Repubblica di Novgorod

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Repubblica di Novgorod
Repubblica di Novgorod - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Novgorod
Nome ufficiale Новгородская республика
Lingue ufficiali Antico dialetto di Novgorod
Lingue parlate
Capitale Novgorod
Politica
Forma di Stato Repubblica
Forma di governo
Organi deliberativi Veče
Nascita 1136
Causa Espulsione di Vsevolod Mstislavič
Fine 1478
Causa Annessione al Granducato di Mosca
Territorio e popolazione
Religione e società
Religione di Stato ortodossia
Evoluzione storica
Preceduto da Rus' di Kiev
Succeduto da Granducato di Mosca
Questa voce è parte della serie
Storia della Russia

La Repubblica di Novgorod, Terra di Novgorod in russo: Земля новгородская? fu uno Stato medievale russo che, tra il XII e il XV secolo, si estendeva dal Mar Baltico agli Urali, avendo come proprio centro la città di Novgorod.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo sovietico è stato usato a volte dagli studiosi nell’intento di inserire tale entità statale all'interno della periodizzazione storiografica marxista (schiavitùfeudalismocapitalismosocialismocomunismo) [1] l'appellativo "repubblica feudale". Alcuni storici odierni, tuttavia, dubitano che in Russia sia mai esistito un processo feudale analogo a quello verificatasi in occidente.[2] Il termine "repubblica feudale" non fu tuttavia mai utilizzato dagli abitanti di Novgorod (anche perché il termine feudalesimo è stato coniato nel XVII secolo): si riferivano alla propria città-stato come "Sua Maestà Novgorod la Grande" (Государь Господин Великий Новгород), o più spesso "Novgorod la Grande" (Господин Великий Новгород);[3] L'intera regione - la città i suoi grandi possedimenti - era conosciuta come la Terra di Novgorod.

Novgorod è tradizionalmente considerata essere stata sostanzialmente indipendente da Kiev ma, nonostante la città avesse una forma di governo differente da tutte le altre nella Rus' e scegliesse localmente i propri comandanti, era parte integrante del panorama politico e culturale russo. Nel XII secolo i boiardi della città iniziarono a rivestire autonomamente le cariche di posadnik e tysjackij, i cui titolari fino alla metà del XII secolo erano invece nominati dal Gran principe di Kiev. Nel 1136, i suoi abitanti espulsero il principe Vsevolod Mstislavič e nel successivo secolo e mezzo furono abili nell'invitare e cacciare un gran numero di principi, anche se le motivazioni dei loro inviti e delle loro espulsioni erano rinvenibili in motivi politici legati alla forza del Principe di Rus' regnante al momento piuttosto che a una rivendicazione di indipendenza.

Città come Staraja Russa, Staraja Ladoga, Toržok e Orešek, erano parte integrante della Repubblica. Secondo alcune fonti, nel XIII secolo era presente in Staraja Ladoga un vicario arcivescovile .

La città di Pskov fu inizialmente parte delle Terre di Novgorod, ma diventò de facto indipendente dalla fine dl XIII secolo. Alcuni Principi come Dovmont e Vsevolod Mstislavič regnarono a Pskov senza ottenere nessun beneplacito né dover rendere conto a Novgorod. L'indipendenza di Pskov fu sancita dal Trattato di Bolotovo nel 1348 (vedi anche Repubblica di Pskov). Persino dopo tale trattato, comunque, l'Arcivescovo di Novgorod fu a capo della Chiesa di Pskov e mantenne il titolo di "Arcivescovo di Novgorod la Grande e Pskov" fino al 1589. Tra il XII e il XV secolo la Repubblica di Novgorod si espanse verso est. Suoi abitanti esplorarono l'area intorno al Lago Onega, alla Dvina Settentrionale, e le coste del Mar Bianco. All'inizio del XIV secolo furono invece solcate le acque dell'Oceano Artico, del Mare di Barents, del Mare di Kara, e del fiume siberiano Ob'.

Le tribù ugriche che abitavano gli Urali settentrionali, erano vassalle di Novgorod e dovevano versare periodicamente un tributo alla stessa. Le terre a nord della città, ricche di animali da pelliccia, di fauna e di sale furono di grande importanza per la Repubblica che combatté per il loro controllo lunghe guerre con il Granducato di Mosca nel XIV secolo. La loro perdita comportò il declino economico e culturale per la città e per i suoi abitanti e cagionò la fine della Repubblica.

Organizzazione interna[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica di Novgorod (in rosa) nel XII secolo.

Il preciso ordinamento della Repubblica di Novgorod è incerto, anche se i resoconti storici antichi mostrano un insieme altamente istituzionalizzato di organi quali le veča (singolare veče - assemblee pubbliche), i posadnik (governatori), i tysjackij (originariamente comandanti della milizia cittadina, in seguito funzionari giudiziali e commerciali), i membri delle famiglie aristocratiche e l'arcivescovo di Novgorod. Alcuni studiosi ritengono che quest'ultimo fosse a capo del potere esecutivo anche se è pressoché impossibile determinare le competenze dei vari uffici. Altri studiosi ritengono che un "Consiglio dei Signori" (Совет Господ, Sovet Gospod) fosse retto dall'arcivescovo e si riunisse nel Palazzo arcivescovile,[4] ma recentemente lo storico Jonas Granberg si è detto dubbioso che tale organo sia realmente esistito. Sostiene, infatti, che non sia altro che un'invenzione degli studiosi tratti in inganno dall'estrema eterogeneità delle fonti a cui si devono riferire.[5]

In base ai resoconti storiografici il potere esecutivo (almeno nominalmente) era sempre in capo ai principi di Novgorod, persino quando il loro potere declinò tra il XIII e il XIV secolo. Tuttavia, anche qualora si ritenesse che l'arcivescovo non rivestisse tali poteri, rimaneva comunque uno degli organi cittadini preminenti: oltre a dirigere la Chiesa ortodossa novgorodese a Novgorod, era ambasciatore della Repubblica e ricopriva incarichi secolari, anche se, la maggior parte delle volte, agiva di concerto ai boiardi e mai da solo.

Anche il preciso ruolo della veče è incerto. Composta sia da membri della popolazione cittadina che da contadini, è ancora oggi oggetto di dibattito storiografico se fosse un'istituzione democratica o sotto stretto controllo dei boiardi. I posadnik, i tysjackij, e persino i vescovi e gli arcivescovi di Novgorod (a partire dal 1165) erano sempre eletti o perlomeno acclamati dalla veče. Occorre tener presente che questa assemblea non può essere intesa o compresa secondo i moderni modi di vedere in cui si discute e si formano maggioranze e minoranze e si è d'accordo che il progetto della maggioranza sia quello che poi sarà implementato. In quei tempi si doveva avere per forza l'unanimità su qualsiasi argomento oppure si finiva nei tafferugli, cosa molto sovente nella repubblica novgorodese.

Anche i mercanti e gli artigiani partecipavano attivamente alla vita politica della Repubblica. La storiografia sostiene che la città fosse organizzata in cinque "koncy" (quartieri, cantoni) a loro volta suddivisi al loro interno in ulteriori sottogruppi ossia in chiese. Le strade e i quartieri solitamente indicavano nel loro nome la tipologia dei commerci che lì si svolgevano (ad esempio il quartiere dei Carpentieri o quello delle Ceramiche). I gruppi di commercio e di artigianato libero si dividevano in sotni (сотни) o meglio in confraternite (bràtciny) con un anziano a capo, mentre non è provato che esistessero delle vere gilde analoghe alle organizzazioni occidentali. In ogni strada infatti esistevano organi assembleari che organizzavano gli uomini abili in un'organizzazione militare che facevano capo poi - nei momenti di guerra o come polizia - al Chiliarca (tysjazkii). Tali organizzazioni erano infatti conosciute per la costruzione di chiese e per l'organizzazione del seppellimento dei cadaveri durante i periodi di peste, come guardia nazionale etc. mentre ogni altra attività è incerta.

"Strade" e "quartieri" prendevano parte attiva nelle decisioni politiche supportando le fazioni di boiardi che sostenevano il loro interesse. I nomi dei mercanti "anziani" sono infatti inseriti nel testo di trattati e di altri accordi politici. Tuttavia solo un centinaio di tali documenti sono oggi disponibili: una mezza dozzina sono datati anteriormente al 1262 ma la maggioranza risale posteriormente a tale data[6] .

I principi di Novgorod[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Principi di Novgorod.

Il principe era una figura importante nella vita della Repubblica. Su all'incirca cento Principi che si susseguirono al potere metà fu chiamata o ripudiata dagli abitanti di Novgorod e almeno quattro tra loro furono costretti a siglare un contratto di ingaggio chiamato rjad (ряд) che ne definiva i diritti di fronte ai boiardi della città e riconosceva de facto la parziale indipendenza della stessa.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Novgorod nel XIII secolo, da una scena dell'Aleksander Nevskij di Ejzenštejn
Il mercato di Novgorod.

L'economia della Repubblica di Novgorod includeva una poverissima agricoltura visto il clima e l'allevamento di pochi animali (gli arcivescovi di Novgorod compravano cavalli importati dalla steppa soprattutto per far da guardia d'onore e poi per l'esercito). Un'attività largamente praticata era la caccia degli animali da pelliccia e la pesca che però non era fatta dai novgorodesi, ma dai popoli ugro-finnici che abitavano i Quinti. In molte regioni (i cosiddetti Quinti) della Repubblica altre attività si combinavano alle suddette: il ferro era estratto sulla costa del Golfo di Finlandia, nei pressi di Staraja Russa furono sfruttate le saline. I prodotti della foresta (taigà), come pellicce, cera, miele, colla di pesce, lardo e pece erano venduti nei mercati esteri principalmente.

La vera fonte di ricchezza di Novgorod, infatti, era il commercio delle pellicce pregiate. La città era lo snodo tra la Rus' e l'Europa settentrionale. Rappresentava inoltre l'estremo più occidentale della via della seta e quello più orientale dei commerci della Lega Anseatica[7]. Nei confini nord-orientali della Repubblica, tra il lago Onega, gli Urali e il Mar Bianco c'erano più pelli di quanto ne abbiano stimate i resoconti medievali e "gli animali da pelliccia piovevano dal cielo" [8]. I mercanti di Novgorod intrattenevano rapporti commerciali con le città città commerciali svedesi, danesi e tedesco-anseatiche. Anche se inizialmente avevano aperto rotte commerciali per il Baltico, la Lega Anseatica che considerava il Kontor novgorodese il suo maggior centro logistico costrinse i novgorodesi a desistere dalla navigazione lungo il Baltico e Novgorod volentieri si affidò alle navi anseatiche per il trasporto delle proprie merci e solo verso gli ultimi anni del XV sec. l'Hansa pose un blocco scontrandosi con i novgorodesi e chiudendo loro i porti per breve tempo.

Tra il XIV e il XV secolo più della metà dei possedimenti terrieri nella Repubblica era nelle mani di 30–40 famiglie boiarde. Il diritto di sfruttamento (solo in epoca molto tarda straformatosi in vera proprietà terriera) di vasti latifondi forestati, con le risorse ivi contenute, assicurava la supremazia economica ai nobili. La Chiesa Novgorodese giunse ad essere il maggior detentore di proprietà terriere: la votčina della Cattedrale di Santa Sofia (Дом святой Софии, Dom Svjatoy Sofii) — il tempio più importante di Novgorod — tanto che le regioni economicamente più sviluppate dello Stato novgorodese finirono nelle mani dell'Arcivescovo. Il Monastero di san Giorgio o Juriev, quello di Arkažsky e quello di Antoniev erano noti per possedere grandissime estensioni di terra. Vi erano inoltre i cosiddetti žitie ljudi (житьиe люди), che erano dei proprietari con latifondi meno vasti rispetto ai boiardi e costituivano una classe a sé della città e i piccoli possedenti chiamati svoezemcy (своеземцы) che coltivavano terra propria che invece non abitavano in città. Quest'ultimi erano spesso costretti dalle proprie condizioni economiche a diventare mezzadri. Ad un livello sociale inferiore si trovavano i Cholopy, ossia quelli che noi oggi chiameremmo lavoratori precari che vendevano il proprio lavoro e abilità artigiane per un certo periodo o per tutta la vita ai bojari e vivendo e lavorando nelle loro cascine cittadine dette usad'by. I servi slugi, il cui numero durante l'esperienza repubblicana fu tuttavia in costante decremento eseguivano invece i lavori più bassi. A Novgorod non circolava denaro metallico, ma la cosiddetta moneta fatta in mazzi di pelli e parti di pelliccia pregiata e soltanto nella seconda metà del XV secolo assunse una significativa importanza il pagamento in denaro metallico.

Alcuni studiosi ritengono che i Signori feudali cercassero di legare i contadini alle proprie terre, ma ciò non è reale data l'inesistenza di terre coltivate fuori della cinta della città, ma solo di atrtivitù agricola orticola nei monasteri. Alcune categorie come i davnie ljudi (давние люди), i polovniki [половники), i poručniki (поручники), i dolžniki (должники), furono effettivamente privati legalmente del dritto di lasciare i propri padroni. I boiardi e i monasteri cercarono analogamente di impedire ai contadini di abbandonare i propri signori feudali. Tuttavia, secondo gli usi russi, ai lavoratori era concesso di affrancarsi da tale giogo pagando i propri debiti: questa tradizione fu temporaneamente sospesa solo durante il regno di Ivan IV di Russia, un secolo dopo la conquista moscovita di Novgorod. Tale sospensione non fu più revocata e i servi furono formalmente legati alle terre che coltivavano dal Uloženie (codice legale) del 1649. Naturalmente queste ultime indicazioni sono propvate per altre aree mentre per il territorio novgorodese, a causa dell'agricoltura quasi inesistente, tali categorie sono soltanto immaginabili in tempi molto più tardi.

Gli studiosi marxisti (ad esempio Aleksandr Chorošev) parlarono spesso di "lotta di classe" a Novgorod. Vi furono infatti 80 sommosse nella Repubblica, che spesso si trasformarono in ribellioni armate. Le più importanti fra queste avvennero nel 1136, 1207, 122829, 1270, 1418, e 144647. Tuttavia è improprio riferirsi ad esse come "lotta di classe": molte infatti non erano altro che scontri interni tra le fazioni boiarde e, se una rivolta coinvolgeva mercanti o contadini, non aveva il fine di rovesciare l'ordine sociale esistente, ma solo di quello di imporre le proprie visioni politiche.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Novgorod combatté per secoli contro svedesi, danesi e Crociati tedeschi. Durante la Guerra Svevo-Novogordiana, gli svedesi invasero prima la Finlandia e quindi la Carelia, terre le cui popolazioni avevano in precedenza pagato dei tributi a Novgorod. I tedeschi, da parte loro, avevano cercato fin dal XII secolo di conquistare la Regione baltica. Novgorod dovette scontrarsi 26 volte contro gli svedesi e 11 volte contro i Cavalieri Portaspada. I cavalieri tedeschi, insieme ai signori feudali danesi e svedesi, lanciarono una serie di attacchi non coordinati tra il 1240 e il 1242. Tuttavia le loro campagne fallirono dopo la Battaglia della Neva (1240) e la Battaglia del lago ghiacciato (1242). Il 12 agosto 1323 fu siglato il Trattato di Nöteborg, che regolò i confini tra Novgorod e la Svezia, mentre tre anni più tardi venne firmato un analogo trattato con la Norvegia per definire i rispettivi confini.

L'esercito della Repubblica respinse anche successivi attacchi. Novgorod riuscì a salvarsi dagli orrori comportati dall'invasione mongola, non grazie a vittorie militari, ma a causa del timore, da parte dei comandanti mongoli, di impantanarsi nelle paludi che circondavano la città: essi si ritirarono a 100 km da quest'ultima. Nonostante non fosse stata formalmente conquistata, la Repubblica iniziò a pagare tributi ai khan dell'Orda d'Oro. Nel 1259 una rivolta contro gli esattori mongoli costrinse Aleksandr Nevskij a punire i funzionari della città (tagliò loro il naso) per avere sfidato il Gran Principe di Vladimir (che presto diventerà l'esattore del Khan in Russia) e i suoi signori mongoli. Nel XIV secolo le incursioni dei pirati di Novgorod (or uškuiniki),[9] si spinsero fino a Kazan' e Astrachan' e sostennero la Repubblica nelle sue guerre contro la Moscovia.

La caduta della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

La distruzione della veče in un dipinto di Klavdy Lebedev

Tver', Mosca e la Lituania si scontrarono per il controllo delle terre di Novgorod (e per le sue enormi ricchezze) fino dal XIV secolo. Prima di diventare Gran Principe di Vladimir, Michail Jaroslavič di Tver' inviò governatori da lui nominati a Novgorod. Una serie di contrasti con questi ultimi fece sì che la città stringesse stretti rapporti con Mosca durante il regno di Jurij di Mosca. La vicinanza con Tver' spaventava gli abitanti di Novgorod che temevano che fosse intenzione del Principato annettere la ormai debole Repubblica. Invece Mosca non tenne un atteggiamento espansionistico verso Novgorod e fino a che tale tendenza persistette, i Principi di Moscovia furono accettati dalla popolazione come Principi di Novgorod. Inoltre, oltre a prestare aiuto in caso di bisogno, erano troppo lontani per ingerirsi negli affari interni della Repubblica.

Ma quando la Moscovia iniziò a consolidare la propria posizione nell'area, i principi moscoviti iniziarono a rappresentare una seria minaccia per Novgorod. Ivan Kalita, Simeone Gordiyj e altri monarchi moscoviti cercarono di limitare l'indipendenza della Repubblica. Nel 1397 scoppiò un aspro conflitto tra Novgorod e Mosca quando la prima annesse i territori lungo il corso della Dvina Settentrionale. Queste terre erano cruciali per l'economia della Repubblica perché da lì provenivano la maggior parte delle pelli che esportava [10]. Tali territori tornarono in possesso di Novgorod l'anno successivo.

Al fine di resistere all'espansionismo moscovita, il governo repubblicano strinse un'alleanza con l'Unione Polacco-Lituana. Secondo la tradizione, la leader della fazione boiarda, chiamata partito lituano, favorevole a un'alleanza con l'Unione, fu Marfa Boreckaja, la moglie del posadnik Isak Boretskii. Si racconta che la Boretcaja invitò nella città il principe lituano Michail Olelkovič chiedendogli di divenire suo marito e Signore di Novgorod. Concluse al pari un'alleanza con Casimiro, Gran Duca di Lituania. La prospettiva di concludere un accordo con il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania comportò insurrezioni nello Stato. Janet Martin e Gail Lenhoff hanno recentemente sostenuto che la Boreckaja fu sgozzata, probabilmente per ordine dell'arcivescovo Feofil, al fine di allontanare dallo stesso i sospetti di tradimento relativi all'inadempimento dei termini del Trattato di Jaželbitsij, che negava a Novgorod la possibilità di condurre delle trattative con l'estero senza la previa autorizzazione del Gran Principe.[11]

Poiché vi furono ulteriori tentativi di accordo tra la Repubblica e il Regno di Polonia [12], le autorità moscovite dichiararono guerra a Novgorod. La decisiva vittoria conseguita dall'esercito di Mosca nella battaglia del fiume Šelon nel luglio del 1471 limitò seriamente la libertà d'azione della Repubblica che mantenne tuttavia l'indipendenza formale. Nel 1478, Ivan III inviò le proprie truppe ad occupare la città. Nel contempo arrestò un gran numero di boiardi e abolì la veče. La Repubblica di Novgorod aveva così cessato di esistere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Karl Marx e Friedrich Engels,' 'Manifesto del Partito Comunista.
  2. ^ Vedi Igor Froianov, Киевская Русь. Очерки социально-экономической истории Л.: Изд-во ЛГУ, 1974 (Rus' di Kiev. Compendi di storia socio-economica).
  3. ^ Gospodin Velikij Novgorod è anche il nome di un film sovietico del 1984 interpretato da Oleg Striženov. Tuttavia era ambientato durante la Seconda guerra mondiale e non nel medioevo.
  4. ^ V. O. Kliuchevskii, Bojarskaja Duma drevnej Rusi; Dobrye liudi Drevnei Rusi (Moscow: Ladomir1994), 172-206; Idem., Sochinenii, vol. 2, pp. 68-69; George Vernadsky, Kievan Russia (New Haven: Yale University Press, 1948), 98, 197-201;
  5. ^ Jonas Granberg, The Sovet Gospod of Novgorod, in Russian and German Sources, Jahrbücher für Geschichte Osteuropas 47 (1998): 396-401
  6. ^ Valk, ed. Грамоты Великого Новгорода и Пскова (Diplomi di Novgorod la Grande e di Pskov) (RU) .
  7. ^ Janet Martin, Treasure of the Land of Darkness: the Fur Trade and its Significance for Medieval Russia (Cambridge: Cambridge University Press, 1985).
  8. ^ Paul, "Secular Power and the Archbishops of Novgorod Before the Muscovite Conquest,"
  9. ^ Janet Martin, “Les Uškujniki de Novgorod: Marchands ou Pirates.” Cahiers du Monde Russe et Sovietique 16 (1975): 5-18.
  10. ^ Martin, Treasure of the Land of Darkness; Paul, "Secular Power and the Archbishops of Novgorod Before the Muscovite Conquest," p.
  11. ^ Gail Lenhoff and Janet Martin. “Marfa Boretskaia, Posadnitsa of Novgorod: A Reconsideration of Her Legend and Her Life.” Slavic Review 59, no. 2 (2000): 343-68.
  12. ^ Paul, "Secular Power and the Archbishops of Novgorod," 262.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • В.Н. Бернадский: Новгород и Новгородская земля в XV веке. — М.: Издательство: АН СССР, 1961. (Novgorod e Terra di Novgorod nel XV secolo). (RU)
  • Ernst Schubert: Novgorod, Brügge, Bergen und London: Die Kontore der Hanse (DE)
  • Charles J. Halperin: Novgorod and the “Novgorodian Land” (EN)
  • V. L. Janin - Srednevekovyi Novgorod, Moskva 2004
  • I. J. Frojanov - Mjatezhnyi Novgorod, Sankt-Peterburg 1992
  • N. Angermann/K. Friedland - Novgorod, Markt und Kontor der Hanse, Weimar 2002
  • N.I. Kostomarov - Russkaja Respublika, Moskva 2008
  • A.C. Marturano - L'Oro di Novgorod, Meda 2008
  • A.C. Marturano - Arcivescovi o Mercanti, Meda 2008
  • A.C. Marturano - Quella Campana non suonerà più!, Meda 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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