Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring"

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Panzer-Division "Hermann Göring"
Fallschirm-Panzer-Division "Hermann Göring"
Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring"
Simbolo della divisione.
Simbolo della divisione.
Descrizione generale
Attiva 05/1943 - 05/1945
Nazione Germania Germania
Alleanza Potenze dell'Asse
Servizio Luftwaffe
Tipo corazzata
Dimensione divisione
Soprannome Hermann Göring
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale

[senza fonte]

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La Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring" fu un'unità terrestre corazzata reclutata e organizzata dalla Luftwaffe che venne impegnata su diversi fronti durante la seconda guerra mondiale, mostrando combattività e notevole efficienza bellica in particolare in Italia e sul fronte orientale[1]. Alcuni suoi reparti peraltro si macchiarono di crimini su civili e combattenti avversari nel corso di operazioni di repressione della resistenza partigiana in Italia[2].

Le origini[modifica | modifica sorgente]

La divisione Hermann Göring trae le sue origini nella Polizei Abteilung z.b.V. "Wecke", istituita il 23 febbraio 1933 dall'allora ministro degli Interni della Prussia, Hermann Göring, per combattere nel paese le attività delle formazioni comuniste. Divenute dapprima Landespolizei Gruppe "Wecke" z.b.V. quindi Landespolizei Gruppe General Göring, la formazione assunse nel 1935 la denominazione Regiment General Göring e l'incorporazione nella Luftwaffe: a questa data la forza complessiva era di 1.865 uomini (tutti volontari). Nell'ottobre del 1935 il reggimento attraversò una prima fase di riorganizzazione che portò alla sua completa motorizzazione e all'incremento degli uomini.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

La divisione era organizzata su questi reparti[3]

  • Divisionsstab (comando di divisione)
  • Hermann Göring Panzerregiment (reggimento corazzato)
  • 1. Hermann Göring Panzergrendierregiment (reggimento di fanteria meccanizzata)
  • 2. Hermann Göring Panzergrenadierregiment
  • 1. Hermann Göring Panzerartillerieregiment (reggimento di artiglieria)
  • 1. Hermann Göring Panrerflakregiment (reggimento contraerei)
  • 1. Hermann Göring Panzeraufklärungsabteilung (battaglione corazzato da ricognizione)
  • 1. Hermann Göring Panzerjägerabteilung (battaglione controcarri)
  • 1. Hermann Göring Panzerpionierabtailung (battaglione del genio corazzato)
  • 1. Hermann Göring Panzernachrichtenabteilung (battaglione del genio trasmissioni)
  • 1. Hermann Göring Panzerfeldersatzbataillon(reparto divisionale di sussistenza)

In guerra[modifica | modifica sorgente]

Da reggimento a divisione corazzata[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver partecipato all'Anschluss e all'occupazione dei Sudeti, l'unità combatte in Polonia, nel 1939, in Norvegia (Operazione Weserübung) e in Francia, dove per la prima volta, i reparti di artiglieria con i cannoni da 88 mm vennero impegnati in operazioni terrestri.

Nel 1941 il reggimento venne trasferito dapprima in Romania e poi sul Fronte Orientale, come parte del Panzergruppe von Kleist. Rimpatriato nel marzo del 1942 dopo aver subito pesanti perdite, il reggimento venne riorganizzato e ridenominato Verstärktes Regiment (mot.) HG, poco prima di essere trasferito in Francia ed essere trasformato dapprima in brigata (21 luglio) e poi in divisione (17 ottobre).

Comandante di un Panzer III N della "Hermann Göring", durante l'impegno della divisione in Italia.

Campagna di Tunisia e d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Per rafforzare lo schieramento dell'Asse nella testa di ponte affrettatamente costituita in Tunisia, a partire dal dicembre 1942 alcuni reparti della divisione "Hermann Göring" furono trasferiti, principalmente per via aerea, dalla Francia meridionale in Africa. In gennaio 1943 arrivò in Tunisia il regimento contraereo della divisione comandato dal colonnello Hullmann, mentre per mancanza di trasporti marittimi, molto equipaggiamento pesante non poté essere trasferito nella testa di ponte, indebolendo quindi la capacità di combattimento dei reparti della "Hermann Göring"[4]. Il 14 marzo 1943 alla divisione furono aggregati i tenaci paracadutisti del FJR 5 che venne ridenominato Jägerregiment Hermann Göring; in precedenza dal 1 gennaio 1943 i reparti della divisione giunti in Tunisia erano passati al comando del maggior generale Josef Schmid e avevano assunto la denominazione di Kampfgruppe Schmid. In totale circa 11.000 soldati della divisione combatterono nella campagna di Tunisia, anche se ufficialmente lo schieramento in Nordafrica dell'intera divisione "Hermann Göring", inizialmente previsto, venne annullato il 19 aprile 1943 quando l'alto comando tedesco comprese che la campagna stava evolvendo in senso sempre più sfavorevole per l'Asse[5].

Le unità della "Hermann Göring" in Tunisia si batterono tenacemente fino alla fine della campagna, mostrando valore e risolutezza in una serie di aspri scontri nel settore centrale della testa di ponte dell'Asse; negli ultimi giorni il generale Schmid fu evacuato per via aerea per ordine diretto di Göring, mentre i soldati della divisione rimasero sul posto e caddero prigionieri insieme a tutte le forze italo-tedesche superstiti. Molti degli uomini più esperti e le migliori formazioni combattenti della divisione furono quindi perdute in Tunisia e la "Hermann Göring", priva di questi veterani, fu sostanzialmente indebolita[5].

I reparti rimasti in Europa vennero rinforzati e riorganizzati e la nuova divisione corazzata paracadutisti "Hermann Göring", costituita da truppe inesperte ma equipaggiata con oltre 100 panzer e comandata dal combattivo generale Paul Conrath, venne trasferita in Sicilia per contribuire alla difesa dell'isola in caso di attacco alleato. Dopo lo sbarco Alleato in Sicilia combatté soprattutto intorno alla testa di ponte di Gela e nelle aree circostanti, sferrando una serie di contrattacchi corazzati e tentando più volte di riconquistare il crocevia di Piano Lupo tenuto dalle forze americane, durante la Battaglia del Simeto. Ottenne qualche successo e mise in difficoltà le truppe statunitensi ma subì a sua volta dure perdite e le truppe diedero segno di cedimento di fronte alla potenza di fuoco alleata. Divisa in due gruppi, iniziò quindi la ritirata verso lo stretto di Messina, il primo gruppo (kampfgruppe Conrath) lungo la via Gela-Caltagirone-Catania-Acireale-Adrano; il secondo (kampfgruppe Schmalz) lungo la direttrice Randazzo-Taormina-Messina.

Giunta sul continente notevolmente sottorganico, non riuscì a fronteggiare lo sbarco Alleato a Salerno (Operazione Avalanche) per la netta superiorità nemica. Da allora iniziò una lunga ritirata lungo la penisola italiana, combattendo a Mignano, sulla linea del Volturno, sul Garigliano, ad Anzio e Nettuno, sull'Appennino tosco-romagnolo.

Sul fronte orientale fino alla resa finale[modifica | modifica sorgente]

Rinominata 1. Fallschirm-Panzer-Division "Hermann Göring" il 24 luglio 1944, venne ritirata dal Fronte Italiano e trasferita nuovamente sul Fronte Orientale: nella zona di Varsavia, insieme alla 19. Panzer-Division e alla 5. SS-Panzer-Division "Wiking", contribuì all'accerchiamento e alla distruzione del III. Corpo corazzato sovietico.

Le ultime fasi della guerra, la videro impegnata a Tilsit (fino al gennaio 1945), Łódź, sul Neisse (marzo 1945), a Görlitz e a Geising, a sud di Dresda, dove gli ultimi resti si arresero alle forze dell'Armata Rossa il 7 maggio 1945.

Gli eccidi[modifica | modifica sorgente]

In Italia l'unità è tristemente famosa perché i suoi reparti si macchiarono di una lunga serie di atti di violenza contro la popolazione civile, iniziati prima dell'8 settembre (eccidi di Mascalucia e Castiglione di Sicilia), continuati in Campania e intensificatisi nella primavera del 1944 nell'Appennino tosco-emiliano durante i rastrellamenti antipartigiani lungo la Linea Gotica.

L'elenco degli eccidi comprende nella sola Toscana[6]:

a cui sono da aggiungere una serie di eccidi di più piccola dimensione e di singole uccisioni a Cetona, Chiusi, Montepulciano, SInalunga.

Numerosi ufficiali e sottufficiali del reparto esplorante della divisione corazzata paracadutisti "Hermann Göring" sono stati processati dal Tribunale militare di Verona, a partire dall'ottobre 2009, per crimini di guerra nell'ambito delle inchieste sulle stragi di Monchio (Modena), Cervarolo (Reggio Emilia), Vallucciole (Arezzo) e Mommio (Massa Carrara), nelle quali furono trucidati non meno di 350 civili. Nel luglio 2011 giudici militari hanno emesso una condanna all'ergastolo per nove degli imputati.

Di Cervarolo tratta il racconto documentaristico "Il violino di Cervarolo".

Comandanti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Samuel W. Mitacham, German order of battle, in 3 volumi, Stackpole Books, Mechanisburg PA-USA, 2007, ISBN 978-0-8117-3438-7

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J.Keegan, Uomini e battaglie della seconda guerra mondiale, p. 402, l'autore definisce la "Herman Göring", formazione corazzata di superiore capacità rispetto alle corrispondenti unità alleate.
  2. ^ L.Klinkhammer, L'occupazione tedesca in Italia, pp. 335-339.
  3. ^ Mitcham, op. cit., Vol 3 pag 87
  4. ^ W. Held/E. Obermaier, The Luftwaffe in the North Africa campaign, pp. 191-192.
  5. ^ a b W. Held/E. Obermaier, The Luftwaffe in the North Africa campaign, p. 192.
  6. ^ Fabio Masotti, 1943-1944. Itinerari nei luoghi della memoria, Nuova immagine, Siena, 2009, pp. 73-74.