Lingua norrena

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Norreno (Norrœnt Mál)
Parlato in Scandinavia, Islanda, Groenlandia, Fær Øer, Arcipelago britannico, Vinland, Normandia, il Volga e il territorio compreso
Periodo VII secolo - XIV secolo
Classifica estinta
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue germaniche
  Lingue germaniche settentrionali
Codici di classificazione
ISO 639-2 non
ISO 639-3 non  (EN)
Estratto in lingua
Il Padre Nostro
Faþer vár es ert a himnom, verði nafn þitt hæilagt
Til kome ríke þitt, værði vili þin
sva a iarðu sem í himnum.
Gef oss ok hværn dag brauð vort dagligt
Ok fyr gefþu oss synþer órar,
sem vér fyr gefom þeim er viþ oss hafa misgert
Leiðd oss eigi í freistni, heldr leys þv oss frá öllu illu.

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - art. 1
Hveregir meðr órota örvir vilja ok réttom. Þeir hafa mun ok frǿði ok velhverr skolo gøra til nøkkorra sem brǿðr.

Old norse, ca 900.PNG
Distribuzione geografica del norreno e delle lingue ad esso collegate all'inizio del X secolo. L'area rossa è la zona di distribuzione del dialetto occidentale, l'area arancione quella del dialetto orientale, e l'isola rosa è il gutnico antico. L'area verde rappresenta l'estensione delle lingue germaniche occidentali con cui si ritiene che il norreno abbia una certa mutua intelligibilità; l'area azzurra in Crimea rappresenta le ultime tracce del gotico e l'area gialla è quella di distribuzione dell'Antico Inglese (Old English) conosciuto anche come Anglosassone (Anglo-Saxon).

La lingua norrena è una lingua germanica evolutasi dalla lingua proto-norrena successivamente al VII secolo e usata dagli abitanti della Scandinavia e delle loro colonie oltremare durante tutta l'era vichinga.

La maggior parte dei testi a noi pervenuti risalgono al cosiddetto periodo scandinavo antico della lingua islandese (1050-1350); lingua evolutasi dal norvegese antico successivamente alla colonizzazione dell'Islanda (IX secolo).

La versione standard di questa parlata islandese è il dialetto norreno occidentale, che è una via di mezzo fra l'antico islandese e l'antico norvegese.

Tuttavia, c'era anche un dialetto denominato norreno orientale che era molto simile ed era parlato in Danimarca ed in Svezia, nonché nei loro insediamenti extraterritoriali. Inoltre, non c'era una separazione territoriale ben definita fra le due varianti di questo idioma.

Fino al XIII secolo queste varianti erano considerate dalla popolazione un linguaggio unico chiamato, dansk tunga (nel dialetto orientale) o dönsk tunga (nel dialetto occidentale). Questi autonimi si traducono letteralmente con "lingua danese".

Il norreno aveva un rapporto di mutua intelligibilità con l'antico inglese e anche l'antico sassone e altre lingue parlate nella Germania settentrionale. Gradualmente è evoluto in queste lingue moderne: islandese, faroese, norvegese, danese e svedese. Per questo, nella forma scritta, il norreno è comprensibile per coloro che parlano l'islandese moderno, tuttavia, specialmente nella pronuncia dei fonemi vocalici, è cambiato molto. Anche il faroese presenta molte somiglianze con questa lingua morta ma è stato molto influenzato dal danese, norvegese e dal gaelico (sia scozzese).

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

L'antico islandese era essenzialmente identico all'antico norvegese e insieme formarono il dialetto occidentale del norreno; quello orientale era parlato in Danimarca e in Svezia e negli insediamenti russi, inglesi e in Normandia.

Il dialetto gutnico antico veniva parlato nel Gotland ed in vari insediamenti ad est. Nell'XI secolo era la lingua europea più diffusa, con un'estensione che andava dal Vinland ad occidente al fiume Volga ad oriente. In Russia sopravvisse più a lungo a Novgorod e si estinse nel XIII secolo.

Discendenti moderni[modifica | modifica sorgente]

I suoi discendenti moderni sono le lingue scandinave occidentali, l'islandese, il faroese, il norvegese e la lingua estinta norn delle isole Orcadi e delle Shetland e le lingue scandinave orientali, come il danese e lo svedese. Il norvegese deriva dal norreno occidentale (scandinavo occidentale), ma nel corso dei secoli è stato largamente influenzato dal norreno orientale (scandinavo orientale).

Tra queste lingue, l'islandese ed il faroese hanno subito pochi cambiamenti rispetto al norreno antico negli ultimi mille anni, anche se a causa del dominio danese sulle Fær Øer, il faroese è stato influenzato dal danese. Il norreno antico influenzò anche i dialetti inglesi ed in particolare lo Scots delle Lowland che contiene molte parole di origine norrena. Ha influenzato anche lo sviluppo del normanno.

Varie altre lingue, che non sono direttamente imparentate, sono state influenzate dal norreno, in particolare i dialetti normanni ed il gaelico scozzese. Il russo ed il finlandese hanno anch'esse molte parole nordiche; il termine "Russo" stesso deriva da "Rus'", nome di una tribù norrena.

Fonologia[modifica | modifica sorgente]

Vocali[modifica | modifica sorgente]

I fonemi vocali si dividono a coppie, lunghi e corti. In quelli acuti si usa come segno ortografico l'accento acuto, mentre il corrispondente corto di /æ/ non è un fonema ma l'allofono /e/. Il corrispondente lungo /ɔ/ si è fuso con /aː/ nel XIII secolo.

Vocali del norreno
  Anteriori Posteriori
Non Arrotondate Arrotondate
Chiuse i y u
Metà ɛ œ øː o
Metà-aperte         ɔ ɔː
Aperte   æː     a

Consonanti[modifica | modifica sorgente]

Il norreno antico ha sei fonemi occlusivi. Di questi, /p/ si trova raramente ad inizio parola, /d/ e /b/ non si trovano mai tra due vocali, a causa degli allofoni fricativi della lingua proto-germanica (es. *b *[β] > v tra due vocali). Tra vocali posteriori il fonema /g/ è realizzato come una fricativa sonora velare [ɣ].

  Labiali Dentali Alveolari Palatali Velari Glottali
Occlusive p b t d k ɡ
Nasali    m    n
Fricative f θ ð s h
Approssimanti    w    j
Liquide r l

Ortografia[modifica | modifica sorgente]

L'ortografia standardizzata nel norreno antico fu creata nel XIX secolo ed è essenzialmente fonetica. La differenza più significativa è che la differenza non fonemica tra le fricative dentali sonore ed afone è marcata. Come menzionato sopra, le vocali lunghe vengono denotate con accenti acuti. La maggior parte delle altre lettere vengono scritte con lo stesso glifo del fonema IPA, a parte le eccezioni mostrate nella tabella qui sotto.

Ortografia delle lettere che non usano i glifi IPA
IPA Standard Alternativo
[ɔ] ǫ ö
[æː] æ
[œ] ø
[øː] œ ǿ
[θ] þ
[w] v

Grammatica[modifica | modifica sorgente]

Il norreno è una lingua dalla flessione molto ricca. Gran parte della complessità grammaticale viene mantenuta nell'islandese moderno, mentre il norvegese moderno vede un sistema grammaticale più semplificato.

I sostantivi potevano avere tre generi: maschile, femminile e neutro. I sostantivi, gli aggettivi ed i pronomi erano declinati in quattro casi: nominativo, genitivo, dativo e accusativo utilizzati in circa nove declinazioni "pratiche". Esistevano due numeri: singolare e plurale.

Declinazioni[modifica | modifica sorgente]

1° declinazione

Comprende nomi solamente maschili e neutri con poche irregolarità.

Sostantivo maschile armr "stirpe":

Singolare Plurale
Nominativo armr armar
Genitivo arms arma
Dativo armi ǫrmum
Accusativo arm arma

Sostantivo neutro kyn "stirpe", cfr. ingl. "kin":

Singolare Plurale
Nominativo kyn kyn
Genitivo kyns kynja
Dativo kyni kynjom
Accusativo kyn kyn

2° declinazione

Comprende solo nomi femminili, degli antichi temi in -ō -wō -jō -iō.

Sostantivo femminile elfr "fiume":

Singolare Plurale
Nominativo elfr elfar
Genitivo elfar elfa
Dativo elfi elfom
Accusativo elfi elfar

Sostantivo femminile döf "lancia":

Singolare Plurale
Nominativo döf dafar
Genitivo dafar dafa
Dativo döf döfom
Accusativo döf dafar


3° declinazione

La terza declinazione comprende nomi maschili e femminile.

Sostantivo maschile staðr "luogo", cfr. ted. "Stadt" (città):

Singolare Plurale
Nominativo staðr staðir
Genitivo staðar staða
Dativo stað stöðom
Accusativo stað staði

Sostantivo femminile drótt "schiera":

Singolare Plurale
Nominativo drótt dróttir
Genitivo dróttar drótta
Dativo drótt dróttom
Accusativo drótt dróttir

Sostantivo maschile irr. gestr "ospite", cfr. lat. "hostis", ted. "Gast", ing. "host":

Singolare Plurale
Nominativo gestr gestir
Genitivo gests gesta
Dativo gest gesttom
Accusativo gest gesti

4° declinazione

La 4° declinazione comprende i nomi maschili, femminili e neutri terminanti in nasale

Sostantivo maschile hani "gallo", cfr. ted. "Hahn":

Singolare Plurale
Nominativo hani hanar
Genitivo hana hana
Dativo hana hönom
Accusativo hana hana

Sostantivo maschile gata "strada":

Singolare Plurale
Nominativo gata götor
Genitivo göto gatna
Dativo göto götom
Accusativo göto götor

Sostantivo neutri hjarta "cuore", cfr. ing. "heart", ted. "Herz", dan. "hjerte":

Singolare Plurale
Nominativo hjarta hjörto
Genitivo hjarta hjartna
Dativo hjarta hjörtom
Accusativo hjarta hjörto

5° e 6° declinazione

La 5° e la 6° declinazione comprendono unicamente temi radicali, ovvero temi terminanti per consonante. La 5° comprende unicamente sostantivi femminili e la 6° unicamente maschili.

Sostantivo femminile (5° decl.) brók "calzone", cfr. lat. "bragae":

Singolare Plurale
Nominativo brók brǿkr
Genitivo brókar bróka
Dativo brók brókom
Accusativo brók brǿkr

Sostantivo maschile (6° decl.) fótr "piede", cfr. ing. "foot", ted. "Fuß", nl. "voet":

Singolare Plurale
Nominativo fótr føtr
Genitivo fótar fóta
Dativo føti fótom
Accusativo fót føtr

7° declinazione

La 7° declinazione comprende solamente nomi maschili con tema in -u.

Sostantivo maschile völlr "campo", cfr. ted. "Feld":

Singolare Plurale
Nominativo völlr vellir
Genitivo vallar valla
Dativo velli völlom
Accusativo völl völlo

8° declinazione

L'8° declinazione comprende nomi maschili e femminili con tema in -r.

Sostantivo maschile faðir "padre", cfr. ing. "father", lat. "pater", ita. "padre", ted. "Vater", ecc.:

Singolare Plurale
Nominativo faðir, föðr feðr
Genitivo föðor feðra
Dativo föðor, feðr feðrom
Accusativo föðor feðr

Sostantivo femminile móðir "madre", cfr. ingl. "mother", lat. mater", ita. "madre", ted. "Mutter", ecc.:

Singolare Plurale
Nominativo móðir mǿðr
Genitivo móðor mǿðra
Dativo móðor, mǿðr mǿðrom
Accusativo móðor mǿðr

9° declinazione

La nona declinazione comprendeva i sostantivi derivati dai verbi (participio presente). Alcuni participi si sono con il tempo trasformati in veri e propri sostantivi, tali sono: bóndi "contadino", fjándi "nemico" (cfr. ted. "Feind") e frændi "parente" (cfr. ted. "Freund" e ing. "friend", amico)

Participio pres. sostantivato gefandi "donatore" dal verbo gefa "dare" (cfr. ing. "give", ted. "geben", nl. "geven", dare):

Singolare Plurale
Nominativo gefandi gefendr
Genitivo gefanda gefanda
Dativo gefanda geföndom
Accusativo gefanda gefendr

Sostantivo (un tempo participio) bóndi:

Singolare Plurale
Nominativo bóndi bǿndr
Genitivo bónda bónda
Dativo bónda bö́ndom
Accusativo bónda bǿndr

Articolo[modifica | modifica sorgente]

Nel Norreno "classico" l'articolo non esisteva, tuttavia dopo l'anno 1000 fu introdotto inn come articolo determinativo sia enclitico (se accompagnava un sostantivo) che non (se accompagnava un aggettivo) In epoca ancora più tarda venne introdotto anche la forma dimostrativa hinn "quello".

Inn in forma proclitica (cioè accompagnando gli aggettivi) aveva una declinazione.

L'articolo maschile inn:

Singolare Plurale
Nominativo inn inir
Genitivo ins inna
Dativo inom inom
Accusativo inn ina

L'articolo femminile in:

Singolare Plurale
Nominativo in inar
Genitivo innar inna
Dativo inni inom
Accusativo ina inar

L'articolo neutro it, cfr. ing. "it":

Singolare Plurale
Nominativo it in
Genitivo ins inna
Dativo ino inom
Accusativo it in

Inn in forma enclitica (cioè accompagnando i sostantivi) aveva una declinazione.

L'articolo maschile -inn:

Singolare Plurale
Nominativo -inn, -nn -nir
Genitivo -ins, -ns -nna
Dativo -nom -nom
Accusativo -inn, -nn -na

L'articolo femminile -in:

Singolare Plurale
Nominativo -in, -n -nar
Genitivo -innar -nna
Dativo -inni, -nni -nom
Accusativo -ina, -na -nir

L'articolo neutro -it, cfr. ing. "it":

Singolare Plurale
Nominativo -it, -t -in, -n
Genitivo -ins, -ns -nna
Dativo -no -nom
Accusativo -it, -t -in, -n

L'articolo indeterminativo non esisteva in Norreno, al suo posto si utilizzava invece il numerale einn "uno"

Aggettivi[modifica | modifica sorgente]

Gli aggettivi a differenza dei sostantivi seguivano solo tre declinazioni. Si distinguevano in forti e deboli, gli aggettivi deboli si utilizzivano solo se:

  • Se l'aggettivo è di grado comparativo.
  • Se l'aggettivo è posposto al sostantivo: maðr góði «uomo buono».
  • Se si trova in caso vocativo: góði maðr «o buon uomo».
  • Se è preceduto dall’articolo: inn góði maðr «il buon uomo».

La declinazione forte si utilizzava in tutti gli altri casi, ed era uguale alle prime tre dei sostantivi.

Declinazione debole

Aggettivo spaki "il saggio"

Caso Maschile Femminile Neutro
Nominativo sing. spaki spaka spaka
Genitivo sing. spaka spöko spaka
Dativo sing. spaka spöko spaka
Accusativo sing. spaka spöko spaka
Nominativo plur. spöko spöko spöko
Genitivo plur. spöko spöko spöko
Dativo plur. spökom spökom spökom
Accusativo plur. spöko spöko spöko

Aggettivi comparativi e superlativi[modifica | modifica sorgente]

Gli aggettivi comparativi hanno solo la declinazione debole, i superlativi l'hanno entrambe. La comparazione avviene ampliando il tema con il suffisso -ar (cfr. ingl. -er) dopo il quale viene la declinazione regolare, i superlativi ampliandolo con il suffisso -ast (cfr. ingl. -est) dopo il quale viene la declinazione regolare. I suffissi possono anche essere (in alcuni aggettivi) sincopati. Es: fagr "bello" diviene al comparativo fegri e al superlativo fegrstr.

Avverbi[modifica | modifica sorgente]

In Norreno vi è un grande numero di avverbi tratti principalmente da aggettivi forti. Generalmente sono indeclinabili.

Il comparativo e il superlativo degli avverbi funziona in egual modo che con gli aggettivi.

Pronomi[modifica | modifica sorgente]

Pronomi personali[modifica | modifica sorgente]

I pronomi personali in Norreno si declinano come i sostantivi. Tuttavia presentano un terzo numero: il duale. La terza persona invece non distingue il singolare, il plurale e il duale e si declina secondo il genere

1° pers.

Casi Singolare Duale Plurale
nominativo ek, jak vit, mit vér, mér
genitivo mín okkar vár
dativo mér okkr oss, øss
accusativo mik okkr oss, øss

2° pers.

Casi Singolare Duale Plurale
nominativo þú it, þit ér, þér
genitivo þín ykkar yðvár
dativo þér tkkr oss, yðr
accusativo þik ykkr yðr

3° pers.

Casi Maschile Femminile
nominativo hann hon, hón, hún
genitivo hans hennar
dativo honom, hö́nom henne
accusativo hann hana

Pronomi riflessivi[modifica | modifica sorgente]

Il pronome riflessivo in norreno è sik "sé, sé stesso". Manca naturalmente del nominativo, ma si usa per tutti e tre i numeri.

Casi Sing., duale, plur.
genitivo sín
dativo sér
accusativo sik

L'accusativo sik è anche impiegato nella formazione del medio-passivo nei verbi.

Pronomi possessivi[modifica | modifica sorgente]

I possessivi singolari in Norreno hanno una declinazione identica per tutte le persone, cambia solamente la lettera iniziale.

Nella 1ª persona è minn "mio" Nella 2ª persona è þinn "tuo" Nella 3ª persona è sinn "suo"

Casi Maschile Femminile Neutro
Nominativo sing. -inn -ín -itt
genitivo sing. -íns -innar íns
dativo sing. -ínom -inne -íno
accusativo sing. -inn -ína -itt
nominativo plur. -íner -ínar -ín
genitivo plur. -ínna -inna -inna
dativo plur. -ínom -ínom -ínom
accusativo plur. -ína -ínar -ínn, -ín

I pronomi possessivi plurali in Norreno esistono per la 1ª e la 2ª pers. nei tre generi.

1° persona plurale "nostro"

Casi Maschile Femminile Neutro
Nominativo sing. vár vö́r, ór várt
genitivo sing. várs várrar várs
dativo sing. vö́rom, órom várre vö́ro, óro
accusativo sing. várn vára, óra várt
Nominativo duale okkarr okkor okkart
Genitivo duale okkars okkarrar okkars
Dativo duale okkrom okkarri okkro
Accusativo duale okkarn okkra okkart
nominativo plur. várer, órer várar, órar vö́r, ór
genitivo plur. várra várra várra
dativo plur. vö́rom, órom vö́rom, órom vö́rom, órom
accusativo plur. vára, óra várar, órar vö́r, ór

2° persona plurale "vostro"

Casi Maschile Femminile Neutro
Nominativo sing. yðvarr yðor yðvart
genitivo sing. yðvars yðvarrar yðvars
dativo sing. yðrom yðvarre yðro
accusativo sing. yðvarn yðra yðvart
Nominativo duale ykkarr ykkor ykkart
Genitivo duale ykkars ykkarrar ykkars
Dativo duale ykkrom ykkarri ykkro
Accusativo duale ykkarn ykkra ykkart
nominativo plur. yðrer yðrar yðor
genitivo plur. yðvarra yðvarra yðvarra
dativo plur. yðrom yðrom yðrom
accusativo plur. yðra yðrar yðor

Pronomi dimostrativi, interrogativi ed indefiniti[modifica | modifica sorgente]

In Norreno esistevano molti altri tipi di pronomi tutti declinabili ecco una lista (senza declinazione) dei più comuni.

Pronomi dimostrativi[modifica | modifica sorgente]
  • "questo"
  • þessi "questo qui"
  • hinn "quello"
Pronomi interrogativi[modifica | modifica sorgente]
  • hvai "che cosa?"
  • hverr "chi?"
  • hvárr "chi dei due?"
  • hvilikr "come?"
Pronomi indefiniti[modifica | modifica sorgente]
  • einnhverr "chiunque"
  • eitthvat "qualsiasi cosa"
  • nakvarr "qualcuno"
  • nøkkorr "chiunque"
  • einn "un tale"
  • sumr "qualche"
  • engi, neinn "nessuno"
  • hvárgi "nessuno tra due"
  • man(n)gi "nessun uomo"
  • vetki "nulla, niente"
  • maðr "uno, un tale"
  • hvergi, hvárgi "ogni, ognuno"
  • hvárr "ognuno (fra due)"
  • hverr "ognuno (fra molti)"
  • annarr hvárr, annarr tveggja "uno dei due"
  • hvárr tveggja "ognuno dei due, tutti e due"
  • hvat, hvatki, hvatvetni "ogni cosa, tutto"

Pronomi relativi[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente il norreno non aveva alcuna forma di pronome relativo. Si provvide in parte facendo ricorso ai pronomi interrogativi hvat, hverr e hvílíkr, oppure al pronome dimostrativo .

In epoca più tarda si diffuse l'uso delle particelle invariabili es/er e sem. Queste erano di solito precedute dal dimostrativo , , þat che serve per indicare il genere. Ad esempio: sa es «colui che», anche ridotto in sa's.

Non infrequente, in ogni caso, l'uso norreno di tralasciare il pronome relativo.

Preposizioni, congiunzioni e altro[modifica | modifica sorgente]

Preposizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Reggono il dativo: af "da, fuori", frá "da", gegn "contro", hjá "presso", ór "fuori da". Reggono il dativo (se indicano lo stato) o l'accusativo (se indicano il moto): at "presso", á "in", eptir "dopo", fyrir "davanti" "prima", í "in", mið "con", undir "sotto", við "con", yfir "sopra".
  • Reggono il genitivo: meðal "in mezzo", milli "in mezzo", til "verso"

Congiunzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Le congiunzioni copulative sono: ok "e", "né", enda "anche".
  • Le congiunzioni avversative sono: en "ma", heldr "però, piuttosto".
  • Le congiunzioni disgiuntive sono: eða/eðr "o", ella/ellagar "oppure".
  • Congiunzione privativa è nema "a meno che" (lett. "prendere").
  • Congiunzione comparativa è en/an "che".
  • Congiunzione modale è sem "come".
  • Congiunzione causali sono: alls "poiché", þuí "perché", þuí at "per il fatto che".
  • Le concessive sono rappresentate da þó "sebbene" e þótt "sebbene".
  • La principale congiunzione consecutiva è svá at, svát "cosicché".
  • Particella interrogativa è hvart "se".
  • Congiunzioni temporali sono: þegar er "non appena", síðan er "dopo che", meðan er "mentre".
  • Congiunzione rafforzativa è of "proprio", che trova impiego nei testi poetici e giuridici più arcaici e non ha un significato preciso. Di solito in traduzione si tralascia. Per esempio: hann of sá "egli proprio vide".

Interiezioni[modifica | modifica sorgente]

Le interiezioni più comuni sono: já/jú "sì", nei/ekki "no", vei "guai!", aví "ahimè!", "orsù!"

Particelle negative[modifica | modifica sorgente]

Il norreno dispone di particelle negative soprattutto enclitiche, quali -a/-at "non". La particella -gi/-ge "non" diventa -ki/-ke quando è unita a una parola che termina per -s o per -t (cfr. vetki "nulla"). Nella tarda prosa trovano impiego sempre più ampio le negazioni ekki/ekke "non" ed eigi "non". In luogo di quest'ultimo si ha anche la scrittura ei. E per ultima la negazione proclitica ne "non" usata soprattutto in poesia, e rimasta in aggettivi distributivi composti del tipo nakkvarr "qualcuno" o neinn "nessuno".

Verbi[modifica | modifica sorgente]

I verbi norreni come nelle altre lingue germaniche si distinguono in forti e deboli.

In Norreno vi sono cinque modi: due indefiniti (l'infinito e l'imperativo) e tre finiti (participio, ottativo e indicativo). I modi finiti hanno due tempi (passato e futuro) coniugati in sei persone (uguali a quelli italiano) e in due diatesi (attiva e medio-passiva).

I verbi forti formano il passato direttamente aggiungendo una desinenza alla radice al contrario i verbi deboli formano il passato interponendo tra radice e desinenza una consonante dentale.

Verbi forti[modifica | modifica sorgente]

I verbi forti si coniugano seguendo 4 coniugazioni "tipo".

Verbi indefiniti[modifica | modifica sorgente]
Infinito Imperativo
colpire skjóta skjót
aiutare hjálpa hjálp
vedere sjá sí
  • L'infinito si forma con la desinenza -a
  • L'imperativo si forma direttamente dalla radice pura dell'infinito privata della desinenza -a
Verbi definiti[modifica | modifica sorgente]

Indicativo presente

L'indicativo presente si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:

Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia palatale / 1° singolare
infinito Metafonia palatale -r 2° singolare
infinito Metafonia palatale -r 3° singolare
infinito Metafonia labiale -om 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -a 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra)

Indicativo passato

L'indicativo passato si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:

Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia labiale / 1° singolare
infinito Metafonia labiale -t 2° singolare
infinito Metafonia labiale / 3° singolare
infinito Metafonia labiale -om 1° plurale
infinito Metafonia labiale -oð 2° plurale
infinito Metafonia labiale -o 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra)

Ottativo[modifica | modifica sorgente]

L'ottativo come l'indicativo si distingue in presente e passato.

Ottativo presente

Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia labiale -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -im 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -i 3° plurale

Ottativo passato

Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia palatale -a 1° singolare
infinito Metafonia palatale -ir 2° singolare
infinito Metafonia palatale -i 3° singolare
infinito Metafonia palatale -im 1° plurale
infinito Metafonia palatale -ið 2° plurale
infinito Metafonia palatale -i 3° plurale

Verbi deboli[modifica | modifica sorgente]

I verbi deboli formano i tempi passati interponendo tra radice e desinenza una dentale.

Verbi indefiniti[modifica | modifica sorgente]
Infinito Imperativo
dire telja tel
chiamare kalla kalla
svegliare vaka vaki
  • L'infinito si forma con la desinenza -a
  • L'imperativo si forma direttamente dalla radice pura dell'infinito privata della desinenza -a
Verbi definiti[modifica | modifica sorgente]

Indicativo presente

L'indicativo presente si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:

Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia palatale -i 1° singolare
infinito Metafonia palatale -ir 2° singolare
infinito Metafonia palatale -ir 3° singolare
infinito Metafonia labiale -om 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -a 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra).

Indicativo passato

L'indicativo passato si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:

Radice Metafonia vocalica (della radice) dentale interposta Desinenze
infinito Metafonia labiale -ð- -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -om 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -oð 2° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -o 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra)

Ottativo[modifica | modifica sorgente]

L'ottativo come l'indicativo si distingue in presente e passato.

Ottativo presente

Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia labiale -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -im 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -i 3° plurale

Ottativo passato

Radice Metafonia vocalica (della radice) dentale interposta Desinenze
infinito Metafonia labiale -ð- -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -im 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -i 3° plurale

Participio norreno[modifica | modifica sorgente]

Anche il participio in Norreno si divide tra i verbi deboli e forti. Per vederne la declinazione nominativa si vada alla 9ª declinazione.

Participio presente

Nei verbi forti si forma aggiungendo alla radice dell'infinito -inn. Nei verbi deboli si forma aggiungendo alla radice dell'infinito -ðr.

Participio passato

Nei verbi forti si forma aggiungendo alla radice dell'infinito -andi. Nei verbi deboli si forma interponendo tra la radice dell'infinito e la desinenza -andi la dentale -ð-.

Testi[modifica | modifica sorgente]

Le prime iscrizioni in norreno sono scritte in alfabeto runico e risalgono all'VIII secolo, e questo alfabeto fu usato fino al XV secolo. Con la conversione al Cristianesimo nell'XI secolo si diffuse anche l'alfabeto latino. I testi più antichi in norreno scritti con quest'ultimo alfabeto risalgono alla metà del XII secolo. Successivamente il norreno divenne il veicolo di trasmissione della letteratura vernacolare, unica nell'Europa medievale. La maggior parte delle opere sopravvissute furono scritte in Islanda, le più conosciute sono le saghe e la letteratura mitologica, ma sono state ritrovate anche traduzioni di romanzi cortesi, mitologia classica, l'antico testamento, ed anche trattati di grammatica e un grande numero di lettere e documenti ufficiali.

Relazioni con l'inglese[modifica | modifica sorgente]

L'antico inglese e il norreno erano lingue strettamente collegate, e non è sorprendente che alcune parole nordiche suonino familiari agli anglofoni: per esempio armr e arm (braccio), fótr e foot (piede), land e land (terra), fullr e full (pieno), hanga e to hang (appendere), standa e to stand (stare in piedi), taka e take (prendere), börn e born (nato), ef e if (se), kylr e cold (freddo), kottr e cat (gatto), kyssa e kiss (baciare), mús e mouse (topo) smár e small (piccolo), úti e out (fuori), vaka e wake (svegliare), upp e up (sopra), ulfr e wolf (lupo), trúa e true (fede), standa e stand (stare), rinna e run (correre), e yes (si), hafa e have (avere), geta e get (ricevere, prendere), egg e egg (uovo), hellefo e eleven (undici), bók e book (libro), eta e eat (mangiare), grund e ground (terra).

Questa somiglianza è data dalla provenienza comune di queste due lingue, l'antico germanico. Ma in più, un gran numero di parole del norreno sono finite anche nell'inglese per opera dei vichinghi. Infatti i Vichinghi (o Normanni) oltre a parlare (almeno in buona parte) norreno, al tempo della colonizazione della Gran Bretagna parlavano Normanno che oltre ad essere influenzato dal Francese aveva principalmente nel suo vocabolario parole di origine Norrena portando così all'inglese non solo parole di origine "Francese" (le quali formano tra il 28,3% e il 41% il dizionario Anglofono) ma anche di origine Norrena.

Dialetti[modifica | modifica sorgente]

Quando il proto-norreno si è evoluto nel norreno, nel corso dell'VIII secolo, gli effetti dell'Umlaut (o metafonia) variarono geograficamente. I tipici mutamenti metafonetici (per esempio fylla da *fullian) erano più forti nell'ovest mentre gli esiti di frattura (per esempio hiarta da *herto) erano maggiormente presenti nell'Est. Questa differenza è la principale ragione dietro la dialettizzazione che ebbe luogo nel IX e X secolo dando forma ad un Antico Nordico Occidentale in Norvegia e negli insediamenti nell'Atlantico e un Antico Nordico Orientale in Danimarca e Svezia.

Una seconda differenza era che gli antichi dittonghi generalmente diventavano monottonghi nel dialetto orientale. Per esempio la parola stain divenne sten, mentre mantenne il dittongo nella forma steinn di quello occidentale. Nell'antico Gutnico questo dittongo rimase. Una somiglianza fra quest'ultima lingua e il dialetto occidentale era che entrambi mantennero il dittongo au, come ad esempio in auga, che nella variante occidentale divenne øgha. Similmente il dittongo ey, conservato in area occidentale ad esempio nella parola heyra, ad Est divenne ø, nell'equivalente høra, mentre nell'antico gutnico passò ad oy, come in hoyra.

norreno occidentale antico gutnico norreno orientale
auga "occhio"
stein "pietra"
heyra "udito"
auga
stain
hoyra
øgha
sten
høra

Una terza differenza era che il norreno occidentale perse certe combinazioni di consonanti in favore di raddoppiamenti: ad esempio le combinazioni -mp-, -nt-, e -nk- furono assimilate in -pp-, -tt- e -kk-, e questo fenomeno avvenne in modo minore nel dialetto orientale.

norreno occidentale norreno orientale
sopp "fungo"
bratt "precipizio"
ekkia "vedova"
svamp
brant
ænkia

Tuttavia queste differenze non erano tali da precludere la mutua comprensione. I dialetti rimanevano ancora molto simili e venivano ancora considerati parti della stessa lingua, definita generalmente dagli stessi parlanti lingua danese. Ad esempio:

(NON)
« Móðir Dyggva var Drótt, dóttir Danps konungs, sonar Rígs er fyrstr var konungr kallaðr á danska tungu »
(IT)
« La madre di Dyggve era Drott, la figlia del re Danp, il figlio di Ríg, il primo che venne chiamato re nella lingua danese. »
(Snorri Sturluson, Ynglinga saga)

Qui abbiamo un confronto fra i due dialetti. Si tratta di una trascrizione da una delle Pietre runiche di Funbo (U990) che significa:

« Veðr e Thegn e Gunnar elevarono questa pietra alla morte di Haursa, loro padre. Il Dio aiuti la sua anima »
(Italiano)
« Veðr ok Þegn ok Gunnarr reistu stein þenna at Haursa, föður sinn. Guð hjalpi önd hans »
(Dialetto occidentale)
« Veðr ok Þegn ok Gunnarr ræistu stæin þenna at Haursa, faður sinn. Guð hialpi and hans »
(Dialetto orientale)

Norreno occidentale[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle novità che apparvero nel dialetto occidentale si diffusero anche nell'area della lingua principale, ma alcune erano geograficamente limitate e crearono una differenza dialettale fra i due dialetti stessi. Una differenza era che quello occidentale non partecipo alla monotonghizzazione che modificò æi/ei in e, øy/ey in ø e au in ø.

Una primitiva differenza era che l'occidentale aveva le forme ("dimora") ("mucca") e trú ("fede") mentre l'orientale aveva , e tró. L'occidentale era anche caratterizzato dall'umlaut sulla u che significava che per esempio il proto-norreno *tanþu era pronunciato tönn e tand in quello orientale. Inoltre ci sono state modifiche tratte dal proto norreno, ad esempio bekkr dall'antico *bankiaz.

Il primo frammento di testo che appare nelle iscrizioni runiche e nei poemi fu composto circa nel X secolo da Tjodolf da Hvin. I primi manoscritti sono del periodo 1150-1200 e trattano sia di argomenti legali, religiosi e storici. Durante il XII e XIII secolo, Trøndelag e Vestlandet furono le aree più importanti del Regno di Norvegia e diedero forma al dialetto occidentale come una lingua arcaica con una ricca dotazione di declinazioni. La versione occidentale rimase un dialetto uniforme, e ciò crea delle difficoltà nel distinguere se un testo sia stato scritto in antico islandese o in norvegese antico, e lo si definisce, per ovviare la problematica, norrœn tunga ("lingua norrena").

L'antico norvegese si differenziò prima dall'antico islandese per la perdita della consonante h nella posizione iniziale prima di l, n e r. Questo significò che mentre l'islandese aveva la parola hnefi ("pugno"), il norvegese aveva le corrispondenti næve e neve.

Circa nel XIV secolo la corte si spostò nel sud-est della Norvegia e la vecchia scrittura divenne antiquata. Dopo l'unificazione con la Svezia, circa nel 1319, l'antico svedese cominciò a influenzare il norvegese e la peste del 1350 circa, significò più o meno la fine della vecchia tradizione letteraria. L'influenza dal norreno orientale cominciò e continuò dopo l'unificazione con la Danimarca nel 1380.

Esempi di testo[modifica | modifica sorgente]

Il testo seguente proviene dalla Egils saga. Il manoscritto è il più vecchio conosciuto per quella saga, così è chiamato θ-fragment del XIII secolo. Il testo dimostra anche che un lettore moderno potrebbe avere qualche difficoltà con il testo del manoscritto intatto.

Il manoscritto, lettera per lettera Lo stesso testo in norreno, ma standardizzato Lo stesso testo in islandese moderno

ÞgeiR blundr systor s egils v þar aþingino & hafði gengit hart at liþueizlo við þst. h bað egil & þa þstein coma ser t staðfesto ut þangat a myrar h bio aðr fyr suNan huit a fyr neþan blundz vatn Egill toc uel aþui. oc fysti þst at þr leti h þangat fa ra. Egill setti þorgeir blund niðr at ana brecko En stein fǫrði bustað siN ut yf lang á. & settiz niðr at leiro lǫk. En egill reið hei suðr anes ept þingit m flocc siN. & skilðoz þr feðgar m kęrleic

Þorgeirr blundr, systursonr Egils, var þar á þinginu ok hafði gengit hart at liðveizlu við Þorstein. Hann bað Egil ok þá Þorstein koma sér til staðfestu út þangat á Mýrar; hann bjó áðr fyrir sunnan Hvítá, fyrir neðan Blundsvatn. Egill tók vel á því ok fýsti Þorstein, at þeir léti hann þangat fara. Egill setti Þorgeir blund niðr at Ánabrekku, en Steinarr fœrði bústað sinn út yfir Langá ok settisk niðr at Leirulæk. En Egill reið heim suðr á Nes eptir þingit með flokk sinn, ok skildusk þeir feðgar með kærleik.

Þorgeir blundur, systursonur Egils, var þar á þinginu og hafði gengið hart að liðveislu við Þorstein. Hann bað Egil og þá Þorstein að koma sér til staðfestu út þangað á Mýrar; hann bjó áður fyrir sunnan Hvítá, fyrir neðan Blundsvatn. Egill tók vel á því og fýsti Þorstein, að þeir létu hann þangað fara. Egill setti Þorgeir blund niður að Ánabrekku, en Steinar færði bústað sinn út yfir Langá og settist niður að Leirulæk. En Egill reið heim suður á Nes eftir þingið með flokk sinn, og skildust þeir feðgar með kærleik.

Norreno orientale[modifica | modifica sorgente]

Il norreno orientale, fra il IX e XI secolo, in Svezia era chiamato "Svedese runico" e in Danimarca "Danese runico", ma l'uso di "Svedese" e "Danese" non è per ragioni linguistiche. La denominazione di "runico" poiché i testi compaiono scritti con l'alfabeto runico- Diversamente dal proto-norreno, che fu scritto in Fuþark, che ha solo 16 lettere. Per il numero limitato di rune, quella per la vocale u fu usata anche per le vocali o, ø e y, e la runa per la i fu usata per la e.

Un cambiamento avvenuto nel dialetto orientale riguardò il cambio di æi (nell'occidentale ei) in e, come da stæin a sten. Questo si riflesse nelle iscrizioni runiche dove il più vecchio si leggeva stain e il più tardo stin. Ci fu anche un cambio da au come in dauðr a ø, diventando døðr. Il cambiamento si vede nelle iscrizioni runiche ad esempio da tauþr a tuþr. In più il dittongo øy (dialetto occidentale ey) cambiò in ø, come nella parola per "isola".

Fino al XII secolo, il dialetto orientale era uniforme. Fu in Danimarca che avvennero le prime modifiche che avrebbero differenziato il danese antico dallo svedese antico, e queste innovazioni si diffusero in tutto il nord, dalla Zelanda alla Svealand.

Le vocali terminali -a, -o ed -e iniziarono a fondersi in -e. Nello stesso tempo, le consonanti occlusive sorde p, t e k divennero sonore e fricative. Possiamo notare questo cambiamento, per esempio, nella lingua danese in parole come kage, bide e gabe mentre lo Svedese, per queste parole, mantiene ancora la forma più antica: kaka, bita e gapa. In più, il Danese perse l'accento tonale presente nei moderni Svedese e Norvegese, rimpiazzando l'accento grave con un colpo di glottide.

Esempio di testo[modifica | modifica sorgente]

Questo è un estratto dal Västgötalagen. È il testo più vecchio sotto forma di manoscritto trovato in Svezia risalente al XIII secolo. È contemporaneo alla maggior parte della letteratura islandese. Il testo segna l'inizio dell'antico svedese.

(NON)
« Dræpær maþar svænskan man eller smalenskæn, innan konongsrikis man, eigh væstgøskan, bøte firi atta ørtogher ok þrettan markær ok ænga ætar bot. [...] Dræpar maþær danskan man allæ noræn man, bøte niv markum. Dræpær maþær vtlænskan man, eigh ma frid flyia or landi sinu oc j æth hans. Dræpær maþær vtlænskæn prest, bøte sva mykit firi sum hærlænskan man. Præstær skal i bondalaghum væræ. Varþær suþærman dræpin ællær ænskær maþær, ta skal bøta firi marchum fiurum þem sakinæ søkir, ok tvar marchar konongi. »
(IT)
« Se qualcuno uccide un Suione o un abitante della Småland, un uomo del regno, ma non un Geto occidentale, pagherà otto örtugar e tredici marchi, ma non il guidrigildo. Il re riceve nove marchi dall'omicidio e dall'uccisione di ogni uomo. Se qualcuno uccide un Danese o un Norvegese, pagherà nove marchi. Se qualcuno uccide uno straniero, non dovrà essere bandito e dovrà scappare dal suo clan. Se qualcuno uccide un prete straniero, pagherà tanto quanto per uno straniero. Un prete conta come uomo libero. Se un abitante del sud o un inglese è ucciso, l'omicida pagherà quattro marchi al querelante e due marchi al re. »

Gutnico antico[modifica | modifica sorgente]

La Gutasaga è il testo più lungo pervenutoci in antico gutnico. Fu scritto nel XIII secolo e parla della storia antica degli abitanti di Gotland. Questa parte parla dell'accordo tra i gotlandesi ed il re di Svezia stipulato prima del IX secolo:

(NON)
« So gingu gutar sielfs wiliandi vndir suia kunung þy at þair mattin frir Oc frelsir sykia suiariki j huerium staþ. vtan tull oc allar utgiftir. So aigu oc suiar sykia gutland firir vtan cornband ellar annur forbuþ. hegnan oc hielp sculdi kunungur gutum at waita. En þair wiþr þorftin. oc kallaþin. sendimen al oc kunungr oc ierl samulaiþ a gutnal þing senda. Oc latta þar taka scatt sinn. þair sendibuþar aighu friþ lysa gutum alla steþi til sykia yfir haf sum upsala kunungi til hoyrir. Oc so þair sum þan wegin aigu hinget sykia. »
(IT)
« Quindi, di loro spontanea volontà, i Gotlandesi divennero sudditi del re di Svezia, per poter così viaggiare liberamente e senza rischi ovunque all'interno del regno di Svezia, senza pedaggi ed altre gabelle. Allo stesso tempo, gli svedesi ottennero il diritto di recarsi a Gotland senza restrizioni sulle importazioni di grano od altre proibizioni. Il re dovette fornire protezione ed aiuto, quando ne avessero avuto bisogno e lo avessero richiesto. Il re e lo jarl dovranno mandare ambasciatori al thing gutnico per riscuotere i tributi. Questi ambasciatori dovranno dichiarare la libertà di passaggio per i gotlandesi verso tutti i luoghi nel mare del re a Uppsala (cioè il Mar Baltico era sotto controllo svedese) e lo stesso per chiunque volesse recarsi a Gotland. »

Alcune caratteristiche importanti del gutnico antico si notano in questo testo. Innanzitutto, a differenza del norreno orientale coevo, tutti i dittonghi sono conservati. Secondo, il dittongo ai in aigu, þair e waita (e probabilmente in altre parole) non diventa ei come nel norreno occidentale eigu, þeir and veita.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gordon, Eric V. and A.R. Taylor. Introduction to Old Norse. Second. ed. Oxford: Clarendon Press, 1981, ISBN 0-19-811184-3
  • Marco Scovazzi, Grammatica dell'antico nordico, Mursia, 176 p., 1991

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