Storia della Russia

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Storia della Russia

La storia della Russia è la storia del popolamento umano nei vasti territori che oggi compongono (o hanno composto nel passato) lo stato russo; vale a dire, oltre alla Russia europea centro-occidentale (che si delineò successivamente come "cuore" dello stato russo), l'Asia centrale, il Caucaso, la Siberia, l'Estremo Oriente russo e tutte le terre situate lungo la estesissima linea costiera del mar Glaciale Artico.

Periodo pre-slavo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Russia prima della formazione della Rus' di Kiev.
Viktor Vasnecov, Battaglia fra Sciti e Slavi.

Nei secoli precedenti la nascita di Cristo le vaste terre della Russia meridionale erano abitate da popoli indoeuropei (di cui erano probabilmente la terra d'origine) come gli Sciti, a cui si avvicenderanno i Sarmati e, nell'alto Medioevo, gli slavi; nell'area che poi diventerà il centro del futuro stato russo, vale a dire il bacino di Mosca, per lungo tempo prima del X secolo dimorarono genti di ceppo finnico o lituano.[1]

Tra il III e il VI secolo dell'era cristiana, le steppe subirono, a ondate successive, le invasioni di popoli nomadi, guidate da tribù bellicose che si dirigevano verso l'Europa occidentale. Fu il caso, ad esempio, degli Unni e degli Avari. Un popolo turco, i Cazari, governò la Russia meridionale durante l'VIII secolo; furono preziosi alleati dell'Impero bizantino e condussero diverse guerre contro i califfati arabi.

La penetrazione slava del VII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Slavi orientali.

A partire dal VII secolo, gli slavi cominciarono ad avere il predominio nella Russia occidentale e pian piano assimilarono le preesistenti tribù ugro-finniche, come i Merja, i Muromi e i Mesceri; verso la fine dello stesso secolo entrarono nella scena russa anche delle popolazioni di origine vichinga, i Rus', che sovrapponendosi e successivamente mescolandosi a questo substrato diedero successivamente origine alla Rus' kievana.

La Rus' di Kiev[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rus' di Kiev.
Jaroslav il Saggio, sotto il cui regno lo Stato kievano raggiunse il suo apogeo.

I primi nuclei della nazionalità russa si formano verso la fine del IX secolo intorno a Kiev, entro i confini di uno stato che prese il nome di Rus' di Kiev, grazie all'opera di principi del popolo chiamato Rus' (di stirpe vichinga) provenienti da Velikij Novgorod, sotto la guida di Rjurik I.

Uno dei primi sovrani della neonata unità statuale fu Oleg I, mentre Vladimiro I il Santo (956-1015, regnante dal 980) è considerato il promotore della conversione al cristianesimo, che fece sì che il regno di Kiev entrasse in stretti rapporti con Bisanzio. Più tardi sorsero altri centri di potere, come quelli di Vladimir, Tver', Jaroslavl' e di Suzdal'.

Risale all'XI secolo una raccolta di norme consuetudinarie, la Russkaja Pravda, periodicamente aggiornata negli anni a venire.

Nel 1132, alla morte del figlio di Vladimir II Monomaco, il potere centrale si disgrega; allo stato unitario si sostituiscono diversi centri di potere fra i quali assumeranno particolare importanza la Volinia nel sudovest dello stato kievano, Novgorod nel nordovest e Vladimir nel nordest.

L'invasione mongola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasione mongola della Russia.
L'Eurasia prima delle conquiste dei Mongoli di Gengis Khan.

Nel 1237, il paese fu invaso dai Mongoli guidati da Genghis Khan che fondarono il Khanato dell'Orda d'Oro localizzato tra il Don e la Volga. Negli anni intorno al 1240 compirono diverse scorrerie in tutto il territorio russo, seminando morte e distruzione; la distruzione di Rjazan' è del 1237, l'invasione del principato di Vladimir-Suzdal' è dell'inverno 1237-38, ed infine la messa a sacco di Kiev, la città più importante della Rus' di Kiev, risale al 1240.

I principati russi furono ridotti in una posizione subordinata e tributaria, anche se non vi fu una pesante ingerenza nella loro organizzazione e nei loro affari interni; i mongoli si limitarono ad esigere tributi (la cui riscossione era spesso affidata a russi) e ad esercitare un controllo politico restando nella loro capitale, Saraj, situata nel basso Volga. Il dominio mongolo, o meglio il loro controllo sulla Russia, ricevette un duro colpo nel 1380,[2] anno della battaglia di Kulikovo in cui il principe Dimitri di Russia portò i russi alla prima loro vittoria militare contro i mongoli; attraverso alterne vicende, il periodo mongolo in Russia viene considerato concluso nel 1480, quando lo zar moscovita Ivan III dichiarò decaduto ogni dovere di fedeltà verso il khan.[2]

Nel frattempo, altre nazioni rivolgono il loro interesse alle terre russe divise e indebolite: Impero svedese, Livonia (Cavalieri Teutonici) e Lituania. Una delle figure più famose della storia russa del periodo è Alessandro, detto Nevskij (della Neva), granduca di Vladimir e principe di Novgorod, che sconfigge gli svedesi sul fiume Neva ed i livoni nella battaglia del lago ghiacciato combattuta sul lago dei Ciudi.

Il principato di Moscovia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Granducato di Mosca.
Ritratto di Ivan IV di Russia.

Nello stesso periodo si venne affermando la supremazia dei principi di Mosca che ampliarono i territori sottoposti al loro dominio anche approfittando della loro posizione di esattori dei tributi che le diverse regioni russe dovevano versare all'Orda d'Oro.

Nel 1328 il metropolita greco-ortodosso di Kiev abbandonò la sua sede, ormai decaduta, e si trasferì a Mosca, che divenne il centro religioso del paese. Nel 1277 Daniele, figlio di Alessandro Nevskij, fondò la dinastia dei principi di Mosca e nel 1380 il principe di Mosca, Dimitrij era ormai abbastanza potente per affrontare i Tartari, che sconfisse a Kulikovo (campo delle quaglie). Da questo momento lo stato moscovita divenne il Granducato di Mosca e si trasformò, espandendosi dal XV secolo sempre più ad est in Asia, fino a divenire prima uno regno e poi a divenire un impero.

Il principe di Mosca Ivan III Vasil'evič detto il Grande (1462-1505) ampliò notevolmente i propri domini e, sposando nel 1472 la nipote dell'ultimo Imperatore bizantino, Sofia, diede inizio al mito della "Terza Roma", secondo il quale la Russia sarebbe stata l'erede della civiltà romano-bizantina. Ivan III può essere considerato il fondatore dello stato russo; a lui si deve la conclusione vittoriosa della conquista dell'indipendenza nel 1480, malgrado la perdita della Bielorussia, assorbita dalla Lituania.

Il figlio di Ivan III, Basilio III (1503-1533), adotta questo "schema universalista che rifiuta l'autorità del Papa, rendendo Mosca 'la terza Roma': a livello politico lo Zar ne riceve un'autorità derivata direttamente da Dio"[3]. Si tratta di un elemento fondamentale della costruzione dell'assolutismo in Russia.

L'espansione territoriale continuò con Ivan IV detto il Terribile (1533-1584), che per primo assunse il titolo di zar (cioè di Cesare), e conquistò Kazan' ed Astrachan'. Ivan IV fu un sovrano dispotico: combatté una dura lotta ai boiari, i signori feudali e trasformò il principato in una autocrazia; la sua politica vide inoltre l'introduzione della servitù della gleba e la subordinazione della Chiesa Ortodossa russa all'autorità legislativa del sovrano (giurisdizionalismo).

Il periodo dei torbidi (1598-1613)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Periodo dei torbidi.

L'espressione "periodo dei torbidi" designa la crisi di successione che ha luogo dalla morte dell'ultimo rappresentante della Dinastia Rurik (lo Zar Fiodor I, figlio di Ivan IV), fino alla designazione di Michele di Russia, primo zar della Dinastia Romanov (1613). Si tratta di un periodo di estrema instabilità, caratterizzato dall'ingerenza polacca negli affari interni russi, ma anche del tentativo dei boiari di recuperare il potere perduto. Questo periodo ha un'influenza negativa sulla percezione russa dell'occidente nei decenni che seguono. A partire dal 1613, la Russia metterà in atto una politica di isolamento diplomatico e culturale rispetto all'Europa cattolica[4].

La Russia Imperiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno russo e Impero russo.

Dopo gli anni di caos che caratterizzarono il cosiddetto periodo dei torbidi, il potere in Russia passò alla dinastia dei Romanov, fondata nel 1613 da Michele I, che tenne la Russia sino alla rivoluzione del 1917.

Dopo la sconfitta della Polonia, nella Prima guerra del Nord (1654-1667), l'impero russo si estese sino a comprendere l'Ucraina, dove gli zar dovettero affrontare una violenta ed estesa ribellione popolare provocata, come molte altre simili, dalle intollerabili condizioni di vita dei contadini.

Sotto il regno degli Zar la Russia Imperiale divenne una delle maggiori potenze europee, i cui confini, in Asia, giunsero fino all'Oceano Pacifico ed anche in America, dove si ebbe l'America russa, ovvero la colonizzazione dell'Alaska.

Fra gli Zar succedutisi si ricorda Pietro il Grande che, salito al trono nel 1682, riorganizzò lo Stato russo secondo il modello occidentale dello Stato moderno, con una burocrazia gerarchizzata e con tribunali centrali (considerati comunque come facenti parte dell'amministrazione). Il diritto restò prevalentemente consuetudinario, e i pochi interventi dello zar rimangono limitati al settore amministrativo. Un ruolo importante fu svolto anche da Caterina II.

All'inizio del XX secolo il sistema di governo autocratico si presenta come estremamente conservatore, dato che nel secolo precedente ha rifiutato praticamente ogni tentativo di ammodernamento. Queste condizioni di tensione interna contribuirono a portare la Russia ad una grave crisi, che sfociò nella Rivoluzione d'Ottobre.

La rivoluzione russa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivoluzione russa.
Foto segnaletica di Lenin, 1895.

L'Impero Russo di inizio XX secolo era una nazione fra le più arretrate d'Europa, nonostante le eccezionali dimensioni territoriali; i segnali di malcontento della popolazione verso un regime zarista retrogrado e chiuso a difesa del suo carattere autocratico (che aveva assunto fin dai tempi della Russia moscovita) si moltiplicarono a partire dai primi anni del secolo, sotto forma di vaste rivolte di operai e contadini.

Nel 1905, la Domenica di sangue, una manifestazione di massa svoltasi il 22 gennaio davanti al Palazzo d'Inverno (nell'allora Pietrogrado), alla quale parteciparono decine di migliaia di persone culminata in un massacro da parte delle forze di polizia, fu l'episodio che scatenò la Rivoluzione russa di quell'anno.

Nel 1917 la Russia era un paese stremato, con una popolazione provata da tre anni di guerra al fianco di Francia e Gran Bretagna che aveva già causato milioni di vittime.

La rivoluzione che ebbe luogo quell'anno, in un lungo periodo compreso fra il febbraio (rivoluzione di febbraio) e il novembre (la più famosa rivoluzione d'ottobre, per via della differenza fra i calendari giuliano e gregoriano) ebbe come effetto immediato la distruzione del regime zarista e la costituzione dell'Unione Sovietica, sotto la guida del leader bolscevico Vladimir Il'ič Ul'janov, meglio conosciuto come Lenin. Fu un evento sociopolitico la cui portata travalicò i confini della Russia; l'Unione Sovietica, lo Stato nato dalla rivoluzione, fu il primo tentativo di applicazione pratica su scala nazionale delle teorie sociali ed economiche di Karl Marx e Friedrich Engels. Dopo la vittoria dei bolscevichi in una rivoluzione relativamente incruenta, il 14 dicembre 1917, il War Cabinet britannico (organo collegiale presso il Ministero della guerra) prese la decisione di concedere a qualunque organizzazione antisovietica i fondi necessari per impedire che la Russia uscisse dal primo conflitto mondiale. Infatti, il 3 marzo 1918 la neonata Russia Sovietica aveva firmato il trattato di pace di Brest-Litovsk con la Germania e uscì, di conseguenza, dal cruento conflitto. Gli inglesi, presto coadiuvati da americani, francesi, e altre forze controrivoluzionarie, cercarono di riportare la despotica monarchia zarista al potere, sperando di salvaguardare ed espandere i loro interessi in Russia, e contemporaneamente, assicurare la continuità del potere borghese nei loro paesi, infliggendo una sonora sconfitta al movimento operaio internazionale. A causa dell'intervento incendiario delle potenze straniere nella neonata ed ancora instabile repubblica, si innescò una sanguinosa guerra civile che perdurò fino al 1920 e provocò milioni di vittime.

L'Unione Sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sovietica, Storia dell'Unione Sovietica (1922-1953), Storia dell'Unione Sovietica (1953-1985) e Storia dell'Unione Sovietica (1985-1991).

Dopo la morte di Lenin nel 1924 la direzione del nuovo stato si consolida nelle mani di Josif Stalin. Nell'arco di pochi anni Stalin trasforma il proprio potere in una vera e propria dittatura. Il regime staliniano causò milioni di vittime, tra le quali oppositori politici, noti o sospettati, e militari che vengono giustiziati o esiliati in Siberia durante le cosiddette Grandi Purghe degli anni trenta.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grande guerra patriottica.
Piani tedeschi di smantellamento dell'Unione Sovietica

Nel 1941 la Germania nazionalsocialista, nonostante la stipula del patto Ribbentrop-Molotov nel 1939, attacca l'Unione Sovietica stalinista coinvolgendola nella seconda guerra mondiale.

Questo intervento, noto anche come campagna di Russia, durante la seconda guerra mondiale rappresentò il più importante teatro della guerra tra le potenze alleate e la Germania nazista, e, più in generale, lo scenario fondamentale che decise la seconda guerra mondiale. Le dimensioni dei combattimenti, l'entità delle perdite e la profondità delle distruzioni materiali ne fecero il più vasto teatro di guerra della storia.

Dopo quattro anni di guerra, costata milioni di vittime e enormi danni materiali, nel 1945 l'Unione Sovietica ottenne la vittoria diventando così una delle due superpotenze dominanti, in grado di estendere la sua sfera di influenza su una parte considerevole del mondo.

La guerra fredda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra Fredda.

Gli anni successivi alla seconda guerra mondiale furono contraddistinti dalla cosiddetta "guerra fredda", un lungo periodo di contrapposizione e scontro ideologico fra gli Stati Uniti e i loro alleati (la NATO) e il blocco comunista, unito sotto il Patto di Varsavia.

I due schieramenti ingaggiarono una dura lotta geopolitica per il controllo politico ed economico del Terzo Mondo a partire dalla Crisi di Suez del 1956, che tuttavia non si concretizzò mai in uno scontro militare diretto (che avrebbe teoricamente potuto portare alla distruzione del pianeta, visti gli arsenali in gioco); un momento di fortissime frizioni si ebbe nel 1962, con la cosiddetta crisi dei missili di Cuba.

La guerra fredda si sviluppò nel corso degli anni su vari campi: militare (con la corsa agli armamenti), spaziale (la cosiddetta corsa allo spazio), ideologico, psicologico, tecnologico e anche sportivo.

La fine dell'Unione Sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Collasso dell'Unione Sovietica e putsch di Mosca.

Sulla fine degli anni ottanta, il leader sovietico Michail Gorbačëv, conscio delle gravi difficoltà dello stato sovietico, iniziò un percorso di riforme, attraverso politiche di glasnost' (trasparenza) e perestrojka, che non si dimostrarono tuttavia sufficienti per impedire il collasso dell'Unione Sovietica, avvenuto dopo un fallito colpo di stato militare nel 1991.

La Russia dichiarò la sua indipendenza il 24 agosto dello stesso anno come Federazione Russa; in quanto principale erede dell'Unione Sovietica, ha da allora cercato di mantenere la sua influenza globale promuovendo la fondazione della Comunità degli Stati Indipendenti, ostacolata in questo da gravi difficoltà economiche.

La Russia post-sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Federazione russa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Pipes. La Russia, pag. 9.
  2. ^ a b Nicholas V. Riazanovsky. Storia della Russia, pag. 80.
  3. ^ REY, Marie-Pierre, Le dilemme russe. La Russie et l'Europe occidentale d'Ivan le Terrible à Boris Eltsine, Paris, Flammarion, 2002, p. 24.
  4. ^ SPETSCHINSKY, Laetitia, Le partenariat euro-russe : enjeux et processus, Chaire Inbev-Baillet Latour UE Russie, 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]