Palazzo dei Papi

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Coordinate: 43°57′02.88″N 4°48′27″E / 43.9508°N 4.8075°E43.9508; 4.8075

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Palazzo dei Papi
Avignon, Palais des Papes by JM Rosier.jpg
Esterno
Ubicazione
Stato Francia Francia
Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Località Avignone
Indirizzo 6 Rue Pente Rapide, 84000 Avignon, Francia
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1335-1364
Stile gotico
Uso museo, archivio
 
Logo monument historique - rouge ombré, encadré.svg
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Palazzo Papale, Complesso episcopale e Ponte di Avignone
(EN) Papal Palace, Episcopal Ensemble and Avignon Bridge
La tour de la Gache et notre dame des Doms, Palais des Papes, Avignon, by JM Rosier.jpg
Tipo architettonico
Criterio (i)(ii)(iv)
Pericolo non in pericolo
Riconosciuto dal 1995
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il Palazzo dei Papi (in francese: Palais des Papes) di Avignone, in Francia è uno dei più grandi e importanti edifici gotici medievali in Europa.

Dal 1840 è monumento storico di Francia e dal 1995 patrimonio mondiale dell'umanità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Avignone divenne residenza dei papi nel 1309, mentre questi fuggivano dal caos violento di Roma. Il palazzo venne costruito tra il 1335 e il 1364 su un naturale affioramento roccioso all'estremità nord-orientale della città, dominante il fiume Rodano. Il sito era occupato in precedenza dal vecchio palazzo episcopale dei vescovi di Avignone. Il palazzo venne costruito in due fasi principali, con due distinti segmenti, noti come il Palais Vieux (Palazzo Vecchio) e il Palais Neuf (Palazzo Nuovo). Al momento del suo completamento, occupava una superficie di 2,6 acri (11.000 m²). L'edificio fu incredibilmente costoso, e consumò gran parte delle entrate del papato durante la sua costruzione.

Il Palazzo Vecchio venne costruito dall'architetto Pierre Poisson di Mirepoix su istruzioni di papa Benedetto XII. L'austero Benedetto fece radere al suolo il vecchio palazzo episcopale e lo fece rimpiazzare con un edificio molto più grande, incentrato su un chiostro, pesantemente fortificato contro gli attaccanti. Le sue quattro ali sono fiancheggiate da alte torri.

La cappella grande

Sotto i papi Clemente VI, Innocenzo VI e Urbano V, l'edificio venne ampliato, a formare quello che oggi è noto come Palazzo Nuovo. Jean de Louvres venne incaricato da Clemente VI di costruire una nuova torre e gli edifici adiacenti, compresa una Cappella Grande, lunga 52 metri, che servisse come luogo per gli atti di adorazione papale. Altre due torri vennero costruite sotto Innocenzo VI, e Urbano V completò il cortile principale (noto come Court d'Honneur) con ulteriori edifici a racchiuderlo. L'interno dell'edificio venne sontuosamente decorato con gli affreschi di Matteo Giovannetti pittore giottesco di Viterbo, arazzi, dipinti, sculture e soffitti in legno.

I papi lasciarono Avignone nel 1377, per tornare a Roma, ma ciò portò al nuovo scisma durante il quale gli antipapi Clemente VII e Benedetto XIII fecero di Avignone la loro sede (fino al 1408). Quest'ultimo venne imprigionato nel Palazzo per dieci anni, dopo esservi stato assediato nel 1398. L'edificio rimase nelle mani delle forze antipapali per alcuni anni – fu assediato dal 1410 al 1411 – ma ritornò sotto l'autorità dei legati pontifici nel 1433.

Pianta del Palazzo dei Papi

Anche se il Palazzo rimase sotto controllo papale (assieme alla città e al Contado Venassino) per oltre 350 anni a seguire, si deteriorò gradualmente, nonostante un restauro nel 1516. Quando nel 1789 scoppiò la rivoluzione francese, era già in cattivo stato al momento in cui venne preso e saccheggiato dalle forze rivoluzionarie. Nel 1791 divenne teatro di un massacro di contro-rivoluzionari, i cui corpi vennero gettati nella Tour des Latrines del Palazzo Vecchio.

Il Palazzo venne in seguito preso in carico dallo Stato napoleonico, per essere utilizzato come caserma militare e prigione. Anche se fu ulteriormente danneggiato dall'occupazione militare, in particolare durante l'anticlericale Terza Repubblica, quando la restante falegnameria interna venne spazzata via per poter usare la struttura come stalla – gli affreschi vennero coperti e in gran parte distrutti – ciò ironicamente assicurò il nocciolo della sopravvivenza fisica dell'edificio. Venne lasciato libero solo nel 1906, quando divenne un museo nazionale. Da allora è praticamente sotto costante restauro.

La maggior parte del Palazzo è oggi aperta al pubblico; ospita anche un grande centro congressi e gli archivi del dipartimento della Vaucluse.

Note[modifica | modifica wikitesto]


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