Terzo mondo

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Suddivisione tra primo mondo (azzurro), secondo (rosso) e terzo (verde) al 1975
L'indice di sviluppo umano dell'ONU è un Indicatore statistico che è stato utilizzato da alcuni autori per definire approssimativamente i paesi appartenenti al terzo mondo. Il termine Terzo Mondo non ha tuttavia mai avuto una precisa base quantitativa.

Terzo mondo è un termine geopolitico ed economico che sta ad indicare globalmente i paesi in via di sviluppo, contrapposti ai cosiddetti primo mondo (paesi democratici e capitalisti) e secondo mondo (paesi socialisti e comunisti che gravitavano nell'orbita dell'Unione Sovietica).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il termine fu usato per primo dall'economista francese Alfred Sauvy agli inizi degli anni cinquanta[1] (alludendo al "Terzo Stato", cioè la gran maggioranza di coloro che nella Francia di Luigi XVI prima della rivoluzione del 1789 non erano né ecclesiastici né nobili) per riferirsi ai paesi "non allineati", coloro che non aderirono né al blocco Sovietico cioè i membri del Patto di Varsavia, ma neanche al blocco occidentale, gli appartenenti alla NATO. Entrò nel linguaggio della politica internazionale nel 1955 durante la conferenza di Bandung (Indonesia), per distinguere i paesi in via di sviluppo dai paesi ad economia di mercato e dai paesi ad economia centralizzata.[2]

Questi paesi, per lo più ex-colonie africane e asiatiche situate nell'emisfero sud del mondo, dove sono tuttora concentrati gli stati più poveri, intraprendevano allora il processo di sviluppo di una propria economia e di un modello sociale e culturale autonomo, che non fosse quello imposto o importato dagli stati coloniali. Nel 2005, a distanza di quasi cinquant'anni dalla coniazione dell'espressione, i paesi che allora costituivano il terzo mondo hanno subito evoluzioni diverse e non sono più raggruppabili in una singola realtà omogenea: molti paesi asiatici si sono industrializzati massicciamente o comunque hanno sviluppato economie indipendenti ed autonome, mentre molti paesi africani restano poveri ed economicamente arretrati.

Già nel 1989 lo stesso Alfred Sauvy prese atto, su un articolo del quotidiano Le Monde, di come l'espressione Terzo Mondo da lui coniata circa 40 anni prima fosse diventata inadeguata perché "Inglobare nello stesso termine i paesi dell'Africa nera e i "Quattro Dragoni" non può certo portare molto lontano".[3] Per questo, di recente è stato coniato il nuovo termine di quarto mondo per indicare il gruppo dei paesi più poveri. Il termine Terzo Mondo viene però ancora spesso utilizzato all'interno dell'espressione Debito del Terzo Mondo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Trois mondes, une planète, Alfred Sauvy, articolo su L'Observateur del 14 agosto 1952, n°118, pag.14, consultabile su www.homme-moderne.org (ultimo accesso il 23 marzo 2010)
  2. ^ Les Afro-Asiatiques: acteurs ou enjeux de la scène politique internationale ?, Henry Laurens su Politique Étrangère, 3/4-2000, articolo scaricabile in formato pdf da www.ifri.org (ultimo accesso il 23 marzo 2010)
  3. ^ Alfred Sauvy, articolo su Le Monde del 14 febbraio 1989

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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