando un alto numero di vittime civili e producendo immense distruzioni. Con l'entrata della Repubblica Popolare Cinese a sostegno della Corea del Nord nel 1951, i combattimenti giunsero ad una situazione di stallo vicino all'originaria linea di demarcazione tra Nord e Sud. I negoziati per l'armistizio, iniziati nel luglio 1951, si conclusero finalmente il 27 luglio 1953 a Panmunjeom, ora nella Zona demilitarizzata coreana (ZDC). In seguito all'armistizio, il governo sudcoreano ritornò a Seoul nella data simbolica del 15 agosto 1953.

Dopo l'armistizio, la Corea del Sud sperimentò il tumulto politico durante gli anni della leadership autocratica di Syngman Rhee, che fu terminata dalla rivolta studentesca del 1960. Durante tutto il suo periodo al potere, Rhee cercò di compiere ulteriori passi per consolidare il suo controllo di governo. I primi tentativi iniziarono nel 1952, quando la sede del governo era ancora a Busan a causa della guerra in corso. Nel maggio di quell'anno, Rhee fece approvare degli emendamenti costituzionali che trasformavano la presidenza in una carica eletta direttamente dal popolo. Per fare questo, dichiarò la legge marziale e fece incarcerare i membri del partito che prevedeva avrebbero votato contro. Successivamente, Rhee fu eletto con un ampio margine. Riacquistò il controllo del parlamento nelle elezioni del 1954 e subito dopo fece approvare un emendamento per esentarsi dal limite di mandato di otto anni.

Gli eventi del 1960, conosciuti come la Rivoluzione d'aprile, furono innescati dalla violenta repressione di una dimostrazione studentesca a Masan il 15 marzo, giorno delle elezioni presidenziali. Inizialmente queste proteste furono domate dalla polizia locale, ma esplosero di nuovo dopo che fu trovato il corpo di uno studente che galleggiava nel porto. Successivamente proteste non violente si diffusero a Seoul ed in tutto il paese, e Rhee si dimise il 26 aprile.

Seconda Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la rivoluzione studentesca, il potere fu detenuto brevemente da un'amministrazione ad interim sotto Heo Jeong.[15] una nuova elezione parlamentare si tenne il 29 luglio 1960. Il Partito Democratico, che era stato all'opposizione durante la Prima Repubblica, ottenne facilmente il potere e fu così istituita la Seconda Repubblica. La costituzione riveduta impose che la Seconda Repubblica prendesse la forma di un sistema di gabinetto parlamentare dove il Presidente assumeva solo un ruolo nominale. Questo fu il primo ed unico caso in cui la Corea del Sud si volse ad un sistema parlamentare anziché ad uno presidenziale. Yun Po Sun fu eletto Presidente il 13 agosto 1960. Il primo ministro e capo del governo era Chang Myon.

La Seconda Repubblica vide la proliferazione dell'attività politica che era stata repressa sotto il regime Rhee. Gran parte di questa attività era condotta da gruppi di sinistra e studenteschi, che erano stati strumentali al rovesciamento della Prima Repubblica. L'adesione e l'attività sindacale crebbero rapidamente durante i mesi successivi del 1960.[16] Circa 2.000 dimostrazioni si tennero durante gli otto mesi della Seconda Repubblica.[17]

Sotto la pressione della sinistra, il governo Chang portò a compimento una serie di purghe di ufficiali dell'esercito e della polizia che erano stati coinvolti in attività anti-democratiche o in corruzione. Una legge speciale fu approvata a tal fine il 31 ottobre 1960.[18] 40.000 persone furono poste sotto inchiesta; di queste, più di 2.200 funzionari di governo e 4.000 ufficiali di polizia furono epurati.[18] In aggiunta, il governo valutò di ridurre le dimensioni dell'esercito di 100.000 unità, anche se questo piano fu accantonato.[19]

Anche dal punto di vista economico, il governo aveva di fronte una crescente instabilità. Esso formulò un piano quinquennale, anche se non riuscì ad attuarlo prima di essere rovesciato.[20] La Seconda Repubblica vide lo hwan perdere metà del suo valore contro il dollaro tra l'autunno del 1960 e la primavera del 1961.[21] Anche la disoccupazione ed i prezzi all'ingrosso salirono durante questo periodo.

Dominio militare[modifica | modifica wikitesto]

Un colpo di stato militare (colpo di stato del 16 maggio) guidato dal maggiore generale Park Chung-hee il 16 maggio 1961 mise definitivamente fine alla Seconda Repubblica. Park era un membro di un gruppo di capi militari che erano andati premendo per una depoliticizzazione dell'esercito. Insoddisfatti delle misure di repulisti intraprese dalla Seconda Repubblica e convinti che l'attuale stato di disorientamento sarebbe sfociato nel comunismo,[senza fonte] scelsero di prendere la faccenda nelle loro mani.

I capi militari promisero di restituire il governo ad un sistema democratico non appena possibile. Il 2 dicembre 1962, si tenne un referendum per decidere il ritorno ad un sistema di governo presidenziale, che fu approvato presumibilmente con una maggioranza del 78%.[22] Park e gli altri capi militari promisero solennemente di non concorrere a cariche nelle successive elezioni. Tuttavia, Park corse comunque per la carica di presidente, vincendo di misura nell'elezione del 1963.[22]

Terza Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Park corse di nuovo nelle elezioni presidenziali del 1967, prendendo il 51,4% dei voti.[22] All'epoca la presidenza era costituzionalmente limitata a due mandati, ma nel 1969 fu fatto approvare a forza dall'Assemblea Nazionale un emendamento costituzionale per consentirgli di tentare un terzo mandato.[23] Fu rieletto nelle elezioni presidenziali del 1971. Il principale candidato dell'opposizione era Kim Dae-jung, che perse per uno stretto margine.[24]

La Terza Repubblica vide la Corea del Sud cominciare ad assumere un atteggiamento più fiducioso nelle relazioni internazionali. Le relazioni con il Giappone furono normalizzate in un accordo ratificato il 14 agosto 1965.[25] Il governo continuò i suoi stretti legami con gli Stati Uniti, e continuò altresì a ricevere grandi quantità di aiuti. Nel 1965 fu concluso un "accordo sullo status delle forze" (status of forces agreement), che chiariva la situazione legale delle forze statunitensi di stanza nel paese.[26] Subito dopo, la Corea si unì alla Guerra del Vietnam, inviando alla fine un totale di 300.000 soldati a combattere a fianco delle truppe statunitensi e sudvietnamite.[27]

L'economia crebbe rapidamente durante questo periodo. Il regime di Park usò l'afflusso di aiuti esteri dal Giappone e dagli Stati Uniti per fornire prestiti alle imprese esportatrici a tassi d'interesse negativi. Sostenne anche la costruzione dell'acciaieria POSCO, che entrò in funzione all'inizio della Quarta Repubblica.

Il 6 dicembre 1971, Park dichiarò uno stato di emergenza nazionale. Il 4 luglio dell'anno seguente, annunciò piani per la riunificazione in un comunicato congiunto con la Corea del Nord. Park dichiarò la legge marziale il 17 ottobre 1972, sciogliendo l'Assemblea Nazionale. Annunciò anche piani per eliminare l'elezione popolare del presidente.

Quarta Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

La Quarta Repubblica iniziò con l'adozione della costituzione di Yusin il 21 novembre 1972. Questa nuova costituzione diede a Park il controllo effettivo del parlamento. Di fronte alla perdurante agitazione popolare, Park promulgò nel 1974 e nel 1975 dei decreti di emergenza che condussero all'incarcerazione di centinaia di dissidenti. Questo periodo vide anche la continuazione della spettacolare crescita economica.

Quinta Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'assassinio di Park Chung-hee ad opera di Kim Jae-kyu nel 1979, emerse una società civile coreana decisa a dare voce alle proprie istanze, protestando con forza contro il dominio autoritario. Animate principalmente dagli studenti universitari e dai sindacati, le proteste raggiunsero un climax dopo il colpo di stato del 12 dicembre 1979 del maggiore generale Chun Doo-hwan e la conseguente dichiarazione della legge marziale. Il 18 maggio 1980, esplose uno scontro nella città di Gwangju tra gli studenti dell'Università Nazionale di Chonnam che protestavano contro la chiusura del loro ateneo e le forze armate. Lo scontro si trasformò però in un tumulto esteso all'intera città che durò nove giorni, fino al 27 maggio. Le stime immediate del tributo di vittime civili oscillavano da poche dozzine a 2.000, mentre una successiva indagine completa del governo civile accertò 207 morti (vedi: Massacro di Gwangju). La collera pubblica per le uccisioni consolidò in tutta la nazione il sostegno per la democrazia, spianando la strada alle prime elezioni democratiche nel 1987.

Sesta Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987, Roh Tae-woo, uno dei colleghi di Chun nel colpo di stato del 1979, e membro del gruppo militare Hanahoi, fu eletto alla presidenza dal voto popolare.

Nel 1992, fu eletto presidente Kim Young-sam. Era il primo presidente civile del paese da 30 anni.

Nel 1997, la nazione soffrì una severa crisi finanziaria dalla quale seppe riprendersi solidamente. La Corea del Sud ha anche mantenuto il suo impegno a democratizzare i suoi processi politici, giacché Kim Dae-jung ottenne la presidenza nello stesso anno. Si trattò del primo trasferimento del governo tra partiti con mezzi pacifici. Kim Dae-jung perseguì la "politica del sole splendente", una serie di sforzi per riconciliarsi con la Corea del Nord, che culminarono nei colloqui di pace con il leader nordcoreano Kim Jong-il, per i quali Kim Dae-jung was fu insignito del Premio Nobel per la pace nel 2000. Tuttavia, l'efficacia della politica del sole splendente fu messa in discussione dalle accuse di corruzione successivamente avanzate contro la presidenza.

Nel febbraio 2003 fu eletto alla presidenza Roh Moo-hyun del Partito Democratico del Millennio, che si trovò subito ad affrontare problemi scoraggianti. Il suo impegno di perseguire la politica del sole splendente del suo predecessore verso la Corea del Nord fu messa a dura prova dall'atteggiamento provocatorio con cui il Nord continuò a sfidare il mondo vantando le sue capacità nucleari. In aggiunta, molti Sudcoreani avevano cominciato a dare segni di insofferenza circa l'influenza statunitense sul loro paese.

Il 12 marzo 2004, l'Assemblea Nazionale sudcoreana (Parlamento) votò a larghissima maggioranza la messa in stato di accusa del presidente Roh Moo-hyun con le imputazioni di corruzione e clientelismo politico. Il Partito Uri, che fu il solo a sostenere il Presidente, boicottò il voto con rabbia. Questa mossa chiaramente influì sull'esito delle elezioni parlamentari tenute il 15 aprile 2004: più del 70% dell'opinione pubblica, infatti, condannò la messa in stato di accusa del Presidente e votò massicciamente a favore del Partito Uri, che ottenne 152 seggi sul totale dei 299 dell'Assemblea Nazionale. Per la prima volta in 18 anni il partito al governo diventava la maggioranza nella Camera e, probabilmente, per la prima volta in più di 40 anni un partito liberale aveva detenuto una maggioranza dell'Assemblea. A maggio, infine, la Corte Costituzionale rigettò l'incriminazione di Roh, che fu quindi reintegrato come Presidente. Tuttavia, il Partito Uri perse poi la maggioranza nelle elezioni suppletive del 2005.

Problemi con i leader sudcoreani si sono avuti anche gli anni successivi. Il primo ministro Lee Hae Chan si dimise nel marzo 2006 a seguito delle pesanti critiche ricevute per aver continuato a giocare a golf piuttosto che occuparsi di un grave sciopero nazionale dei lavoratori delle ferrovie che aveva paralizzato il paese. Fu sostituito da Han Duck Soo.

Per la prima volta da 56 anni, nel marzo 2007 furono stabiliti collegamenti ferroviari regolari tra la Corea del Nord e quella del Sud. Sebbene l'evento fosse perlopiù simbolico, era considerato un importante passo verso la piena riconciliazione. La Corea del Sud sperava che alla fine una ferrovia trans-coreana avrebbe fornito un accesso più facile ad altre parti dell'Asia. Data l'infrastruttura fatiscente della Corea del Nord, tuttavia, passeranno anni prima che questa ferrovia possa divenire realtà.

Nell'ottobre 2007, il presidente Roh Moo Hyun ed il leader nordcoreano Kim Jong Il si incontrarono per il loro secondo vertice inter-coreano. I leader stipularono un accordo per collaborare su vari progetti economici e concordarono altresì di avviare un confronto per giungere alla firma di un trattato che avrebbe formalmente posto fine alla Guerra di Corea.[28][29]

Lee Myung-bak, del Grande Partito Nazionale dell'opposizione, vinse le elezioni presidenziali di dicembre, ottenendo il 48,7% dei voti. Chung Dong-yong, che era appoggiato dal presidente uscente Roh Moo-hyun, prese il 26,1%. Lee era stato perseguitato da accuse di scorrettezza etica, e l'Assemblea Nazionale due giorni prima delle elezioni aveva votato per riaprire un'indagine volta ad accertare se avesse manipolato le azioni di una società d'investimento. Nel gennaio 2008, nominò Han Seung Soo come suo primo ministro. Un pubblico ministero speciale assolse Lee dalle accuse di frode, e meno di una settimana dopo egli poté giurare da presidente. Lee dichiarò che avrebbe lavorato per migliorare l'economia della Corea del sud e stabilire legami più stretti con gli Stati Uniti.

A giugno, pochi mesi dopo l'inizio della sua presidenza, Lee affrontò massicce proteste a Seoul contro la sua decisione di riprendere le importazioni di manzo americano, che era stato bandito nel 2003 dopo che negli Stati Uniti era stato diagnosticato il morbo della mucca pazza. Le proteste, che si trascinarono per ben sei settimane, raggiungendo il culmine il 10 giugno, esprimevano una totale insoddisfazione verso il presidente Lee. Il primo ministro Han Seung-soo e tutti i 15 ministri del gabinetto presentarono le loro dimissioni. Tre ministri furono sostituiti, ma il presidente Lee rifiutò di accettare le altre dimissioni. Alla fine, la Corea del Sud e gli Stati Uniti raggiunsero un accordo in base al quale gli Stati Uniti non avrebbero esportato manzo di bestiame al di sotto dei 30 mesi di età. L'accordo però non era condiviso da tutto il paese e fu oggetto di vivaci contestazioni anche nei mesi successivi.[30]

I guai di Lee aumentarono durante la crisi finanziaria globale che mise in ginocchio molte nazionali nell'autunno del 2008. I suoi detrattori criticarono la sua risposta alla crisi[31] come incoerente e confusa.

Ulteriori problemi sono venuti, alla fine del 2008, dal peggioramento dei rapporti con la Corea del Nord che, dopo il riavvicinamento degli ultimi anni, ha ripreso di colpo i toni aggressivi e minacciosi del passato.[32] La questione centrale resta, naturalmente, il programma nucleare per la produzione di armi: negli ultimi mesi i negoziati in sede internazionale avevano registrato importanti passi in avanti e il governo nordcoreano aveva accettato di iniziare lo smantellamento dei suoi impianti e di collaborare con gli ispettori internazionali, ma il nuovo irrigidimento delle posizioni è culminato nell'abbandono dei negoziati e nella ripresa degli esperimenti nucleari con il lancio di missili intercontinentali (vedi Storia della Corea del Nord per ulteriori dettagli).

Nell'aprile 2009, l'ex presidente Roh Moo-hyun è stato sottoposto ad indagini per corruzione, e si è successivamente suicidato saltando in un burrone mentre scalava una montagna (23 maggio 2009).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lee (1984, p. 374); Cumings (1997, p. 189).
  2. ^ Cumings, 1997, p. 189. Nahm (1996, p. 340) indica "Ottava Armata" riflettendo la successiva affiliazione del Corpo.
  3. ^ Nahm, Cumings, loc. cit.
  4. ^ Nahm (1996, p. 351); Lee (1984, p. 375).
  5. ^ a b c Nahm (1996, p. 340).
  6. ^ Lee (1984, p. 375).
  7. ^ Nahm (1996, pp. 330–332); Lee (1984, p. 374).
  8. ^ Yang (1999, p. 124).
  9. ^ http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/043/66/IMG/NR004366.pdf?OpenElement
  10. ^ Cumings (1997, p. 221).
  11. ^ Yang (1999, pp. 194-195).
  12. ^ Yang (1999, p. 193).
  13. ^ Yang (1999, p. 194).
  14. ^ Cumings (1997, p. 255, p. 306).
  15. ^ Yonhap (2004, p. 270).
  16. ^ Yang (1999, p. 196); Nahm (1996, pp. 410-412); Yonhap (2004, p. 270).
  17. ^ Yang (1999, p. 196). Nahm (1996, p. 412) dice "2.000".
  18. ^ a b Nahm (1996, p. 411).
  19. ^ Nahm, loc. cit.
  20. ^ Nahm (1996, p. 412); Yonhap (2004, pp. 270-271).
  21. ^ Nahm (1996, p. 412).
  22. ^ a b c Yonhap (2004, p. 271).
  23. ^ Nahm (1996, p. 423); Yonhap, loc. cit.
  24. ^ Nahm (1996, p. 424);
  25. ^ Cumings (1997, p. 320).
  26. ^ (EN) US-ROK Status of Forces Agreement (Status of Forces Agreement tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti).
  27. ^ Nahm (1996, p. 425).
  28. ^ Storica stretta di mano tra i leader delle due Coree, Il Sole 24 ORE, 2 ottobre 2007
  29. ^ Segni di distensione tra le due Coree, Il Corriere della Sera, 3 ottobre 2007
  30. ^ Corea del Sud: rissa in Parlamento, video di CorriereTV, 3 gennaio 2009
  31. ^ Corea, il governo vara piano da 130 mld $ per le banche, Il Sole 24 ORE, 19 ottobre 2008
  32. ^ La Corea del nord minaccia Seul: «Stop alla propaganda o vi faremo a pezzi», Il Corriere della Sera, 28 ottobre 2008
  1. [senza fonte] Cumings (1997, p. 321).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cumings, Bruce, Korea's place in the sun, New York, W.W. Norton, 1997, ISBN 0-393-31681-5.
  • Lee, Ki-baek, tr. by E.W. Wagner & E.J. Shultz, A new history of Korea (rev. ed.), Seoul, Ilchogak, 1984, ISBN 89-337-0204-0.
  • Nahm, Andrew C., Korea: A history of the Korean people (2nd ed.), Seoul, Hollym, 1996, ISBN 1-56591-070-2.
  • Yang, Sung Chul, The North and South Korean political systems: A comparative analysis (rev. ed.), Seoul, Hollym, 1999, ISBN 1-56591-105-9.
  • Yonhap News Agency, Korea Annual 2004, Seoul, Author, 2004, ISBN 89-7433-070-9.

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