Storia della Turchia

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1leftarrow.pngVoce principale: Turchia.

Ataturk, il "padre dei turchi"

La storia della Turchia si riferisce alla storia del Paese chiamato oggi Turchia. Avendo le terre una storia antica, la migrazione turca è relativamente recente.

I Turchi, una società la cui lingua appartiene alla famiglia delle lingue turche, cominciarono a spostarsi dalle loro terre originarie alla moderna Turchia nell'XI secolo. Dopo che l'Impero Selgiuchide turco sconfisse le forze dell'Impero Bizantino nella Battaglia di Manzicerta, il processo fu accelerato, e il Paese venne chiamato "Turchia" in Europa già dal XII secolo. La dinastia Selgiuchide controllò la Turchia finché il Paese fu invaso dai Mongoli dopo la Battaglia di Köse Dağ. Durante gli anni di dominazione Mongola, nacquero alcuni piccoli Stati turchi. Uno di questi stati era il Beilikato Ottomano, che presto controllò tutta l'Anatolia occidentale e larga parte della Rumelia.

Dopo aver conquistato Costantinopoli, lo Stato Ottomano diventerà un grande impero. Successivamente, l'Impero si è espanso nell'Anatolia orientale, in Caucaso, Medio Oriente, Europa Centrale e Nordafrica. Sebbene il potere dell'Impero ottomano culminò nel XVI secolo, non raggiunse completamente lo sviluppo tecnologico nelle competenze militari delle potenze Occidentali nel XIX secolo. Nondimeno, la Turchia riuscì a mantenere l'indipendenza sebbene alcuni dei suoi territori furono ceduti ai vicini, e alcuni piccoli Paesi ottennero l'indipendenza da essa.

Dopo la prima guerra mondiale in cui la Turchia fu sconfitta, gran parte dell'Anatolia e la Tracia orientale furono occupate dalle forze Alleate, inclusa la capitale Istanbul. Per resistere all'occupazione, una cellula di giovani ufficiali militari formarono un governo ad Ankara. Il leader eletto dal governo di Ankara, Mustafa Kemal, organizzò una vittoriosa guerra di indipendenza contro gli Alleati. Dopo la liberazione dell'Anatolia e della Tracia orientale, fu stabilita la Repubblica di Turchia nel 1923 con capitale ad Ankara.

L'Impero bizantino e le migrazioni turche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi migrazioni turche, storia dei popoli turchi e Impero bizantino.

Prima dell'insediamento dei turchi, la popolazione locale dell'Anatolia aveva raggiunto un livello stimato tra i 12 e 14 milioni di abitanti, durante il tardo periodo romano. La migrazione dei turchi nel territorio dell'odierna Turchia avvenne nel periodo delle maggiori migrazioni turche attraverso l'Asia Centrale verso l'Europa e il Medio Oriente, tra il VI e il XI secolo.

Durante la dominazione dell'impero bizantino, Bisanzio (l'attuale città turca Istanbul) fu scelta come capitale dell'impero. Inizialmente si susseguirono diversi imperatori romani, fino ad arrivare a Giustiniano I, l'ultimo imperatore romano di Bisanzio.[1] A seguito delle invasioni barbariche, già nel 641 l'impero era ridotto essenzialmente all'Asia Minore e Tracia, enclavi in Italia, Africa e Balcani.

Dinastia Selgiuchide[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero Selgiuchide e Sultanato di Rum.

Nell'undicesimo secolo giunsero in Turchia per lo più popolazioni turche che vivevano nell'Impero Selgiuchide. I Selgiuchidi procedettero ad una graduale conquista della parte anatolica dell'Impero Bizantino. Nei secoli successivi, le popolazioni locali vennero assimilate dal popolo turco. Altri immigranti turchi cominciarono a mescolarsi con gli abitanti locali nel corso degli anni, così la popolazione di lingua turca si rafforzò.

La Casa dei Selgiuchidi era un ramo dei Turchi Oghuz che risiedeva alla periferia del mondo islamico, a nord del Mar Caspio e del Lago d'Aral, nel Khaganato Yabghu della confederazione Oghuz, nel X secolo. Nell'XI secolo, i popoli turchi che vivevano nell'Impero Selgiuchide cominciarono a migrare dalle loro antiche terre verso le regioni orientali dell'Anatolia, che finì per diventare una nuova terra delle tribù dei Turchi Oghuz a seguito della Battaglia di Manzicerta nel 1071.

La vittoria dei Selgiuchidi diede origine al Sultanato Selgiuchide di Rum, un ramo separato del più grande Impero Selgiuchide e ad alcuni principati turchi (beylik), per lo più situati nell'Anatolia orientale, che erano vassalli o in guerra con il Sultanato Selgiuchide di Rum.

Dominazione Mongola[modifica | modifica wikitesto]

Un arciere a cavallo mongolo nel XIII secolo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ilkhanato.

Nel 1243 le armate Selgiuchidi venivano sconfitte dai Mongoli nella Battaglia di Köse Dağ, e il Sultanato Selgiuchide di Rum diventava vassallo dei Mongoli. Questo causò ai Selgiuchidi la perdita del loro potere. Hulagu Khan, nipote di Gengis Khan, fondò l'Ilkhanato nella parte sud-occidentale dell'Impero Mongolo. L'Ilkhanato controllava l'Anatolia tramite governatori militari Mongoli. L'ultimo sultano selgiuchide morì nel 1308. L'invasione mongola di Transoxiana, Iran, Azerbaigian e Anatolia provocò lo spostamento dei Turkmeni verso l'Anatolia occidentale. I Turkmeni fondarono alcuni principati in Anatolia (beylik) sotto la dominazione Mongola in Turchia. I beylik più potenti erano il Beilikato di Karaman e Germiyan nell'area centrale. Lungo la costa del Mar Egeo, da nord a sud, si estendevano i principati di Karesi, Saruhan, Aydınoğlu, Menteşe e Teke. Il Candaroğlu (anche chiamato İsfendiyaroğlu) controllava la regione del Mar Nero attorno a Kastamonu e Sinope. Il Beylik della dinastia Ottomana era situato nell'Anatolia nord-occidentale, presso Söğüt, e nei successivi 200 anni si sarebbe espanso nei Balcani e in Anatolia.

La dinastia ottomana[modifica | modifica wikitesto]

Maometto II entra a Costantinopoli, dipinto di Fausto Zonaro
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero Ottomano.

La prima capitale del beilikato Ottomano fu situata a Bursa nel 1326. Edirne che fu conquistata nel 1361 fu la successiva capitale. Dopo essersi ampiamente espansi in Europa ed Anatolia, nel 1453, gli ottomani completarono quasi la conquista dell'Impero Bizantino catturandone la capitale, Costantinopoli, durante il regno di Maometto II. Questa città è diventata la capitale dell'Impero successiva ad Edirne. L'Impero ottomano continuerà ad espandersi nell'Anatolia orientale, Europa centrale, Caucaso, Africa settentrionale ed orientale, isole del Mediterraneo, Siria, Mesopotamia e penisola araba nel XV, XVI e XVII secolo.

Il potere e il prestigio dell'Impero ottomano culminarono nel XVI e XVII secolo, particolarmente durante il regno di Solimano il Magnifico. L'Impero fu spesso in conflitto col Sacro Romano Impero nella sua stabile avanzata verso l'Europa centrale attraverso i Balcani e la parte meridionale della Confederazione Polacco-Lituana. Inoltre, gli ottomani furono spesso in guerra con la Persia per dispute territoriali. In mare, l'Impero dovette competere con la Lega Santa, composta dalla Spagna degli Asburgo, la Repubblica di Venezia e dai Cavalieri di San Giovanni, per il controllo del Mediterraneo. Nell'Oceano Indiano la flotta ottomana spesso si confrontò con la flotta Portoghese per difendere il suo tradizionale monopolio sulle rotte commerciali marittime tra l'Asia orientale e l'Europa occidentale; su queste rotte nacquero nuove competizioni con la scoperta portoghese del Capo di Buona Speranza nel 1488.

Il Trattato di Karlowitz del 1699 segnò l'inizio del declino ottomano; alcuni territori furono persi con tale trattato: l'Austria ricevette tutta l'Ungheria e la Transilvania eccetto il Banato; Venezia ottenne gran parte della Dalmazia oltre al Peloponneso; la Polonia recuperò la Podolia. Nel corso del XIX e primo XX secolo, l'Impero ottomano continuò a perdere i suoi territori, incluse Grecia, Algeria, Tunisia e i Balcani nelle guerre balcaniche del 1912-1913.

La guerra italo-turca del 1911 diede all'Italia la Libia ed il Dodecaneso. In questa guerra la Turchia ha «scarse forze militari a Tripoli», scrisse la relazione del Comando italiano, «circa 5.000 uomini in Tripolitania e 2.000 in Cirenaica». L’Italia mobilitó 34.000 uomini (divennero 55.000), 6.300 quadrupedi, 1.050 carri, 48 cannoni da campagna, 24 cannoni da montagna, assieme a dirigibili e aerei (fu italiano il primo bombardamento aereo della storia mondiale), trasportati in Africa utilizzando la Regia Marina e un rilevante numero di piroscafi noleggiati.

Fronteggiando perdite territoriali su tutti i fronti, l'Impero ottomano concluse un'alleanza con la Germania che lo supportò con truppe ed equipaggi. L'Impero ottomano entrò nella prima guerra mondiale a fianco degli Imperi Centrali dopo aver garantito rifugio a due navi da guerra tedesche.

Il 30 ottobre 1918 fu firmato l'Armistizio di Mudros, seguito dall'imposizione del Trattato di Sèvres, il 10 agosto 1920 dagli Alleati, che non fu mai ratificato. Il Trattato di Sèvres disfaceva l'Impero ottomano ed obbligava ad ampie concessioni territoriali a favore di Grecia, Italia, Regno Unito e Francia.

L'era repubblicana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Repubblica di Turchia.

L'occupazione di alcune parti del Paese dagli Alleati a seguito della prima guerra mondiale sollecitò la fondazione del Movimento Nazionale Turco. Sotto la leadership di Mustafa Kemal, un comandante militare distintosi durante la Battaglia di Gallipoli, fu intrapresa la Guerra d'Indipendenza Turca, mirata a revocare i termini del Trattato di Sèvres. Il 18 settembre 1922, le armate greche furono espulse. Il primo di novembre, il neo-fondato parlamento abolì formalmente il Sultanato, concludendo così 623 anni di impero. Il Trattato di Losanna del 24 luglio 1923 portò al riconoscimento internazionale della nuova "Repubblica di Turchia" come Stato successore dell'Impero ottomano, e la repubblica fu ufficialmente proclamata il 29 ottobre 1923, nella nuova capitale Ankara. Mustafa Kemal divenne il primo Presidente di Turchia e successivamente introdusse molte riforme radicali con lo scopo di fondare una nuova repubblica secolare dai resti del suo passato ottomano. Secondo la Legge sui Nomi Familiari, il parlamento turco presentò Mustafa Kemal con il soprannome onorifico "Atatürk" (padre dei turchi) nel 1934.

Dopo la II guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La Turchia rimase neutrale per la maggior parte della seconda guerra mondiale, ma si schierò simbolicamente con gli Alleati il 23 febbraio 1945, e lo stesso anno diventò membro originario delle Nazioni Unite. Le difficoltà affrontate dalla Grecia dopo la guerra nel sedare una rivolta comunista, oltre alle pressioni sovietiche per ottenere basi militari negli Stretti Turchi, spinsero gli Stati Uniti a dichiarare la nel 1947 Dottrina Truman. Essa enunciava le intenzioni americane di garantire la sicurezza in Turchia e Grecia, e determinò praticamente un supporto economico e militare su larga scala a quei paesi.

Dopo aver partecipato con le forze delle Nazioni Unite alla Guerra di Corea, la Turchia si unì alla NATO nel 1952, diventando un baluardo contro l'espansione sovietica nel Mediterraneo. A seguito di un decennio di disordini nell'isola di Cipro e il colpo di stato militare greco di luglio 1974, che rovesciò il Presidente Makarios III insediando Nikos Sampson come dittatore, la Turchia invase la Repubblica di Cipro nello stesso anno. Nove anni dopo fu stabilita la Repubblica Turca di Cipro del Nord. La Turchia è l'unico Paese che riconosce quella Repubblica.

Il periodo del partito unico fu seguito dal pluralismo dei partiti dopo il 1945. Nel 1984 il PKK cominciò un'insurrezione contro il governo turco; il conflitto, che è costato oltre 40.000 vite, continua ancora oggi. Dalla liberalizzazione dell'economia turca durante gli anni ottanta, il paese ha goduto di una più forte crescita economica e maggiore stabilità politica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Torino, Einaudi, 1993, p. 66

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [1], Sito a cura dell'Ambasciata Turca in Italia
  • [2], Una raccolta di articoli (Inglese)
  • [3], Una raccolta di mappe della Turchia
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