Invasione mongola della Russia

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Storia della Russia

L'invasione mongola della Russia fu un evento storico di grande importanza in quanto contribuì alla trasformazione dei principati di tipo feudale fondati dall'aristocrazia variaga in uno stato unitario retto attraverso un governo autocratico. I Mongoli penetrarono in Russia a partire dal 1223 e mantennero la loro influenza fino al 1480. Lo stato da essi fondato nelle steppe russe è conosciuto come Khanato dell'Orda d'Oro.

Il Rus' di Kiev dovette affrontare la minaccia mongola quando già si trovava in una fase di declino. Nel 1223 un esercito del Khan dei Cumani affiancato da truppe dei Rus', affrontò truppe mongole al comando di Jebe e Subedei sul fiume Kalka ma venne sconfitto (Battaglia del fiume Kalka). Nel 1237-1238, una forza, molto più grande, invase gran parte del Rus'. Nel 1240 i mongoli saccheggiarono la città di Kiev e si mossero quindi verso ovest, in direzione della Polonia e dell'Ungheria. Dei principati da cui era costituito il Rus' (Kiev, Vladimir, Suzdal', Novgorod e altri), solo la Repubblica di Velikij Novgorod sfuggì all'occupazione ma dovette sottoporsi al pagamento di un tributo. Una parte della forza mongola si ritirò, in seguito, a Saraj nel basso fiume Volga, fondando il Khanato dell'Orda d'Oro. Da qui governò indirettamente sul Rus', attraverso i principi russi, che dovettero fare atto di vassallaggio ed attraverso i suoi esattori delle tasse. L'influenza dell'invasione mongola sui territori russi fu disuguale. Centri come Kiev non si ripresero più dalla devastazione dell'attacco iniziale. La Repubblica di Novgorod invece continuò a prosperare, e una nuova entità, la città di Mosca, iniziò a fiorire sotto i mongoli diventandone il principale punto di riferimento. La situazione rimase immutata per quasi due secoli. Un esercito russo sconfisse l'Orda d'Oro a Kulikovo nel 1380 ma la dominazione mongola, assieme alle richieste di tributi, continuò all'incirca fino al 1480.

Gli storici hanno dibattuto a lungo sull'influenza che il dominio mongolo ha avuto sulla società russa. Gli invasori sono stati incolpati della distruzione del primo stato russo, della frammentazione della nazionalità Russa e dell'introduzione del concetto di "dispotismo orientale". D'altra parte molti storici contestano che il decadimento del Rus' di Kiev era già iniziato prima dell'invasione, e che questa semplicemente ne accelerò l'evoluzione. Gli storici inoltre accreditano al regime dei mongoli un ruolo importante nello sviluppo del Granducato di Mosca. Sotto l'influenza mongola, ad esempio, la Moscovia sviluppò la sua rete di strade postali, il censimento, il sistema fiscale e l'organizzazione militare.

Anche la Rus' di Kiev lasciò una potente eredità. I capi della dinastia rjurikide, di origine scandinava, unirono un ampio territorio abitato da slavi orientali, in uno stato importante, anche se instabile. Dopo che Vladimir ebbe accettato l'Ortodossia orientale, la Rus' di Kiev venne a riunirsi sotto un'unica chiesa e sviluppò una sintesi bizantino-slava della cultura, delle strutture statali e dell'arte. Alla periferia nord-orientale del Rus' di Kiev, queste tradizioni vennero adattate per formare lo stato autocratico russo.

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