Battaglia di Prochorovka

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Battaglia di Prochorovka
Battaglia di Kursk. La battaglia di Prochorovka ebbe luogo nella sacca compresa tra Belgorod e Kursk
Battaglia di Kursk. La battaglia di Prochorovka ebbe luogo nella sacca compresa tra Belgorod e Kursk
Data 12 luglio 1943
Luogo Prochorovka, Russia
Esito Sconfitta strategica tedesca
Schieramenti
Effettivi
283 carri[1] (20 Tiger I)
1 000 aerei ca.
850 carri tra T-34 e T-70[2]
472 aerei ca.
Perdite
50 - 60 carri distrutti[3] 400 carri distrutti[4]
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La battaglia di Prochorovka, combattuta il 12 luglio 1943 sul Fronte orientale durante la seconda guerra mondiale, rappresenta il più cruento scontro tra carri armati della storia militare, ed è considerata dagli storici la battaglia che coinvolse il maggior numero di mezzi corazzati in uno spazio relativamente ristretto. Lo scontro si concluse, dopo combattimenti particolarmente accaniti e gravi perdite per entrambe le parti, con una sconfitta per gli addestrati ed efficienti reparti corazzati tedeschi della Wehrmacht e delle Waffen-SS, che, tuttavia, mostrarono ancora una certa superiorità tattica nei confronti delle coraggiose formazioni corazzate dell'Armata Rossa. Pur subendo perdite molto inferiori, l'esercito tedesco, dopo questa battaglia, fu costretto a sospendere il suo tentativo di avanzata su Kursk, e passare sulla difensiva per contenere i ripetuti e tenaci contrattacchi sovietici.

Le forze in campo[modifica | modifica wikitesto]

La Wehrmacht[modifica | modifica wikitesto]

Un Tiger I fotografato il 21 giugno 1943 nei dintorni del Lago Ladoga

Le forze tedesche erano formate principalmente dalle tre divisioni SS-panzer, la 1. SS-Panzer-Division Leibstandarte SS Adolf Hitler, la 2. SS-Panzer-Division Das Reich e la 3. SS-Panzer-Division Totenkopf, le quali avevano sofferto gravi perdite nei giorni precedenti.

Queste tre divisioni corazzate avevano iniziato l'offensiva il 5 luglio con 456 carri armati, compresi 35 Tiger I Ausf. E, 137 cannoni d'assalto Sturmgeschütz III; in accordo con le fonti tedesche, all'11 luglio erano disponibili 204 carri armati suddivisi tra le 3 divisioni corazzate dei quali circa venti erano Tiger I.
L'appoggio aereo disponibile per le divisioni corazzate era costituito dall'VII Corpo aereo della Luftwaffe, esso aveva disponibile il 5 luglio 966 aerei da combattimento di tutte le tipologie. Tra il 5 e l'8 luglio, il Quartier generale della Luftwaffe riporta, che andarono perduti solamente 41 aerei. Si stima poi che nel periodo tra l'8 e l'11 luglio altri 220 aeroplani furono perduti, per cui il 12 luglio erano disponibili per il combattimento circa 700 tra, cacciabombardieri Henschel Hs 129, Focke-Wulf Fw 190 e Ju 87 G-2 "Kanonenvogel"[5].

L’Armata Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'Armata rossa, la principale formazione che resse le sorti della battaglia fu la 5ª Armata corazzata della Guardia, la cui forza corazzata ammontava a circa 800-850 carri armati, molti dei quali erano tuttavia carri leggeri T-70, ormai divenuti assolutamente inadatti al combattimento. Nel complesso, la 5ª Armata aveva a disposizione circa 500 carri T-34, 264 T-70, 31 carri Churchill, pochi KV-1 e circa 50 semoventi d'artiglieria tra SU-122 e SU-76; è bene chiarire che nessun semovente SU-152 o SU-85 prese parte al combattimento.

L'appoggio aereo era assicurato dalla 2ª Armata aerea, la quale aveva subito ingenti perdite nei giorni precedenti e poteva ora contare su di un totale di 472 aerei pronti al combattimento; di questi 266 erano aerei da caccia, 160 bombardieri e 90 erano cacciabombardieri Ilyushin Il-2 Šturmovik. A causa tuttavia dell'elevata usura di cui soffrivano tali macchine, è probabile che solamente 300 aerei presero parte alla battaglia il 12 luglio.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Carro Tiger I avanza nella campagna intorno al villaggio di Prochorovka.
Monumento a ricordo della battaglia, situato nel luogo dello scontro.

Verso le ore 08:20 la Luftwaffe cominciò a bombardare duramente le postazioni sovietiche precedentemente individuate dalla ricognizione aerea; a poca distanza dall'inizio delle operazioni aeree iniziarono ad avanzare, con un primo scaglione di mezzi corazzati, la Leibstandarte SS Adolf Hitler e la Totenkopf con compatte formazioni a cuneo (il famoso panzerkeil) con i Panzer VI Tiger I Ausf.E in testa, al centro, affiancati dai Panzer IV e Panzer III Ausf. N e J.
Immediatamente il fuoco dell'artiglieria sovietica, soprattutto delle batterie di lanciarazzi Katjuša, iniziò a bersagliare le avanzanti formazioni corazzate tedesche senza sortire tuttavia effetti rilevanti; praticamente nello stesso istante una prima massa di carri armati sovietici mosse in direzione delle formazioni tedesche.

L'intento dei carri sovietici era quello di serrare le distanze con i carri tedeschi, in particolare con i Tiger, in modo da annullare il vantaggio che i carri tedeschi, dovuto ai cannoni a canna lunga di cui erano dotati la maggior parte dei carri tedeschi, avevano nel combattimento sulle grandi distanze; in più i carri russi, specialmente i T-34, manovravano a elevate velocità, compiendo rapidi cambi di direzione, così da rendersi bersagli difficili.

L'impatto tra le due formazioni corazzate provocò una mischia confusa caratterizzata da innumerevoli duelli fra singoli carri; durante il combattimento il fuoco ravvicinato dei cannoni specialmente sui fianchi dei carri nemici provocava la completa distruzione dei mezzi che esplodevano e oltre ad uccidere gli equipaggi proiettavano le torrette dei carri a decine di metri di distanza; in questo frangente tra l'altro era difficile capire se il carro con cui si era ingaggiato il combattimento era o meno un nemico.

Alla sera del 12 luglio sul campo di battaglia nei pressi di Prochorovka, giacevano sul campo qualcosa come 700 relitti di mezzi corazzati di entrambe le parti, anche se i tedeschi persero molti meno mezzi dei sovietici; restarono sul campo anche circa un terzo dei carri Tiger entrati in azione quel giorno, e ciò fa capire perché per i tedeschi quella battaglia fu innanzitutto una sconfitta. Alla fine della giornata comunque i tedeschi furono costretti a ritirarsi a causa del fatto che l'OKH aveva appena deciso l'annullamento dell'operazione Cittadella.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David L. Robbins - Operazione Cittadella, Longanesi, Milano 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ N.Cornish, Images of Kursk, p. 161.
  2. ^ R.N.Armstrong, Red Army tank commanders, p. 348.
  3. ^ N.Cornish, Images of Kursk, p. 219.
  4. ^ R.N.Armstrong, Red Army tank commanders, p. 354.
  5. ^ Kursk 1943, The tide turns in the East, Osprey Publishing Ltd, 2002.

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