Olga di Kiev

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Sant'Olga
Olga di Kiev in un dipinto di Michail Nesterov
Olga di Kiev in un dipinto di Michail Nesterov

Granduchessa

Nascita 879
Morte 11 luglio 969
Venerata da Chiesa cattolica, Chiese ortodosse
Ricorrenza 11 luglio

Ol'ga di Kiev, in norreno Helga, dopo il battesimo Elena (Pskov, 879Kiev, 11 luglio 969), appartenente alla aristocrazia variaga della Rus' di Kiev e sposa di Igor' figlio di Rurik nel 903. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica e da quelle ortodosse.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni di reggenza[modifica | modifica sorgente]

Le fonti che narrano la sua vita sono principalmente da individuarsi nel Manoscritto Nestoriano del monaco Nestor e nell'Elogio del monaco Iakov, da considerarsi tuttavia, in modo particolare la seconda, di forte contenuto agiografico[1]. Nata intorno all'890, figlia di un nobile variago della casata Izborsk[2], Olga nacque in un villaggio presso il fiume Velika a pochi chilometri da Pskov[3]. Nel 903 sposò il principe Igor, divenuto nove anni dopo Gran Principe di Kiev. Nel 945 rimase vedova a seguito dell'assassinio del marito, recatosi a riscuotere tributi nei territori controllati dalla tribù dei Derevljani[1]. Alla morte del marito, il figlio Svyatoslav aveva solamente tre anni, rendendo Olga la sovrana di fatto fino a quando Svyatoslav non avesse raggiunto l'età adulta. I Derevljani desideravano che Olga sposasse il loro principe Mal, rendendolo sovrano di Kiev, ma Olga era determinata a rimanere al potere e a conservarlo per suo figlio.

I Derevljani mandarono venti dei loro uomini migliori a persuadere Olga a sposare il loro principe Mal, ma Olga li fece seppellire vivi. Successivamente, fece informare il principe Mal del fatto che avrebbe accettato la sua proposta di matrimonio, ma richiese che le persone più sagge tra i Derevljani l'accompagnassero nel suo viaggio. I Derevljani mandarono a Olga le migliori persone che governavano le loro terre; al loro arrivo, Olga offrì un caldo benvenuto e un invito a riposarsi del lungo viaggio facendo un bagno a vapore. Dopo che i saggi entrarono nell'edificio, Olga chiuse le porte e chiave e vi diede fuoco, bruciandoli vivi.

Con gli uomini più forti e i più saggi ormai morti, Olga distrusse il resto dei Derevljani - dopo averli invitati al funerale sulla tomba del marito e averli fatti ubriacare, li fece sterminare dai suoi soldati. Dopo essere ritornata a Kiev, mise insieme il suo esercito per distruggere i sopravvissuti; i Derevljiani imporarono pietà a chiesero di poter pagare un tributo in miele e pelli. Olga chiese invece tre piccioni e tre passeri per ogni casa in quanto ormai voleva concludere l'assedio. Quando i Derevljiani le spedirono il loro tributo, Olga diede ad ogni soldato del suo esercito un piccione o un passero e vi fece attaccare un pezzo di zolfo avvolto in dei pezzi di tessuto, quindi, al sopraggiungere della notte, fece rilasciare i volatili. Gli uccelli tornarono ai loro nidi e Olga vi fece dare fuoco. Nessuna casa rimase in piedi, in quanto fu impossibile estinguere le fiamme visto che tutti gli edifici presero fuoco contemporaneamente. Mentre la gente fuggiva dalla città, Olga li faceva catturare dai suo soldati. Dopo aver conquistato la città ed averla data alle fiamme, fece anche catturare gli anziani; alcuni vennero uccisi, altri schiavizzati, altri ancora considerati un tributo[1].

La conversione[modifica | modifica sorgente]

La ferocia che la contraddistinse nei suoi primi anni di reggenza scompare dalle cronache a seguito della conversione al cristianesimo. Sia Il Manoscritto Nestoriano che l'Elogio sono concordi nel descrivere la santità e la misericordia della prima sovrana cristiana della Rus' di Kiev. Nel 957, in occasione di un viaggio a Costantinopoli, fu infatti battezzata dal Patriarca Polieucte di Costantinopoli e suo padrino fu l'imperatore Costantino VII Porfirogenito. A seguito del battesimo assunse il nome di Elena. Al suo ritorno a Kiev fu molto attiva nel diffondere la religione cristiana nella Rus': l'Elogio la descrive intenta a distruggere «...gli altari sui quali si facevano sacrifici al diavolo» e a dedicarsi in opere caritatevoli verso la fascia più indigente del suo popolo[1]. Fallì tuttavia nel tentativo di convertire il proprio popolo al cristianesimo: nel 959 inviò un'ambasciata all'imperatore Ottone I affinché inviasse nella Rus' un missionario avente il compito di evangelizzare la popolazione. Tale richiesta, da cui scaturì un forte dissidio tra l'arcivescovo di Amburgo e Brema e quello di Magonza relativamente al nominativo del religioso, venne esaudita nel 961 con l'arrivo del monaco Adalberto di Treviri a Kiev. Il missionario rimase in loco solo un anno: nel 962 fu infatti costretto a tornare in patria a seguito dei forti dissidi sorti con la popolazione locale[4]. Neppure Svjatoslav, all'epoca Gran Principe di Kiev, decise di convertirsi al nuovo credo.

La venerazione[modifica | modifica sorgente]

La venerazione per Olga cominciò sotto il governo del nipote Vladimiro, che nel 996 fece traslare il corpo nella chiesa, da lui fatta erigere in pietra, dedicata alla Santissima Madre di Dio[1]. L'Elogio narra che, nonostante fossero passati alcuni anni dalla morte, il corpo di Olga si manifestava integro e incorrotto dal tempo, circostanza che, nell'antichità, testimoniava per gli ortodossi l'elevazione del defunto a santo[1]. La festa fu fissata all'11 luglio del calendario giuliano, venerazione che fu poi confermata dal Concilio russo del 1574.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Francesco Chiti, Santi dell'antica Russia, Milano, Gribaudi, 2001, ISBN 88-7152-647-3.
  2. ^ (EN) St Olga the Princess of Russia, in Holy Baptism Called Helen in OCA - Feasts and Saints. URL consultato il 29 luglio 2011.
  3. ^ Antonio Borrelli, Sant'Olga di Kiev in Santi e beati. URL consultato il 29 luglio 2011.
  4. ^ Nicolas de Baumgarten, Aux origines de la Russie, Roma, Edizioni Orientalia Christiana, 1939, ISBN 88-7210-018-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Gran Principe di Kiev (reggente) Successore
Igor' 945 – 963 Svjatoslav I