Basilio III di Russia

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Vasilij III Ivanovič

Vasilij III Ivanovič (Василий III Иванович; 25 marzo 1479 – 3 dicembre 1533) ricoprì la carica Gran Duca di tutte le Russie dal 1505 al 1533. Figlio di Ivan III e Sophia Paleologa.

Basilio III continua la politica del padre e dedica la maggior parte dei suoi sforzi al consolidamento delle annessioni di Ivan III. Annette le ultime realtà ancora autonome: Pskov nel 1510, le tenute principesche (appannaggi) di Volokalamsk nel 1513, il principato di Rjazan' nel 1521 e Novgorod e Severskij nel 1522.
In politica interna Basilio III cerca l'appoggio della Chiesa nella lotta contro l'opposizione feudale. Nel 1521 il metropolita Varlaam è mandato in esilio a causa del suo rifiuto di partecipare alla lotta di Basilio contro il principe (titolare di un appannaggio) Basilio Ivanovič Šemjačič.
Al culmine dello scontro altri boiari tra cui Basilio Šujskij e Ivan Vorotynskij subiscono anch'essi l'esilio.
Ivan III, nel 1525, fa giustiziare il diplomatico e uomo di stato Ivan Bersen-Beklemišev colpevole di aver apertamente criticato la sua politica. A questa seguono, tra il 1525 ed il 1531 altre condanne a morte tra le quali quelle dello scrittore Maksim Grek e dello statista Vassian Patrikeev.
Durante il regno di Basilio III aumenta l'importanza della piccola nobiltà a scapito delle immunità e dei privilegi dei boiari. La politica estera di Basilio III è incentrata sull' espansione della Moscovia verso ovest e sud-ovest e comporta sia lo scontro con il Khanato di Crimea ed il Khanato di Kazan che le guerre con la Lituania (1507-1508) e (1512-1522), come risultato di queste guerre la Moscovia si annette Smolensk nel 1514.
Basilio III è anche ricordato come il costruttore di numerose chiese.

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Ivan III dal 1505 al 1533 Ivan IV I
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