Jaroslav I di Kiev

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Jaroslav I Vladimirovič di Kiev
Ritratto seicentesco del principe Yeroslav di Kiev
Ritratto seicentesco del principe Yeroslav di Kiev
Principe del Rus' di Kiev
In carica 1019 –
1054
Predecessore Svjatopolk I di Kiev
Successore Iziaslav I
Nascita 978
Morte 20 febbraio 1054
Padre Vladimir I di Kiev
Madre Rogneda di Polotsk
Consorte Anna Ingigerd
Figli vedi elenco
Religione cristiano ortodosso

Jaroslav I Vladimirovič detto il Saggio (978Vyšgorood, 20 febbraio 1054) , figlio di Vladimir I e di Rogneda di Polotsk fu sovrano del Rus' di Kiev dal 1019 al 1054.

Ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni della vita di questo sovrano sono avvolti nel mistero. Nato come uno dei numerosi figli di Vladimr I di Kiev, fu probabilmente il secondo nato dalla unione con Rogneda di Polotsk. Nella sua giovinezza fu inviato dal padre a governare le regioni settentrionali intorno a Rostov Velikij e venne in seguito trasferito a Velikij Novgorod quando divenne in età per diventare principe ereditario nel 1010. Durante questo periodo fondò la città di Jaroslavl' sulle rive del fiume Volga.

Dopo un lungo periodo di tensioni con suo padre, nel 1014 Jaroslav si rifiutò di pagare il suo tributo di 2.000 hryvni e solo la morte di Wladimir nel 1015 scongiurò una guerra tra i due. Nei successivi quattro anni Jaroslav portò avanti una guerra sanguinaria contro suo fratello Svjatopolk I per il dominio sul territorio di Kiev, e dopo averlo sconfitto nella battaglia di Ljubeč nel 1015, assunse il titolo di gran principe di Kiev. Durante il cruento conflitto tra i due fratelli, altri figli di vladimir I vennero assassinati in una terribile lotta fratricida, tra questi i primi santi canonizzati nella storia dell'Ucraina, Santi Boris e Gleb, fatti assassinare, secondo la cronaca del Manoscritto Nestoriano, per volere di Svjatopolk I, e uccisi brutalmente a colpi di bastone mentre riposavano in una tenda.

La vendetta per l'uccisione dei fratelli fu uno dei motivi portati avanti da Jaroslav contro suo fratello sventolando la bandiera della crociata contro il traditore fratricida. Dopo il suo avvento al potere Jaroslav si adoperò a lungo per la canonizzazione dei suoi due fratelli, che avvenne nel 1096. Tuttavia la sua lotta contro Svjatopolk, rifugiatosi in Polonia, nei territori del suo alleato e cugino Boleslao I, non era ancora conclusa. Tornato con un esercito fornitogli dal suo alleato polacco, Svjatopolk mise sotto assedio Kiev costringendo suo fratello Jaroslav alla ritirata fino a Novgorod nel 1018, dopo averlo sconfitto presso le rive del fiume Buh. Nel 1019, con il suo esercito partito da Novgorod, Jaroslav respinse gli invasori sconfiggendoli lungo le rive dell'Alta e ottenendo definitivamente il Rus' di Kiev.

Gran principe di Kiev[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Jaroslav I di Kiev

Una delle sue prime azioni come gran principe fu quello di ricompensare la lealtà dei suoi cittadini di Novgorod, che lo avevano aiutato a riguadagnare il potere, donando loro numerosi privilegi e concessioni dando di fatto vita al potente stato feudale russo della Repubblica feudale di Novgorod. Fu in questo periodo che Jaroslav promulgò il primo codice di leggi della regione noto con il nome di Russkaja Pravda (in russo Русская правда, in ucraino Руська Правда).

A dispetto della lotta fratricida intrapresa per la sua ascesa al potere e la scarsa legittimità del suo trono, Nestor di Pečerska e gli altri cronachisti dell'epoca presentarono la figura di questo sovrano come di un modello di virtù, al punto tale da ottenere il titolo di Jaroslav il Saggio. Tuattavia un lato più oscuro della sua personalità può emergere dal fatto che fece imprigionare a vita suo fratello minore Sudislav. Sposò Anna Ingigerd figlia del re Olaf Skotkonung di Svezia ed in seguito Astrid, un'altra figlia di Olaf Skotkonung.

Ebbe tre figlie e sette figli. Solo Anastasia era figlia di Astrid.

Una nipote di Jaroslav, Eupraxia, figlia di Vsevolod I, fu prima moglie di Enrico I il Lungo, margravio della Marca del Nord, figlio di Lotario Udo II, e poi, dopo essersi ritirata in convento, ne uscì per divenire la seconda moglie di Enrico IV imperatore del Sacro Romano Impero.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicholas V. Riasanovsky. Storia della Russia. Dalle origini ai giorni nostri. RCS libri S.p.A., Milano, 1994-2005. ISBN 88-452-4943-3.
  • Richard Pipes. La Russia. Potere e società dal Medioevo alla dissoluzione dell'ancien régime. Leonardo editore, Milano, 1992. ISBN 88-355-0136-9.
  • Roger Bartlett. Storia della Russia. Arnoldo Mondadori editore, Milano, 2007. ISBN 978-88-04-57121-6.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Gran Principe di Kiev e Černigov Successore
Svjatopolk I dal 1019 al 1054 Iziaslav I

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