Sbarco

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Operazione Husky: lo sbarco in Sicilia. 1943.

Lo sbarco è un'operazione bellica che consiste nel portare una consistente forza militare sulla spiaggia o all'interno di una regione occupata dal nemico e di farla combattere con l'ausilio dell'artiglieria navale o di un bombardamento tattico aereo. Il termine sbarco può dunque indicare sia un'operazione fatta da truppe anfibie che da truppe aviotrasportate.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le tecniche dello sbarco si sono evolute col tempo ed adeguate ai mezzi che la tecnica metteva a disposizione. In origine, dai tempi della guerra di Troia, visto il piccolo tonnellaggio delle navi spinte da remi e vele che venivano utilizzate, ci si limitava a far spiaggiare le navi su un sito sabbioso e non presidiato dal nemico, cosa relativamente semplice visti i piccoli numeri degli eserciti dell'epoca. Inoltre anche le installazioni difensive erano prevalentemente di tipo passivo.

Con l'avvento delle armi da fuoco il potere offensivo delle navi e delle fortificazioni terrestri si espanse, e fu necessario aumentare la distanza degli sbarchi dalle installazioni militari avversarie. Durante le guerre napoleoniche l'ingegnere francese Sébastien Le Prestre de Vauban costruì numerose fortificazioni costiere a presidio di tratti di costa contro le offese dal mare.

Era contemporanea[modifica | modifica sorgente]

La HMS Fearless nella baia di Sinclairs alle Falkland durante la guerra del 1982.

A partire dalla campagna di Gallipoli della prima guerra mondiale si registrò una evoluzione delle tecniche di sbarco, con l'introduzione di mezzi appositi per lo sbarco di truppe anche sotto il fuoco di artiglieria e armi automatiche. Lo studio di questa campagna diede origine all'evoluzione ulteriore avvenuta durante la seconda guerra mondiale, nella quale vennero costruiti mezzi da sbarco sempre più specializzati come il Landing Craft Assault per la fanteria o il Landing Ship Tank per i carri armati; inoltre vennero costruiti anche veicoli d'assalto anfibio come i Fantails inglesi, ed altri catalogati sotto il nome di "Hobart funnies" (divertimenti di Hobart, dal nome del loro progettista), o adattamenti anfibi in grado di ar galleggiare veicoli corazzati dalle navi fino a riva. Vennero sviluppate anche tecniche di aerocooperazione per far sbarcare le truppe sotto la protezione dell'aviazione senza sottoporle al fuoco amico, e con l'introduzione dell'elicottero si crearono anche le navi da assalto anfibio di tipo Landing Platform Dock, con largo ponte di volo e bacino di sbarco allagabile, tra le quali si annoverano la classe Tarawa statunitense e la classe Fearless britannica.

La HMS Fearless e la sua gemella Intrepid furono preziose nella baia di San Carlos alle Falkland durante la guerra del 1982, dove la prima funse da nave comando anfibio, ed entrambe da punto di appoggio per elicotteri, ed in qualche caso anche per gli Harrier della Task Force, sia nelle missioni di pattugliamento aereo dei Sea Harrier che per le missioni di attacco al suolo della versione GR3; dalle navi sbarcarono anche i contingenti di truppe attraverso i 4 mezzi di tipo LCU e 4 LCVP in dotazione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) U.S. War Department, manual FM 100-5, Operations, 1941