Storia di Timor Est

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In epoca precoloniale Timor era composta da numerosi piccoli regni, il più importante dei quali quello di Wehali. Timor fu colonizzata all'inizio del XVI secolo sia dai portoghesi che dagli olandesi. Dopo un lungo periodo di contesa, Olanda e Portogallo si spartirono formalmente l'isola fra il 1859 e il 1914; ai portoghesi andò la parte orientale, agli olandesi quella occidentale.

L'isola fu conquistata dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale, e alla fine del conflitto Timor Est ritornò sotto il controllo del Portogallo.

Il 28 novembre 1975, durante la rivoluzione dei garofani portoghese, Timor Est dichiarò la propria indipendenza. Nove giorni dopo, l'esercito indonesiano ne prese il controllo e Timor Est divenne una provincia dell'Indonesia; negli anni successivi, i militari indonesiani e le "squadre della morte" anti-indipendentiste fecero strage di civili.

Solo con il massacro di Dili, compiuto dalle truppe indonesiane il 12 novembre 1991, le rivendicazioni dell'indipendenza di Timor Est trovarono risonanza internazionale.

Il 30 agosto 1999, in seguito alle forti pressioni internazionali, fu indetto un nuovo referendum per l'indipendenza: vinse nettamente (78,5%) la fazione indipendentista ma nel paese si scatenò un'ondata di violenza che si interruppe solo con un intervento di peacekeeping coordinato dalle Nazioni Unite; Timor Est divenne a tutti gli effetti uno stato indipendente solo il 20 maggio 2002. Nello stesso anno fu eletto Capo dello Stato Xanana Gusmão, leader del movimento di guerriglia indipendentista Falintil. Fu costituito un esercito nazionale, dal quale rimasero in gran parte esclusi i guerriglieri indipendentisti mentre vi furono cooptati i poliziotti già al servizio dell'Indonesia.

Comunque nel marzo 2006 metà delle forze armate si ribellarono al primo ministro Mari Alkatiri che le aveva forzatamente congedate. I soldati ribelli si appellarono a Gusmão che, sconfessando l'operato del premier, assunse il comando dell'esercito. Il Paese precipitò nella guerra civile. Nel corso dell'anno, 2000 soldati australiani insieme a 500 malesi, nonché alcune unità neozelandesi e portoghesi, si dispiegarono nel Paese per contenere in qualche modo i danni alla martoriata popolazione.

L'11 febbraio 2008 un gruppo di militari ribelli ha tentato un golpe, attentando alla vita del presidente Jose Ramos-Horta – ferito gravemente – e del premier Xanana Gusmão – rimasto invece illeso.

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